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La ricreazione è finita

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Marcello è un trentenne senza un vero lavoro, resiste ai tentativi della fidanzata di rinsaldare il legame e cerca di prolungare ad libitum la sua condizione di post-adolescente fuori tempo massimo. La sua sola certezza è che vuole dirazzare, cioè non finire come suo padre a occuparsi del bar di famiglia. Per spirito di contraddizione, partecipa a un concorso di dottorato in Lettere, e imprevedibilmente vince la borsa. Entra così nel mondo accademico e il suo professore, un barone di nome Sacrosanti, gli affida come tesi un lavoro sul viareggino Tito Sella, un terrorista finito presto in galera e morto in carcere, dove però ha potuto completare alcuni scritti tra cui le Agiografie infami, e dove si dice abbia scritto La Fantasima, la presunta autobiografia mai ritrovata. Lo studio della vita e delle opere di Sella sviluppa in lui una specie di identificazione, una profonda empatia con il terrorista-scrittore: lo colpisce il carattere personale, più che sociale, della sua disperazione. Contemporaneamente sperimenta dal di dentro l'università: gli intrighi, le lotte di potere tra cordate e le pretestuose contrapposizioni ideologiche, come funziona una carriera nell'università, perfino come si scrive un articolo «scientifico» e come viene valutato. Si moltiplicano così i riferimenti alla vita e alla letteratura di Tito Sella, inventate ma ironicamente ricostruite nei minimi dettagli; e mentre prosegue la sarcastica descrizione della vita universitaria, il racconto entra nella vita quotidiana di Marcello e nelle sue vitellonesche amicizie viareggine. Realtà sovrapposte, in cui si rivelano come colpi di scena delle verità sospese. Che cosa contiene l'archivio Sella, conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi? Perché il vecchio luminare Sacrosanti ha interesse per un terrorista e oscuro scrittore? E che cosa racconta, se esiste, La Fantasima, l'autobiografia perduta? La ricreazione è finita è un'opera che si presta a significati e interpretazioni molteplici. Un narrato in cui si stratificano il genere del romanzo universitario - imperniato dentro l'artificioso e ossimorico mondo dell'accademia -, con il romanzo di formazione; il divertimento divagante sui giorni perduti di una generazione di provincia, con la riflessione, audace e penetrante, sulla figura del terrorista; e il romanzo nel romanzo, dove l'autore cede la parola all'autobiografia del suo personaggio. Questo libro racconta la storia di due giovinezze incompiute, diversissime eppure con una loro sghemba simmetria.

480 pages, Kindle Edition

First published January 24, 2023

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About the author

Dario Ferrari

28 books66 followers
Dario Ferrari (Viareggio, 1982) ha passato il primo trentennio di vita a studiare, fino a diventare dottore di ricerca in Filosofia, un titolo ornamentale che serve quasi esclusivamente a impreziosire le note biografiche. Insegna in un liceo romano ed è traduttore.

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Profile Image for Nood-Lesse.
432 reviews329 followers
January 1, 2024
°°°FERRARI°°°

Mi sono fidato di quella lettrice che aveva scritto di aver trovato una piacevole ironia, nonostante a lei non interessasse. Aveva ragione, con la differenza che a me l’ironia interessa e quando la trovo misurata, ricorrente, intelligente come in questo caso, la sponsorizzo.
Gratuitamente, nel mese di luglio, sulla maglia da recensore di Noodlesse, si leggerà FERRARI e non l’avrei mai detto, perché quando in TV danno la Formula 1, io cambio canale.

La partenza è in sordina, ci si immagina uno dei soliti romanzi tardo adolescenziali che nella migliore delle ipotesi hanno al loro interno solo un paio di pagine da salvare. L’università, il dottorato di ricerca, la fidanzata storica, le bevute con gli amici.. trito e ritrito? Ben presto invece ci si accorge che Dario ci sa fare che la sua prima persona è qualitativamente superiore alla media di ciò che capita di leggere. Ti strappa dei sorrisi, ma i contenuti ci sono, ci sono precise stilettate al mondo accademico e c’è tanta letteratura. Finalmente uno scrittore che legge romanzi e fa riferimenti molteplici, i libri non sono solo il suo lavoro, sono anche la sua passione, non tarderete ad accorgervene. È stata solo la prima sorpresa perché più avanti il romanzo si è fatto meta romanzo, la letteratura è diventata vita, il dottorato ha preso una piega inaspettata. Sto cercando di vendere l’autore che ho sulla maglia nello stesso modo in cui l’ho acquistato io, cioè sapendo poco o niente della trama del suo romanzo. Chi volesse delucidazioni maggiori sul prodotto può rivolgersi alla quarta di copertina.
La terza ed ultima sorpresa arriva prima della fine. Essa è un po’ meno sorprendente delle precedenti ma necessaria a fare della vita un romanzo e del romanzo una vita.

Mi è piaciuto molto che nei ringraziamenti Ferrari abbia scritto riferendosi a suo figlio “ha preso il nome di uno dei protagonisti del libro, a conferma della permeabilità tra vita e letteratura”
Sempre dai ringraziamenti:
È merito di Jacopo Dell’Omo se dal testo sono state espunte molte incongruenze, anacronismi, buchi e soprattutto parentesi…
Io mi sono segnato uno scontrino fiscale del 1976 (è entrato in vigore nel 1983) ma il libro è pregevolmente curato ed elegante, tant’è che grazie anche all’intercessione di Marco Malvaldi è uscito in blu.

