What do you think?


Voglio guardare
Celeste ha sedici anni, un corpo come molti e un segreto tutto suo. Ogni tanto, spinta da non si sa quale bisogno, scende sulla litoranea e aspetta. Quando una macchina si ferma, lei sale. Davide Heller è un avvocato penalista di successo. Vive solo in un grande appartamento, è un uomo giovane, bello, taciturno. Anche lui ha un segreto da sempre. Una mattina Davide Heller esce di casa in tenuta da jogging, con un grosso zaino sulle spalle: dentro, il cadavere di una bambina. Celeste lo segue per non mollarlo più. Di cosa è fatto l'interesse che porta Celeste a frequentare la casa di un assassino senz'altro scopo apparente che non sia quello di conoscerla, scoprirla, camminare per le sue stanze quasi visitasse il male che l'uomo ha dentro? E perché Heller permette a un'estranea che non lo denuncia, non lo ricatta, non vuole nulla, di occupare un posto nella sua vita? Che cosa spinge due esistenze doppie, ordinarie e malate, a instaurare un incomprensibile legame che le induce a cercarsi, aggredirsi e difendersi senza ragioni?
183 pages, Paperback
First published January 1, 2002
About the author
Diego De Silva
46 books164 followersDiego De Silva, scrittore, giornalista e sceneggiatore, è nato a Napoli nel 1964. Il suo romanzo "La donna di scorta" (1999) è stato finalista del premio Montblanc, "Certi bambini" (2001) è stato selezionato per il premio Campiello e "Non avevo capito niente" (2007) ha vinto il premio Napoli ed è stato finalista al premio Strega. Da "Certi bambini", la crudele storia di un ragazzo di strada assoldato come killer dalla camorra, è stato tratto nel 2004 l'omonimo film diretto dai fratelli Frazzi, vincitore di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, fra i quali l'Oscar europeo e due David di Donatello. Molti suoi racconti sono apparsi in svariate antologie, fra le quali "Disertori e Crimini". Dal racconto "Il covo di Teresa", in particolare, nel 2006 è stato tratto un film tv interpretato da Lina Sastri per la regia di Stefano Sollima. Con Antonio Pascale e Valeria Parrella ha firmato lo spettacolo teatrale "Tre terzi", interpretato da Marina Confalone e diretto da Giuseppe Bertolucci. Tra i suoi ultimi lavori si ricordano i romanzi "Sono contrario alle emozioni" e "Mancarsi". Oltre a scrivere per il cinema, la tv e il teatro, De Silva collabora al quotidiano "Il Mattino". I suoi libri sono tradotti in Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Portogallo e Grecia.
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 37 reviews
March 9, 2011
Sono venti minuti abbondanti che sto ferma immobile di fronte alla pagina bianca cercando di capire cosa c'è da dire su questo libro.
Comincio a digitare sulla tastiera quando nella mia testa si forma un pensiero: questo libro non va capito, questo libro non si spiega, e nemmeno lo si può raccontare.
C'è la scrittura di De Silva, piena, densa e consapevole. E' una scrittura che sa di amore e cura per le parole che si susseguono senza intralci o dissonanze. Alcuni passaggi sono piccole perle di perfezione stilistica. Il linguaggio è colonna portante a tutto il testo, le parole sono collegate l'una all'altra dal filo di una narrazione forte e precisa.
E poi c'è tutto il resto.
De Silva mette a fuoco, con una calda freddezza, il lato oscuro. Deposita sulla pagina l'ossessione, mette a nudo l'inadeguatezza.
Ci porge il male, l'osceno, l'orribile.
Ci dice l'indicibile.
E ciò che colpisce è la totale assenza di giudizio, né positivo né negativo, la scrittura priva di didascalia o significato sottinteso, il puro e semplice narrare. Nessuna spiegazione, nessuna lezione.
E' per questo, forse, che a tratti può sembrare che lo scrittore non si spinga sufficientemente dentro la trama, dentro le cose.
Ma se l'avesse fatto, io credo, sarebbe venuta a mancare quest'assenza di giudizio, questa restituzione quasi chirurgica dei fatti e dei sommovimenti dei protagonisti.
Scendere nei dettagli, rispondere alle domande, spiegare le psicologie avrebbe sporcato il testo.
Forse tutto quello che c'è da capire in questo libro sta nel titolo.
"Voglio guardare".
Questo si fa, leggendo questo romanzo. Si sta a guardare i due protagonisti che scivolano nel baratro, un passo alla volta.
E lo facciamo da una posizione privilegiata, al sicuro, lontani.
Ma quando lo chiudi, quando l'ultima pagina è stata archiviata, per un attimo, non i senti poi così al sicuro.
Quanto sono al sicuro dal mio lato oscuro, quanto sono al sicuro dalla degenerazione della mia ossessione. Quanto sono al sicuro della mia inadeguatezza.
Comincio a digitare sulla tastiera quando nella mia testa si forma un pensiero: questo libro non va capito, questo libro non si spiega, e nemmeno lo si può raccontare.
C'è la scrittura di De Silva, piena, densa e consapevole. E' una scrittura che sa di amore e cura per le parole che si susseguono senza intralci o dissonanze. Alcuni passaggi sono piccole perle di perfezione stilistica. Il linguaggio è colonna portante a tutto il testo, le parole sono collegate l'una all'altra dal filo di una narrazione forte e precisa.
E poi c'è tutto il resto.
De Silva mette a fuoco, con una calda freddezza, il lato oscuro. Deposita sulla pagina l'ossessione, mette a nudo l'inadeguatezza.
Ci porge il male, l'osceno, l'orribile.
Ci dice l'indicibile.
