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Männer und Frauen. Roman
At the centre of this novel stands Harriet Haslam, the epitome of the maternal power figure, whose genuine but overpowering love dominates the novel and whose self-knowledge drives her into insanity. Even after her death Harriet continues to dominate.Surrounding this central figure are a host of marvelously realised characters - Sir Geoffrey Haslam, Harriet's husband, an innocent self-deluder; Dominic Spong, a hypocrite whose platitudes do not quite conceal his powerful self-interest; Agatha Calkin whose benevolent maternalism nearly hides the greediest of drives towards power; Lady Hardistry, the most outrageously witty of all sophisticates; Camilla Christy, a loose woman, dazzling, charming, and corrupt. Unlike Harriet Haslam, who will not spare herself the truth, the others are happier with their lies and can never achieve Harriet's grandeur.
Hardcover
First published January 1, 1931
About the author
Ivy Compton-Burnett
22 books136 followersDame Ivy Compton-Burnett, DBE was an English novelist, published (in the original hardback editions) as I. Compton-Burnett. Her works consist mainly of dialogue and focus on family life among the late Victorian or Edwardian upper middle class. She was awarded the 1955 James Tait Black Memorial Prize for her novel Mother and Son.
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Community Reviews
Displaying 1 - 17 of 17 reviews
December 2, 2022
Wonderfully shifting and complicating in its sympathies for the various characters. As brilliantly written and brutally painful as ever. My mission to read all of her in 2022 is reaching its end - only a couple more to go....
August 28, 2022
Un libro che narra un dramma domestico, ritraendo l’infelicità familiare. Harriet la severa madre di famiglia è in grado di scatenare un uragano con poche parole, un gesto, uno sguardo, Godfrey l'accomodante marito che ama la moglie nonostante tutto.
Il più grande cruccio della madre è proprio il futuro dei quattro figli, nessuno di loro fa quello che lei vorrebbe. Dopo un litigio con il primogenito, la madre tenta il suicidio e viene condotta in un istituto, dove trascorre diversi mesi. Al suo ritorno, la situazione che trova è tragica: ognuno ha fatto di testa propria e il marito ha in serbo per lei una spiacevole sorpresa. Come la prenderà?
Ma deve andare così? Può mai essere che la madre scelga la vita dei figli? Quante famiglie si trovano in queste situazioni? Penso che la libertà sia alla base di tutto e che questi atteggiamenti della madre, si sentono spesso in giro. Penso sia sbagliato: ogni figlio deve inseguire i propri sogni. Attenzione il parere della famiglia deve esserci ma non deve ostacolare la loro. Questa per me non si chiama felicità.
Un libro che fa riflettere, un continuo di dialoghi scritti con uno stile super scorrevole!!!!
Il più grande cruccio della madre è proprio il futuro dei quattro figli, nessuno di loro fa quello che lei vorrebbe. Dopo un litigio con il primogenito, la madre tenta il suicidio e viene condotta in un istituto, dove trascorre diversi mesi. Al suo ritorno, la situazione che trova è tragica: ognuno ha fatto di testa propria e il marito ha in serbo per lei una spiacevole sorpresa. Come la prenderà?
Ma deve andare così? Può mai essere che la madre scelga la vita dei figli? Quante famiglie si trovano in queste situazioni? Penso che la libertà sia alla base di tutto e che questi atteggiamenti della madre, si sentono spesso in giro. Penso sia sbagliato: ogni figlio deve inseguire i propri sogni. Attenzione il parere della famiglia deve esserci ma non deve ostacolare la loro. Questa per me non si chiama felicità.
Un libro che fa riflettere, un continuo di dialoghi scritti con uno stile super scorrevole!!!!
