3,5 - Carino, ma l'ho trovato il meno romantico della serie.
In realtà è piuttosto originale come trama, perché qui la nobildonna si finge modista di umili natali, per poter "lavorare" e "commerciare" sfidando le convenzioni dell'epoca. Salvo poi essere ricattata proprio per questo e, paradossalmente, pregiudicando con il suo comportamento scandaloso proprio i tentativi di riforme progressiste portati avanti dai suoi parenti (maschi).
E di certo è originale, vero e doloroso, l'atteggiamento che subisce da parte dei nobili padroni: la sorella del visconte la schiaffeggia (e non uno schiaffetto, ma le lascia il livido), il fratello del visconte è sul punto di aggredirla, tutte le damine la trattano meno di zero...
Quindi, per tutto il libro, la nostra passa dall'altra parte. E comprende cosa si subisce.
Non mi è piaciuta molto la seduzione operata dal datore di lavoro.
Ok, lei ci cade come un pero cotto, ma se fossimo ai giorni nostri, sarebbe un caso da manuale di #metoo, al limite delle molestie sul lavoro (e perdere la verginità, a quei tempi, era in effetti un danno quasi irrisarcibile).
Poi, a scoperta avvenuta, il futuro ritorna roseo, ma il tarlo/sospetto che, se non fosse stata la figlia di un conte, lui forse non avrebbe rimediato un po' rimane...
Belle le scene con i cavalli selvaggi (il visconte sembra un po' Robert Redford in "l'uomo che sussurrava ai cavalli", eh!) e bello lo scippo di Joshua, sette anni di meno del fratellone, ma idee molto chiare su chi prendersi in moglie (molto più del tormentato visconte).