Colonna Sonora:
Eppure è la mezz’ora più bella della serata, che trascorriamo cantando a squarciagola Gli anni d’oro del grande Real..
https://www.youtube.com/watch?v=gVx2h...
Profile Image for SCARABOOKS.
293 reviews265 followers
June 28, 2023
Non mi è parso per niente “un grande romanzo italiano”, come dice qualcuno. Piuttosto è il tipico romanzo che piace a D'Orrico. Molto a effetto. Finché sta sul protagonista-narratore regge bene. È originale, ha una sua freschezza di stile, rende bene personaggi, ambienti, epoca. Ed è giusta anche la voce quando racconta di Viareggio, della fidanzatina, del mondo accademico e delle sue figure (un po’ troppo macchiettistiche, ma funzionano), anche di un certo neo-vitellonismo anni ’70-80.
Quando passa a parlare dello scrittore-terrorista e dei suoi compagni (la biografia di Tito Sella, in particolare, ricostruita non si capisce bene come) diventa approssimativo, poco credibile e molto opinabile come rappresentazione degli anni di piombo. Nemmeno come versione parodistica dà l’idea di cosa è stato (e infatti dice in un’intervista di non saperlo e di averci scritto un romanzo sopra per capire). Soprattutto diventa noioso. Il personaggio manca di messa a fuoco, resta immerso in una nebbia. E tutta la sua vicenda non sta proprio in piedi. Il parallelismo con il protagonista narratore poi, che dovrebbe giustificare l’esistenza stessa del romanzo oltre che la sua struttura, mi pare cosa confus’assai. Di buono resta solo la voce narrante .
Insomma è un romanzo disomogeneo e largamente imperfetto, con una trama cucita male ed un finale ad effetto, appunto, che scivola nel noir come avrebbe potuto scivolare nella fantascienza o nel romanzo rosa. Tutto piuttosto arbitrario e approssimato. Insomma una cosa non da buttare, per la scrittura, soprattutto, ma in linea con la mediocrità italiana del momento. Niente di più.
Profile Image for Dagio_maya .
1,116 reviews353 followers
May 21, 2023
"Addirittura questo reperimento di corrispondenze tra vita e letteratura"


La ricreazione è finita è un romanzo a cornice dello scrittore viareggino Dino Ferrari.
Marcello, protagonista di questa storia è quello che qualcuno definerebbe il tipico "bamboccione abbarbicato nel limbo tra adolescenza e vita adulta.
Non incapace ma disinteressato a dare forma concreta alla sua vita perlomeno nelle forme che la società richiede.
Per puro caso si ritrova ad affrontare un dottorato presso la facoltà di Lettere di Pisa entrando così nel contorto mondo accademico.
Una dimensione quasi a sé, con regole e dinamiche che sfiorano il grottesco: irreali ma non irrealistiche come sostiene l’autore stesso in una nota di postfazione.

Un vero e proprio sistema che ha della arcaico come gli spiegherà l’amico Carlo, oramai da 15 anni alla corte del Chiarissimo prof. Sacrosanti:

”È così che funziona l’accademia.
Si conquisti un feudo in cui è inattaccabile, e chiunque vorrà attraversarlo dovrà pagarle una gabella: leggerla, e soprattutto citarla.
Poi da lì potrà espandersi, col tempo.
Ma senza un feudo non va da nessuna parte.”


La tesi di dottorato di cui Marcello dovrà occuparsi è relativa alla vita e alla scrittura di un fantomatico scrittore suo conterraneo; un tale Tito Sella, ex terrorista e romanziere.

Si avvia cosi, in parallelo, una seconda narrazione, quella Storica dei mitici anni ’70 e quella che immagina le vicende della Brigata Ravachol.

«Forse è il momento di diventare adulti», dice, ad un certo punto, Athos uno dei miltanti della Brigata.

Ma cosa significa «diventare adulti»?

Prendere le armi e fare il cosiddetto “salto”?
Oppure, tornando ad oggi e al protagonista Marcello, trovarsi un lavoro vero e sposarsi con Letizia l’eterna fidanzata?
In ogni caso, arriva il momento in cui suona la campanella e «La ricreazione è finita».

Questo romanzo è un continuo gioco di specchi tra la fantasia e il fantasma.
Piaciuto molto.


"«Alle volte uno si crede incompleto, ed è soltanto giovane».
Stamattina mi sono svegliato con questa frase in testa, che avevo trovato da ragazzo alla fine del Visconte dimezzato di Calvino e che mi ero prontamente copiato sul muro di camera. Nel corso della vita, me la sono ripetuta ogni volta che avevo bisogno di un alibi per la mia inconcludenza cronica, per la mia eterna incompiutezza. È la giovinezza, mi dicevo, passerà; e allora sarò compiuto pure io.
(…)
A volte uno si crede giovane, e invece è soltanto incompleto."
Profile Image for Tittirossa.
1,062 reviews339 followers
August 17, 2023
Parte benissimo, wow, un autore italiano che narrando di sé stesso (si, lo so, non è biografico, ma è in prima persona quindi è come se fosse) non lo fa in modo ombelicale, anzi, tratteggia con ironia una situazione specifica (dipartimenti universitari, baronie, dottorati vs vita precaria da vitellino viareggino) è materia rara. Non ci sono donne con passati e presenti problematici, non ci sono uomini lacerati da passati e presenti strazianti, scritti con stile da bacioperugina e afflato panletterario (fine della parentesi polemica).
Quindi 5 stelle? No, perché se la prima parte è un vivace brillante interessante coinvolgente ironico ritratto di un trentenne di provincia, Marcello, senza arte ne parte che per c.lo imbrocca un dottorato, la seconda parte è piatta e monocorde come un comunicato stampa terroristico. Mentre la terza è boh. I colpi di scena si succedono ma sono o scontati o artefatti .
Quindi 4 stelle? Eh, però avvince e convince e sinceramente non sono riuscita a metterlo giù (mi ero tenuta una mattina libera per finirlo e invece un nido di vespe ha impestato la giornata).
Quindi 5 stelle? Mhmmm, lo stile non è che sia granché, si legge facile, e forse questo è il suo limite maggiore. Finchè parla di qualcosa che conosce (il vitellino viareggino e la provincia) l’ironia salva le pagine, quando racconta la storia di Tito Sella, una grevità mortale ammorba il tutto. La parte centrale sembra una rilettura di "Mara, Renato e io", imbarazzante. Vorrei pensare che lo stile pesantissimo sia dovuto a una citazione delle Br, ma non credo.
Ero piccola ma c'ero quando i fatti a cui si ispira sono successi. E poi c'ero quando i terroristi sono stati presi, e poi i processi. Ho letto molto. Ci sono state situazioni "romantiche" o semplicemente delunquenziali, però la narrazione di Ferrari non ha la maturità di rendere quella complessità, quelle sfaccettature, quel dilaniarsi dei pensieri (ho letto un discreto numero di memoriali).
Infine, la risoluzione è telefonatissima, praticamente da quando si palesa.
E la chiusura un po’ tirata via. Così come tutte le agnizioni che si succedono. Magari meno amoreggiamenti parigini e un po’ più di cura del testo.
Quindi 4 stelle? E sarebbero più 3 a mente fredda, ma una gliela regalo perché Tea (una tipa romana che il Nostro incontra alla Bef – per inciso al ristorante macrobiotico lì vicino ci ho mangiato pure io) descrive esattamente il mio pensiero su Gadda, che però ho trovato modo di gustarmi in audio libro letto da Gifuni, ma questa è un’altra storia.
Dai, facciamo 4 stelle, però, Ferrari, caspita, hai una buona mano e il raro dono della narrazione non ombelicale, al prossimo, non mi tirare via a ‘sto modo come se dovessi andare a farti una serata a gradazione alcolica 40.
Profile Image for Grazia.
510 reviews219 followers
August 11, 2023
"A volte uno si crede giovane, e invece è soltanto incompleto."

