Se c'è qualcuno che arriva sempre tardi, quella sono io. È da una vita che sento parlare bene di Colfer, ma in tutta onestà il suo famoso Artemis Fowl non mi ha mai incuriosita più di tanto. Ho quindi deciso di avvicinarmi alla sua penna con un romanzo autoconclusivo e penso di aver fatto la scelta giusta, perché La Lista dei Desideri mi è piaciuto tantissimo! La storia segue le vicende della quattordicenne Meg che, rimasta orfana e maltrattata dal patrigno, diventa una vera combinaguai. Le cose precipitano quando, insieme all'amico-nemico Rutto e al suo pitbull Raptor, nel tentativo di svaligiare la casa del vecchio Lowrie McCall, tutti e tre rimangono uccisi in uno sfortunato incidente di percorso. Meg, Rutto e il cane si ritrovano scaraventati nel famoso tunnel di luce, ma c'è un problema: l'anima di Meg ha totalizzato lo stesso numero di azioni buone e cattive, impedendole così di andare all'inferno o in paradiso. Per risolvere il problema San Pietro la rispedisce sulla terra come fantasma, dandole la possibilità di aiutare il vecchio McCall ad esaudire la sua lista dei desideri, guadagnandosi così l'accesso al paradiso. Troppo semplice? Ovviamente! Direttamente dall'inferno, infatti, Lucifero le sguinzaglia dietro Rutto e Raptor, fusi insieme in un ibrido umano-canino, deciso ad aggiungere l'anima di Meg alla sua collezione. Inizia così una corsa contro il tempo che, devo ammetterlo, ho trovato semplicemente geniale e divertentissima!
Una strepitosa commedia tra inferno e paradiso.
Vincitore del Premio Letteratura per Ragazzi nel 2004, questo libro si aggiudica un posto tra i titoli più ironici e brillanti che mi è capitato di avere tra le mani negli ultimi anni perché lasciatemelo dire, un romanzo "dai 12 anni in su" che riesce a far ridere a crepapelle anche un adulto, qualcosa di geniale ce l'ha per forza.
Fin dalla prima pagina è chiarissimo che, nonostante il drammatico incidente che porta alla morte dei protagonisti e l'inserimento di alcune tematiche pesanti come la violenza domestica e il maltrattamento di minori, Colfer ci stia raccontando una storia cinica sì, ma anche leggera. Ironizzare su temi del genere senza cadere nel cattivo gusto è davvero difficile, ma in questo caso funziona tutto alla perfezione. Ho apprezzato tantissimo lo stile dell'autore, sarcastico e scorrevole, e anche il ritmo della narrazione, che procede spedita e serrata fino all'ultima pagine. Complice il totale di pagine - poco più di 200 - il romanzo non si perde in chiacchiere né pretende di dilungarsi in grandi prediche sul bene e il male. Quella tra Meg e Rutto è una vera e propria corsa contro il tempo, e io mi sono divertita da morire a seguire le loro assurde vicende. In particolare ho amato il rapporto che di pagina in pagina si va a creare tra Meg e McCall, vecchio brontolone che ha perso la gioia di vivere. Tra bisticci, battutine e colpi bassi, i due formano una strampalata coppia al quale è impossibile non affezionarsi.
Esilaranti anche i siparietti tra San Pietro e Belzebù, che offrono uno spaccato di paradiso e inferno semplicemente stupendi. Per non parlare del teatrale e lunatico Lucifero, signore del Male e personaggio assolutamente indimenticabile.
Diviso tra paranormale, magia e tecnologia, La Lista dei Desideri offre una combinazione perfetta di umorismo e avventura, una commedia che sfrutta l'eterna lotta tra Bene e Male per parlare al lettore, in maniera sempre leggera, di tematiche importanti come la vecchiaia, la solitudine e la paura. Secondo la mia esperienza questi sono i romanzi che funzionano meglio: quando si riesce a impartire ai giovani - ma non solo - degli insegnamenti validi, riuscendo al tempo stesso a farli ridere a crepapelle, il grosso del lavoro è fatto.
E se riesci a far piegare in due dalle risate e al tempo stesso commuovere anche un adulto, allora c'è poco da fare, hai scritto un piccolo capolavoro. La Lista dei Desideri è un romanzo che non dimenticherò facilmente e in futuro mi piacerebbe rileggerlo anche con Tristan, ci sono dei passaggi esilaranti che io stessa ho riletto più volte perché dai, quanto è bello potersi fare due risate alle spalle di Belzebù e di San Pietro? Questa è la dimostrazione che, qualche volta, parlare della morte senza rinunciare alla leggerezza è il metodo più efficace per raggiungere il cuore dei lettori.
Brillante, scorrevole e divertente, se cercate una lettura che vi tenga con il fiato sospeso non potete assolutamente perdervelo!
E se il giorno della mia morte scopro che inferno e paradiso non sono esattamente come li ha descritti Colfer in questo libro resterò davvero delusa, sappiatelo.