Jump to ratings and reviews
Rate this book

Astenersi principianti

Rate this book
La morte è l’unica certezza che abbiamo nella vita, ma noi allontaniamo il pensiero ogni giorno, con pervicace distrazione. Eppure basterebbe fermarsi un istante… Ecco perché è fatto di istanti, questo libro inaspettato. Di quegli attimi preziosi in cui esitiamo in cerca di una strada, e all’improvviso ci accorgiamo che la vita e la morte fanno gli stessi scherzi, perché semplicemente sono un’unica cosa. In fondo cosa c’è, dopo la morte? C’è un paese dove non siamo mai andati: «Per me, per esempio, la Norvegia». Di ciò di cui non si può parlare, non bisogna tacere. È stato Paolo Milone a dimostrarcelo, conquistando il cuore di tanti lettori con L’arte di legare le persone. E ora, con la stessa sensibilità e col medesimo ardire, affronta un’arte persino più difficile. Incredibilmente finisce per confortarci anche questa volta, rendendo vivo e vicino ciò che tanto ci affanniamo a tenere lontano. Il distacco in fondo è una mano tesa, un gioco che non conosciamo ancora, uno spasimante per cui ci facciamo belli tutta la vita.

134 pages, Hardcover

First published January 31, 2023

Loading...
Loading...

About the author

Paolo Milone

3 books29 followers
Paolo Milone, psichiatra, è nato a Genova nel 1954. Ha lavorato in un Centro Salute Mentale e poi in un reparto ospedaliero di Psichiatria d'urgenza. Per Einaudi ha pubblicato L'arte di legare le persone (2021), il suo primo libro.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
35 (12%)
4 stars
83 (28%)
3 stars
122 (42%)
2 stars
38 (13%)
1 star
10 (3%)
Displaying 1 - 30 of 32 reviews
Profile Image for Giulia Papalia.
361 reviews62 followers
February 5, 2023
Quando la nonna se n’è andata pioveva forte; il giorno dopo - fuori dal salotto dove stava - c’erano degli uccellini che cantavano al sole estivo della mattina. Era strano che cantassero, non dovevano cantare. Non era più estate, non era più mattina.
Stare nella stessa stanza di un corpo senza vita è surreale: il tempo passa e l’unica cosa che si riesce a sentire è quel respiro mancante che abbiamo davanti; l’unica cosa che riusciamo a notare è quel petto che non si muove più. Da che un corpo saluta, parla, bacia, dà la buonanotte, mangia il gelato, il giorno dopo è una cera immobile nella sua casa, che non è più sua: è di chi ci sta dentro. Quello che succede agli oggetti delle persone che non ci sono più è un totale dramma emotivo: ogni cosa è un momento dimenticato che risplende di nuovo dentro di noi ma rimbomba imponendosi alla nostra attenzione come quel respiro mancante, ogni mattonella si traduce in passi che ieri sono stati fatti e oggi non più - mai più. Noi stessi diventiamo la voce di quelle persone e ne portiamo i segni addosso: sulle labbra ho la guancia dell’ultimo bacio che ho dato a mia nonna, sui capelli il suo ultimo tocco alla coda.
Per chi rimane, essa diventa un “per sempre” al contrario, ma per quanto anomala nella sua accettazione è l’unica banale, plateale, manifestazione della vita, piccola e mastodontica, indecorosa e maestosa.
Sarebbe facile individuarci come agglomerato di cellule che si coadiuvano per la buona riuscita della mera prosecuzione dell’esistenza nel tempo di un corpo: vediamo fiori nascere e morire ogni estate, ma la verità è che quando vediamo la morte per la prima volta iniziamo a realizzare che cammina fra di noi e nessuna sdrammatizzazione ci toglie la paura quando si insedia nelle crepe.
Quando la nonna se n’è andata, ad un certo punto ho guardato quel tulle sopra le sue mani e ad un certo punto ancora ho creduto che si stessero muovendo: gli uccellini cantavano ancora, qualcuno faceva dei lavori in casa e qualcuno parlava al telefono nei palazzi di fronte.
Profile Image for Come Musica.
2,134 reviews665 followers
February 2, 2023
Ritorna Paolo Milone a investigare l’interregno abitato da tutti coloro che subiscono delle perdite.

