La produzione poetica del Nobel Quasimodo fino al 1942, ripartita nelle sezioni "Nuove poesie", "Erato e Apòllion", "Oboe sommerso" e "Acque e terre". Un testo fondamentale per avvicinarsi alla figura del poeta e un classico della poesia contemporanea.
Early nostalgic works of Italian poet Salvatore Quasimodo contrast with his later socially concerned poetry; he won the Nobel Prize of 1959 for literature.
He won "for his lyrical poetry, which with classical fire expresses the tragic experience of life in our own times."
Το συγκεκριμένο αν και έχει τον τίτλο "Κι αμέσως βραδιάζει", δεν είναι η ομώνυμη ποιητική συλλογή, αλλά ένα ανθολόγιο από όλες τις ποιητικές συλλογές του Quasimodo. Μου άρεσαν όλα πολύ, καταπληκτική και η μετάφραση. Το συστήνω σε όποιον αγαπάει την ποίηση.
“Tu vieni nella mia voce: e vedo il lume quieto scendere in ombra a raggi e farti nuvola d’astri intorno al capo. E me sospeso a stupirmi degli angeli, dei morti, dell’aria accesa in arco. Non mia; ma entro lo spazio riemersa, in me tremi fatta buio ed altezza"
“Dammi il mio giorno; ch’io mi cerchi ancora un volto d’anni sopito che un cavo d’acque riporti in trasparenza, e ch’io pianga amore di me stesso. Ti cammino sul cuore, ed è un trovarsi d’astri in arcipelaghi insonni, notte, fraterni a me fossile emerso da uno stanco flutto; un incurvarsi d’orbite segrete dove siamo fitti coi macigni e l’erbe.”
“Matrice secca d’amore e di nati, ti gemo accanto da lunghi anni, disabitato. Dormono selve di verde serene, di vento, pianure dove lo zolfo era l’estate dei miti immobile. Non eri entrata a vivermi, presagio di durevole pena. La terra moriva sulle acque antiche mani nei fiumi coglievano papiri. Non so odiarti: così lieve il mio cuore d’uragano.”
وكيف بمستطاعنا نحن أن نغني أو نرقص، بالأرجل الغريبة فوق القلوب بين الأموات المتروكين في الميادين على العشب المدمي من الثلوج إلى الأنين. لحملان يرعاها الفتيان، في الصراخ المرتعب للأم التي ذهبت للقاء إبنها، مصلوباً على عمود التليغراف؟ ها هي مرمية في النذر، أغصان الصفصاف، و قيتاراتنا هي الأخرى كانت مثقلة، تترنح بخفة في الرياح لكم كانت حزينة تلك الرياح
أكمل كواسيمودو دراسته المتوسطة، عند نهاية الحرب العالمية الأولى، ثم غادر مسقط رأسه إلى روما ليدرس الهندسة الميكانيكية، لكن الظروف دفعته إلى ترك الدراسة والعمل في العديد من الوظائف، وفي تلك الأثناء تعلم اللغة اليونانية، وقرأ الكثير من المعارف، واستمر لمدة ثلاث سنوات في قراءة وكتابة وإنشاد الشعر في اجتماعات أيام الآحاد.
نشر مجموعته الأولى "مياه ويابسة" عام 1930. وبعد سنوات من متاعب العمل قرر التخلي عن العمل والتفرغ إلى النشاط الأدبي، فأصدر مجموعته الثانية، وعمل محرراً في مجلة "Tempo". بعدها عرضت عليه وظيفة أستاذ للأدب الإيطالي في المعهد الموسيقي في ميلان عام 1940. وفي هذا العام نشرت له "قصائد غنائية من اليونان"، وهي نصوص مترجمة منحته سمعة واسعة.
بعد انتهاء الحرب العالمية، بدأت قصائده في معالجة أحداث عصره، وابتداءً من ديوانه "يوم إثر الآخر" سنة 1947م تحول شعره إلى نوع من التأمل الدقيق في الحزن والدمار الذين جلبتهما الحرب على الإنسانية، فندد بالحكم الفاشي، وبشاعات الحروب. يوماً إثر يوم: كلماتٌ ملعونةٌ والدَّمُ والذَّهب. أميِّزكم يا شِباهي، يا وحوشَ الأرض. عند أنيابكم سقطت كلُّ رأفةٍ، والصَّليبُ اللطيفُ هجرَنا. لم يعد مأذوناً لي أن أعودَ إلى نعيمي الخرافيِّ. رفعنا قبوراً على شاطئ البحر، في حقولٍ ممزَّقة الأحشاء، لكن ما من مدفنٍ واحدٍ دمغَ الأبطالُ رخامَه. أكثر من مرَّةٍ لها الموتُ معنا: في الرِّيح يُسمَعُ رجيفُ وُريقاتٍ رتيبٌ، كما لو أنَّ غُرَّةً11 مستنقعيَّةً صعدَتْ مع ريح المتوسِّطِ من أرضِ بَوارٍ إلى ما فوقَ الغمام.