Ho avuto con questo romanzo un rapporto bipolare.
Ho iniziato a leggerlo davvero molto tempo fa per i miei standard (oltre due settimane) e pensare che c'era quello ad aspettarmi (metaforicamente) sul comodino mi indispettiva al punto di evitare proprio di leggere. Credo che quest'anno questo libro mi abbia portato al record di giorni di mancata lettura.
La prima parte non riusciva proprio
ad interessarmi e, seppur riconoscendo all'autore un'indubbia capacità di arguta leggerezza,
leggere dell'ennesimo "cazzone" alla Hornby manner (che pure ho amato alla follia quando nelle decine avevo il tre) proprio non pareva (più) cosa mia.

Poi ieri, a un passo dell'abbandono, la svolta.
L'ho ripreso in mano, il libro ha cambiato registro e lo sviluppo della trama ha cominciato a prenderermi. Tanto che ho letto senza soluzione di continuità fino al suo completamento.
E mi sono anche divertita.
L'ironia usata con sapienza è qualcosa che apprezzo e ricerco nelle mie letture e seppur presente in modo meno raffinato che nelle autobiografie di Amis, per citare una lettura che mi ha invece esaltato, è utilizzata, nella terza parte del romanzo, in maniera calibrata e, a mio gusto, maggiormente godibile che nella prima parte.

Seppur il finale un po' forzato, non mi è venuto a mancare il patto di credulitá del lettore. Le vicende di Marcello, novelllo Oblomov, le sue letture, le sue intersezioni e parallelismi (oddio le convergenze parallele pure qui!) con la vita di Tito Sella, i suoi pensieri in retrospettiva mi hanno lasciata mediamente soddisfatta.

"E poi c’è una terza categoria, che è forse la peggiore: è quella di chi sta nel mezzo, gli incerti, i dubbiosi, chi non sa decidersi o decide solo a metà, chi vorrebbe essere intero ma non ne ha la forza, chi manda tutto a monte all’ultimo metro perché la sua vocazione non è il trionfo ma l’inseguimento di un fantasma, chi alla fine potrà soltanto restare a guardare, o a raccontare"