August 7, 2022
Non so neanche da dove iniziare a recensire questo libro. Mediocre, noioso, con dialoghi forzati usati spesso come riempitivo; la trama narra praticamente il 50% del libro, quindi l'unica parte lievemente più interessante è quella finale. Personaggi odiosi, manipolatori, che non hanno personalità e con cui ho avuto zero empatia. Non ne salvo mezzo, davvero pessimi e banali, una caricatura tragicominca che è utile ad arrivare ad un fine. Non so neanche se il fine della Compoton fosse quello di fare una critica alla società inglese di fine '800 - inizio '900, anche perchè pure il contesto sociale è molto raffazionato e vediamo ben poco di quello che succede oltre le quattro mura della dimora dei coniugi Haslam. Una cosa però posso dire: quando la dittatrice è morta ho esultato!
Detto questo, credo che la mia esperienza con la Compton-Burnett finisce qua. Niente di personale, è palese che non parliamo e non parleremo mai la stessa lingua.
2/5
Did Not Finish
October 18, 2019I read half of this: the bizarre way the characters spoke to each other, and the fact that there wasn’t anything else going on in the novel except that strange dialogue, defeated me utterly.
Read
January 17, 2024There is a consistent absurdity in Compton-Burnett's work, a picture of a largish group of people living in the country with more money than sense, self-obsessed and pontificatory, prone to suicide/murder and breaking engagements. Though there is usually dry but consistent humour in their elaborate dialogue, one sometimes wonders if there is enough difference to be sustained over such a long body of work. I will continue to explore her oeuvre, for the moment, at any rate.
July 6, 2018
TAGLINE: "Must you really be a spinster, even though people will never understand it?
People like you will understand it.
But do you realise how uncommon I am? There are no people like me"
It was love at “first pages”. The miniature universe hosting the trivial mock-drama. The drawing-room of an English estate circa 1900 as playground. The stiffness of the English gentry. The cynicism, the cruelty with which she exposes the egos, the narrow-mindedness, the spinelessness of her male characters. The sadness felt when her female characters, strong, even tyrannic women, have to marry so they belong.
A challenge for the reader - fine honed language, archaic vocabulary, no stage directions and no descriptions. Pure dialogue lines. One gets it or guesses it. I definitely feel there's a lot still there, hiding from being grasped.
QUOTES:
"Would you like a wife who was better than yourself on your own line?
Yes, if she really was better. But married people can't continue on the same line. To a man and a woman there must in the end be a man and a woman's life."
"We are not able to limit our dealing to a world constituted just as we should like it"
"People will not realize that the pleasure in being well informed should be intellectual; they make it social"
"I have come home to find they can live with me away.
Of course they can. You must not force people to do things, and then complain of their doing them.
People don't feel as much as you want them to."
People like you will understand it.
But do you realise how uncommon I am? There are no people like me"
It was love at “first pages”. The miniature universe hosting the trivial mock-drama. The drawing-room of an English estate circa 1900 as playground. The stiffness of the English gentry. The cynicism, the cruelty with which she exposes the egos, the narrow-mindedness, the spinelessness of her male characters. The sadness felt when her female characters, strong, even tyrannic women, have to marry so they belong.
A challenge for the reader - fine honed language, archaic vocabulary, no stage directions and no descriptions. Pure dialogue lines. One gets it or guesses it. I definitely feel there's a lot still there, hiding from being grasped.
QUOTES:
"Would you like a wife who was better than yourself on your own line?
Yes, if she really was better. But married people can't continue on the same line. To a man and a woman there must in the end be a man and a woman's life."
"We are not able to limit our dealing to a world constituted just as we should like it"
"People will not realize that the pleasure in being well informed should be intellectual; they make it social"
"I have come home to find they can live with me away.
Of course they can. You must not force people to do things, and then complain of their doing them.
People don't feel as much as you want them to."
November 15, 2022
“ Ma a questo mondo è raro ottenere una completa soddisfazione ”
Harriet Haslam è una madre dispotica e invadente che persevera nel far fare ai suoi quattro figli quello che vuole lei, ottenendo pochi risultati.
Matthew, il primogenito, ha preferito la ricerca scientifica alla più remunerata e prestigiosa carriera da medico sognata da lady Haslam
Il secondogenito Jermyn invece ha la poesia nel sangue, a dispetto degli editori che snobbano i suoi lavori.