Cos’è la morte?

“TEMPORALE LONTANO

La morte è un temporale lontano.
Le nuvole nere e i fulmini all'orizzonte, oltre le montagne, nei primi bui della sera.
Neanche giunge il tuono, neanche un alito di vento.
Solo qualche bagliore muto.
Laggiú diluvia.
Qui i letti dei fiumi sono in secca e le strade polverose.
Oui si esce ancora senza ombrello.”

E ci chiede
“Dove è andata la persona?

La notte della notte.”

Ed è solo buio, solo silenzio: che poi ce ne fosse solo uno di silenzio e invece no. C’è un’infinità di silenzi grande quanto l’infinità dei numeri compresi tra 0 e 1.
E in quel buio e in quel silenzio, un dolore strappacuore dilania tutto. E lo si vorrebbe reprimere… per non sentirlo. Ma…

“IL DOLORE TROVA SEMPRE LA SUA STRADA

Chi non prova nulla e vede dentro di sé il deserto si sente in colpa e viene giudicato un insensibile.
Ma noi siamo un arco, il dolore ci tende tutti al massimo.
Qual è il miglior modo di reagire? Come ci riesce.
Tanto il dolore trova sempre la sua strada.”

In questo percorso disegnato da Paolo Milone, l’autore, con le sue competenze mediche, aiuta il lettore a fare i conti con la paura della morte e a comprendere che vita e morte sono due facce della stessa medaglia.

Affronta anche il tema del suicidio e con enorme sorpresa ho scoperto che
“Non ci si suicida per volontà.
Ci si suicida per distrazione.”

Un libro toccante e profondamente umano che più di una volta mi ha fatto commuovere (forse perché la terra dell’altrove è molto abitata dai miei cari che non ci sono più).

A noi che restiamo, basta questa consapevolezza

“IO SONO UN QUARTO DI SECONDO

Io non sono piú quello che ero un quarto di secondo fa: tutto quello che viene prima non esiste piú, tutto quello che viene dopo non esiste ancora.
Noi siamo un quarto di secondo che si sposta nel tempo.”
Profile Image for Seregnani.
841 reviews40 followers
August 28, 2024
Un libro potentissimo, bravo Paolo. Ho scoperto uno scrittore e una scrittura da “paura”. Riprendo un suo passo dal libro per farvi capire: “Forse solo una droga può consentirci di vivere, di amare, di non vedere la morte. Il nostro corpo è una fabbrica di droghe, da quando abbiamo la mente.”
Profile Image for Maddalena.
91 reviews14 followers
February 18, 2025
Intimo e riflessivo. Come in 'L'arte di legare le persone' Paolo Milone ci offre, attraverso la capacità di tratteggiare dei "ritratti fulminanti", un romanzo delicato.
Profile Image for Silvia Meletti.
15 reviews
February 24, 2023
Con il suo stile inconfondibile, ironico ma senza mai banalizzare, in punta di piedi e con frammenti di poesia e racconto, Paolo Milone accompagna il lettore ad affrontare faccia a faccia la domanda delle domande, che troppo comodamente siamo portati a dimenticare nel vortice della vita quotidiana, ossia cos'é e cosa ci aspetta alla nostra morte.
Un libro che non dà risposte, solo intuizioni, un libro da interpretare ciascuno a modo suo.

"Non c'é che dire: grande farmaco.
Usare oculatamente in psicoterapia. Bassi dosaggi.
Astenersi principianti"
Profile Image for Stefania Di Tommaso.
55 reviews2 followers
February 10, 2023
“Basta giocare a nascondino!
Scendi giù dal cielo!
Se ci sei fatti vedere!
Di cosa hai paura? Perché non appari?
Ti piace spiarci? Non sai come aiutarvi?
Io sono qua, guardami! Parlami!

