Koltès per me è nella voce di Carlo Cecchi (nella parte del dealer) ne 'La solitudine dei campi di cotone'... Ancora una volta gli esistenzialisti si dimostrano i migliori. Koltès è un Sartre 'pop'? Forse. E non c'è niente di male. Il teatro di Koltès è un'avventura che mi fa battere il cuore anche in questo momento: ricordo di aver visto a Milano Remo Girone in 'Lotta di negro contro cane' e Scarpati nel monologo 'La notte poco prima della foresta'... E le sue pagine si leggono con la voglia di alzarsi a declamarle... Si prenda l'ultimissima frase de 'Nella solitudine dei campi di cotone', al termine di una misteriosa ed estenuante trattativa notturna tra un non meglio precisato venditore e un passante: "Dunque, qual è l'arma?"