E ciò che colpisce è la totale assenza di giudizio, né positivo né negativo, la scrittura priva di didascalia o significato sottinteso, il puro e semplice narrare. Nessuna spiegazione, nessuna lezione.
E' per questo, forse, che a tratti può sembrare che lo scrittore non si spinga sufficientemente dentro la trama, dentro le cose.
Ma se l'avesse fatto, io credo, sarebbe venuta a mancare quest'assenza di giudizio, questa restituzione quasi chirurgica dei fatti e dei sommovimenti dei protagonisti.
Scendere nei dettagli, rispondere alle domande, spiegare le psicologie avrebbe sporcato il testo.
Forse tutto quello che c'è da capire in questo libro sta nel titolo.
"Voglio guardare".
Questo si fa, leggendo questo romanzo. Si sta a guardare i due protagonisti che scivolano nel baratro, un passo alla volta.
E lo facciamo da una posizione privilegiata, al sicuro, lontani.
Ma quando lo chiudi, quando l'ultima pagina è stata archiviata, per un attimo, non i senti poi così al sicuro.
Quanto sono al sicuro dal mio lato oscuro, quanto sono al sicuro dalla degenerazione della mia ossessione. Quanto sono al sicuro della mia inadeguatezza.
March 19, 2014
questi primi due libri di de silva fanno male. l'ho letto di corsa, inciampando, scendendo alla fermata sbagliata della metro e trovandomi spaesato, per non fermarmi e non metterci troppo a finirlo. non volevo quella sensazione vischiosa addosso. la rende troppo bene per renderla accettabile.
ho sentito lucarelli dire che per quanto schifoso possa essere un pensiero, c'è almeno una persona al mondo che l'ha messo in pratica. questo pensiero mi ha ossessionato per tutta la lettura.
ho sentito lucarelli dire che per quanto schifoso possa essere un pensiero, c'è almeno una persona al mondo che l'ha messo in pratica. questo pensiero mi ha ossessionato per tutta la lettura.
June 18, 2025
«Nell'avviarsi all'ascensore scorge da lontano una busta nella finestrella della cassetta delle lettere. L'apre davanti all'ascensore. E quando vede quello che c'è dentro, comincia a sudare. Non sa esattamente cosa sente, ma gli sembra dolore. Crescente, retroattivo.
Tre polaroid, con la data sovraimpressa, in sequenza. La prima è solo faccia. Un po' sfocata, per la vicinanza.
La testa della bambina poggia delicatamente su un letto di foglie umide. Si vede ancora l'alone del nastro adesivo che le è stato strappato dalle labbra. Ha una specie di sorriso, che non le ricordava.
Nella seconda, il torace. Il nome. Appena sbiadito, ma perfettamente leggibile. La pelle intorno ai capezzoli ha preso il colore del livido, come se la bimba fosse stata colpita da due pugni sferrati simultaneamente in quei punti del petto.
Nella terza, i piedi. Gentili, sporchi, pallidi. Con le unghie annerite dalla morte.»
4 ⭐️ Celeste ha 16 anni e un corpo qualsiasi, porta spesso la bandana, mai gonne ne cappotti, non si trucca e va ancora a scuola.
È sulla litoranea quando alza il pollice e sceglie la macchina su cui salire, il suo cliente: un cinquantenne con la cravatta e le mani grassocce ma ben vestito ed educato.
Il secondo protagonista è Davide Heller, avvocato penalista di successo.
L’uomo è appena uscito di casa con uno zaino sulle spalle con all’interno il cadavere di una bambina, deve raggiungere la spiaggia ma non sa che in quel momento proprio Celeste lo segue con lo sguardo e, quando nasconde lo zaino sotto una barca e se ne va, lei scopre il suo enorme segreto.
Così il giorno dopo inizia a seguirlo, quell’uomo con il k-way, fino a scoprire dove abita e il suo cognome. Ma si spinge ancora più in là una mattina e va in tribunale ad assistere a una sentenza dove presidia l’avvocato. Ma non gli basta, comincia a telefonare a casa di Heller e, fingendosi una ragazza che vende il vino, lo chiama più volte finché non esce allo scoperto e gli dice di vedersi sotto al bar di fronte casa sua.
Sotto ricatto, l’avvocato deve aprire le porte di casa sua, cosa spinge però Celeste a inoltrarsi in quell’appartamento? Heller vorrebbe togliersi di mezzo anche la ragazzina, ma come fare? Ormai l’hanno vista al bar, a casa sua, il portiere la riconosce.
Passano i giorni e la ragazza passa sempre più tempo in casa dell’avvocato, tant’è che un pomeriggio non si presenta e l’uomo sente un vuoto dentro di sé, non capisce come mai vuole frequentare quella ragazza che non lo vuole denunciare, ma solo occupare un posto nella sua vita. Diego De Silva con la sua scrittura ci lascia pieni di domande e con un finale da lacrimuccia, ma cruente.
Ho apprezzato tantissimo questo libro, De Silva mi piace sempre di più.
Tre polaroid, con la data sovraimpressa, in sequenza. La prima è solo faccia. Un po' sfocata, per la vicinanza.
La testa della bambina poggia delicatamente su un letto di foglie umide. Si vede ancora l'alone del nastro adesivo che le è stato strappato dalle labbra. Ha una specie di sorriso, che non le ricordava.
Nella seconda, il torace. Il nome. Appena sbiadito, ma perfettamente leggibile. La pelle intorno ai capezzoli ha preso il colore del livido, come se la bimba fosse stata colpita da due pugni sferrati simultaneamente in quei punti del petto.
Nella terza, i piedi. Gentili, sporchi, pallidi. Con le unghie annerite dalla morte.»
4 ⭐️ Celeste ha 16 anni e un corpo qualsiasi, porta spesso la bandana, mai gonne ne cappotti, non si trucca e va ancora a scuola.
