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La legge suprema delle cose è il mutamento. Nell’antichità lo diceva il poeta Lucrezio: che poneva il mondo a caso, ma negando il mistero di natura e le metamorfosi degli dèi. Eppure il fantastico chiama attorno a sé l’orizzonte tutto della vita normale. È una coestensione della realtà. E autentica se stesso, verificando il pensabile sul visibile. Lo scrittore Tommaso Landolfi, esperto in piedicapre, raccontò una volta di una capra mannara. E ne diede sufficiente testimonianza: «La fanciulla portava le sue appendici caprine come le sirene la loro coda; non ci si rimette di coscienza con questa immagine, né si nuoce alla precisione, giacché non si dà chi, volendo, non abbia visto una sirena». Sui versi tradotti di Lucrezio, Giurlà impara a farsi amico un paesaggio di pascoli e stazzi che prima non gli teneva compagnia; e impara ad accordare la selvatichezza con la felicità e il piacere. L’adolescente Giurlà è un mandriano di capre. Proviene dalla costa. È un ottimo nuotatore, e ha rischiato di diventare un altro Cola Pesce. Ha sfiorato pure il pericolo della deportazione nelle terre calve: poteva diventare un caruso, un nuovo (pirandelliano) Ciàula negli antri infernali e nelle tenebre di una zolfara. Come guardiano di armenti, sugli altopiani, poteva toccargli in sorte (verghianamente) il destino di solitudine di Jeli il pastore. Giurlà approda invece in una prateria. Si immerge e galleggia nell’erba, o nelle acque sciapide di un lago, ora. Sente l’allarme dei sensi. E cerca calore nel pelliccione di una capra, tra una musata e una sgroppata. La capra, Beba, è solitaria: ostinata e fedele; oltre che di permalosa gelosia. Sa battere gli zoccoli, al momento opportuno, e imporsi, dopo i lagni di un belare querulo e dolente. Beba è ferina e misteriosamente umana. Sa amare e farsi amare. Giurlà è, a sua volta, un amante che non sopporta la distanza; e neppure l’attesa. La favola della capra-donna è di nuda tenerezza; assai diversa dalla cronaca pelosa della continuata violenza, che «armàli» più grossi dei becchi consumano intanto su una innocente «pupa» fatta di carne. Beba è diversamente innocente, pur nella sua selvaggia rustichezza. E trova umano riscatto nella complementare Anita: la marchesina, che ha un suo amabile segreto femminile, un mirabile attributo; la moglie di Giurlà, alla fine, con sonaglio al collo e zoccolo caprino. Nelle masserie, una narratrice, continua a raccontare storie di metamorfosi. Ragguaglia su Giove, che si fece cigno per Leda; e su Pasifae, che si fece montare da un toro. Salvatore Silvano Nigro

195 pages, Paperback

First published January 1, 2009

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About the author

Andrea Camilleri

430 books2,464 followers
Andrea Camilleri was an Italian writer. He is considered one of the greatest Italian writers of both 20th and 21st centuries.

Originally from Porto Empedocle, Sicily, Camilleri began studies at the Faculty of Literature in 1944, without concluding them, meanwhile publishing poems and short stories. Around this time he joined the Italian Communist Party.

From 1948 to 1950 Camilleri studied stage and film direction at the Silvio D'Amico Academy of Dramatic Arts, and began to take on work as a director and screenwriter, directing especially plays by Pirandello and Beckett. As a matter of fact, his parents knew Pirandello and were even distant friends, as he tells in his essay on Pirandello "Biography of the changed son". His most famous works, the Montalbano series show many pirandellian elements: for example, the wild olive tree that helps Montalbano think, is on stage in his late work "The giants of the mountain"

With RAI, Camilleri worked on several TV productions, such as Inspector Maigret with Gino Cervi. In 1977 he returned to the Academy of Dramatic Arts, holding the chair of Movie Direction, and occupying it for 20 years.

