Da 5.000 anni è in corso un duello mortale tra due creature «condannate» all'immortalità: Ahmasi, sacerdotessa di culti esoterici ed amante del faraone Cheope, e il di lui figlio, un bambino apparentemente senza nome. Ad accomunare i due sopravvissuti all'era delle piramidi, in una rincorsa incessante attraverso i secoli, c'è anche un altro dettaglio: abbisognano costantemente di sangue fresco! Sono vampiri ! La seconda parte della saga si svolge nella New Orleans dei giorni nostri, dove il «bambino senza nome» misura, con dolore, la crudeltà di Ahmasi ma anche l'affetto profondo, fino al sacrificio, di persone semplici e buone. Avvincente la storia, continuamente «in corsa», ammantata di ironia pur nella sua crudezza. E straordinario l'uso del bianco e nero. Trillo e Risso danno un'altra prova della loro formidabile sapienza narrativa e grafica.
Carlos Trillo was an Argentine comic book writer. Trillo began a prolific career as writer already at the age of 20, writing his first story for Patoruzú magazine. Trillo created, together with Horacio Altuna, the strip El Loco Chávez, which appeared every day at the back of the newspaper Clarín from July 26, 1975 to November 10, 1987. After that, the strip was replaced by El Negro Blanco, which he wrote for the artist Ernesto García Seijas until September 1993. He married writer Ema Wolf and had two children. He participated on the creation of several comics including Cybersix in 1992, with Carlos Meglia, and the Clara de noche and Cicca Dum Dum series with Jordi Bernet. He has also collaborated with Alberto Breccia and Alejandro Dolina. In 1999, his work La grande arnaque won the Prize for Scenario at the Angoulême International Comics Festival. He died in London on May 8, 2011, while on holiday with his wife. (Source: Wikipedia)
La historia mejora, a mí modo de ver, al ahondar en el origen de los dos protagonistas y su enemistad, en su condición y, sobre todo en las consecuencias para los que los rodean. Un episodio dramático que toma decisiones difíciles. Me ha gustado más que el primero.