Ferrari, in ogni caso, una bella penna. Tre stelle e mezzo
Profile Image for Gattalucy.
380 reviews159 followers
May 20, 2024
Per un certo periodo di tempo ha frequentato casa mia un gruppetto di universitari pisani, risultati vincitori in seguito di dottorati alla Normale. Non in dipartimenti sfigati come quelli del protagonista del libro, ma di discipline piu fiche. Studiavano, amoreggiavano, preparandosi a un fulgido futuro nella carriera accademica.
Quindi la prima parte del romanzo, che prende in giro con mirabile ironia proprio il mondo accademico, per di più pisano, “ un mondo psicotico affetto da una grave dispercezione della realtà” mi ha fatto letteralmente impazzire, non foss'altro per la conoscenza che ho di quegli ambienti.
Come conosco pure bene, per vicinanza territoriale, il mondo del “vitellini” viareggini, “che nè gli anni, nè i matrimoni, nè la prole sono riusciti in alcun modo a rendere adulti”. Lettura di puro godimento, quindi.
Poi, la seconda parte, quella imperniata sul racconto di un gruppo di pseudobrigatisti scalcagnati che fa la “tragica pantomima della rivoluzione” non è stata all'altezza del compito. Non è facile parlare di quegli anni, di quel clima, senza cadere nella banalità, mi rendo conto, ma lì il fulcro del discorso si è fatto fumoso, tirato un po' per i capelli, e anche a dirla tutta, un po' noioso.
Il colpo di scena finale, benchè prevedibile, mi ha comunque divertita, a riprova che Ferrari ha centrato in pieno, descrivendolo con sagacia e leggerezza, il mondo universitario italiano coi suoi baroni “maschi alfa” e lo stuolo dei loro sottoposti.
E il mio gruppetto di normalisti che fine ha fatto? Si sono sparsi per le università di mezzo mondo senza rendersi conto che, in attesa di un posto a di là da venire, e chissà dove, le loro più centrate fidanzate, come Letizia fa notare al protagonista alla fine, hanno cominciato a chieder loro se non sia arrivato il momento di finirla di sentirsi ancora, a trent'anni suonati, eterni studenti che vanno a mangiare in mensa e cambiano ogni due anni città, nazione e amici.
Profile Image for Fraaasa.
113 reviews5 followers
August 29, 2023
L'ho consigliato a tre amici dottorandi ancor prima di iniziare a leggerlo, e poi gli ho chiesto quanto fosse realistico ciò che racconta Ferrari sull'università. Non ero sorpreso quando, non so con quanta ironia, hanno risposto <<È tutto vero>>.
Un protagonista dalla voce irresistibile racconta prima il mondo accademico, indecifrabile dall'esterno (e al narratore stesso, all'inizio) e a tratti esilarante - oltre che appassionante - nelle sue dinamiche di potere, e poi l'avventura di una scapestrata banda di sovversivi nella Viareggio degli anni Settanta. Forse le parti ambientate nel presente sono più forti (anche per il tono narrativo) del flashback, che copre la parte centrale del romanzo, ma l'intera storia non esisterebbe senza l'esperienza di Tito Sella.
Attorno a lui e al protagonista Marcello, spesso l'uno lo specchio dell'altro, si intrecciano la ricostruzione storica, la descrizione di un mondo culturale a volte ridicolo e un mistero che, soprattutto nelle ultime pagine, sa come lasciare il lettore a bocca aperta.
Profile Image for nico.
85 reviews38 followers
October 27, 2024
cinque stelle perchè io comunque marcello lo capisco; vogliamo fare la rivoluzione a suon di note a piè di pagina e ‘d’ eufoniche quando invece siamo solo due provincialotti senza una prospettiva sul futuro. “A volte uno si sente giovane, invece è soltanto incompleto.”
Profile Image for Alice.
5 reviews11 followers
February 20, 2023

Questo libro è bellissimo, scritto bene e senza spocchia alcuna, non ci sono quelle richieste continue del “guarda mamma scrivo con una mano sola”. I personaggi, che siano maschi o femmine, sono costruiti alla perfezione. Non si ha mai la sensazione di leggere qualcosa che è stato scritto perché doveva essere scritto, con finzione e lo confermano le volte in cui andrete su google a cercare nomi di gente che per forza deve essere esistita. Sono certa che chiunque possa trovare in questo libro qualcosa in cui rivedersi, riconoscersi perché è pieno di vita, anzi di vite.
Ci vuole maestria a scrivere un libro come questo che ha altri libri al suo interno, in un gioco di rimandi e di meta letteratura.
Profile Image for Baba.
89 reviews30 followers
July 16, 2023
È arrivato in libreria il 24 gennaio scorso. Dopo poche settimane se ne parlava già parecchio. Lo consigliavano librai e libraie indipendenti, lo suggerivano spacciatori vari di consigli di lettura su social e canali on line; "La ricreazione è finita" è prontamente diventato libro del mese dei tanti gruppi di lettura in giro per l’Italia.
Ottimi motivi per uccidere il mio interesse. Eppure, ogni volta che entravo in libreria, continuavo a ritrovarmelo tra le mani. È andata a finire che l’ho recuperato in digitale e me lo son portata dietro per una breve trasferta di lavoro.
Non so dire perché m’incuriosisse tanto. So, però, che ho iniziato a sorridere sin dall’incipit:

"Ci sono decisioni che segnano la piega che prenderà tutta una vita, e io finora quelle decisioni le ho sempre prese a caso. Se avessi dovuto scegliere cinque minuti dopo, avrei potuto tranquillamente fare l’esatto contrario, e non credo di aver affrontato nessuno snodo fondamentale della mia esistenza con una pur remota forma di ponderatezza e in vista di un obiettivo a lungo (o anche medio) termine. Tendenzialmente cerco di non muovermi, di procrastinare fino a quando tutte le possibilità sono evaporate e posso finalmente tornare a crogiolarmi nel mio bozzolo di inconcludenza. Oppure mi lascio trascinare dall’inerzia, e a un certo punto mi trovo ad aver fatto qualcosa senza aver mai realmente deciso di farla, cullato da una rassicurante bambagia di irresponsabilità".

Dario Ferrari racconta la storia di Marcello, trentenne viareggino, una laurea in lettere conseguita senza fretta, un solido gruppo di amici altrettanto inconcludenti e una fidanzata perfetta, inspiegabilmente attratta da lui da anni.

Per le strane vicende della vita, l’irresoluto Marcello vince un dottorato di ricerca e si trova a scoprire un mondo ipercodificato, fatto di ripicche, raccomandazioni, logiche lontane dalla meritocrazia, schemi pianificati da baroni vecchi stampo. "Un mondo di merda", come riassume Carlo, un amico di Marcello, che però in quel mondo c’è dentro da anni.

Marcello, sogna di sviluppare un progetto di ricerca di ampio respiro ma su “suggerimento” del Chiarissimo professore Raffaele Sacrosanti si trova a lavorare su un autore italiano minore, molto di nicchia, tal Tito Sella, viareggino come lui. Così minore, così di nicchia che neppure il viareggino Marcello ne ha mai sentito parlare:

Esco dall’ufficio che sono abbastanza esaltato. Appena fuori da Palazzo Ricci, prendo il cellulare e googlo il nome di questo tizio che costituirà il centro del mio lavoro per i prossimi tre anni.
Wikipedia: «Tito Sella (1953-1998) è stato un terrorista italiano».

