Il Novellino è una raccolta di novelle di provenienza toscana, risalenti al ventennio 1280-1300, ma edite soltanto nel 1525 da Pietro Bembo. Se la data dice qualcosa agli italianisti, è perché nello stesso anno furono pubblicate le Prose della volgar lingua di Bembo, in cui Boccaccio è assunto a modello virtuoso di lingua italiana letteraria: non stupisce, quindi, che il Novellino contenga cento novelle divise in gruppi di dieci su base tematica, come il più famoso Decameron.
Rispetto al capolavoro bocciano, che affronta temi simili, siamo qui in un ambiente meno culturalmente raffinato e molto più medievale; ben lontani dall'Umanesimo, gli autori anonimi del Novellino appiattiscono la storia e considerano ugualmente cavalieri virtuosi personaggi storici e contemporanei, mitici e reali: Lancillotto e Federico II, Alessandro Magno e Saladino, Tristano e Traiano; Socrate diventa un savio romano e Talete un famoso astrologo.
Il tenore delle novelle è decisamente vario: da esempi di vizi e virtù a testi brevi dal sapore di barzelletta, con beffe e motti di spirito.
L'ambientazione rispecchia il panorama culturale medievale: oltre alla storia, prevalgono il mito arturiano, le vicende cittadine dei Comuni e quelle cortesi di Francia. Non mancano personaggi che noi lettori conosciamo grazie a Dante, come il poeta e consigliere Bertran de Born e il cortigiano Marco Lombardo).
Un ottimo viaggio nella mentalità medievale.