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La strada di Smirne

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È finita. La fuga è giunta alla sua conclusione. Al sicuro a bordo di una nave che li condurrà in Italia, Shushanig e i suoi quattro figli si lasciano alle spalle le atrocità che hanno sconvolto la loro vita e sterminato i loro cari e tante altre famiglie armene. Quello è il passato, racchiuso e conservato per sempre tra le pagine della Masseria delle allodole.
Ora una nuova storia incalza. Mentre in Italia i figli di Shushanig si adattano dolorosamente a una nuova realtà, Ismene, la lamentatrice greca che tanto ha fatto per strapparli alla morte, cerca di dare corpo all’illusione di salvare altre vite, prendendosi cura degli orfani armeni che vagano nelle strade di Aleppo, ostaggi innocenti di una brutalità che non si può dimenticare. Ma proprio quando nella Piccola Città dove tutto ha avuto inizio qualcuno torna per riprendere quel che gli appartiene, ogni speranza di ricostruire un futuro compromesso cade in frantumi.
La narrazione di Antonia Arslan stupisce per il coraggio di testimoniare fino in fondo le vicende di un popolo condannato all’esilio e per la capacità di dipingere un mondo vivo e pulsante di donne e uomini straordinari. Donne e uomini normali che hanno sofferto senza spezzarsi, attraversando le alte fiamme che, nell’incendio di Smirne, sembravano voler bruciare la speranza di una vita nuova.

288 pages, Hardcover

First published January 1, 2009

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About the author

Antonia Arslan

63 books21 followers
Antonia Arslan (Armenian: Անտոնիա Արսլան, born 1938) is an Italian writer and academic of Armenian origin.

(wikipedia)

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55 (24%)
4 stars
88 (39%)
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68 (30%)
2 stars
10 (4%)
1 star
2 (<1%)
Displaying 1 - 21 of 21 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,139 reviews667 followers
January 10, 2021
Letto una vita fa. Bello come tutti i romanzi della Arslan.
Profile Image for Claudio.
70 reviews4 followers
January 9, 2021
Dopo avere letto "La masseria delle allodole" ho voluto continuare a seguire questa storia che mi aveva appassionato molto.
Anche se la lettura è sempre molto coinvolgente, a mio parere, questo libro non è all'altezza del precedente.
Non è un libro facile e all'inizio ho fatto fatica a seguire i vari nomi che si avvicendavano nella storia.
Lo consiglio comunque a chi ha letto il primo libro di questa bravissima scrittrice che ci permette anche di conoscere meglio la drammatica vicenda della popolazione armena.
Profile Image for Claudia.
351 reviews19 followers
June 23, 2015
"....vorrei sommessamente ricordare un Romanzo è un'opera di un cantastorie innamorato: non indaga la Storia, ma amorosamente racconta le verosimili storie dei suoi personaggi."
Secondo capitolo della storia personale della scrittrice sulla vita della sua famiglia e del suo popolo, quello armeno.
Dopo la Masseria delle Allodole, dove grazie a Ismene, Isacco e Nazim i bambini dello zio Sempad sono riusciti a salvarsi dalla deportazione nel deserto e sono saliti su una nave diretta verso l'Italia per raggiungere lo zio Yerwant, noto dottore ricco che vive vicino a Venezia, che li accoglierà secondo me, non con il dovuto amore, ma come un atto di dovere verso un fratello ucciso con crudeltà e in maniera inspiegabile, è pesante accudire chi ti ricorda costantemente un'atto che terrorizza perché potrebbe accadere di nuovo.
I pochi rimasti hanno la piena consapevolezza che niente tornerà ad esser come prima, chi riuscirà a sopravvivere, avrà la paura di dover subire nuovi soprusi e angherie, perché sa di essere un intralcio per quelli che non ti vogliono.
La nuova missione intrapresa da Ismene, Isacco e Nazim, questa volta è quella di aiutare i piccoli bambini armeni rimasti orfani che vengono condotti a Smirne, per cercare di ricostruire una nuova vita, ma ben presto anche qui la precaria pace verrà interrotta, ormai quel paese non accetta più il popolo armeno, che sarà costretto a cercar fortuna in altri lontani lidi, è necessario abbandonare la Patria natia, soffia un vento di fuoco che ben presto si abbatterà sulla splendida città e i tre piccoli eroi saranno costretti tra mille stratagemmi ancora una volta a portare in salvo i pochi rimasti, pur sacrificando sé stessi.
"Ora voi sprofondate nel fuoco di Smirne, Ismene, dolce sorella, Isacco, fratello, e con voi sprofondi Nazim l'astuto, il mendicante dai molti raggiri. Sprofondate nel gorgo, travolti dal Male, oscuro e occhiuto compagno delle menti degli uomini. Le vostre anime leggere sospinte da un vento che non dà tregua volteggiano, come farfalle perdute scendendo giù nell'abisso. Ma ecco l'angelo ardente sguaina la spada luminosa dalla punta accecante e vi riprende ad uno ad uno dal vuoto turbine, portandovi Altrove, ai Prati Eterni, verdeggianti."
La strada di Smirne è il successivo capitolo di un libro che ho trovato interessante e bellissimo, questa volta però ho fatto più fatica a catturare il dolore che la scrittrice ha nuovamente voluto raccontarci, avrei voluto trovare più amore e più compassione verso i piccoli armeni giunti in Italia, vivere i loro pensieri, i timori e le speranze con le quali affrontavano la nuova avventura, invece, tutto è stato raccontato in maniera asciutta e frettolosa.
Dopo la Masseria delle Allodole ero già cosciente che il popolo armeno ha dovuto subire nel corso della sua storia mille difficoltà ed ho trovato noioso e un po' ripetitivo leggere di nuovo gli stessi concetti, non vorrei sembrare insensibile, il dolore non si cancella e non si dimentica, ma non è necessario ripeterlo in maniera insistente.
"Mai gli armeni sembrano stanchi dei racconti di morte e sopravvivenza, mai ne hanno abbastanza del ripetuto orrore: è come se la pena condivisa apparisse più sopportabile quando diventa un racconto, il mito che si costruisce di un popolo martire, che nell'epopea dei suoi morti trova riscatto. E il lutto inesplicabile del singolo diventa universale compianto."
Profile Image for dely.
501 reviews280 followers
October 18, 2017
3,5