Griselda vuole un matrimonio che a giudizio della madre Harriet sarà poco conveniente, mentre il più piccolo e amato dei quattro, Gregory, a vent’anni passa il suo tempo con tre vecchie signore inglesi, ignorando i coetanei e soprattutto la giovane che lady Haslam ha individuato come nuora perfetta
Infine c’è il marito Godfrey, buono a nulla e spendaccione che la ama senza capire il perché delle macchinazioni della moglie; lo considera un piccolo prezzo da pagare per vivere in pace
Dopo l’ennesimo litigio con la madre, Matthew, tenta il suicidio
Si salva ma Harriet ne esce distrutta e incapace di reggere il quotidiano
Dopo sei mesi di ricovero in una clinica la donna torna a casa e trova tutti cambiati e soprattutto ognuno di loro finalmente fa di testa propria
Attraverso i dialoghi e le contraddizioni, Ivy Compton Burnett lancia un'accusa contro la buona società di un piccolo paese sperduto nel verde della campagna inglese, angusto e di un'ipocrisia abissale.
La grande forza di Ivy Compton-Burnett è nel suo stile fatto di una ferocia impressionante con cui presenta le insondabili tragedie a porte chiuse di una famiglia dove la volontà di predominare e di far soffrire (mai direttamente menzionata ma c’è) sono le molle principali della trama e dei dialoghi brillanti, seppur pieni di livore, dove la repressione dei desideri altrui viene vissuta come una cinica selezione naturale
Tutto in perfetto humor inglese
Harriet Haslam è una madre dispotica e invadente che persevera nel far fare ai suoi quattro figli quello che vuole lei, ottenendo pochi risultati.
Matthew, il primogenito, ha preferito la ricerca scientifica alla più remunerata e prestigiosa carriera da medico sognata da lady Haslam
Il secondogenito Jermyn invece ha la poesia nel sangue, a dispetto degli editori che snobbano i suoi lavori.
Griselda vuole un matrimonio che a giudizio della madre Harriet sarà poco conveniente, mentre il più piccolo e amato dei quattro, Gregory, a vent’anni passa il suo tempo con tre vecchie signore inglesi, ignorando i coetanei e soprattutto la giovane che lady Haslam ha individuato come nuora perfetta
Infine c’è il marito Godfrey, buono a nulla e spendaccione che la ama senza capire il perché delle macchinazioni della moglie; lo considera un piccolo prezzo da pagare per vivere in pace
Dopo l’ennesimo litigio con la madre, Matthew, tenta il suicidio
Si salva ma Harriet ne esce distrutta e incapace di reggere il quotidiano
Dopo sei mesi di ricovero in una clinica la donna torna a casa e trova tutti cambiati e soprattutto ognuno di loro finalmente fa di testa propria
Attraverso i dialoghi e le contraddizioni, Ivy Compton Burnett lancia un'accusa contro la buona società di un piccolo paese sperduto nel verde della campagna inglese, angusto e di un'ipocrisia abissale.
La grande forza di Ivy Compton-Burnett è nel suo stile fatto di una ferocia impressionante con cui presenta le insondabili tragedie a porte chiuse di una famiglia dove la volontà di predominare e di far soffrire (mai direttamente menzionata ma c’è) sono le molle principali della trama e dei dialoghi brillanti, seppur pieni di livore, dove la repressione dei desideri altrui viene vissuta come una cinica selezione naturale
Tutto in perfetto humor inglese
August 26, 2022
Tutti i genitori vorrebbero vedere i propri figli realizzati e con un futuro stabile e garantito. Harriet Haslam però rasenta l’imposizione.
⠀
Harriet è moglie e madre di quattro figli: tre maschi e una femmina. Tutti hanno ambizioni e desideri che non proprio combaciano con quelli della donna che - per questa situazione - si trova a vivere una situazione infelice e carica di tensione che la portano a tentare il “gesto estremo”.
