Čechov scrisse i suoi primi racconti per alleviare la povertà della propria famiglia quando lavorava come assistente medico in una cittadina di provincia. In quel periodo iniziò ad accumulare quel patrimonio di sottili osservazioni sui contadini che venivano al suo ambulatorio in cerca d'assistenza, sugli ufficiali di stanza nella località e su tutte quelle innumerevoli figure tipiche della provincia russa che avrebbe poi ricreato sulla pagina. Le prime raccolte dei racconti uscirono nel 1886 e nel 1887 e furono subito acclamate dai lettori. È proprio nella misura breve, infatti, che Čechov trova la propria dimensione artistica pervasi da una sottile malinconia e da un sapiente equilibrio fra ironia e tristezza, i suoi racconti costituiscono una colossale e dettagliata enciclopedia del mondo russo della fine dell'Ottocento. E pur non essendosi mai preoccupato di fornire messaggi sociali o etici, è proprio il genio di Čechov che rivela, meglio di molti altri scrittori "impegnati", le più cupe realtà dell'affamata, disorientata, servile, rabbiosa Russia contadina.
Non nascondo che certi racconti mi sono parsi lenti, difficili ed eccessivamente dilatati. Ma forse proprio queste caratteristiche sono metafora della vita rurale russa che l'autore racconta: le steppe senza limiti, il caldo, il freddo e l'immobilità del cielo che riflette quella delle esistenze dei contadini. Non è stato facile finire il libro ma ne esco sicuramente arricchito.
3/4 Ascoltarlo letto da Elia Schilton ne vale la pena. La sua interpretazione, ha dato colore ad alcune parti che temo avrei trovato altrimenti piatte. Presenti con la sua voce, su RaiPlaySound abbiamo: 1. Il violino di Rothshild 2. Il viaggiatore di prima classe 3. La scommessa 4. Dušečka e in ultimo uniti 5/6. Grisha e il racconto del giardiniere capo
Čechov è un autore che, dalla mia grande passione per la letteratura (soprattutto prosa) russa, mi mancava. Avevo tentato di approcciarmici durante la maturità, periodo in cui prediligevo le raccolte di racconti, tuttavia ben presto, mi sono accorta di tutto quel sottotesto presente e di come l'uso magistrale delle parole, permettesse a Čechov di racchiudere molto più del detto in una pagina, che quanto in quel momento la mia testa mi permettesse di apprezzare. Ad oggi, a distanza di anni, finalmente ho aggiunto quest'autore ai motivi per cui ognuno dovrebbe dare una chance alla letteratura russa e di come, soprattutto, ci sia in essa un'opera per i gusti di tutti. Personalmente il racconto che ho preferito è "Il viaggiatore di prima classe" che nella versione audiolibro è il secondo su sei. Un racconto dal vero sapore tragicomico, che mi ha strappato un sorriso più amareggiato, rispetto al riso di pancia dei personaggi sul finale. Tuttavia, l'etichetta "letteratura russa" non avvantaggia soltanto, proprio il paragone che involontariamente mi trovo a fare con altri autori, porta Čechov a perdere una stellina, nulla di cui preoccuparsi, tanto di lui, ricordano tutti il cognome!