Pochi giorno fa ho finito La masseria delle allodole e sono andata subito in biblioteca per prendere La strada di Smirne per scoprire cosa sarebbe successo ai vari componenti della famiglia e ai loro amici.

Mi sono piaciuti entrambi i libri, li ho valutati allo stesso modo ma per motivi diversi. La masseria delle allodole è più commovente, ci si affeziona ai personaggi, si vive con loro la deportazione, ma non mi ha convinto a livello di scrittura. Alcune volte avevo l'impressione che all'improvviso mancasse un pezzo nella storia, alcuni eventi erano troppo ravvicinati ed era come se mancassero dei dettagli che avrebbero aiutato a capire meglio ciò che era avvenuto nel mentre. La strada di Smirne, invece, è scritto meglio, è più scorrevole, ma ho percepito come un distacco con i protagonisti a cui mi ero comunque affezionata nel primo libro. Li ho sentiti più distanti, più freddi. Anche qui ci si commuove, ma non come nel primo libro che ho letto praticamente con i fazzoletti in mano dall'inizio alla fine.

Per quanto riguarda il genocidio armeno, e per quanto entrambi i libri siano molto belli, preferisco I quaranta giorni del Mussa Dagh di Franz Werfel.
Profile Image for Miriel68.
491 reviews6 followers
October 6, 2023
E' il seguito della "Masseria delle Allodole", una lettura quasi necessaria per chi ha letto il primo libro. La storia della tragedia si Smirne, oggi probabilmente nota ormai a pochi, è importante e commuovente, un po' mi ha deluso invece la parte che riguarda la famiglia dell'autrice e i suoi cugini salvati dal genocidio, raccontata un po' frettolosamente e senza creare dei ritratti più approfonditi dei quattro bambini approdati in Italia
Profile Image for Emili Giancarli.
Author 3 books5 followers
February 8, 2025
Seco do volume dopo La masseria delle allodole, la saga di famiglia continua. Grandi meriti all'autrice per lo stile narrativo, ricco e variopinto, preciso che descrive in modo attento ciò di cui narra. Da apprezzare anche la storia di questa famiglia armena in fuga dalla propria terra per ricostruirsi e ritrovarsi.
Ma personalmente non ho mai apprezzato romanzare tragedie innominabili come il genocidio della popolazione armena con tutte le atrocità che ne sono seguite. Avrei preferito leggerla in un manifesto contro la guerra, le aggressioni o in un reportage. Ma l'autrice narra di accadimenti avvenuti prima della sua nascita andando a colmare le lacune non documentabili con un romanzo. Oltre tre stelle non riesco a dare.
Profile Image for LauraT.
1,433 reviews95 followers
October 29, 2024
L’odore della cuoca Isabelle: è con lei, e attraverso di lei, che pian piano Shushanig e i suoi figli si sono riattaccati alla vita, sono ritornati a dire “domani”, si fidano a staccarsi dal pane, a risollevare gli occhi dal suolo.

