Lorsque Montaigne écrit : "Quand je me joue à ma chatte, qui sçait si elle passe son temps de moi plus que je fais d'elle." Françoise Armengaud part de ces quelques lignes pour dresser un portrait de Montaigne par sa chatte et dans le dernier chapitre Montaigne as a cat à la manière anglo-saxonne.
• “Oh miseria, presunzione e arroganza degli umani! Non è alla luce di un discorso razionale, ma per folle e ostinato orgoglio che vi preferite agli animali”.
• “Delizioso” é l’aggettivo più calzante per descrivere questo volume: da amante dei gatti e della filosofia non avrei potuto che adorarlo! Si tratta di un memoir davvero curioso, in cui l’illustro filosofo Michele Montaigne é raccontato attraverso gli occhi della sua gatta Pelote, bibliotecaria e custode dell’immenso sapere del filosofo.
• Pelote ci fa addentrare nel regno di Montaigne, ci fa ascoltare i suoi celebri saggi attraverso le sue orecchie feline, ci trasporta nelle abitudini quotidiane del suo padrone. La sguardo della gatta ci restituisce il ritratto di un uomo intento a riflettere sull’essenza della vita, in qualità di amica e confidente ne raccoglie i segreti, condividendo ogni pensiero ed ogni piccolo e grande avvenimento, come un’ombra inseparabile. Pelote - facendosi portavoce del pensiero dello stesso Montagne - velatamente critica e giudica l’essere umano, che da sempre si ritiene arrogantemente superiore agli altri animali, invece dotati non solo di intelligenza ma anche di sentimenti. Pelote (Montagne!) sostiene fermamente la necessità di rapporti basati sul rispetto e dolcezza reciproci.
• Un’opera strana ed un po ironica, ma tanto intensa, perfetta per gli amanti dei gatti, gli appassionati della filosofia o anche chi desidera semplicemente immergersi in un diverso punto di vista. Un testo che affronta tematiche importanti seppur velate da leggerezza. Consigliatissimo!