È sulla litoranea quando alza il pollice e sceglie la macchina su cui salire, il suo cliente: un cinquantenne con la cravatta e le mani grassocce ma ben vestito ed educato.
Il secondo protagonista è Davide Heller, avvocato penalista di successo.
L’uomo è appena uscito di casa con uno zaino sulle spalle con all’interno il cadavere di una bambina, deve raggiungere la spiaggia ma non sa che in quel momento proprio Celeste lo segue con lo sguardo e, quando nasconde lo zaino sotto una barca e se ne va, lei scopre il suo enorme segreto.
Così il giorno dopo inizia a seguirlo, quell’uomo con il k-way, fino a scoprire dove abita e il suo cognome. Ma si spinge ancora più in là una mattina e va in tribunale ad assistere a una sentenza dove presidia l’avvocato. Ma non gli basta, comincia a telefonare a casa di Heller e, fingendosi una ragazza che vende il vino, lo chiama più volte finché non esce allo scoperto e gli dice di vedersi sotto al bar di fronte casa sua.
Sotto ricatto, l’avvocato deve aprire le porte di casa sua, cosa spinge però Celeste a inoltrarsi in quell’appartamento? Heller vorrebbe togliersi di mezzo anche la ragazzina, ma come fare? Ormai l’hanno vista al bar, a casa sua, il portiere la riconosce.
Passano i giorni e la ragazza passa sempre più tempo in casa dell’avvocato, tant’è che un pomeriggio non si presenta e l’uomo sente un vuoto dentro di sé, non capisce come mai vuole frequentare quella ragazza che non lo vuole denunciare, ma solo occupare un posto nella sua vita. Diego De Silva con la sua scrittura ci lascia pieni di domande e con un finale da lacrimuccia, ma cruente.
Ho apprezzato tantissimo questo libro, De Silva mi piace sempre di più.
September 19, 2018
Questo libro ti prende la faccia, te l’accarezza per bene, ti tranquillizza, ti racconta di personaggi umani e poi ti prende a schiaffi, senza che te l’aspetti.
Un pezzo per volta scardina ogni schema mentale messo in atto nelle prime pagine fino ad arrivare a costruire uno dei noir più crudi, senza cadere mai nel banale, che abbia mai letto.
De Silva mi mette a mio agio raccontandomi dei tribunali. Quasi ce lo vedo passare, nei corridoi, l’avvocato Malinconico.
Ma qui non si racconta di lui.
Qui c’è l’avvocato Heller, bravissimo penalista, occupato nei suoi travagli che attende l’ineluttabilità.
Pare non aspetti altro, per tutto il libro.
Celeste mi è incomprensibile.
Giovane, carina, la madre attenta a lei, il padre sopraffatto dalla malattia, che per pochi soldi si dà a qualche dubbio personaggio. E’ talmente priva di sentimenti e paura e amore, Celeste. E capisco il suo atto finale. Tremendo.
Non so nemmeno se sia un noir.
Mi ritrovo inebetito e, ancora, ringrazio De Silva per la scrittura asciutta e precisa.
Ma che botta.
Un pezzo per volta scardina ogni schema mentale messo in atto nelle prime pagine fino ad arrivare a costruire uno dei noir più crudi, senza cadere mai nel banale, che abbia mai letto.
De Silva mi mette a mio agio raccontandomi dei tribunali. Quasi ce lo vedo passare, nei corridoi, l’avvocato Malinconico.
Ma qui non si racconta di lui.
Qui c’è l’avvocato Heller, bravissimo penalista, occupato nei suoi travagli che attende l’ineluttabilità.
Pare non aspetti altro, per tutto il libro.
Celeste mi è incomprensibile.
Giovane, carina, la madre attenta a lei, il padre sopraffatto dalla malattia, che per pochi soldi si dà a qualche dubbio personaggio. E’ talmente priva di sentimenti e paura e amore, Celeste. E capisco il suo atto finale. Tremendo.
Non so nemmeno se sia un noir.
Mi ritrovo inebetito e, ancora, ringrazio De Silva per la scrittura asciutta e precisa.
Ma che botta.
Nel frattempo, pensa a quante altre volte ha sentito le stesse parole uscirgli di bocca e nella stessa sequenza. A quanto sia scontato e ripetibile il protocollo della normalità in cui si rappresenta tutti i giorni. Niente serve a niente. Niente si risolve. La funzione che svolgo è pura forma. Non me ne importa nulla di questo ragazzotto e dei suoi poveri reati. La sua misera refurtiva mi deprime. Il suo futuro mi è del tutto indifferente. I suoi diritti sono carta fotocopiata. Nessuno, qui dentro, crede a quello che sta facendo. Mente il delinquente ammanettato, mente la guardia che lo scorta, mente l’avvocato, mente il giudice. Mentono i cancellieri, i segretari e gli impiegati degli uffici. Mente il consiglio d’ordine, la camera penale, mentono le associazioni forensi e i loro giornali. Mentono i convegni, le assemblee, le inaugurazioni coi velluti e le televisioni. Mentono i giornalisti e gli intervistati.
Io sono una menzogna fra le altre.
December 22, 2024
altro che avvocato malinconico, questo è molto meglio - almeno, è meglio di "mia suocera beve". temevo il finale perché trovavo che il livello fosse così alto da non poter essere mantenuto, e in effetti un po' mi ha delusa. poco, però. mi è sembrato il de silva di "certi bambini", che mi aveva entusiasmata e spinta a leggere altro dello stesso autore. bravo.