È inutile:non si mostra, non appare.
Non vuole. Siamo solo.
Devo urlare? Scendi giù dal cielo!”
Profile Image for Kittaroo.
355 reviews40 followers
May 9, 2023
Scritto bene ma per nulla all’altezza del precedente. Molte poesie ma poca ispirazione.
Profile Image for Giovanni.
120 reviews2 followers
March 21, 2023
4,5 ⭐
Molto belle alcune parti più di altre
Alcuni frammenti sono da lacrimuccia
Alcuni meno convincenti ma comunque apprezzabili!
Dopo "L'arte di legare le persone" Milone si conferma un grande scrittore dell'animo umano!
100 reviews1 follower
March 28, 2023
“La verità è che ognuno muore a modo suo, come sa e come riesce. Non esistono protocolli. Le confesserò una cosa: anch’io sono una principiante assoluta, ogni volta ricomincio da zero. È impossibile prepararsi, non ci resta che improvvisare.”
Paolo Milone riafferma con questo suo secondo lavoro la capacità di affrontare temi complessi ed eticamente pesanti con stile leggero e riflessivo al tempo stesso.
Qui si parla di morte, resa persona al punto da essere incontrata come un altro essere umano da chi, pur inconsapevolmente, quel giorno ha un appuntamento che gli è stato fissato dal momento nel quale nasce e che non può purtroppo essere ignorato e che, soprattutto, non viene dimenticato. Nella sua agenda la morte ha tutti gli appuntamenti ai quali implacabilmente non manca. E nonostante il compito ingrato non le fanno difetto la grazia ed un certo umorismo.
L’umanizzazione della morte serve a renderla accettabile o quantomeno sopportabile per noi che la dobbiamo subire. E’ talvolta descritta come in epoca medioevale veniva raffigurata, con falce, martello nero ed occhi profondissimi. Eppure non riesce a fare paura.
Il libro è strutturato in brevi storie, tutte tra loro diverse, nelle quali è narrato l’appuntamento di diverse persone con la morte. C’è chi ne è terrorizzato, chi la attende con pazienza, chi cerca di vincerla a carte per guadagnarsi qualche minuto in più, chi vuole precederne l’arrivo con un suicidio e così via. Tra una storia e l’altra l’autore inserisce qualche riflessione ulteriore, sempre con la sua consueta leggerezza.
Ogni vicenda ci fa pensare alla ineluttabilità del nostro agire, all’inutile nostro affannarci in attività per le quali non vale la pena di spendere una vita, al fatto, soprattutto, che noi viviamo inconsapevolmente, senza cioè pensare alla morte, e forse è meglio così. In sostanza la vita ci ridimensiona e ci dimostra quanto siamo impotenti di fronte al suo termine.
L’ultimissima parte del romanzo, da la “morte levatrice”, alla “morte ubriacona” fino alla “morte in villeggiatura”, completano la parabola di umanizzazione della morte, che addirittura contraddice se stessa aiutando a far nascere una nuova vita in caso di necessità e ad aiutare a recuperare mezzi di sostentamento ad una famiglia in difficoltà, fino al gioello della morte in villeggiatura, che ci racconta finalmente di una morte che prova sentimenti e soffre di fronte alla morte di un essere umano, arrivando quindi alla negazione del suo essere.
Paolo Milone dimostra ancora una volta di avere un suo personale stile narrativo, leggero e profondo al tempo stesso. Anche se devo ammettere che ho apprezzato di più il suo primo romanzo, “L’arte di legare le persone”, nel quale forse l’esperienza personale ha aggiunto una maggiore sensibilità al tema trattato e una più profonda partecipazione dell’autore al testo.

 

 

 
Profile Image for Maria Luisa.
367 reviews7 followers
April 4, 2023
Dopo lo splendido "L'arte di legare le persone" ecco il secondo libro di Paolo Milone: una vera chicca. Il tema questa volta è uno solo: la Morte. Milone affronta la questione con il suo stile leggero e profondo allo stesso tempo, rispettoso e con una punta di ironia. Corti racconti inframmezzati da pensieri, divagazioni: alcuni più riusciti di altri, ma tutti apprezzabili. L'argomento che più lugubre non potrebbe essere, affrontato a viso aperto e con... speranza, quasi con nonchalance, senza farne un dramma. La Morte diventa in queste pagine molto "umana", perché d'altronde è l'unica cosa certa della vita. Ammirazione per un medico psichiatra che, smesso il camice ha preso carta e penna e sa regalare ai lettori parole di rara delicatezza.

