Bellissima scoperta. Carla Cerati è stata ingiustamente dimenticata. Autrice di romanzi, fotoreporter, donna incredibile. Bel romanzo, bella storia, bella scrittura, belle riflessioni dell'Italia del dopoguerra e sul ruolo della donna.
Sinossi estrema. Durante gli ultimi anni di guerra una ragazza d 17 anni incontra un ragazzo di 20 e se ne innamora. Ben presto il ragazzo si rivela uno [insulto a piacere]. Anche dopo la fine della guerra le cose non cambiano. Nonostante questo, lei decide di sposarlo a tutti i costi. Lui non smette di dare dimostrazione di quanto sia [insulto a piacere]. Si sposano e lui è sempre più [insulto a piacere]. A dispetto di tutto, lei decide di avere dei figli da lui (quanto aveva ragione Troisi, sic!) che, ovviamente, non smette di fare lo [insulto a piacere], anche coi figli. Lei (voce narrante in prima persona), si lamenta di quanto lui sia [insulto a piacere] e della sua (di lei) vita grigia e arida. Non mancano sbandate più o meno platoniche per uomini più o meno squallidi (e per le quali Henry Miller l’avrebbe definita usando lo stesso termine coniato per Miss Cavendish in “Opus Pistorum”). Il tutto per trecentosettanta lunghissime pagine… Ci sarebbe ancora da dire (a partire dai dialoghi, fastidiosamente implausibili nella loro affettata letterarietà) ma penso che questo libro abbia già richiesto troppo del mio tempo. Molto più di quanto meritasse. PS: spesso i libri sono “dimenticati” per una buona ragione. Raramente si tratta di capolavori (o comunque di opere) meritevoli di una seconda occasione. Questo romanzo non fa eccezione alla regola. PPS: anche qui non mancano refusi in quantità piuttosto irritante per una casa editrice che pubblica cinque libri all’anno e che, pertanto, potrebbe (dovrebbe) curare maniacalmente anche la correzione di bozze.