⠀
Dopo un periodo di ricovero e cura lontana da casa, Harriet troverà la propria famiglia come la desidera lei o la situazione sarà sfuggita dal suo controllo?
⠀
Quello che Ivy Compton Burnett confeziona è un romanzo delizioso sui legami familiari che non sono sempre come quelli della Mulino Bianco, ma che fanno penare, indisporre ed indispettire. Tocca temi importanti come le fragilità e le debolezze che una persona può incontrare nella vita e lo fa con una velata ironia che rende la lettura piacevole e - se vogliamo - leggera.
⠀
Questo è il primo libro che leggo dell’autrice, ma sapevo che un suo tratto (per così dire) distintivo era la presenza “massiccia” di dialoghi. Ecco, questo libro lo conferma e nonostante io non sia amante dei troppi dialoghi, in Mariti e mogli li ho trovati scorrevoli e di facile comprensione.
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Approfondirò sicuramente questa scrittrice.
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Harriet è moglie e madre di quattro figli: tre maschi e una femmina. Tutti hanno ambizioni e desideri che non proprio combaciano con quelli della donna che - per questa situazione - si trova a vivere una situazione infelice e carica di tensione che la portano a tentare il “gesto estremo”.
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Dopo un periodo di ricovero e cura lontana da casa, Harriet troverà la propria famiglia come la desidera lei o la situazione sarà sfuggita dal suo controllo?
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Quello che Ivy Compton Burnett confeziona è un romanzo delizioso sui legami familiari che non sono sempre come quelli della Mulino Bianco, ma che fanno penare, indisporre ed indispettire. Tocca temi importanti come le fragilità e le debolezze che una persona può incontrare nella vita e lo fa con una velata ironia che rende la lettura piacevole e - se vogliamo - leggera.
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Questo è il primo libro che leggo dell’autrice, ma sapevo che un suo tratto (per così dire) distintivo era la presenza “massiccia” di dialoghi. Ecco, questo libro lo conferma e nonostante io non sia amante dei troppi dialoghi, in Mariti e mogli li ho trovati scorrevoli e di facile comprensione.
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Approfondirò sicuramente questa scrittrice.
September 8, 2022
Dopo aver letto l’anno scorso “Servo e serva” non potevo perdermi un nuovo libro della Compton Burnett, che già mi aveva conquistato con il suo stile unico e molto particolare nel raccontarci una storia.
Harriet è una severa madre di famiglia con un fortissimo carattere e desidera comandare la vita dei suoi quattro figli considerando che i suoi desideri sono il meglio per loro.
Però una violenta discussione con il suo figlio maggiore, che desidera dedicarsi alla ricerca medica invece che aprire una consulta, la porterà ad un tentato suicidio, provocando un terremoto che mette in discussione la vita, i sogni ed il futuro di ciascuno dei membri della famiglia.
Leggere i libri della Compton Burnett è come presenziare un’opera di teatro: tutta la storia si svolge all’interno delle case, in una o due stanze al massimo, e sono descritte nel minimo indispensabile.
Un universo in miniatura rinchiuso dentro il salotto di una tenuta inglese del 1900 come campo di gioco. La rigidità della nobiltà inglese e i suoi più brutti peccati: il cinismo, la crudeltà con cui la scrittrice mette a nudo e porta all’eccesso l'egoismo, la ristrettezza di vedute, la mancanza di carattere dei suoi personaggi maschili. La tristezza che si prova quando i suoi personaggi femminili, donne forti e perfino tiranniche, devono sposarsi per appartenere alla società.
Dialoghi acuti e profondi, pieni d’ironia, sono il punto forte della storia, rimarcano attraverso le parole dei personaggi le debolezze e le fragilità di ciascuno di loro, smascherando così famiglie che sono molto lontane dell’archetipo di Mulino Bianco o Barilla.
Un’altra storia che ci costringe a pensare e a ragionare su fino dove l’amore di una madre si può spingere per “forgiare” la vita ed il destino dei suoi figli.