..."Il bimbo e la Morte camminavano nel bosco, al buio, in mezzo agli alberi.
- Dove mi porti?
- Non lo so. Seguo un richiamo della mia natura, non so quale.
- Mi vuoi ammazzare?
- No, io non ammazzo nessuno. Io accolgo le vittime del tempo."...
Profile Image for F..
167 reviews5 followers
August 1, 2023
"COME AVVIENE?

Il più spesso, per arresto cardiocircolatorio
- strada finale di mille vie.
Il cuore non batte più, si fermano tutte le caldaie.
Ma la morte non è cosa simultanea;
ogni cellula, ogni tessuto,
china la testa con tempi suoi,
come una città in cui si spengono le luci piano piano,
quartiere per quartiere.
A partire dal cervello, che al corpo non serve
e consuma energie.

Siamo molti, non uno.
Bisogna attendere tutti, prima del silenzio."

(p. 114)
Profile Image for Laura.
426 reviews10 followers
September 8, 2023
Quasi 4 ⭐
Davanti alla fine, siamo tutti principianti, nessuno sa quando la Morte arriverà, né come, né dove.
"L'arte del distacco non la possiamo imparare, quindi tanto vale affezionarsi a questa Signora Morte acquattata nell'armadio, cercando le parole per farcela un po' amica.
Dentro a questo volumetto c'è un piccolo prontuario: una cassetta degli attrezzi fatta di brevi racconti, poesia, paura, favole, silenzio, lacrime e coraggio: "mille pozioni" per uccidere la Morte."
Paolo Milone ha l'avventatezza di parlare della Morte persino con leggerezza, anche se non è il primo e non sarà l'ultimo.
-
"La morte è l'unica certezza che abbiamo nella vita, ma noi allontaniamo il pensiero ogni giorno, con pervicace distrazione.
L'anomalia non è la morte, ma la vita. Nonostante questo la vita procede testarda controcorrente.
La fisica, scienza implacabile a cui si inchinano tutte le altre, afferma che la vita non dovrebbe esistere: per nascere richiede una enorme disponibilità di energia, e appena nata inizia a deperire."
628 reviews35 followers
February 19, 2023
Ancora una volta Milone dimostra la sua bravura nel fotografare attimi di esistenza.

Questa volta si dedica a un tema molto delicato, quello della morte. Perché in fondo è vero, abbiamo a che fare con la morte solamente da vivi.

Con pennellate rapide e poche parole, in grado di dipingere nella mente del lettore una scena ricca di dettagli, l'autore ci trascina in una dimensione sospesa tra vita e morte.

Ma un tema così complesso e pesante è affrontato con giocosità e ironia, tanto da farlo apparire leggero e delicato. Le poche righe a nostra disposizione, però, permettono delle riflessioni più o meno filosofiche di portata nettamente maggiore.
Profile Image for Elena Lucia.
162 reviews
April 9, 2023
Ho comprato questo romanzo spinta dall'entusiasmo del primo, "l'arte di legare le persone".
Sono rimasta un po' delusa.
Penso che il problema fondamentale sia stata l'arroganza di cambiare tema, il primo libro raccoglieva pensieri inerenti a ciò che Milone ha conosciuto per tutta la vita lavorativa: la malattia mentale.
In questo volume, invece, si affronta il tema della morte, che per quanto sia un argomento universale, non è evidentemente la sua specialità, i racconti sono deboli e meno affascinanti.
Qualche frase da annotare l'ho trovata ma nulla di paragonabile al precedente in cui le pagine segnate sono innumerevoli.
Profile Image for Eleonora Pinoli.
25 reviews
November 18, 2025
“Astenersi principianti” di Paolo Milone