February 1, 2021
Un piccolo libro di uno scrittore da me piuttosto apprezzato, trovato su una bancarella. Il fatto di non averne mai sentito parlare, e il fatto che fosse praticamente nuovo (non so perché ma spesso sulle bancarelle di libri usati mi capita di trovarne di assolutamente nuovi) mi ha fatto pensare che fosse appena uscito. Solo quando poi sono arrivato a casa ho scoperto che è del 2002, quindi uno dei primi libri di quest’autore, precedente sia alla saga agrodolce dell’avvocato Malinconico, sia ai romanzi sentimentali come Mancarsi o Terapia di coppia per amanti.
In realtà questa è diversissima dalle opere successive. C’è un avvocato di successo del foro di una grande città - probabilmente Napoli, anche se non viene mai esplicitamente nominata - che uccide una bambina senza nessun movente apparente, né sessuale, né passionale o di vendetta. C’è una ragazza minorenne mezza disadattata con padre affetto da Alzahimer che si prostituisce, anche qui senza che se ne capisca precisamente la ratio - non lo fa né per soldi né perché le piaccia - che scopre casualmente il delitto e comincia a perseguitare l’avvocato, apparentemente non per ricattarlo, e tra i due nasce una specie di attrazione morbosa in ogni caso non connotata sessualmente. C’è un cliente della ragazza, con la passione dei cani da combattimento, che a lei ripugna, e glielo fa capire prendendolo a colpi di lametta da barba. C’è che lui si vendica e la picchia brutalmente o la fa picchiare, e c’è l’avvocato che a sua volta, sfruttando certe conoscenze camorristiche, vendica la ragazza e lo fa sbranare da un cane feroce. C’è una bambina zingara che potrebbe essere la prossima vittima dell’avvocato, lui la adesca con un gattino, la ragazza decide di essergli complice ma il tutto finisce in un bagno di sangue, letteralmente (per fortuna la zingarella e il gattino si salvano).
Praticamente un trattato di psichiatria criminale, che probabilmente De Silva, per studi e lavoro, conosce bene. Se questo fosse stato il primo suo romanzo che avessi letto non ce ne sarebbero stati altri, dato che non amo la letteratura che va a ravanare nell’orrido. Per fortuna le prove successive di De Silva sono state molto più in linea con i miei gusti.
Il che non toglie che il libro sia scritto benissimo, e già si vede la capacità calligrafica dell’autore di disegnare compiutamente personaggi e situazioni con pochissimi tratti di penna e lasciare al lettore di completare gli spazi vuoti. Probabilmente potrebbe essere un romanzo da cinque stelle, ma gliene do solo tre perché questo tipo di argomenti mi creano fastidio, se non proprio disgusto.
In realtà questa è diversissima dalle opere successive. C’è un avvocato di successo del foro di una grande città - probabilmente Napoli, anche se non viene mai esplicitamente nominata - che uccide una bambina senza nessun movente apparente, né sessuale, né passionale o di vendetta. C’è una ragazza minorenne mezza disadattata con padre affetto da Alzahimer che si prostituisce, anche qui senza che se ne capisca precisamente la ratio - non lo fa né per soldi né perché le piaccia - che scopre casualmente il delitto e comincia a perseguitare l’avvocato, apparentemente non per ricattarlo, e tra i due nasce una specie di attrazione morbosa in ogni caso non connotata sessualmente. C’è un cliente della ragazza, con la passione dei cani da combattimento, che a lei ripugna, e glielo fa capire prendendolo a colpi di lametta da barba. C’è che lui si vendica e la picchia brutalmente o la fa picchiare, e c’è l’avvocato che a sua volta, sfruttando certe conoscenze camorristiche, vendica la ragazza e lo fa sbranare da un cane feroce. C’è una bambina zingara che potrebbe essere la prossima vittima dell’avvocato, lui la adesca con un gattino, la ragazza decide di essergli complice ma il tutto finisce in un bagno di sangue, letteralmente (per fortuna la zingarella e il gattino si salvano).
Praticamente un trattato di psichiatria criminale, che probabilmente De Silva, per studi e lavoro, conosce bene. Se questo fosse stato il primo suo romanzo che avessi letto non ce ne sarebbero stati altri, dato che non amo la letteratura che va a ravanare nell’orrido. Per fortuna le prove successive di De Silva sono state molto più in linea con i miei gusti.
Il che non toglie che il libro sia scritto benissimo, e già si vede la capacità calligrafica dell’autore di disegnare compiutamente personaggi e situazioni con pochissimi tratti di penna e lasciare al lettore di completare gli spazi vuoti. Probabilmente potrebbe essere un romanzo da cinque stelle, ma gliene do solo tre perché questo tipo di argomenti mi creano fastidio, se non proprio disgusto.
This entire review has been hidden because of spoilers.
February 22, 2013
This was an odd sort of book.
The by-line, the teaser and the back of this book all promised something other than what was delivered; at least that is how I felt.
The book has a very highly descriptive style of writing like some other highly recommended, Italian translations I have read. Again similarly, there is an emotionally detached feel to the writing which is odd considering that by far the majority of the book is about the inner landscapes of the characters as seen from their point of view. This makes the one or two characters that you follow somewhat bland because they seem to have no strong feelings about themselves or their lives, and this makes it difficult for the reader to have strong feelings about them.
And this is also odd given the sensationalism of the by-line; very little actually happens in the book (at least as far as I got), one small event will occur for a page or two and the next twenty pages will be the daily minutiae of the person involved in the brief action. The small scenes of action are, I think, meant to be shocking and the pages of detached description of nothing much are I think meant to highlight the ‘shockingness’ if you will.
It is not a bad literary style, but I was not in the mood for it and while I enjoyed the first twenty pages I found the rest becoming duller and duller. I finally gave up around page 115 when everything seemed deadly predictable. To enjoy this novel you have to be enjoying the writing style, because there are not a lot of surprises, content or conversation to it. I may try again one day.