In 1978 Camilleri wrote his first novel Il Corso Delle Cose ("The Way Things Go"). This was followed by Un Filo di Fumo ("A Thread of Smoke") in 1980. Neither of these works enjoyed any significant amount of popularity.

In 1992, after a long pause of 12 years, Camilleri once more took up novel-writing. A new book, La Stagione della Caccia ("The Hunting Season") turned out to be a best-seller.

In 1994 Camilleri published the first in a long series of novels: La forma dell'Acqua (The Shape of Water) featured the character of Inspector Montalbano, a fractious Sicilian detective in the police force of Vigàta, an imaginary Sicilian town. The series is written in Italian but with a substantial sprinkling of Sicilian phrases and grammar. The name Montalbano is an homage to the Spanish writer Manuel Vázquez Montalbán; the similarities between Montalban's Pepe Carvalho and Camilleri's fictional detective are remarkable. Both writers make great play of their protagonists' gastronomic preferences.

This feature provides an interesting quirk which has become something of a fad among his readership even in mainland Italy. The TV adaptation of Montalbano's adventures, starring the perfectly-cast Luca Zingaretti, further increased Camilleri's popularity to such a point that in 2003 Camilleri's home town, Porto Empedocle - on which Vigàta is modelled - took the extraordinary step of changing its official denomination to that of Porto Empedocle Vigàta, no doubt with an eye to capitalising on the tourism possibilities thrown up by the author's work.

In 1998 Camilleri won the Nino Martoglio International Book Award.

Camilleri lived in Rome where he worked as a TV and theatre director. About 10 million copies of his novels have been sold to date, and are becoming increasingly popular in the UK and North America.

In addition to the degree of popularity brought him by the novels, in recent months Andrea Camilleri has become even more of a media icon thanks to the parodies aired on an RAI radio show, where popular comedian, TV-host and impression artist Fiorello presents him as a raspy voiced, caustic character, madly in love with cigarettes and smoking (Camilleri is well-known for his love of tobacco).

He received an honorary degree from University of Pisa in 2005.

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Displaying 1 - 23 of 23 reviews
Profile Image for piperitapitta.
1,051 reviews469 followers
March 29, 2025
Con Il sonaglio, terzo della trilogia, finisco di leggere La Trilogia delle Metamorfosi.



Era da parecchio tempo che non leggevo Camilleri, l'ho fatto in coincidenza del Centenario della sua nascita e in occasione del Premio organizzato dal Fondo Camilleri per celebrarlo e a lui dedicato (farò parte della giuria del pubblico con il Circolo di lettura della mia biblioteca). Era da tempo che non lo leggevo, dicevo, e ho trovato la sua lingua molto più complessa di quanto non ricordassi e mi fosse sembrato sia con la lettura dei gialli del Commissario Montalbano che con molti dei suoi romanzi a sfondo storico più famosi: qui la lingua è realmente più "stretta", ho consultato più volte il Dizionario Camilleriano/Italiano che è stato messo online molti anni fa per aiutare i lettori di tutte le parti di Italia (e forse anche creare in maniera più tangibile un universo mondo camilleriano) e devo ammettere che in alcuni momenti il piacere della lettura ha risentito del tentativo continuo di comprensione di tutte le parole e della fatica che ne è conseguita. Ma leggere Camilleri è, per me, sempre fonte di gioia, un arricchimento continuo, la scoperta costante di usi, tradizioni, avvenimenti della nostra storia passata: questa volta, per esempio, leggendo proprio Il sonaglio ho scoperto dell'esistenza (in un passato per fortuna molto remoto) del “soccorso morto”, quello che incorreva tra la famiglia dei “carusi” inviati in miniera e il “picconiere”, che era l’uomo che pagando la famiglia si impegnava a prenderli sotto la propria responsabilità nutrendoli e curandoli (ma tutti abbiamo letto Rosso Malpelo e altre novelle e sappiamo bene che la realtà del lavoro minorile, soprattutto quello nelle miniere, era ben diversa).
Tutti e tre raccontano di amore e della difficoltà che dovranno fare i tre uomini protagonisti per accettare la natura mutevole delle tre donne che amano: una donna sirena, una donna albero e una donna capra, e in tutte e tre le storie la vicenda amorosa si unisce e si fonde in una dimensione che resta in equilibrio tra realtà storica e mito, alla grande capacità di raccontare e scrivere storie di Andrea Camilleri.