Perché è laggiù, lontano lontano, che si decidono davvero le sorti. Qui, l’angoscia dilaga, i residenti stranieri leggono delle trincee e dei pantani, degli eroismi inutili che si spengono in rituali raccapriccianti, delle battaglie infinite per prendere e riprendere un colle, una postazione, la riva di un fiume. Là, tutti respirano a fatica nell’immensa prigione in cui sembra spegnersi per sempre la vita garbata e gradevole dell’Europa ottocentesca.

È un crimine insensato, che rende tutti insicuri, incerti sul futuro: l’esplodere del fanatismo nazionalista, ciò che di più estraneo esiste per l’anima mediorientale e levantina, come è stata forgiata in tanti secoli di guerre e di tregue mediterranee.

Ora d’improvviso, quei parenti lontani gridano, piangono, chiamano. Nelle sue notti fragili di cardiopatica, Teresa sente echi terribili e strani, e sa che sarà in primo piano, ormai. Sente certo una pietà infinita per quei poveri cristiani vittime del Turco. Ma questi vengono in casa.
Profile Image for Simona Garbarini.
582 reviews3 followers
September 18, 2020
La Arslan proviene da una famiglia di origini armene e racconta in 'Masseria delle allodole' e 'La strada di Smirne' la storia del genocidio armeno avvenuto a cavallo e subito dopo la prima guerra mondiale e che ha interessato parte della sua famiglia.
La drammaticità della storia si unisce in questo caso alla potenza autobiografica e alla capacità descrittiva, per cui niente è mai scontato, né autocommiserante, e la cattiveria umana, l'inventiva e la capacità di reagire del popolo armeno sono descritte magistralmente.
A volte è difficile capire qual è il filo rosso che tiene insieme tutte le storie che vengono raccontate; a me sembra che manca un'ispirazione unitaria, il bandolo unico che tiene insieme la matassa, il proposito narrativo finale e la visione d'insieme; questo fa sì che i libri non siano dei capolavori.
Ad ogni modo si tratta di libri interessanti.
18 reviews2 followers
October 7, 2025
Da leggere se, dopo La masseria delle allodole (fortunato e più famoso romanzo della stessa autrice), vi è rimasta la voglia di scoprire il destino dei sopravvissuti al genocidio armeno e di coloro che ne hanno condiviso i passi, su tutti la mia adorata Ismene la greca, la lamentatrice di Chio (nessuno potrà mai convincermi che non sia esistita davvero). E per non dimenticare cosa accade quando al cosmopolitismo si sostituisce il nazionalismo. "La Turchia ai turchi": vi ricorda qualcuno?
Profile Image for amber_reading.
327 reviews8 followers
December 3, 2018
Come il suo precedente... bellissimo!
Stessa valutazione perché è proprio un continuo del primo romanzo, senza scendere di livello e senza deludere sotto nessun aspetto. Ora ho acquistato il libro di Mush
Profile Image for Franco Mantino.
50 reviews
December 26, 2020
Continua la storia della persecuzione degli armeni già raccontata nella Masseria delle Allodole. Da Aleppo, i nostri armeni sembrano aver trovato una sistemazione pacifica a Smirne, nel 1919 riconquistata dai greci. La città rivive quella situazione atipica nell'Anatolia, una città molto aperta culturalmente, ricca commercialmente, tollerante, dove convivono greci, armeni e turchi fino al 1922, anno in cui Mustafà Kamal Ataturk ordina la riconquista turca di Smirne e la fine di quel sogno di convivenza pacifica e di tolleranza. Antonia Arslan racconta la storia di questa piccola comunità di armeni che si ritrovano, dopo la fuga prima dagli eccidi e deportazioni dalla Piccola Città e poi da Aleppo, a Smirne a sperare in un futuro migliore per loro e per i tanti bambini orfani che hanno trovato presso di loro cura e rifugio. Il racconto si riferisce agli anni 1919-1922, ma è estremamente attuale perché dietro lo sfondo della tragedia armena c'è sempre il nazionalismo turco, con i suoi piani di pulizia etnica dell'Anatolia e di quello che rimane del grande impero ottomano, perduto miseramente con la prima guerra mondiale. Quel nazionalismo è ancora vivo e vegeto.
Profile Image for Gloria Finocchi.
253 reviews5 followers
March 17, 2017
Il seguito de 'La Masseria delle Allodole', purtroppo meno appassionante.
Profile Image for Cloudbuster.
301 reviews20 followers
September 7, 2014
Seconda puntata del personale percorso di ricostruzione della memoria di Antonia Arslan.
La grande deportazione degli armeni si è conclusa ed i pochi superstiti della famiglia sono oramai in salvo in Italia. La situazione in Anatolia, però, non si è ancora stabilizzata e ci sono ancora diverse situazioni in sospeso. In questo secondo episodio i contrasti latenti tra cristiani e turchi esploderanno e, dopo un'effimera vittoria dei greci, si arriverà alla resa dei conti finali con la definitiva cacciata di greci ed armeni e la nascita della nuova Turchia di Ataturk.

