L'ambientazione è sicuramente molto affascinante: è un misto di cyberpunk, romanzo di frontiera, Vance, Borroughs, filosofia orientale... insomma, una miscela ben riuscita.
Purtroppo non si può dire lo stesso del personaggio principale, e dei suoi comprimari, che sembra sempre in balia degli eventi, senza nessuna decisione realmente presa da lui.
Questa è una critica che ho letto anche in altre recensioni, e mi sento di condividere in pieno, così come il fatto che lo stile è molto confusionario, in alcuni punti non si capisce veramente nulla.
Anche la traduzione non è impeccabile, secondo me: tanto per dirne una, tradurre letteralmente i nomi dei due satelliti di Marte, Phobos e Deimos (che quindi diventano Paura e Terrore) non ha molto senso.
Insomma, un buon potenziale sviluppato solo a metà.
Nota: i capitoli 68 e 69 sono invertiti, almeno nella mia copia.