The by-line, the teaser and the back of this book all promised something other than what was delivered; at least that is how I felt.
The book has a very highly descriptive style of writing like some other highly recommended, Italian translations I have read. Again similarly, there is an emotionally detached feel to the writing which is odd considering that by far the majority of the book is about the inner landscapes of the characters as seen from their point of view. This makes the one or two characters that you follow somewhat bland because they seem to have no strong feelings about themselves or their lives, and this makes it difficult for the reader to have strong feelings about them.
And this is also odd given the sensationalism of the by-line; very little actually happens in the book (at least as far as I got), one small event will occur for a page or two and the next twenty pages will be the daily minutiae of the person involved in the brief action. The small scenes of action are, I think, meant to be shocking and the pages of detached description of nothing much are I think meant to highlight the ‘shockingness’ if you will.
It is not a bad literary style, but I was not in the mood for it and while I enjoyed the first twenty pages I found the rest becoming duller and duller. I finally gave up around page 115 when everything seemed deadly predictable. To enjoy this novel you have to be enjoying the writing style, because there are not a lot of surprises, content or conversation to it. I may try again one day.
August 22, 2009
A strangely twisted novel - I'm still undecided if I liked it or not. Which makes it outstanding in itself!
October 8, 2016
Started off great. The rest was boring. Skimmed it in the end. Waste of reading time :(
December 23, 2016
Ben scritto e ti cattura anche ma..dov'è che va a parare non s'è capito mica.
October 14, 2018
Finito questo libro, vien voglia di lavarsi a lungo per togliersi di dosso tutto l’orrore e la disperazione che contiene.
September 21, 2024
Δεν μπορώ να αποφασίσω αν αυτό το βιβλίο έκανε κάτι πρωτότυπο (το οποίο δυσκολεύτηκα να επεξέργαστώ επειδή δεν ήξερα πως) ή κάτι κούφιο, ένα απολύτως τίποτα τυλιγμένο σε ωραίο περιτύλιγμα (το οποίο δυσκολεύτηκα να επεξεργαστώ γιατί δεν υπήρχε κάτι προς επεξεργασία).
Σίγουρα δεν είναι θρίλερ.
Είχε μια υπερ-περιγραφική αφήγηση, καταστάσεων και όχι πραγμάτων, η οποία ερχόταν σε αντίθεση με την απόλυτη συναισθηματική απόσταση των χαρακτήρων απο τις πράξεις τους.
Ενώ η απάθεια των χαρακτήρων θα ήταν για μένα πρόβλημα κανονικά, ο συνδυσμός της αφήγησης προσέθεσε ένα βάθος στους πρωταγωνιστές και με έκανε να νιώθω ότι τους ξέρω χωρίς όμως να ξέρω ούτε ένα ξεκάθαρο χαρακτηριστικό τους. Ήταν σαν να γνωρίζεις κάποιον ανάποδα. Σαν να μαθαίνεις πρώτα απέξω το ντουλάπι με όλα τα καλυντικά και τα αφρόλουτρα κάποιου, και μετά να γνωρίζεις τον ίδιο. Σαν να τον γνωρίζεις απο την αντανάκλαση της ουσίας του στο ντουλάπι του.
Το πρόβλημα μου μάλλον είναι ότι στο τέλος που ο συγγραφέας μας αποκάλυψε τους ίδιους τους χαρακτήρες, εγώ δεν τους αναγνώρισα και έτσι δεν κατάλαβα τι μας έδειξε.
Μέχρι το τέλος ήμουν πεπεισμένη ότι οι χαρακτήρες ήταν amoral, αλλά εκεί το έχασα.
Δεν ξέρω αν εγώ δεν το κατάλαβα ή αν αυτός δεν τα κατάφερε. Οι πράξεις τους μου φάνηκαν ασυνάρτητες, έλεγαν πράγματα εκτός χαρακτήρα και η λογική συνέχεια της σκέψης τους χάθηκε.
Σίγουρα αυτό το βιβλίο έχει να κάνει με το headspace που βρίσκεσαι,πρέπει να είσαι σε φάση να υπεραναλύσεις τα πάντα γιατί το βιβλίο δεν αναλύει απολύτως τίποτα. Είναι σαν να δίνει την μισή πλοκή και εσύ να πρέπει να φανταστείς την υπόλοιπη.
Ή ίσως το βιβλίο να με κοροϊδεύει μες στη μάπα μου, να ειναι απλώς βλακείες μαζεμένες και εγώ να το υπεραναλύω και να του δίνω υπόσταση.
Σε λεπτομέρειες, δεν κατάλαβα γιατί τέτοια λύσσα με τα καημένα τα σκυλάκια και επίσης, θεώρησα ότι η απόδοση των σεξουαλικών ιδέών/θεωριών/πράξεων ήταν ξεκάθαρα γραμμένες από άντρα (με τον κακό τον τρόπο - ευτυχώς ήταν σχεδόν ανύπαρκτες, αν και θα μπορούσε κάποιος να πει ότι το βιβλίο είναι διάχυτο από έναν νοσυρό ερωτισμό όπως θα μπορούσε και να πει ότι αυτές οι ιδέες ήταν εκεί γιατι εξυπηρετούσαν το σκοπό του βιβλίου και για κανένα άλλο λόγο).
Σίγουρα δεν είναι θρίλερ.
Είχε μια υπερ-περιγραφική αφήγηση, καταστάσεων και όχι πραγμάτων, η οποία ερχόταν σε αντίθεση με την απόλυτη συναισθηματική απόσταση των χαρακτήρων απο τις πράξεις τους.