Entriamo quindi in un altro piano de "La ricreazione è finita", quello in cui Dario Ferrari, in modo ironico e a tratti comico, ci racconta una vicenda di finzione, ma non irrealistica, ambientata nel cosiddetto periodo degli Anni di Piombo. Lo fa con una sorta di leggerezza, distante dal tono cupo con cui di solito si affrontano quegli anni. Leggero ma non superficiale. Dal racconto di Ferrari, infatti, emerge la sproporzione tra gli ideali alla base di uno dei tanti movimenti anarcoidi di quel periodo e gli esiti disastrosi generati dalla fine della ricreazione. Leggi, sorridi, ti sembra di vederle quelle scene. Quando chiudi il libro, ti restano in testa e continui a rifletterci.

Un romanzo piacevole, ricco di riferimenti letterari, che ben intreccia storie ed epoche diverse senza avere la presunzione di imporsi quale capolavoro della narrativa italiana contemporanea.
Profile Image for Utti.
514 reviews35 followers
August 22, 2024
"La ricreazione è finita" è un libro brillante, oltre ad avere un titolo geniale.

Ho iniziato questo libro senza avere idea di che cosa parlasse, come capita sempre quando prendo in mano i libri del gruppo di lettura (è un modo per non farmi influenzare troppo, almeno all'inizio, su che cosa mi aspetterà).

E ad aspettarmi c'era lei, la meraviglia. L'autore costruisce un romanzo su due livelli: la storia di Marcello dottorando in lettere per caso, vittima inconsapevole degli intrighi dell'accademia italica, e quella di Tito Sella terrorista anarchico degli anni Settanta su cui Marcello dovrebbe lavorare. Marcello e Tito hanno in comune più di quanto ci si possa aspettare: una certa tendenza a procrastinare le decisioni e un'assoluta incapacità di opporsi agli eventi.
Accanto a loro tanti personaggi dell'oggi e del passato: il professor Sacrosanti, la fidanzata Letizia, i tanti ricercatori più devoti di Marcello e i suoi genitori.

Il libro è ironico e divertente, spesso brillante. La prosa non è artefatta, ma semplice e immediata, le pagine del libro si girano velocemente e la curiosità cresce continuamente: qual è il destino di Tito Sella? E il dottorato di Marcello?

Di rado ho letto un libro così atipico e allo stesso tempo curato, che parla di tantissimi argomenti senza voler dare giudizi (terrorismo, paura del futuro, dinamiche accademiche, relazioni sbilanciate,..)

L'autore è riuscito a creare un equilibrio perfetto e il libro lo dimostra a ogni pagina.
Che bella scoperta.
Profile Image for capobanda.
70 reviews57 followers
August 17, 2023

Tutte le parti ambientate nel presente sono interessanti, brillanti e -temo- veritiere: una testimonianza che tra cento anni potrebbe risultare preziosa per chi volesse farsi un’idea dell’ambiente accademico dell’Italia (e forse non solo) di inizio millennio e dei sentimenti di chi in quell’ambiente si affanna a sopravvivere.

Molto meno riuscita mi è sembrata la ricostruzione degli anni del terrorismo. Seppure non priva di qualche spunto interessante (la sempre sottovalutata frequentazione cattolica che accomunò tanti terroristi, la possibilità di un coinvolgimento nato per caso più che per volontà), la seconda parte del romanzo appare infatti inserita a forza, piuttosto pretestuosa e non così convincente sul piano psicologico per noi che c’eravamo. Il colpo di scena finale -che dovrebbe giustificare tutta la struttura del romanzo-ha oltretutto l’imperdonabile difetto di lasciarsi immaginare (con tanto di uff! se si è una lettrice bisbetica) a tre quarti del libro.
Io davvero non capisco perché tanti giovani scrittori sembrino ritenere necessario scrivere di ciò che non conoscono.
Vorrei rassicurarli: anche se non lavorate in miniera, anche se non vivete in un tempo in cui si ammazza la gente per strada, siete ugualmente legittimati a scrivere e quello che avete da raccontare ci interessa.
Profile Image for Marica.
416 reviews217 followers
August 5, 2024
Sfogliare la margherita
E’ un libro che parte dal presente e guarda al nostro passato italiano, protagonista un trentenne viareggino. Il trentenne vive da vitellino, dopo una laurea in Lettere a Pisa si guarda intorno con tutta la calma del mondo e intraprende un dottorato. La parte universitaria è buffa ma anche penosa, considerando quante persone si spiaggiano per anni senza prospettive concrete, sfogliando la margherita del proprio futuro fino allo stelo spelacchiato. La parte più interessante viene dopo, quella della ricerca sul campo, in cui il protagonista ricostruisce una storia anni settanta. L’autore racconta una storia singola ma il pensiero del lettore va oltre. Mi sembra che la coscienza politica, apprezzabile e necessaria, sia strabordata oltre l’ego in azioni inutili per la società ma definitive per la vita dei coinvolti e soprattutto delle vittime. Poi alcuni sono scappati in Francia, altri sono rimasti col cerino in mano. Nel libro si incontra la gioventù anni settanta, piena di parole e fatti zoppicanti e la gioventù contemporanea, cotta nella consapevolezza della propria generale irrilevanza. Carina la cornice familiare del protagonista, con la fidanzata storica Riccioli d’oro studentessa modello che contempla il vitello in tutte le sue mancanze, ma alla fine forse.
E’ stata una lettura lieve e piacevole nonostante l’argomento.
Profile Image for Teresa bee book a lula.
179 reviews148 followers
October 27, 2024
4.5 ⭐ - uno dei romanzi più interessanti letti quest'anno. Una parabola di crescita che potrebbe durare una vita e invece si concentra in pochi anni. Una riflessione molto profonda sul tema della leggerezza e su cosa significa fluttuare per tutta la vita sulle cose senza chiedersi che effetto abbia questo sugli altri. Marcello è un personaggio che mi ha suscitato mille sentimenti diversi eppure non ho potuto non empatizzare con lui. Perché svegliarsi un giorno e capire che delle persone che ci circondano non abbiamo mai capito niente è un sentimento che non auguro a nessuno. Bonus points perché nelle pagine finali ho quasi perso la mia fermata della metro per quanto ero immersa nella lettura. Non mi capitava da molto tempo.
Profile Image for Jaroslav Zanon.
227 reviews183 followers
December 1, 2024
L’ultima frase del libro: «A volte uno si crede giovane, e invece è soltanto incompleto». Proprio questa frase ha risuonato con me, come con tante altre persone (almeno da quello che ho visto dalle altre recensioni su GR).
Un romanzo onesto e satirico sull’accademia italiana e sulla difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo post percorso prestabilito.