فاز كواسيمودو بجائزة نوبل عام 1959، وجاء في حيثيات الأكاديمية السويدية أن "شعره يعبر بناره الكلاسيكية عن الخبرة التراجيدية لحياتنا المعاصرة".
لكن منحه الجائزة قوبل بمشاعر متعارضة في إيطاليا؛ فمن ناحية كان هناك ارتياح لمنح الجائزة إلى شاعر إيطالي، وفي المقابل كانت هناك مشاعر أسف لأنها لم تمنح لواحد من الشاعرين الأكبر سناً: "أونگاريتي" و"مونتالي".
في قصيدته "ريحٌ في تنداري" نقرأ:
أعرفكِ وديعةً يا تنداري معلّقةً، في التلالِ الممتدة، على مياهِ جزرِ الله الحلوة. تغيرين عليَّ اليومَ وإلى قلبي تنحدرين. أتسلّقُ القممَ والمنحدراتِ الشاهقة وبين رياحِ الصنوبر أشقّ طريقاً. والحشدُ السعيد الذي صحبني يتلاشى في الهواء، موجةَ أصواتٍ وحب: فلتأخذني أنت، يا من تعلمتُ منه الشرَّ، والخوفَ من الظلالِ والصمت، وقد كانت يوماً ملاذاً أكيداً للحلاوة، وموتَ الروح. الأرضُ مجهولةٌ لديك حيثُ أذهبُ عميقاً كلَّ يوم وأغذّي أبجديةً سرّية. ضوءٌ آخر يعرّيك وأنت بملابسك الليلية، ومباهج لا تنتسبُ إليَّ تستريح بين جوانحك. قاس هو المنفى وبحثي عن السلام الذي انتهى بي إليك تحوّلَ اليومَ إلى رغبةٍ في الموتِ مبكرة. كلُّ حبّ وقاءٌ من الحزن. خطوةٌ خرساء في الظلام حيث الخبزة المرّة التي تركت من أجلي. فلتعودي رائعةً يا تنداري. أيقظيني أيتها الصديقةُ الوديعة علني أرتقي إلى السماء من وهدةِ الحجارة، متظاهراً بالخوف من أجل أولئك الذين لا يعرفون أية ريح عميقة تلاحقني.
La poesía hermética al igual que el simbolísmo prehistórico, se fundamenta en la sinecdoque, es decir, en la "parte por el todo". Quasimodo no demuestra timidez alguna sobre esta práctica; de la mano de este celoso oficio están todas las cosas, todas las emociones, pero dichas en brevísimas y cripticas palabras. Admito que algunos poemas aquí presentes han sido un verdadero dolor de cabeza, pero hay cosas de lo más delicadas y bellas.
Una lettura difficile, ma doverosa. Un autore che ho faticato ad apprezzare all'inizio con la sua raccolta "Nuove poesie" e che ho finito per amare con quella di "Acque e terre". Di queste ultime si trovano tra le mie preferite le famosissime "Ed è subito sera" e "Vento a Tindari", ma anche "Antico inverno" e "I ritorni". Ogni componimento presenta degli accostamenti di parole, forme e figure che si delineano nella mente del lettore come se fossero sempre state lì ad aspettare di essere risvegliate.
P.s: Ho particolarmente apprezzato anche "Cavalli di luna e di vulcani", "Senza memoria di morte", "Isola" e "Io mi cresco un male". P.p.s.: Trovo l'ultimo verso di "Insonnia" di una bellezza e di una potenza inestinguibili; "nell'aria immota tuonano meteore".
Entiendo el motivo, incluso en medio de versos, por el cual este caballero ganó un nobel en su momento, pero admito que varios de los poemas no logré entenderlos, o verles lo magnífico.
Sin embargo muchos de ellos se quedaron en mi memoria, y otros tantos me gustaron bastante.
5🌟 Stupendo, ci sono delle frasi che mi sono rimaste molto impresse: Basta così poco tempo per morire da vivi
Si esauriva in me il supplizio della sabbia, a batticuore, spaziando la notte
Nei moti delle solitudini stellate, al rompere dei granu, alla volontà delle foglie, sarai urlo della mia sostanza
Una ragione cerchi agli affetti, provi il silenzio nella tua vita
Non saprò nulla della mia vita, oscuro sangue monotono
A te piega il cuore in solitudine, esilio d’oscuri sensi, in cui trasmuta ed ama ciò che parve nostro ieri, e ora è sepolto nella notte.
Ride umano sterile sostanza
Pietà, ch’io non sia senza voci e figure nella memoria un giorno
Sono un uomo solo, un solo inferno
Dissòno. E tutto che mi nasce a gioia dilania il tempo; un’eco appena ne serba in voce d’alberi// nell’aria immota tuonano meteore
Cara giovinezza; è tardi. Ma posso amare tutto della terra in luce di cieli in tenebra di vento// Nell’isola morta, lasciato da ogni cuore che udiva la mia voce, posso restare murato
Negli alberi uccisi ululano gli inferni. Dorme l’estate nel vergine miele, il ramarro nell’infanzia di mostro.
