Sin dalle prime pagine si rileva un’ottima caratterizzazione dei personaggi sia dal punto fisico che da quello caratteriale. Di ogni persona presentataci conosciamo pian piano tutto ciò che la riguarda e arriviamo ad averne un quadro complessivo molto esauriente. Ci si affeziona al Commissario Carta, come al signor Carlo, a Elvira o a Caterina perché viviamo le loro gioie e le loro preoccupazioni, al loro fianco, come fossimo i loro confidenti, come fossero di famiglia.
E’ evidente l’amore dell’autrice per l’arte, per quanto c’è di bello nella nostra Roma e nell’Italia tutta. Ho molto apprezzato alcuni scorci delle città che fanno da ambientazione alla storia.
Ciò che contribuisce a dare carattere a “La Contessa” sono senza dubbio gli argomenti toccati nel corso degli eventi. Proprio perché accompagniamo i protagonisti, oltre a seguirli nell’indagine vera e propria, fatta di ipotesi e interrogatori, siamo a loro vicini anche nella vita di tutti i giorni, quella privata.
Amicizia, amori che nascono o finiscono, rapporto genitori/figli, solitudine. Tutto ciò va a comporre e arricchire positivamente la trama di questo bel giallo, che ci porta anche a confrontarci con noi stessi, a riflettere sugli sbagli che commettiamo.
A me è piaciuto particolarmente la questione del “doppio”, l’essere una persona pubblica che si discosta da quella privata. Avere interessi e occupazioni diverse da quelle per cui siamo noti non significa necessariamente ricorrere a delle maschere o soffrire di disturbi del comportamento, può essere comunque un aspetto del nostro essere, la faccia in ombra del nostro io. Colpevolizzare tali persone ritengo sia sciocco, perché va a limitare la loro libertà di espressione. Chi non vorrebbe essere almeno per una volta qualcuno diverso da come è conosciuto?
Nell’elogiare una storia che mi ha coinvolta, non posso però nascondere di aver trovato tanti refusi e punteggiatura approssimativa, che per una pignola come me non è il massimo.
E’ un peccato che una storia così ben ideata risulti sporcata da difetti che avrebbero dovuto essere corretti prima della pubblicazione. La mia personale tirata d’orecchi a Gruppo Albatros Il Filo, che avrebbe dovuto effettuare un lavoro migliore di correzione di bozze.
Spero che questa sia la prima di una lunga serie di casi da risolvere per il Commissario Carta. Mi è piaciuto passare alcune ore in sua compagnia e vorrei saperne ancora di più di lui e delle persone che fanno parte del suo mondo.
Consiglio la lettura di “La Contessa” a chi apprezza sbirciare nella vita degli altri, a chi ricerca i sentimenti oltre ai fatti e a chi sotto sotto si sente un pochino investigatore.