Non assegno facilmente cinque stelle, ma, a questo giro, sono tutte meritate.
Profile Image for Freca - Narrazioni da Divano.
397 reviews23 followers
June 11, 2023
Finalmente un libro italiano contemporaneo che mi ha conquistata e non ho abbandonato. Purtroppo libro prestato che non entra a far parte della mia libreria ma non mi sarebbe dispiaciuto, così potevo sottolinearlo a piacere.
Ambientazione a metà fra il contemporaneo e gli anni 70, in un gioco di rimandi, specchi e intrecci. La scrittura è scorrevole, altamente ironica con punte di sarcasmo, il tono leggero ma sempre curato e sferzante. Il mondo universitario odierno viene messo alla berlina con una finzione estremamente realistica e implacabile nell'evidenziarne le contraddizioni, mancanze e intrighi. L'atmosfera degli anni 70 terroristici è stemperata dai toni ma non banalizzata, vissuta dalla ricostruzione e quindi filtrata eppure palpabile. Un romanzo di formazione doppia, dove una influenza l'altra, che mostra il ruolo degli 'utili idioti' nelle mani di chi sfrutta l'ideologia e la passione per scalare i propri interessi, credendoci il giusto finché gli è funzionale: perché anche nelle mani della storia c'è chi rimane a galla e chi è usato dagli altri per farlo.
Il titolo segna la fine dell'ingenuità, della giovinezza e della spensieratezza dei protagonisti, lo scontro con la realtà dove le facezie fra i muri della scuola assumono tutte le loro conseguenze: una acquisizione di consapevolezza in modo più o meno traumatico che definisce il passaggio con la maturità.
Un romanzo con tanti aspetti che può parlare a diverse età su vari fronti: un romanzo di formazione per trent'enni contemporanei, una parodia del mondo universitario, una fiction storica sugli anni 70...
Profile Image for keikohuchica.
88 reviews25 followers
September 27, 2023
sentimentale , ironico , spesso divertente e ancor di più istruttivo introspettivo riflessivo non scevro da colpi di scena.Una miscellanea letteraria che produce assuefazione .
Profile Image for Daniela.
102 reviews3 followers
October 21, 2023
Un mondo che non mi appartiene, quello dei dottorati e delle università. E quello della lotta armata, che mi ha visto ragazzina ignara. Eppure è un libro che mi ha presa. Bellissima la scrittura.
Profile Image for Sandra.
965 reviews339 followers
January 26, 2025
Forse 4 stelle sono troppe, o forse no perchè il finale mi ha coinvolto di più. Ma purtroppo non riesco a fare la ola per aver trovato il romanzo italiano migliore degli ultimi tempi.
L'ho letto, originale l'ambientazione nel mondo dell'università italiana, simpatico il protagonista Marcello, ti strappano un sorriso le sue vicende personali ma finisce lì.
La parte centrale, incentrata sulla vita del terrorista letterato Tito Sella, mi è parsa debole, approssimativa e soprattutto noiosa.
Profile Image for Roberto Rho.
381 reviews4 followers
January 22, 2025
Mi son sentito un pò protagonista di questo libro anche se la mia situazione universitaria risale ad anni fa, come dire che non é cambiato poi molto.
Profile Image for Three.
306 reviews74 followers
August 27, 2025
Ho sentimenti contraddittori rispetto a questo libro, che, comunque, alla fine mi è piaciuto.
Mi è piaciuto soprattutto il fatto che Ferrari abbia giocato, e vinto, la sfida che personalmente ritengo più difficile e quasi invincibile per uno scrittore, cioè raccontare in prima persona (ahi) la crisi del trentenne (AHI) infelice dopo avere preso un laurea non spendibile in alcuna attività professionale (AHI AHI) e roso dal confronto con i brillanti successi di una compagna intelligente, intraprendente, e per giunta bella (TI STA BENE, CRETINO!)*.
Questo, di trentenne, scopre (scopre?) che le logiche della carriera universitaria congiurano per escluderlo (aiutate in questo dal fatto che ci siano nel dipartimento almeno due o tre studiosi migliori di lui), ma per una serie di circostanze casuali le supera e parte per Parigi alla ricerca di documenti su cui scriverà la propria tesi di dottorato. Letta così, è la classica storiella da cui rifuggo a gambe levate, invece il racconto coniuga felicemente amarezza ed ironia (molta ironia e parecchia amarezza), per cui la sfida è vinta. Anche la vita del dottorando a Parigi, benché non priva di parecchie situazioni scontate, soprattutto in rapporto alle sue vicende amorose, alla fine dà spunto a pagine belle e divertenti.