Maruzza Musumeci ***
Il casellante ****
Il sonaglio ***1/2



Il mio preferito, però, il primo è Maruzza Musumeci, è stato il secondo, Il casellante, che non solo mi ha fatta commuovere, provare dolore e arrabbiare, ma anche pensare a un legame (del tutto casuale) con La vegetariana di Han Kang.
July 17, 2019
La questione della lingua

Quando la rivoluzione industriale con il suo boom economico risparmiò la Sicilia, ci stracciammo le vesti. Qualcuno, voce solitaria, disse: potrebbe essere un’opportunità!
Si sbagliava, perché l’inquinamento arrivò lo stesso e così la modernità senza civiltà ma senza saperlo, la voce solitaria, fu anche inconsapevolmente profetica.

Solo nell'isola degli dei minori, del deserto senza cattedrali ma verde, giallo e bruno, deserto che rende infinite le distanze tra due “capoluoghi”, solo qua può nascere un racconto come il “Sonaglio”, scritto nella lingua dei guardiani degli dei, lingua abbagliata da questa luce che tutto invade fino a smagliarne i confini. Il siciliano, l’unica lingua che può raccontare la verità di questa terra, su cui si era arrovellato Verga senza trovare il coraggio di mettere sulla carta il suono che dà voce al dolore dei siciliani vinti.