Ενώ η απάθεια των χαρακτήρων θα ήταν για μένα πρόβλημα κανονικά, ο συνδυσμός της αφήγησης προσέθεσε ένα βάθος στους πρωταγωνιστές και με έκανε να νιώθω ότι τους ξέρω χωρίς όμως να ξέρω ούτε ένα ξεκάθαρο χαρακτηριστικό τους. Ήταν σαν να γνωρίζεις κάποιον ανάποδα. Σαν να μαθαίνεις πρώτα απέξω το ντουλάπι με όλα τα καλυντικά και τα αφρόλουτρα κάποιου, και μετά να γνωρίζεις τον ίδιο. Σαν να τον γνωρίζεις απο την αντανάκλαση της ουσίας του στο ντουλάπι του.
Το πρόβλημα μου μάλλον είναι ότι στο τέλος που ο συγγραφέας μας αποκάλυψε τους ίδιους τους χαρακτήρες, εγώ δεν τους αναγνώρισα και έτσι δεν κατάλαβα τι μας έδειξε.
Μέχρι το τέλος ήμουν πεπεισμένη ότι οι χαρακτήρες ήταν amoral, αλλά εκεί το έχασα.
Δεν ξέρω αν εγώ δεν το κατάλαβα ή αν αυτός δεν τα κατάφερε. Οι πράξεις τους μου φάνηκαν ασυνάρτητες, έλεγαν πράγματα εκτός χαρακτήρα και η λογική συνέχεια της σκέψης τους χάθηκε.
Σίγουρα αυτό το βιβλίο έχει να κάνει με το headspace που βρίσκεσαι,πρέπει να είσαι σε φάση να υπεραναλύσεις τα πάντα γιατί το βιβλίο δεν αναλύει απολύτως τίποτα. Είναι σαν να δίνει την μισή πλοκή και εσύ να πρέπει να φανταστείς την υπόλοιπη.
Ή ίσως το βιβλίο να με κοροϊδεύει μες στη μάπα μου, να ειναι απλώς βλακείες μαζεμένες και εγώ να το υπεραναλύω και να του δίνω υπόσταση.
Σε λεπτομέρειες, δεν κατάλαβα γιατί τέτοια λύσσα με τα καημένα τα σκυλάκια και επίσης, θεώρησα ότι η απόδοση των σεξουαλικών ιδέών/θεωριών/πράξεων ήταν ξεκάθαρα γραμμένες από άντρα (με τον κακό τον τρόπο - ευτυχώς ήταν σχεδόν ανύπαρκτες, αν και θα μπορούσε κάποιος να πει ότι το βιβλίο είναι διάχυτο από έναν νοσυρό ερωτισμό όπως θα μπορούσε και να πει ότι αυτές οι ιδέες ήταν εκεί γιατι εξυπηρετούσαν το σκοπό του βιβλίου και για κανένα άλλο λόγο).
September 2, 2026
⭐️⭐️⭐️ 3 stelle, ma con un po’ di dispiacere.
Voglio guardare è una storia cupa e disturbante che ruota attorno a Celeste, una ragazza di sedici anni, e Davide Heller, un giovane avvocato apparentemente rispettabile ma con un lato oscuro. Quando Celeste scopre che Heller trasporta con sé il cadavere di una bambina, invece di denunciarlo decide di seguirlo e di entrare nel suo mondo.
Tra i due nasce così un rapporto ambiguo, fatto di curiosità, attrazione, paura, controllo e ossessione. Celeste vuole guardare, capire il male da vicino, mentre Heller sembra accettare quello sguardo e lasciarsi conoscere.
È una storia che avrebbe avuto, secondo me, tutti gli elementi per coinvolgermi: personaggi disturbanti, una dinamica psicologica complessa e tante domande sul confine tra vittima, carnefice e complice.
Eppure ho fatto davvero fatica a entrarci.
Il problema, per me, è stato soprattutto il modo in cui la storia viene raccontata. La scrittura è poco marcata e i continui salti di punto di vista mi hanno spesso fatto perdere il filo, rendendo difficile capire chi stesse osservando, pensando o raccontando determinate situazioni.
So che questa frammentazione è probabilmente una scelta precisa dell'autore e che il romanzo vuole lasciare molte cose sospese. Ma con me non ha funzionato: invece di farmi immergere nella complessità dei personaggi, mi ha tenuta spesso a distanza.
Sono arrivata alla fine con la sensazione che ci fosse molto più dentro di quello che sono riuscita a cogliere.
Ed è proprio questo che mi porta a dargli 3 stelle, ma con dispiacere: non perché abbia trovato la storia priva di interesse, anzi. Mi dispiace non essere riuscita a entrarci come avrei voluto.
Voglio guardare è una storia cupa e disturbante che ruota attorno a Celeste, una ragazza di sedici anni, e Davide Heller, un giovane avvocato apparentemente rispettabile ma con un lato oscuro. Quando Celeste scopre che Heller trasporta con sé il cadavere di una bambina, invece di denunciarlo decide di seguirlo e di entrare nel suo mondo.
Tra i due nasce così un rapporto ambiguo, fatto di curiosità, attrazione, paura, controllo e ossessione. Celeste vuole guardare, capire il male da vicino, mentre Heller sembra accettare quello sguardo e lasciarsi conoscere.
È una storia che avrebbe avuto, secondo me, tutti gli elementi per coinvolgermi: personaggi disturbanti, una dinamica psicologica complessa e tante domande sul confine tra vittima, carnefice e complice.
Eppure ho fatto davvero fatica a entrarci.
Il problema, per me, è stato soprattutto il modo in cui la storia viene raccontata. La scrittura è poco marcata e i continui salti di punto di vista mi hanno spesso fatto perdere il filo, rendendo difficile capire chi stesse osservando, pensando o raccontando determinate situazioni.