Non mi è piaciuta, invece, la parte purtroppo molto lunga in cui - abbandonata la prima persona e trasformatosi in narratore onnisciente - l'autore ricostruisce i passaggi che, negli anni 70, portarono alcuni ragazzotti di provincia, simpatici e bonari ma genericamente arrabbiati, a passare dallo scontento alla lotta armata. Fra questi c'è tale Tito Sella, che, catturato ed imprigionato, diventerà uno scrittore, oggetto della tesi del nostro.
Storia traballante, considerato che non si capisce se il Tito Sella sia famoso, almeno localmente, come combattente (la madre dell'autore ne conosceva perfettamente le gesta, l'autore non ne aveva nemmeno mai sentito parlare), come letterato, o non sia famoso e basta. In più la lotta armata non esercita su di me alcun fascino, né lo fanno le sue premesse, casuali e spesso demenziali. Poi che fra i terroristi ci siano state alcune figure umanamente apprezzabili è un'altra cosa, ma a sentirmi coinvolta nelle loro vicende (tra l'altro ormai risapute, per cui la storia del personaggio Sella, che è di fantasia, ricalca in pieno quelle di tanti soggetti veri) non ci riesco.

Non è grave, il libro resta divertente e triste. Come piace a me.


*qui mi viene in mente una vecchia canzoncina di non so più chi, il cui testo - probabilmente il più maschilista mai concepito, e tuttavia figlio di un'ingenua ed inconsapevole ammissione di inadeguatezza di un uomo - cantato su una musichetta allegra, diceva grosso modo, se vuoi essere felice per il resto della tua vita, non prendere per moglie una bella donna, ascolta il mio consiglio, chiedi ad una brutta di sposarti.
Profile Image for Elalma.
904 reviews103 followers
August 7, 2024
Un romanzo arguto e ironico, pur essendo amaro. L’ho apprezzato molto, perché con una scrittura limpida e mai banale riesce a raccontare su piani diversi storie di perdenti che scelgono di esserlo. È stata una bella sorpresa, sa essere leggero e nello stesso tempo profondo.
Profile Image for Gabril.
1,055 reviews262 followers
January 30, 2026
“ Alle volte uno si crede incompleto, ed è soltanto giovane.” (Italo Calvino, Il visconte dimezzato)

Marcello Gori, trent’anni e poca voglia di crescere, è l’inetto di turno. Viareggino, laureato in lettere, nullafacente, fidanzato senza entusiasmo con la classica brava ragazza, vive con la madre, intellettuale svagata, e cerca di schivare alla grande il padre, ma soprattutto il suo mestiere, quello di gestore di un bar.

Per una combinazione favorevole del caso ottiene un dottorato di ricerca da un potente barone dell’Università di Pisa, il professor Sacrosanti, che lo investe di una mission impossible: andare a Parigi e trovare Fantasima, la fantasmatica (appunto) autobiografia di Tito Sella.

Ma chi è Tito Sella? Beh, si tratta di un tipico rivoluzionario degli anni di piombo, emulo delle Brigate Rosse, ma sufficientemente dubitoso e tormentato da non seguirne esattamente le orme. Insieme al alcuni amici più o meno squinternati (o problematici) fonda un gruppo più o meno armato, la brigata Ravachol, allo scopo di inscenare azioni di protesta contro il sistema, connotato dal perbenismo borghese e settario della prima Repubblica.

Qui le storie diventano due e si intrecciano l’una all’altra.
Nella prima parte Marcello descrive l’ambiente universitario, con i suoi tic, le sue manie, i suoi giochi di potere, utilizzando uno sguardo scanzonato e un linguaggio deliziosamente ironico al limite del paradosso. È una lettura molto godibile e a tratti esilarante.

Nella parte centrale, invece, si racconta la storia di Tito Sella, quella scritta nella mitica Fantasima, che raccoglie avventure e disavventure della banda Ravachol. Qui il tono si fa inevitabilmente più serio poiché entriamo nella temperie degli anni Settanta, con il suo bagaglio di cupezze. Tuttavia i vari personaggi che compongono la brigata hanno tratti caricaturali che confermano lo sguardo ironico a cui l’autore ci ha abituato.

L’identificazione di Marcello con Tito e le rivolte parigine dei gilè jaunes hanno conseguenze fatali e producono una trasformazione che porterà il nostro protagonista a maturare suo malgrado, facendo virare così la storia verso il romanzo di formazione.

Lo scoop finale che la vicenda ci riserva è molto intrigante, ma diventa assai prevedibile da un certo punto in poi.

Anche se la parte dedicata a Marcello (e ai tortuosi meccanismi dell’ambiente universitario) è la più coerente, piacevole e meglio riuscita, nel complesso si tratta di un romanzo di tutto rispetto, scritto con grande charme e sottile perizia.
Profile Image for EMILIO SCUTTI.
242 reviews22 followers
June 3, 2023
A volte uno si crede incompleto ed invece è solo giovane . Frase attribuita a Calvino dall’autore, partirei da questa frase per parlare delle mie impressioni su un libro che all’inizio prometteva bene forse prometteva troppo e poi invece tutto è sfociato miseramente e forse banalmente in una fiction o auto/ fiction sul terrorismo degli anni 70. Penso che quegli anni li non si posso raccontare banalizzandoli o piegandoli alle esigenze del racconto perché sarebbe riduttivo perché sarebbe ingiusto ed invece l’autore si va ad infilare proprio in una operazione del genere. Risultato ? Noia, prevedibilità e stanchezza del racconto . La parte migliore del libro è quella iniziale dove la prosa è brillante sarcastica ironica e dissacrante poi buio. Quindi infine penso che La frase di Calvino sia perfetta per descrivere le lacune del libro .
Profile Image for Guendalina Ferri.
169 reviews
December 11, 2023
Lettura brillante e divertente, una di quelle che ti fa ridere apertamente mentre leggi e che un minuto dopo ti lancia al volo un macigno. Non avendo mai vissuto l'ambiente accademico di dottorati, postdoc e simili, sono riuscita ad entrare fino a un certo punto in queste dinamiche che rappresentano una parte corposa della storia, ma ci sono spunti sulla generazione degli anni 80-90 che sono condivisibili un po' da chiunque ne faccia parte. In particolare il discorso, tra il serio e il faceto, si sofferma su quell'età intorno ai 30 anni - e in particolare subito dopo - in cui "uno si crede giovane, e invece è soltanto incompleto". Non il romanzo definitivo sull'argomento, forse (non che ci sia bisogno di un romanzo definitivo su un qualsiasi argomento), ma sicuramente, come avrebbe detto il suo protagonista, un romanzo interessante.
L'unica cosa che non mi ha convinto fino in fondo è stata la scelta di inserire il capitolo sulle vicende di Tito Sella. L'ho trovato poco a fuoco e ha rallentato notevolmente il ritmo, che fino a quel punto era stato bello spedito.
Comunque confermo ciò che mi era stato detto da più persone quando ho cominciato a leggerlo: una delle letture migliori del 2023.
Profile Image for Sara (Sbarbine_che_leggono).
562 reviews166 followers
September 3, 2024
Marcello ha trent’anni e poca voglia di crescere: i suoi amici sono degli sfigati simpaticissimi e un po’ fattoni, la sua fidanzata è una studentessa di medicina inquadrata ma rompiballe e a casa della mamma si trova proprio bene. Per questo lo coglie totalmente impreparato l’opportunità che un giorno quasi “bussa alla sua porta”: una borsa di dottorato con il Chiarissimo Prof. Sacrosanti, gran pezzo grosso della facoltà di lettere dell’università di Pisa.