Quello di Camilleri è il siciliano parlato oggi, non quello di cento anni fa né quello aulico di Ciullu, ma grazie a questa modernità riesce a far comunicare all’antico e povero mondo di allora le sue visioni, con la sola lingua conosciuta.
In Italiano, quest’italiano contemporaneo vuoto di contenuti, piatto e povero, sarebbe stato solo uno sconcio racconto. Come rendere mitici Giulà e Beba nell’italiano televisivo o facebucchino, che celebra il suo vuoto e impoverisce i sentimenti? Ci voleva questo dialetto pregno a trasformare in favola il rapporto d’amore tra un pastorello e la sua capretta Beba. Dopo quante righe si dimentica la sua natura animale?
E il senso di colpa straziante del pastorello, all’improvviso consapevole di aver ceduto a suo istinto umano, capovolge la realtà che non sempre è anche vera.
La loro storia d’amore, di Ciurlà e Beba, sfugge miracolosamente al mondo di Verga e di Pirandello, quel mondo fatto di miniere, di fatica in cui i bambini sono destinati a morire di fatica. In quel mondo,
Ciurlà, pastorello e Cola Pesce, vive questa favola siciliana che parla all’universo.
Profile Image for Anto M..
1,234 reviews97 followers
September 14, 2022
Ultimo libro della trilogia delle "metamorfosi" dell'autore. Questo viaggio tra il mito e il fantastico mi è comunque piaciuto molto, anche se il "siculo" è molto più marcato, molto più primitivo, tanto che a volte dovevo rileggere due volte per comprendere, ma è proprio questo linguaggio quasi ancestrale a rendere una diversa visione della storia narrata. Dei tre è quello meno "magico", più carnale e, la mutazione finale, non è così netta come negli altri due. Camilleri non è solo Montalbano, Camilleri è un autore eclettico e lo dimostra perfettamente con questa sorta di trilogia!
Profile Image for Josue Linas.
44 reviews1 follower
January 29, 2022
Muy interesante el cierre con otra metamorfosis, regala imágenes de paisajes y lugares maravillosos, sin embargo es un tanto perturbadora la historia (muy diferente al resto) fue un salto arriesgado del autor.
Profile Image for Gaglioz.
355 reviews13 followers
July 6, 2021
Aperto sconfinamento nel mito, con una lingua siculo-italiana più primitiva rispetto alla morbida variante giallistica di tanti altri romanzi di Camilleri.
Due mondi si contrappongono nell'esperienza del giovanissimo Giurlà, nato sulla spiaggia di Vigata e cresciuto quasi come un novello Cola-pesce, quindi - per un fortuito concorso di circostanze - sfuggito al destino di caruso di miniera e al lunghissimo servizio militare sabaudo per diventare un valente guardiano di capre sugli altopiani dell'entroterra.
I pascoli inaspettatamente si rivelano più confacenti al suo animo: lassù tutto è più vivido, aria, colori, cibo, libertà. In questo contesto si sviluppa un'affezione amorosa potentissima per la capra Beba, che si concluderà con una sorta di parziale metamorfosi e - forse, chi può dirlo? - trasmigrazione d'anima, in un finale praticamente fiabesco.
Profile Image for Grazia Omicini.
83 reviews1 follower
October 26, 2011
Termina splendidamente la trilogia delle Metamorfosi, la prima nel mare (la donna-sirena) la seconda in terra e sottoterra (la donna-albero) e la terza in montagna (la donna-capra). Qui l'atmosfera è apparentemente più realistica, con le descrizioni del mondo dei pescatori, dei minatori e dei pastori. Man mano però che il rapporto tra Giurlà e Beba si fa più intenso, si intensifica l'immersione dell'uomo nella natura e nei suoi misteri (il lago, in particolare, con la sua acqua difficile e il fondale minaccioso). Anche qui la donna attraversa un percorso di quasi-morte (attraverso un dolore profondo) e rinascita per congiungersi alla propria seconda natura, con l'uomo che fa da catalizzatore di tale metamorfosi. Libro che cattura: non iniziatelo se non avete tempo di leggerlo d'un fiato perché non riuscirete a smettere.
Profile Image for Paloma.
154 reviews8 followers
May 15, 2017
El que menos me ha gustado de la trilogía. Sigue teniendo encanto, pero no es el más memorable y me aburre lo del sexo en cada página, sea con animales o con humanos.
Profile Image for Orma.
674 reviews15 followers
November 11, 2018
IMHO! Lo sapevo, che mi devo limitare a Montalbano; ho semplicemente voluto sbatterci la testa un'altra volta.
Profile Image for Mark.
Author 10 books88 followers
January 24, 2019
Un bel romanzo storivo sulla natura, campagna e la metaformosi.
Profile Image for Daniele.
25 reviews
May 30, 2020
The son of a fisherman becomes a goat shepherd. His life will change, will discover the mountains, and their bucolic life. He will have the company of a young goat, Beba, and will also find love.
Profile Image for Arwen56.
1,218 reviews337 followers
March 15, 2015
Mah, sono perplessa, debbo dire.

In questo caso, stranamente, mi discosto molto dal giudizio dato al libro da Marta, una delle mie interlocutrici preferite su aNobii. Ho trovato questo racconto lungo parecchio disarmonico, esattamente come Il casellante.

Non ha, né offre al lettore, una qualche “epifania”, e neppure la quieta fruizione della vita quotidiana. Mi ha fatto pensare, come il precedente, ad un abbozzo, ad un’idea non del tutto sviluppata, a qualcosa di frettolosamente concluso. E’ come se Camilleri avesse ambito, in questi due racconti, a costruire un impianto assai più ampio, che, però, non è affatto nelle corde dello scrittore.

