Questo volume intreccia vicenda biografica e riflessione concettuale rivisitando i vari momenti della vicenda esistenziale e della produzione intellettuale benjaminiane. Alla luce di un'inarrestabile tensione alla felicità, continuamente messa in scacco dalla sconfitta e dall'«oscurità» dell'epoca storica, viene cosí ricostruito il «passare» di Benjamin per le molte vie della cultura otto-novecentesca attraverso i vari campi del sapere. Si documentano la strabiliante rete di «incroci» e di contatti con personalità della cultura a lui contemporanea (da Scholem a Brecht, da Rosenzweig a Bloch, ad Adorno), la novità delle ricognizioni sul Moderno e sulla metropoli, l'interesse sperimentale per i mass media, le riflessioni sul linguaggio e sulla traduzione, l'attenzione per i mutamenti intervenuti nella fruizione estetica o nell'arte di raccontare e narrare, le passioni collezionistiche, l'amore per la letteratura infantile, le strategie critiche nell'accostarsi al barocco, al romanticismo e all'opera di grandi scrittori (Goethe, Baudelaire, Leskov, Proust, Kraus e Kafka), la rilettura della Parigi di Baudelaire, della flânerie e dei passages parigini, la critica del progresso e dello storicismo.