No secrets to conceal
Fino a poco tempo fa, lo ammetto, pensavo che Leigh Brackett fosse figlia, o parente, del più famoso Charles, il premio Oscar per la sceneggiatura di Sunset Boulevard scritta insieme a Billy Wilder.
Invece no, era una promettente autrice che grazie a questo romanzo si guadagnò l'interesse dei produttori nientemeno che de Il grande sonno, film destinato ad entrare nella leggenda del cinema hollywoodiano e non solo, che Brackett sceneggiò a sei mani con Jules Furthman e nientemeno che il premio Nobel William Faulkner (che si dice abbia fatto in realtà ben poco se non apporre la sua augusta firma al lavoro, incassando il relativo compenso che probabilmente finì investito in rye o bourbon).
Intermezzo
Una delle mie storie preferite sul film e sul cinema in generale (di cui esistono varie versioni, la seguente è la mia) è quella relativa al mitico omicidio dell'autista degli Sternwood, una delle più famose "loose ends" di ogni tempo.
A un certo punto del romanzo e del film, si scopre che Owen, l'autista della ricca famiglia Sternwood è stato ucciso. Bogart, che era un precisetto come e peggio di Philip Marlowe, chiese ad Howard Hawks chi fosse l'assassino, perchè lui non era riuscito a capirlo dalla sceneggiatura e questo gli impediva di fare al meglio il suo lavoro.
Hawks, che non era uno che perdeva tempo con queste cose, chiese agli sceneggiatori.
Brackett ammise che non era riuscita a capirlo e che nemmeno nel romanzo era chiaro chi fosse il colpevole.
Bogart, scocciato, disse di chiederlo all'autore, l'ombroso Raymond Chandler, il quale semplicemente non rispondeva alle telefonate e ai telegrammi che gli arrivavano dal set.
Allora qualcuno suggerì di chiedere a Faulkner di fare da intermediario, considerato il suo prestigio e il fatto che Chandler non avrebbe fatto uno sgarbo a un simile collega.
Faulkner accetta e chiama Chandler, il quale sulle prime risponde che gli sceneggiatori (specie umana che disprezzava dopo aver lavorato con Billy Wilder, il quale ricambiava il disprezzo pur rispettandone il talento di scrittore, al suo capolavoro Double Indemnity, ma questa è un'altra storia bellissima su cui si potrebbe fare un film, anzi si dovrebbe fare una miniserie) dovevano pur sapere leggere e quindi che lo trovassero da soli nel romanzo.
Faulkner dice, Ray, proprio non si riesce a capire, dacci una mano.
Chandler sempre più scocciato dice che ora ci guarda lui.
Passa qualche ora, Chandler richiama Faulkner, che gli chiede se è venuto a capo del mistero.
"Will, ho riletto il libro. Francamente, non lo so".
Intermezzo
Il romanzo ebbe un buon successo, come detto, ma letto ora è tragicamente invecchiato e sembra una collezione di luoghi comuni del genere e dei tipi umani che da sempre lo affollano, il detective, il suo vice, la bella ricca ereditiera con un amante sbagliato e una parentela anche peggiore, la ragazza in fuga dal suo passato di cui tutti si innamorano, la ragazzina che ha tutti i vizi più comuni e alcuni che si è inventata di sana pianta (vedi alla voce Carmen Sternwood), i poliziotti senza scrupoli, i criminali con meno scrupoli e così via.
In estrema sintesi, il protagonista si trova ad indagare su una serie di delitti apparentemente slegati tra loro, che in realtà hanno un fulcro comune, l'intreccio tra una cantante, un vecchio amico d'infanzia e la sua attuale, ricca consorte, insidiati da un misterioso killer e da contrasti familiari con il fratello e la sorella di lei.
Con il marcio di questi tizi, la Danimarca ci campa cent'anni, mentre i personaggi del libro campano decisamente meno, in media, data la frequenza dei decessi.
Arduo trovare un motivo di interesse per leggere il libro, salvo essere specialisti della materia o, come il sottoscritto, almeno appassionati del genere e devoti fanatici del film cui Brackett prestò la sua opera.
A comprova, in un romanzo zeppo di one-liners a là Chandler, non ho praticamente sottolineato una riga.