Tuttavia, il talento è indiscutibile. Sa scrivere. Ma deve limitarsi a raccontare di ciò che sa esprimere e non tentare vie che non gli si addicono affatto. Ad esempio, perché non si mette di buzzo buono e non la fa finita, una volta per sempre, con ‘sta povera Livia, che è da un po’ che sta lì, in bilico, tra l’essere ed il non essere? Invece di cianciare (assai male) di “metamorfosi”, perché non pensa a risolvere una questione che sta tirando alle lunghe da un bel pezzo senza alcun costrutto?
Profile Image for Niki Costantini.
245 reviews20 followers
July 5, 2016
Camilleri è Camilleri e non tradisce. Mi è piaciuto molto anche questo terzo episodio delle sue "metamorfosi", anche se meno onirico dei precedenti, più terreno e carnale, più asciutto nello stile. E l'uso totale del dialetto non fa che portare magia alla magia: non sarebbe stato lo stesso se scritto in italiano. Ci sono volute tre o quattro pagine per abituarmi alla musicalità delle parole, ma poi mi sono resa conto che solo con quella lingua poteva essere narrata la storia di Giurlà, un'altra storia che affonda le sue radici nei tempi antichi, quando Dei, uomini, animali, alberi e altre creature fantastiche vivevano e mutavano secondo le regole di una natura diversa. Questo il motivo per il quale amo questa trilogia di Camilleri (composta anche da Maruzza Musumeci e Il casellante): il tema della mutazione, del cambiamento in essere perpetuo (dopo tutto è quello che ci succede dal momento della nascita in poi), l'affermare l'aspetto più selvatico, più naturale, più istintivo dell'essere umano, in un rapporto simbiotico con la natura che non esiste più e il riappropriarsi della narrazione di "storie" lontanissime che fanno parte comunque del nostro dna.
Profile Image for Lavecchiastrega.
74 reviews
November 14, 2010
Dopo Maruzza Musumeci, la "donna sirena" e Il casellante, la "donna albero", siamo giunti alla "donna capra" de Il sonaglio.

Una trilogia fantastica che ha alla base il concetto di mutazione/trasformazione/metamorfosi.
E' un po' un Cunto delli cunti, calato nella storia ma non "storico-politico" come altri camilleriani.

Nel sonaglio c'è l'amore (anche fisico) di un pastore per la sua capra, che alla fine prende le sembianze di una donna in carne ed ossa.
E' un affondo nell'ancestralità della vita pastorale, una mitologia rivista e contemporaneizzata.

L'argomento può sembrare "disturbante", ma ci pensa Camilleri a renderlo "naturale" e convincente.

Il siciliano si trasforma in musica in questo testo e la lettura fila spedita come se questo dialetto fosse il nostro natio.

Mi è piaciuto ed anche molto, ma può non piacere ad altri che potrebbero trovare il racconto di quest'amore "innaturale".

Profile Image for Alessio Scalia.
29 reviews1 follower
January 8, 2025
Scritto interamente nella lingua-dialetto di Camilleri, per questo i non siciliani potrebbero apprezzarlo meno dei siciliani, che invece godranno pagina dopo pagina.

Tenero, divertente e antropologico, percorre la vita del giovane Giurlà che diventa “omo” e risponde alla domanda: “può una capra essere gelosa?”
Profile Image for ★Loredana★.
99 reviews8 followers
April 28, 2013
Bello (come le tre stelline prevedono), una tenera storia d'amore al di là delle convenzioni, al di là della logica, al di là della ragione... però, abbiate pazienza, io amo il commissario Montalbano. Scusate.
Profile Image for Uve.
140 reviews
July 24, 2014
Parece mentira que de una trilogía con títulos como El Guardabarrera, que me encantó la historia de los protagonistas (sobretodo el papel del protagonista masculino) ... exista esto que acabo de leer. No voy a hacer ni resumen porque es todo muy muy... wtf
141 reviews3 followers
November 18, 2015
peccato per il siciliano stretto, si perde non poco il ritmo del racconto. Di questo passo il nostro Camilleri fara' bene a considerare le traduzioni a fronte. Per il resto, il solito godibilissimo autore di grande livello.
Profile Image for Stephanie.
456 reviews
August 1, 2012
Version fr: le grelot
Sujet dérangeant ou stimulant is vous frites dans la bestialité. Néanmoins patois sympatique et personnages attachants.
Profile Image for Sabina Biasuzzo.
271 reviews2 followers
June 20, 2013
Una delle 3 storie di metamorfosi, caruccio si, ma come per IL CASELLANTE non mi ha colpito particolarmente
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