Quando si toccano argomenti religiosi il rischio è che si possa essere considerati blasfemi.
David Safier però pur avendo toni ironici, talvolta irriverenti, ha comunque mantenuto in certo rispetto per l'argomento.
La figura di Gesù, in primis, uomo 33enne ritornato sulla terra per l'apocalisse, non è irrispettosa.
Un uomo mite, fedele ai suoi principi che comunque si ritrova a dover rivivere una realtà completamente diversa da quella passata e quindi con un po' di confusione.
Gli argomenti trattati inoltre, sono importanti e i dubbi che si pone la protagonista e gli altri personaggi sono quelli che segretamente, almeno una volta nella vita, tutti si sono posti.
La rabbia per una malattia improvvisa (e la solita domanda perchè proprio a me? coso ho fatto di male per meritarmi questo?), la rabbia repressa per un avvenimento che non è andato come dovrebbe o per ingiustizie subite, la dualità del Dio "dell'amore" contro il Dio "punitore", tutto questo e altro viene trattato, anche se con leggerezza e, come detto, con un tantino di irriverenza, in questo libro.
Però, forse proprio a causa del tono leggero con qui questa storia un po' strampalata viene raccontata, alcune riflessioni ti rimangono in testa.
A volte ritengo che si additi un libro come "blasfemo" o irrispettoso con troppa facilità.
Io, sotto all'ironia, ho letto una denuncia verso una società che ostenta la sua appartenenza a una religione, ma, di fatto, non la conosce, il messaggio che con la buona volontà i riescono ad appianare molti problemi e che come al solito, la bontà d'animo premia e non bisogna essere perfetti.
Anche questo libro non è perfetto, ma è stata una bella lettura.
Menzione d'onore vanno alle vignette inserite che ho trovato bellissime!