Credo che questa sia la tesi di laurea di Mario Maffi, per trentacinque professore di Letteratura e Cultura anglo-americana all’Università di Milano. E credo d’aver letto il suo primo studio, questo, più o meno appena pubblicato. Per me vero testo di culto, saggio di formazione: in quell’età pre-internet, quando le enciclopedie cartacee erano ancora bibbia e verità, questo libro è stato come e più di un’enciclopedia per me, da leggere e rileggere, consultare, controllare, confrontare.
Timothy Leary
E pensavo che fosse un testo quasi carbonaro, sconosciuto ai più, in quanto in quei primi anni Settanta, non vedevo nessuno amico non dico leggerlo, ma almeno incuriosirsi. Invece esiste ancora, ristampato più volte (1981, 2009), con cambio di casa editrice, da Laterza a Odoya.
Il fascino comincia già dal titolo, da quell’underground, termine di cui si spiega la nascita (1963) proprio nella prima pagina, che come incipit non poteva scegliere parole più stimolanti: Because something is happening here but you don't know what it is. Do you, Mr. Jones?
Allen Ginsberg
Il focus è sugli anni Sessanta. Ma l’analisi comincia dal secondo dopoguerra. Altri valori aggiunti: l’essere uscita durante, quando le cose stavano ancora succedendo – e la passione di Maffi, ricercatore, studioso e professore che nello scrivere sapeva mettere testa cuore e pancia. Maffi percorre la storia dei movimenti di contestazione giovanile e la loro produzione culturale, la Beat Generation, il movimento Hyppie, le comuni, Women’s Lib, Gay Lib Front, White e Black Panthers, i Weatherman (cui si unì la figlia dello Svedese nel capolavoro di Philip Roth), Up Against The Wall Motherfuckers, il movimento per la pace e contro la leva militare, la letteratura politica, manifesti, poesia e narrativa, teatro cinema musica radio, il Living Theather, Ken Kesey, Timothy Leary, le droghe… Citazioni brevi e lunghe, Norman Mailer, Jack Kerouac, Allen Ginsberg, versi di poesie e di canzoni...
Bob Dylan
Basta l’elenco dei nomi a far tremare le vene dei polsi. Ma non è solo uno spaccato di storia, culturale artistica e politica: è un autentico viaggio nel tempo di rara lucentezza, è un’esperienza di lettura inebriante, come essere proiettati nel cuore di un tornado. In appendice, oltre l’elenco dei nomi e la bibliografia, gli indirizzi di riviste e pubblicazioni varie, organizzazioni, agenzie internazionali d’informazione, gruppi di informazione alternativa.
E mentre scrivo ho ancora voglia di riprenderlo in mano.
FROM CLASSIC TO POPULAR AND EVERYTHING INVOLVED IN IT , WOMENS LIBERATION , VIETNAM WAR , LIBERATION THRU DRUGS , HIPPIE MOVEMENT (FLOWER POWER) , BLACK PANTHERS , RAUCHENBERG , WARHOL , VELVET UNDERGOUND , DADAISM , PSICODELICS (LSD) , MUSIC , THEATRE ....EXCELLENT WORK !!!
the process of naming popular or pop , everything that wasnt being done before , in an orthodox way : music , painting , theatre , all sorts of visual-audible manifestation of social groups in a manner of underground PERFORMING AND YET ; reivindicative , iconoclastic art formwise....the 60s hippie movement , drug use , anti-war flower power alternative , etc