Inizia così la sua avventura nel mondo accademico, che Dario Ferrari descrive con la sua penna affilatissima in maniera tragica e divertente. Le avventure di Marcello, giovane Oblomov con la sindrome dell’impostore, si mescolano a quelle dello scrittore-terrorista su cui sta scrivendo la tesi di dottorato: Tito Sella.

E così tra uno scivolone, una cotterella radical chic e un soggiorno a Parigi realtà e finzione si mescolano alla perfezione e Dario Ferrari ci regala un romanzo sui millennials dolce-amaro, con qualche colpo (di scena) da maestro.
Profile Image for Chik67.
243 reviews
January 28, 2024
e mezzo.

Incuriosito dalla ambientazione accademica mi sono gettato in questo curioso pastiche di romanzo sul terrorismo, metanarrazione, romanzo di formazione, divertissement con un retrogusto profondo.

Giusto per: la mia esperienza di accademia è lontana anni luce da quella raccontata dal protagonista del libro e no, l'ambiente accademico scientifico è molto meno intessuto di barocchismi, rituali vuoti, liturgie astratte, pur non essendone completamente scevro. Se l'ambiente accademico letterario sia veramente così non lo so dire; se lo fosse mi dispiace per loro.

Detto questo è vero, ho notato come altri che quella che forse dovrebbe essere il plot twist finale arriva abbastanza atteso, ma non ne ho fatto una colpa al libro, anzi gli ho trovato una sua logica. Dopo tutto il protagonista, che parla in prima persona, non è un tipo sveglissimo e lo sa. Che noi lettori arriviamo a capire qualcosa prima di lui non mi sorprende, mi sembra in linea con il personaggio, un potenziale stratagemma metanarrativo (di cose del genere peraltro il libro abbonda). Voglio dire che sia stato fatto certamente di proposito? Non arrivo a tanto, non lo so. Ma è plausibile e tanto mi basta per assolvere l'autore.

Caso mai, nel finale, avrei evitato una coda di considerazione un po' moraliste su giovinezza e futuro che, queste sì, mi sembrano un po' troppo ombelicali, un po' troppo dell'autore e mi sarebbe sembrato naturale lasciare il protagonista ancora più spaesato ma anche ancora più leggero. Di certo la cosa avrebbe alleggerito me, lettore, che di predicozzi morali nei libri (italiani) ne leggo fin troppi. Ma è un peccato da poco in un libro che si legge con piacere, in cui la scrittura può forse essere accusata di pochi guizzi, ma certo non di essere ingombrante a scapito del piacere della lettura (come troppo spesso capita) e che è costruito con complessiva intelligenza. Ca suffit.
Profile Image for gaia ★.
300 reviews19 followers
January 17, 2025
"L'opera è una macchina che deve funzionare da sola; e che dovrebbe funzionare alla perfezione anche se fosse il prodotto di una combinazione casuale di caratteri, e dunque fosse priva di autore. L'autore, glielo dico nella maniera più esplicita possibile, è un accidente; e dunque il biografismo altro non è che gossip letterario, che mina lo status di opera d'arte del romanzo."

non mi aspettavo una storia nella storia ma funziona, anche se ho amato particolarmente i capitoli dedicati al protagonista che cerca di capire cosa fare nella vita: l'autore mostra grande lucidità quando si parla dell'ambiente accademico. se leggete tanto e vi interessano i temi consiglio tantissimo questo libro, uno dei pochi di narrativa italiana che mi ha interessato abbastanza da leggerlo fino alla fine
Profile Image for Stefano.
243 reviews19 followers
March 22, 2023
Parte benissimo…. Poi dopo 150 pagine si avvita su se stesso diventa ripetitivo e onestamente troppo indugiante sull’auto caricatura di se stesso. Arrivare a oltre 400 pagine è un supplizio. Il finale ha una patina pietosa che imbarazza. Non è certo Gogol e Fantozzi è meglio. In quanto poi alla descrizione-satira del mondo universitario: la parte migliore del libro con tutte le macchiette del caso (compresi baroni post sessantottini, cattolici militanti e corte dei miracoli che circonda) … ma anche qui tirarla così lunga per 450 pagine sugli stessi tasti è troppo!
Profile Image for Tina.
92 reviews2 followers
February 27, 2023
Ode agli incompleti, a quelli che ci credono e ci sognano, e poi non ce la fanno mai veramente. Che bel libro, che bello!
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