So che questa frammentazione è probabilmente una scelta precisa dell'autore e che il romanzo vuole lasciare molte cose sospese. Ma con me non ha funzionato: invece di farmi immergere nella complessità dei personaggi, mi ha tenuta spesso a distanza.
Sono arrivata alla fine con la sensazione che ci fosse molto più dentro di quello che sono riuscita a cogliere.
Ed è proprio questo che mi porta a dargli 3 stelle, ma con dispiacere: non perché abbia trovato la storia priva di interesse, anzi. Mi dispiace non essere riuscita a entrarci come avrei voluto.
June 15, 2023
Una lettura coinvolgente e particolare, uno spezzato su due persone ambigue e con un profondo lato oscuro. Fino alla fine il carattere e la mentalità di Celeste e Heller restano un mistero: lei da quando il padre ha improvvisamente perso ogni ricordo di lei e sua madre cerca di colmare un vuoto, passa i suoi pomeriggi sulla litoranea alla ricerca di qualcuno che in qualche modo lei riesci ad umiliare. Una volta che ha rapporti con queste persone cerca con un gesto, uno sguarda di farli sentire in colpa per ciò che hanno fatto, per farli sentire sporchi.
Heller, invece, è un avvocato di discreto successo. Fa il difensore e sembra una persona molto a modo e gentile, se non fosse che il libro si apre con lui che premedita l'omicidio di una bambina.
Quando Celeste trova il corpo della bambina e contatta Heller inizia tra loro un rapporto morboso, non si capisce che cosa Celeste voglia ottenere, mentre Heller aspetta con frenesia il pomeriggio, perché Celeste va a trovarlo a casa sua.
Non riesco a trovare una spiegazione razionale al modo in cui il romanzo si chiude. Quando Celeste chiede ad Heller di guardare non mi aspettavo che il suo intento fosse il suicidio. Vista la sofferenza che lei prova e che decide anche di autoinfliggersi prostituendosi, pensavo avesse sviluppato una certa morbosità nel voler essere passivamente presente nel momento in cui Heller interrompe una vita.
Heller, invece, è un avvocato di discreto successo. Fa il difensore e sembra una persona molto a modo e gentile, se non fosse che il libro si apre con lui che premedita l'omicidio di una bambina.
Quando Celeste trova il corpo della bambina e contatta Heller inizia tra loro un rapporto morboso, non si capisce che cosa Celeste voglia ottenere, mentre Heller aspetta con frenesia il pomeriggio, perché Celeste va a trovarlo a casa sua.
Non riesco a trovare una spiegazione razionale al modo in cui il romanzo si chiude. Quando Celeste chiede ad Heller di guardare non mi aspettavo che il suo intento fosse il suicidio. Vista la sofferenza che lei prova e che decide anche di autoinfliggersi prostituendosi, pensavo avesse sviluppato una certa morbosità nel voler essere passivamente presente nel momento in cui Heller interrompe una vita.
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October 29, 2017
Sicuramente si tratta di un libro che stimola le domande piuttosto che dare delle risposte. Non c'è quindi da capire, bensì di che ragionare. Leggedolo, ho avuto l'impressione di ricordare dei momenti nella vita nei quali non si è capito da che parte si è venuti e dove si sta andando, momenti semplicemente vissuti con persone estranee al quotidiano a fare cose diverse da quelle usuali.
Ciò detto, per quello che concerne strettamente la narrazione, pare un racconto iperbolico di un (malinteso?) senso di giustizia ed equilibrio. In generale, tratta del rapporto fra azioni e conseguenze, non sempre immediate e dirette, ma che comunque finiscono sempre per realizzarsi.
E' ben scritto e mi ha invogliato a leggere altro di questo autore. La recensione è un po' sconclusionata ma d'altra parte il libro è scritto per immagini frammentate.
Ciò detto, per quello che concerne strettamente la narrazione, pare un racconto iperbolico di un (malinteso?) senso di giustizia ed equilibrio. In generale, tratta del rapporto fra azioni e conseguenze, non sempre immediate e dirette, ma che comunque finiscono sempre per realizzarsi.
E' ben scritto e mi ha invogliato a leggere altro di questo autore. La recensione è un po' sconclusionata ma d'altra parte il libro è scritto per immagini frammentate.
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November 18, 2022Ho scoperto De Silva in seguito alla serie, recentemente trasmessa dalla Rai, dell'Avvocato Malinconico. Per scoprire la sua personalità artistica ho pensato, quindi, di iniziare a fare la sua conoscenza dal suo primo libro.
"Voglio guardare" è un'opera che non riesco facilmente ad etichettare per la trama oscura e misteriosa. E' un libro che non si spiega. e non si può raccontare. La sua scrittura è consapevole e determinata, le parole sono ben correlate e la narrazione è forte e precisa. De Silva mette a nudo il lato oscuro che alberga in ognuno di noi, l'ossessione e l'inadeguatezza di cui, spesso, ci sentiamo vittime, e lo fa con estrema bravura. Ed è forse proprio il titolo la chiave di lettura di tutto, dal momento, man mano che avanza la lettura, i due protagonisti sprofondano nel loro baratro e noi. umili lettori, non possiamo fare altro che guardare!
"Voglio guardare" è un'opera che non riesco facilmente ad etichettare per la trama oscura e misteriosa. E' un libro che non si spiega. e non si può raccontare. La sua scrittura è consapevole e determinata, le parole sono ben correlate e la narrazione è forte e precisa. De Silva mette a nudo il lato oscuro che alberga in ognuno di noi, l'ossessione e l'inadeguatezza di cui, spesso, ci sentiamo vittime, e lo fa con estrema bravura. Ed è forse proprio il titolo la chiave di lettura di tutto, dal momento, man mano che avanza la lettura, i due protagonisti sprofondano nel loro baratro e noi. umili lettori, non possiamo fare altro che guardare!