Harriet è una severa madre di famiglia con un fortissimo carattere e desidera comandare la vita dei suoi quattro figli considerando che i suoi desideri sono il meglio per loro.
Però una violenta discussione con il suo figlio maggiore, che desidera dedicarsi alla ricerca medica invece che aprire una consulta, la porterà ad un tentato suicidio, provocando un terremoto che mette in discussione la vita, i sogni ed il futuro di ciascuno dei membri della famiglia.
Leggere i libri della Compton Burnett è come presenziare un’opera di teatro: tutta la storia si svolge all’interno delle case, in una o due stanze al massimo, e sono descritte nel minimo indispensabile.
Un universo in miniatura rinchiuso dentro il salotto di una tenuta inglese del 1900 come campo di gioco. La rigidità della nobiltà inglese e i suoi più brutti peccati: il cinismo, la crudeltà con cui la scrittrice mette a nudo e porta all’eccesso l'egoismo, la ristrettezza di vedute, la mancanza di carattere dei suoi personaggi maschili. La tristezza che si prova quando i suoi personaggi femminili, donne forti e perfino tiranniche, devono sposarsi per appartenere alla società.
Dialoghi acuti e profondi, pieni d’ironia, sono il punto forte della storia, rimarcano attraverso le parole dei personaggi le debolezze e le fragilità di ciascuno di loro, smascherando così famiglie che sono molto lontane dell’archetipo di Mulino Bianco o Barilla.
Un’altra storia che ci costringe a pensare e a ragionare su fino dove l’amore di una madre si può spingere per “forgiare” la vita ed il destino dei suoi figli.
May 3, 2023
Non avrei mai pensato di dire una cosa del genere, ma i dialoghi sono veramente eccessivi in questo libro. E io sono una che ama i dialoghi! Sarà che mi sono apparsi estremamente verbosi, spesso ridondanti e, in definitiva, decisamente pesanti.
Più volte ho pensato di abbandonare la lettura, ma ho resistito stoicamente per vedere dove andava a parare.
In realtà mi sono resa conto che la sinossi praticamente riassume tutto il contenuto del romanzo, ragione in più che mi spingeva a mollare.
Per fortuna verso la fine la storia diventa leggermente più interessante e, in alcuni momenti, mi ha fatto persino sorridere.
Il personaggio della madre è parecchio odioso, ma anche tutti gli altri non sono certo simpatici. Forse l'unico che ha suscitato un po' la mia simpatia è il maggiordomo per il suo aplomb sempre impeccabile nel lanciare allusioni e stoccate non da poco.
Ciò che maggiormente mi ha divertita è che
Più volte ho pensato di abbandonare la lettura, ma ho resistito stoicamente per vedere dove andava a parare.
In realtà mi sono resa conto che la sinossi praticamente riassume tutto il contenuto del romanzo, ragione in più che mi spingeva a mollare.
Per fortuna verso la fine la storia diventa leggermente più interessante e, in alcuni momenti, mi ha fatto persino sorridere.
Il personaggio della madre è parecchio odioso, ma anche tutti gli altri non sono certo simpatici. Forse l'unico che ha suscitato un po' la mia simpatia è il maggiordomo per il suo aplomb sempre impeccabile nel lanciare allusioni e stoccate non da poco.
Ciò che maggiormente mi ha divertita è che
November 18, 2021
Men & Wives is a good example of Ivy's fixation on dreadful, dysfunctional families. The conclusion is mind-blowingly amoral, in keeping with her general literary outlook. This novel is bit easier going than some of the later ones because she provides a bit more description of her characters actions, rather than relying almost completely on dialogue. A good place to start if you want to experience an underestimated literary genius at work.
May 19, 2026
J'adore les dramas familiaux victoriens
November 2, 2022
Questo romanzo ritrae situazioni di infelicità familiare, con un dramma domestico e dei temi importanti trattati con spiccata ironia.
Ci sono così tanti personaggi che frequentano la casa della signora Haslam, che risulta difficile empatizzare con uno di loro ed essere coinvolti nella narrazione.
