Il primo capitolo introduce efficacemente la storia riportando criticità, sentimenti oscuri, rimandi ad un tempo in cui le relazioni hanno avuto inizio. Si è portati per direttissima in una vicenda che suscita subito curiosità e interesse, voglia di sapere. Questo è un libro bello e terribile con un titolo che sintetizza il succo della vicenda. Malapace è una pace finta, sbagliata, perché ha costi di sangue e dolore che lasciano strascichi inguaribili in chi, mai convintamente, l'ha perseguita. Malapace è anche fatica di vivere, quando i ricordi, i rimpianti, anche i rimorsi tormentano e sfiniscono, popolando i giorni e le notti. Capita raramente di trovare tanta ricchezza in un libro non lungo. 180 pagine cinematografiche che si muovono tra presente e lunghi affondi nel passato. Le scene che fanno da sfondo ai dialoghi o agli incontri sono preparate con accuratezza, piccoli ma significativi dettagli ci introducono in una stagione. E poi uno zoom sui protagonisti: primi piani grazie ai quali la scrittura sa cogliere ogni sguardo, sospiro, brivido, ogni moto dell'anima, piccolo o grande che sia. E poi riflessioni su temi importanti: la fede, le ideologie, l'impegno, la paura sviscerate fino in fondo e persone, persone non personaggi, che ti entrano dentro. Finale struggente.
Malapace di Francesca Veltri (Miraggi edizioni)è stata una scoperta bellissima. Ho preso il libro alla fiera di Più libri più Liberi a Roma e poi, quando ho saputo che era stato presentato allo Strega 2023, la curiosità l'ha fatto balzare in cima agli altri libri.
La trama all'apparenza è piuttosto semplice: è il 1944, la Seconda Guerra Mondiale è ormai agli sgoccioli. Ma il presente non esiste nella prigione in cui è rinchiuso François, un uomo malato e sofferente forse più a causa dei rimorsi che per colpa della malattia. Veltri ci costringe ad entrare in quella cella e improvvisamente mi sembra di cogliere odori, colori di quella stanza infernale. Io so cosa state pensando: è il solito libro ambientato durante la guerra che strappa consensi e fa rimanere nella comfort zone. Posso rispondere tranquillamente che vi sbagliate. Malapace non è niente di copiato, scontato, banale. Veltri, attraverso la lingua spietata e commovente, fa un'operazione di altro tipo: un'indagine filosofica, morale ed emotiva. Ma ora, sto correndo troppo. RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it