November 1, 2020
Un po' di mixed feelings - la storia e la tensione tra i due protagonisti è molto intrigante, ma la storia è cupa, tetra... moltissimi elementi rimangono poi in sospeso, tantissimi punti non sono collegati gli uni con gli altri.
Non mi è piaciuta molto la narrativa di Celeste, sedicenne che pur essendo ancora una bambina si comporta da donna adulta e seduce Heller, uomo ovviamente adulto, avvocato che però nasconde un lato oscuro. Oltre ad essere molto sentita, riprende questa rappresentazione che vede la ragazzina come responsabile dei comportamenti di Heller.
La trama, il "voglio guardare", però, fa nascere tantissime domande in chi legge e le interpretazioni sul finale semi aperto sono moltissime. Cosa succede a Heller?
Non mi è piaciuta molto la narrativa di Celeste, sedicenne che pur essendo ancora una bambina si comporta da donna adulta e seduce Heller, uomo ovviamente adulto, avvocato che però nasconde un lato oscuro. Oltre ad essere molto sentita, riprende questa rappresentazione che vede la ragazzina come responsabile dei comportamenti di Heller.
La trama, il "voglio guardare", però, fa nascere tantissime domande in chi legge e le interpretazioni sul finale semi aperto sono moltissime. Cosa succede a Heller?
August 18, 2024
Sono state 4 solidissime stelle fino alle ultime 30 pagine, poi ho finito il libro e... non ho capito. Sono andata alla disperata ricerca di analisi del finale per mettermi il cuore in pace ma non ne ho trovate ed eccomi qui, con più domande che risposte e un finale che non mi ha lasciata soddisfatta per niente.
Ritmo e scrittura sono sublimi a parer mio, questo libriccino di 180 pagine ti tiene incollata alle pagine nonostante il torbido nelle vite dei personaggi. De Silva narra tutto in modo distaccato, mai didascalico, non prende posizione rispetto ai fatti e ai personaggi e fa in modo che prendere posizione sia impossibile anche per il lettore. Però quel finale...
Ritmo e scrittura sono sublimi a parer mio, questo libriccino di 180 pagine ti tiene incollata alle pagine nonostante il torbido nelle vite dei personaggi. De Silva narra tutto in modo distaccato, mai didascalico, non prende posizione rispetto ai fatti e ai personaggi e fa in modo che prendere posizione sia impossibile anche per il lettore. Però quel finale...
December 7, 2018
Una scrittura asciutta che dà tutto il senso del tragico: descrizioni di un'umanità abitudinaria e banale, che incrocia la via del mostruoso. Il banale, con tutto il suo grigiore, acquista una luce fredda se messo a confronto con l'assassinio e la degradazione di sé: il quotidiano, con la sua ripetizione, anziché accumulare gli istanti, li svuota. E questo vuoto è vissuto come una sorta di patologia di cui si sospetta soltanto di essere vittima. La cura, infine, la si cerca nell'altro vuoto: romanzo che mostra tutta la tragedia dell'attività che, anziché affermare la volontà umana, la nega.
December 16, 2017
En una familia desecha por la enfermedad del padre, una adolescente vive peligrosamente. A la vez, un abogado de oficio lleva una doble vida. Sus caminos se cruzarán por el contenido de una mochila. Todo lo que sigue es dramático.
May 9, 2019
A sparse, stylish thriller. No, it’s more than that. It’s more poem than novel, it’s so bare and raw. I’ve only given it 4 stars because I wanted a little more, especially from Celeste. I may have to reread it to fill the gaps.
I recommend this book. It’s very unusual.
I recommend this book. It’s very unusual.
December 20, 2024
Leggerlo ti trascina fin da subito in una spirale fatta di parole giuste ma crudeli.
De Silva ottimo scrutatore nella scelta di espressioni articolate, tradotto in altre lingue dubito che il libro renda così bene.
Il finale lascia sospesi a mezz'aria.
De Silva ottimo scrutatore nella scelta di espressioni articolate, tradotto in altre lingue dubito che il libro renda così bene.
Il finale lascia sospesi a mezz'aria.
July 16, 2018
Letteralmente un pugno allo stomaco. Bellissimo.
January 19, 2023
Non so proprio come esprimermi su questo libro.
Avrei dato 4 stelle ma la fine mi ha lasciata sconcertata.
Avrei dato 4 stelle ma la fine mi ha lasciata sconcertata.
March 5, 2024
questi due poveri disgraziati si sono trovati e io sono felice per loro ma non volevo sapere niente non volevo piangere così 😀
March 21, 2024
4,5 ⭐️ Breve ma intensissimo!!
March 7, 2025
sconcertante, fino all’ultimo non si capisce dove può andare a parare
June 28, 2025
Perverso
November 3, 2010
This is a very quick book to read. Although it is very odd! I dont know if thats because it was originally written in another language (I'm pretty sure?) and sometimes even the best of translation loses some of the feel of the book. But anyway, after finishing the book and re-reading it a few weeks later to see if it would suddenly hit me, I still sit back and think 'What was the point of that? I don't get it!' I would love to hear what the author says about the book because I really dont understand.
August 30, 2013
I protagonisti sono - spero - volutamente esagerati, ma nulla toglie che questo libro è davvero un pugno allo stomaco dalla prima all'ultima parola.
Mi ha fatto venire brividi e pelle d'oca la descrizione della morte della prima bimba, il nascondino finito tragicamente, la gioia con cui aspettava quell'abbraccio.
Mi ha fatto venire brividi e pelle d'oca la descrizione della morte della prima bimba, il nascondino finito tragicamente, la gioia con cui aspettava quell'abbraccio.
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