“Noi siamo un quarto di secondo”, quel frammento di tempo che cambia, si sposta, evolve, rimane statico nel suo essere terreno.
Un bellissimo romanzo sulla morte, un romanzo per chi resta, per chi va, per chi é fragile e distratto, per chi cerca risposte, per unirsi, disunirsi, frammentarsi, trovarsi, essere.
Non c’è recensione, solo forse di preparare l’anima e il cuore per questo viaggio, per queste parole, per questi volti e storie, per questo fermarsi.
Un saggio, un racconto, un promemoria.
Una medicina.
Un capire, un conoscersi e ricordare.
Da leggere.
Profile Image for Grazia Palmisano.
350 reviews9 followers
August 13, 2023
La morte è un tema che mi è molto caro, per vari motivi. Della vita parlano tutti, quanto è bella, e quanto è preziosa, e la sacralità e bla bla bla e pure puah. La morte invece? La nera signora va beh. Questo libro è serio, buffo, profondo, allegro, leggero. È poesia, pensieri, racconti. Fa riflettere, ridere. Questo libro è vita e morte. Come dice lo stesso autore, non sono due cose distinte, ma una sola.
Profile Image for Claudio C.
83 reviews6 followers
January 5, 2026
Dello stesso autore ho letto, in passato, L'arte di legare le persone. La struttura é abbastanza simile; e, infatti, nemmeno quello mi aveva dato particolare soddisfazione.
Astenersi principianti, al netto di qualche intuizione molto carina, resta frammentato nonostante il fil rouge del tema della morte, che accomuna tutti i racconti e componimenti (? Lo sono? Non saprei come definirli altrimenti).
Non consiglierei.
Profile Image for Gian Maria.
168 reviews
July 14, 2023
Già al secondo libro è cliscé. Tanto meraviglioso il primo, attraverso un linguaggio fisico, penetrante, quanto invece polveroso, concettuale, esangue questo, in cui rimane solo la brutta copia di quel linguaggio. Il tema è di quelli più impervi – la morte - e il rischio è, appunto, di sbatterci contro senza nulla di nuovo da far sentire e dire, persino con banalità.
Profile Image for Daria Del Prete.
5 reviews
August 5, 2025
Pur non essendo al livello del precedente "L'arte di legare le persone", risulta godibile e l'intreccio di poesia e prosa è piacevole. Forse sono proprio le poesie, più delle parti in prosa, a restituire un po' dell'ineffabilità e ineluttabilità della morte, la prosa, tentando di spiegarne la natura con storie aneddotiche, le toglie dignità.
Profile Image for Rob.
54 reviews1 follower
April 4, 2023
Parlare della morte come qualcosa di vicino e di intimo, che vive al nostro fianco.
518 reviews5 followers
September 23, 2024
Autore che non delude, anche se a volte mette paura; ma qui ha gioco facile..
35 reviews
March 2, 2026
Interessanti spunti di riflessione.
Olly non si sbaglia con “tutta vita”. Mantra.
Profile Image for Beatrice.
2 reviews4 followers
June 21, 2025
"Siamo molti, non uno. Bisogna attendere tutti, prima del silenzio."

Milone prende per mano chi legge e con grande semplicità lo pone di fronte all'inevitabilità della morte: le dà un volto, una voce, un aspetto. I diversi personaggi dialogano con essa, si confrontano, la pregano, la sfidano e ci giocano, ma mai le sfuggono.
Non è altro che il prezzo da pagare per la vita, un'assurdità incomprensibile all'essere umano, la cui consapevolezza sembra celarsi negli automatismi quotidiani, risvegliandosi solo raramente e dolorosamente. Ecco Milone ci aiuta a togliere un po' di quella sofferenza insita nell'incontro con la Fine.

Un libro così intimo che credo che ognuno possa scovarvi il proprio personale modo di rapportarsi con tale esperienza, io ho parlato di 'sofferenza', qualcuno forse vi vedrà la liberazione, altri ancora il nulla e chissà quante altre emozioni può risvegliare un simile mistero.
Displaying 1 - 30 of 32 reviews