Ad una fronda, docile la luce oscilla alle nozze con l’aria
Avara pena, tarda il tuo dono in questa mia ora di sospirati abbandoni // in me si fa sera: l’acqua tramonta sulle mie mani erbose
Da secoli l’erba riposa il suo cuore con me
Una stanchezza d’abbandona in me in precoci nascite
S’indovinava la stagione occulta dall’ansia delle piogge notturne, dal variar nei cieli delle muvole, ondose lievi culle; ed ero morto
Autunno mansueto, io mi posseggo e piego alle tue acque a bermi il cielo, fuga soave d’alberi e d’abissi
Non so odiarti: così lieve il mio cuore d’uragano
Camminano gli angeli, muti con me; non hanno respiro le cose; in pietra mutata ogni voce, silenzio di cieli sepolti
La mia tristezza d’albero malnato
Avremo voci di morti anche noi, se pure fummo vivi talvolta, o il cuore delle selve e la montagna, che ci sospinse ai fiumi, non ci volle altro che sogni
Ti cammino sul cuore, ed è trovarsi d’astri in arcipelaghi insonni
Nessuna cosa muore, che in me non viva
Ed è morte uno spazio nel cuore
Ignoto mi svegli a vita terrena
Io mi cresco un male da vivo che a mutare ne soffre anche la carne
D’ogni dolore son fatto primo nato
Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera
Ogni amore è schermo di tristezza // e io fingo dolore a chi non sa che vento profondo m’ha cercato
E quel gettarmi alla terra, quel gridare alto il none nel silenzio, era dolcezza di sentirmi vivo
Una rete di sole che si smaglia sui tuoi muri ch’erano a sera un dondolio di lampade dalle botteghe tarde piene di vento e di tristezza
Polvere di strada che il vento leva appena in suo perdono// ma se scarnire nob sapevo un tempo la voce primitiva ancora rozza, avidamente allargo la mia mano: dammi dolore cibo cotidiano
Ma ai morti non è dato di tornare (…) e ripartivo, chiuso nella notte come uno che tema all’alba di restare
Forse è mutata pure mia tristezza, come fossi non mio, da me stesso scordato
Altra vita mi tenne: solitaria fra gente ignota (…) In me smarrita ogni forma, vellezza, amore, da cui trae inganno il fanciullo e la tristezza poi.
Everything happens, the good and the bad. Nothing last forever. A collection of poems that shows us the work of the Nobel Prize-winning poet. It presents us with various themes, from the exaltation of nature and beauty, but like the ying yang, with the sad and melancholic overtones of maturity and death, because children already have sad laughter as adults, or dead angels will evoke images . You can also see some verses of exaltation of nature, but as in the title, there is a break that changes everything (And Immediately Night Falls), he was showing us his images of the world and suddenly war comes and presents us with unease and despair of war, of Marzaboto and Valencia; and this sadness will remain indelible in the disappointment and disenchantment regarding man. In the end, it does not leave us a hope but a warning, so that as humans, we change and let love reach our entrails to avoid the end of the being to which we are heading. In general an evocative work that invites reflection, full of interpretations that mix the good and the bad as in the title poem. I await your comments.
Todo pasa, lo bueno y lo malo. Nada dura para siempre. Una colección de poemas que nos muestra la obra del poeta ganador del premio nobel. Nos presenta varios temas, desde la exaltación de la naturaleza y la belleza, pero como el ying yang, con los tintes tristes y melancólicos de la madurez y la muerte, porque los niños tienen ya adultos una risa triste, o los ángeles muertos evocarán imágenes . También se logran ver unos versos de exaltación de la naturaleza, pero como en el título, se presenta un quiebre que lo cambia todo (y en seguida anochece), venía mostrándonos sus imágenes del mundo y de reprente viene la guerra y nos presenta la desazón y desesperanza de la guerra, de Marzaboto y Valencia; y dicha tristeza va a quedar indeleble en la decepción y desencantamiento frente al hombre. Al final no nos deja una esperanza sino una advertencia, para que como humanos, cambiemos y dejemos que el amor nos llegue a las entrañas para evitar el fin del ser al que nos encaminamos. En general una obra evocadora que invita a la reflexión, llena de interpretaciones que mezclan lo bueno y lo malo como en el poema del título. Espero sus comentarios.
Pur apprezzando molto la poesia di Quasimodo, l'ho conosciuto coi Lirici Greci , ho trovato difficile seguire tale raccolta in versione audiolibro. Forse la Poesia non si presta così tanto a tale forma di lettura, pur riconoscendo che sia un meraviglioso testo!
Una delle raccolte poetiche più intense del Novecento italiano. Versi brevi, essenziali, che riflettono sul destino dell’uomo, sulla solitudine e sulla precarietà della vita, con la voce limpida e penetrante di Quasimodo
In questo libro è raccolta tutta la migliore opera di Quasimodo pubblicate durante gli anni Trenta del Novecento. Tra i componenti che ho apprezzato di più, figurano "Sardegna" e "Isola di Sant'Antioco" (chissà poi perché... :), oltre alla celeberrima poesia che da il titolo al volume. Una bella raccolta, molto contemplativa, direi quasi intima. Tre stelline e mezzo.