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Retour Sur Le Don (Domaine Etranger)

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Dans cette évocation de la campagne de Russie à laquelle il participa en tant que chasseur alpin italien, Rigoni Stern fait revivre à nos yeux les moments forts de sa vie. Au-delà des hostilités imposées et de l’absurdité des combats, les contacts humains avec la population locale, élémentaires et essentiels, demeurent.Trente ans après, l’auteur du Sergent dans la neige, revient dans les steppes russes parcourir à nouveau le tragique itinéraire où la plupart de ses camarades sont tombés. Passé et présent alternent, mais l’identité des souffrances vécues rapproche les deux camps autrefois opposés ; l’auteur retrouve alors les qualités de l’âme russe découvertes dans les camps de prisonniers. La guerre n’a pas épargné non plus le plateau d’Asiago, en Vénétie, haut lieu de la Résistance. De tout cela, Rigoni Stern porte témoignage. Avec un réalisme sobre, nourri d’émotion et de poésie face à la nature, il fait sortir de l’anonymat des humbles qui, forcés par les horreurs de la guerre à se révéler, acquièrent une dimension légendaire.

174 pages, Paperback

First published January 1, 1973

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About the author

Mario Rigoni Stern

66 books88 followers
Mario Rigoni Stern was an Italian author and World War II veteran.
His first novel Il sergente nella neve, published in 1953 (and the following year in English as The Sergeant in the Snow), draws on his own experience as a Sergeant Major in the Alpini corp during the disastrous retreat from Russia in the World War II. It is his only work to be translated into English and Spanish.
Other well-known works also include Le stagioni di Giacomo (Giacomo's Seasons), Storia di Tönle (The Story of Tönle), and the collection of short stories Sentieri sotto la neve (Paths Beneath the Snow).
He was awarded the Premio Campiello and the Premio Bagutta for Storia di Tönle, and the Italian PEN prize for Sentieri sotto la neve.

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Monica.
133 reviews3 followers
January 11, 2016
Una piacevole raccolta di racconti, dal forte sapore autobiografico, qulla presentata in questo volume. Un insieme di storie della ritirata di Russia, di umanita’ inaspettata e di dolore incomprensibile per noi profani. Rigoni Stern rievoca l’esperienza traumatica della ritirata di Russia, in cui morirono migliaia di soldati italiani, e di cui lui fu uno dei pochissimi, fortunati, sopravvissuti. Storie dove non c’e’ posto per l’odio, ma solo per il ritorno maliniconico di quella gioventu’ perduta nelle nevi della grande Russia. Frammenti di vite perdute, di momenti catartici, di ricordi lievi. Significative due storie che ho trovato particolamente toccanti: “In un villaggio sepolto nella balca” e il racconto che da il titolo a questa raccolta, “Ritorno sul Don”W.

Nel primo racconto, uno dei pochi a non avere come protagonsta lo scrittore, ci troviamo di fronte alla rivelazione di un soldato italiano che, per sfuggire al freddo, si rifugia in un’isba russa, facendo una sconvolgente scoperta che cambiera’ per sempre la sua esistenza. Anche qui, la violenza della guerra lascia spazio per un attimo al calore dell’umanita’, mostrandoci come la guerra, nella sua infinita potenza distruttiva, non riuscira’ mai a cancellare completamente il calore umano in ogni individuo.

“Ritorno sul Don”, invece, e’ la cronaca di un ritorno. Il ritorno, appunto, dell’autore sulle rive di quel grande fiume russo che tante vite italiane chiamo’ a se. Ormai anziano e in pensione, Rigoni Stern decide di ritornare in Russia. Ma la grande Russia che si trova davnti e’ ora un’oasi di pace e di felicita’, e il grande Don risuona di silenzio e di tranquillita’. Cullato da quella pace, Rigoni Stern saluta con grande commozione i suoi compagni che li, molti anni prima, hanno lasciato le loro giovani vite, e che ora ripostano tranquilli nella pace delle grandi steppe russe. Significativo e particolarmente toccante, il seguente passaggio: “Ecco sono ritornato a casa ancora una volta; ma ora so che laggiu’, quello tra il Donez e il Don, e’ diventato il posto piu’ tranquillo del mondo. C’e una grande pace, un grande silenzio, un’infinita dolcezza. La finestra della mia stanza inquadra boschi e montagne, ma lontano, oltre le Alpi, le pianure, i grandi fiumi, vedo sempre quei villaggi e quelle pianure dove dormono nella loro pace i nostri compani che non sono tornati a baita”

Quando anche l’ultimo sopravvissuto della guerra avra’ per sempre chiuso gli occhi (e ormai ne restano veramente pochi), questi ricordi faranno si che i loro ricordi vivano per sempre, a monito, della tragicita’ e della totale inutilita’ della guerra.
Profile Image for Sally68.
298 reviews32 followers
January 11, 2018
5 stelline meritate ed emozionanti!
In qualche modo una continuazione de “Il sergente nella neve”, sono racconti, ricordi fini a sé stessi che Mario Rigoni Stern ha voluto aggiungere a quanto già raccontato, quando trent’anni dopo decide con la moglie di tornare in Russia e ripercorrere quelle terre. Per rivivere quei momenti e ricordare le migliaia di commilitoni, non che amici, che hanno persa la vita in quella steppa desolata e gelata, ritrovare le isbe dove fu accolto e rifocillato. Ne escono racconti commoventi, dove ancora una volta traspare la grande umanità di questo uomo. Il secondo racconto “In un villaggio sepolto nella balca”, è un gioiellino, che ha dell’incredibile e mi ha lasciata a bocca aperta.
“…quelle lunghe marce, eterne senza soste, senza cibo, con i congelati che restavano ai lati della pista, con i feriti che morivano sulle slitte, con i sopravvissuti che si trascinavano. Neve cielo, notte giorno, neve cielo. Ma come abbiamo potuto?”
Che altro dire!
Profile Image for Pietro Calzoni.
10 reviews
March 7, 2024
The sequel to "il Sergente nella neve" is the proof that no one would never wish to experience true "Vietnam flashbacks" (words devoid of meaning as of today).
Profile Image for ritarda.daria.
95 reviews8 followers
October 8, 2021
Il sergente Rigoni Stern alza spesso lo sguardo al cielo. Osserva le stelle fredde e lontanissime oppure nuove e innumerevoli, oscurate dalla neve o baluginanti nelle notti estive.
Osserva le stelle e cerca l'orientamento, tenta di ricostruire la strada per casa.
Cerca di distinguere il confine tra cielo e terra, tra realtà e sogno o ricordo. Per non lasciarsi prendere dalla fiacca e dallo struggimento e non perdersi del tutto in quelle lande desolate.
Quando torna in Russia da turista, a guerra finita abbraccia con lo sguardo tutto il cielo e tutta la terra, i campi di girasole e di frumento, le isbe e tutti i suoi fratelli alpini e compagni di sventura. Quelli che non ci sono più e quelli ancora vivi e che come lui ricordano e tentano di fare pace col passato. Come Primo Levi e Nuto Revelli, ai quali dedica pagine estremamente toccanti.
Profile Image for Christina.
46 reviews2 followers
September 21, 2008
Sequel to "Il Sergente nella neve," which I read many years ago. When Mario Rigoni Stern died earlier this year, I rediscovered this one on my shelves.
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