I dialoghi invece, sono decisamente troppi, non ne ho mai visti così tanti in un solo libro, fortunatamente questo non compromette la scorrevolezza della lettura.
Ci sono così tanti personaggi che frequentano la casa della signora Haslam, che risulta difficile empatizzare con uno di loro ed essere coinvolti nella narrazione.
I dialoghi invece, sono decisamente troppi, non ne ho mai visti così tanti in un solo libro, fortunatamente questo non compromette la scorrevolezza della lettura.
November 10, 2022
Sembra impossibile cercare di descrivere una scrittrice eccezionale del calibro di Ivy Compton Burnett. L'autrice inglese, nei suoi racconti tendenzialmente ambientati nella buona società di inizio Novecento, spicca come sempre per il suo stile armonico e costruito, formato di dialoghi complessi e pieni di frasi non dette (tipica educazione di stile vittoriano), accostando però anche una crudezza e prosa pungente, in grado di rendere le proprie storie, se non uniche, ma sicuramente molto caratteristiche e particolari.
In questa nuova recente pubblicazione Fazi, vediamo un ambiente famigliare, circondato da uno stuolo di conoscenti e amici nella (presumibile) buona società della campagna inglese, orientativamente dell'epoca edoardiana.
Harriet Haslam, severa madre di famiglia, è in grado di scatenare un uragano con poche parole, con un semplice gesto, con uno sguardo. La sua insofferenza verso il mondo, acuita dall'insonnia che la tormenta, spesso si tramuta in furia, nonostante la silenziosa opera di Godfrey, accomodante marito-cuscinetto. Il più grande cruccio della donna è il futuro dei quattro figli: Matthew, il maggiore, preferirebbe darsi alla ricerca invece di iniziare la sua pratica medica; Jermyn ha assurde aspirazioni da poeta; Griselda è decisa a sposare il reverendo Bellamy, fresco di divorzio, mentre Gregory preferisce la compagnia di tre anziane signore a quella dei coetanei. Dopo un litigio con il primogenito Harriet tenta il suicidio e viene quindi portata in un istituto, dove trascorre sei mesi. Al suo ritorno, la situazione che trova supera le sue peggiori aspettative: ognuno dei ragazzi ha fatto di testa propria e, come se non bastasse, anche il marito ha in serbo per lei una spiacevole sorpresa.
È davvero troppo: Harriet non ha nessuna intenzione di restare in silenzio…
Intrighi, segreti e vendette fanno da sfondo ad una storia che è quasi una rappresentazione teatrale, (date le enormi apparizioni di personaggi e gli innumerevoli dialoghi) in cui la verità rimane nascosta fino ai suoi attimi finali, in quello che sarà un epilogo che è a metà strada tra l'impossibile e l'assurdo.
In questa nuova recente pubblicazione Fazi, vediamo un ambiente famigliare, circondato da uno stuolo di conoscenti e amici nella (presumibile) buona società della campagna inglese, orientativamente dell'epoca edoardiana.
Harriet Haslam, severa madre di famiglia, è in grado di scatenare un uragano con poche parole, con un semplice gesto, con uno sguardo. La sua insofferenza verso il mondo, acuita dall'insonnia che la tormenta, spesso si tramuta in furia, nonostante la silenziosa opera di Godfrey, accomodante marito-cuscinetto. Il più grande cruccio della donna è il futuro dei quattro figli: Matthew, il maggiore, preferirebbe darsi alla ricerca invece di iniziare la sua pratica medica; Jermyn ha assurde aspirazioni da poeta; Griselda è decisa a sposare il reverendo Bellamy, fresco di divorzio, mentre Gregory preferisce la compagnia di tre anziane signore a quella dei coetanei. Dopo un litigio con il primogenito Harriet tenta il suicidio e viene quindi portata in un istituto, dove trascorre sei mesi. Al suo ritorno, la situazione che trova supera le sue peggiori aspettative: ognuno dei ragazzi ha fatto di testa propria e, come se non bastasse, anche il marito ha in serbo per lei una spiacevole sorpresa.