I veri protagonisti della storia sono umili personaggi, greci, armeni e turchi, che nella follia collettiva riescono a preservare la propria umanità e, andando oltre le divisioni religiose e culturali, combattono con furbizia e coraggio per salvare delle vite umane. Ben diverso è l'atteggiamento delle grandi potenze europee che assistono impassibili alle stragi ed ai massacri in ragione di loro complicati calcoli politici.

Anche se la Arslan conferma le sue grandi doti narrative riuscendo a trasmettere al lettore la passione ed il dolore di cui sono intrisi i suoi ricordi familiari, questo secondo romanzo rimane un gradino più in basso rispetto alla "Masseria delle Allodole".
Profile Image for Slawka Scarso.
Author 15 books30 followers
January 5, 2017
La storia degli armeni perseguitati dai turchi nel 1915, iniziata con La masseria delle allodole, trova il suo epilogo in questo secondo romanzo. Ma se il primo l'avevo amato, questo solo alla fine ha cominciato realmente a coinvolgermi e fino ad allora mi è sembrato un po' forzato, quasi a dover continuare per forza una storia.
Resta il grande merito di aver raccontato una storia ancora troppo poco nota seppure forse con troppo attaccamento. Ci fosse stato più distacco, l'impatto sarebbe stato ancora più forte, che già i fatti da soli bastavano nella loro crudezza.
Profile Image for Deb.
85 reviews2 followers
August 23, 2016
Avendo letto "La masseria delle allolode" volevo conoscere il proseguio della storia. L'ho trovato meno appassionante del primo romanzo, non so neanche spiegare bene il perche'. Forse la parte tragica "storica" del primo romanzo ha fatto scattare subito l'empatia con i personaggi e qui, parlando degli altri protagonisti, non della famiglia dell'autrice, forse mi ha appassionato meno. Comunque interessante e meritevole di lettura.
Profile Image for Elena Favaro.
390 reviews11 followers
August 3, 2016
Anche questo secondo libro della Arslan, dedicato allo sterminio armeno (e greco), é molto intenso e triste. Questi sentimenti mi hanno accompagnata per tutta la lettura e non ho potuto non fare continue riflessioni al fatto che ci siano territori e persone che subiscono ancora oggi le medesime crudeltà. Credo ci sia dietro una volontà dei paesi oppressori e complici che impedisca la risoluzione pacifica dei conflitti al di là delle ideologie religiose e politiche. Libro bellissimo
Profile Image for GONZA.
7,607 reviews128 followers
September 23, 2015
Penso che se qualcuno mi avesse strappato il cuore e me lo avesse mangiato mi avrebbe fatto meno male, anche perché sarei stata morta ;) A parte tutto, questo seguito de "La masseria delle allodole" non é per niente meglio, né tanto meno pieno di speranza, ma insomma cosa mi aspettavo considerato che parla di un genocidio?
Profile Image for Maria Chiara Maestri.
894 reviews10 followers
April 4, 2020
E' un libro bellissimo che conclude le vicende della masseria delle allodole. L'autrice insiste sull'indifferenza e freddezza dei vari stati europei, soprattutto i tedeschi, nei confronti del genocidio armeno, quasi sia un monito del successivo olocausto.
Profile Image for Terra.
1,254 reviews12 followers
December 8, 2025
è passato molto tempo da quando ho letto la masseria delle allodole e ne ricordo troppo poco, ma mi pare che la sensazione di disastro incombente sia identica. e identica è la coscienza dell'ignoranza che mi affligge su queste orribili vicende.
33 reviews
September 23, 2015
Toccante ed appassionante come La masseria, sebbene forse meno intenso.
Displaying 1 - 21 of 21 reviews