È davvero troppo: Harriet non ha nessuna intenzione di restare in silenzio…
Intrighi, segreti e vendette fanno da sfondo ad una storia che è quasi una rappresentazione teatrale, (date le enormi apparizioni di personaggi e gli innumerevoli dialoghi) in cui la verità rimane nascosta fino ai suoi attimi finali, in quello che sarà un epilogo che è a metà strada tra l'impossibile e l'assurdo.
August 20, 2022
Come fanno alcuni a dire che Ivy Compton Burnett non caratterizza i suoi personaggi, che sono addirittura piatti, se invece ci riesce magnificamente anche solo attraverso i dialoghi?!
Ammetto che questo non è il suo miglior romanzo perché ci mette parecchio ad ingranare, ma mi è piaciuto comunque tantissimo. Splendidamente arguta, come sempre! Preziosa e rara, come lei non ce ne sono.
Leggi qui per un parere più approfondito: https://www.instagram.com/p/ChuUYdRMn...
Ammetto che questo non è il suo miglior romanzo perché ci mette parecchio ad ingranare, ma mi è piaciuto comunque tantissimo. Splendidamente arguta, come sempre! Preziosa e rara, come lei non ce ne sono.
Leggi qui per un parere più approfondito: https://www.instagram.com/p/ChuUYdRMn...
January 28, 2015
Harriet Haslam suffers from insomnia and disappointment in her children's lives. Matthew engages in unprofitable medical research rather than taking a doctor's practice; Jermyn wants to be a poet rather than pursuing scholarship, Griselda plans to marry the pompus and recently divorced Reverend Bellamy and Gregory prefers the company of local old maids and widows to that of his peers. Only her ruling hand holds in check her feckless and spendthrift husband Godfrey.
A few days after Matthew has confronted her with her controlling dominance at the breakfast table, Harriet attempts suicide, only to find after announcing her imminent death to her family that she has taken a placebo; this is followed by a nervous breakdown and her being taken away to an asylum. In her absence, the family seems at first inclined to follow her wishes for their lives but quickly revert to their old ways, with Godfrey spending considerable sums from their savings to further his children's ambitions and wishes. Matthew has become engaged to the promiscuous Camilla, the reverend's ex-wife. Harriet returns cured after six months, but is appalled to find how her children and husband have behaved in her absence.She apparently commits suicide by swallowing a poison pill along with her sleeping pills, but this is revealed as an act of murder by Matthew, in an attempt to keep his mother from scuttling his forthcoming marriage. The family covers this up, seemingly convincing themselves that Harriet's death was indeed suicide and Matthew has falsely confessed out of a sense of guilt. In the end Harriet's children and husband follow the lives she would have had them leave: a control she couldn't exercise in life is accomplished by her death.
Orestes.
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A few days after Matthew has confronted her with her controlling dominance at the breakfast table, Harriet attempts suicide, only to find after announcing her imminent death to her family that she has taken a placebo; this is followed by a nervous breakdown and her being taken away to an asylum. In her absence, the family seems at first inclined to follow her wishes for their lives but quickly revert to their old ways, with Godfrey spending considerable sums from their savings to further his children's ambitions and wishes. Matthew has become engaged to the promiscuous Camilla, the reverend's ex-wife. Harriet returns cured after six months, but is appalled to find how her children and husband have behaved in her absence.She apparently commits suicide by swallowing a poison pill along with her sleeping pills, but this is revealed as an act of murder by Matthew, in an attempt to keep his mother from scuttling his forthcoming marriage. The family covers this up, seemingly convincing themselves that Harriet's death was indeed suicide and Matthew has falsely confessed out of a sense of guilt. In the end Harriet's children and husband follow the lives she would have had them leave: a control she couldn't exercise in life is accomplished by her death.
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This entire review has been hidden because of spoilers.
February 7, 2014
Not as genius as Pastors and Masters. But still pretty genius.
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