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313 pages, Kindle Edition
Published January 24, 2023
Come vedremo, non si tratta di un processo lineare, ma di elementi importanti da tenere a mente quando le onde si alzano parecchio. Nel corso della descrizione troverai molte tecniche che possono realmente aiutarti, tuttavia sappi che non tutte funzionano su tutti: sperimentale e trova quelle che funzionano meglio per te. A livello psicologico, ciò che facciamo con questo metodo è espandere la nostra finestra di tolleranza. Alcune onde ci portano verso l'alto e altre onde ci portano verso il basso; a tratti possono catapultarci fuori dall'onda stessa (dalla finestra di tolleranza) o in alto o in basso. Come abili surfisti, possiamo avvalerci di manovre collaudate ma che richiedono un po' di pratica per essere eseguite a dovere. Quando usciamo dalla finestra di tolleranza verso l'alto, tendiamo a iperattivarci. Ora, al di là delle etichette emotive (i nomi delle emozioni), in quel momento ci sentiamo "su", non nel senso positivo; mi riferisco al grado di energia che proviamo. Sentiamo molta energia, e nel momento in cui sforiamo è come se quella carica eccessiva ci mandasse fuorigiri, come quando la paura ci blocca, la rabbia ci fa tremare ecc. Se invece usciamo dall'onda verso il basso, l'effetto è opposto: sentiamo una mancanza di energia, un blocco delle nostre risorse interiori, una diminuzione della forza e della motivazione. Da bravi surfisti possiamo imparare a individuare queste differenze prima ancora di conoscere i nomi delle emozioni, perché, come probabilmente avrai già intuito, la chiave di tutto sta nella consapevolezza, in quella prima lettera "R", che significa molte cose, ma ha soprattutto a che fare con il "Riconoscere".
Quando racconto in modo rapido il metodo che hai appreso in queste pagine (RADE), spesso la gente mi guarda e mi dice: «Scusa, ma devo davvero imparare semplicemente a riconoscere e lasciar andare l'emozione? Non mi farà male fare in questo modo? Non è che poi ritorna, se non l'ho risolta completamente?». Queste sono domande molto intelligenti di chi conosce in parte il funzionamento della nostra mente, la quale, quando subisce un'intensa ondata, spesso continua a ripeterla (Freud la chiamava "Coazione a ripetere"). Capita di frequente nei traumi. Per trauma intendiamo un evento, piccolo o grande, che metta a repentaglio la vita o l'incolumità dell'individuo. Trauma significa ferita, una sorta di macchia nella nostra esperienza, che si comporta come un "buco nero", cercando di gravitare ogni nostro pensiero ed energia. Se il trauma è molto intenso, può bloccare la persona per diverso tempo. Parlare di "traumi" è una cosa abbastanza recente nella nostra storia; basti solo pensare che, come riporta il noto storico Alessandro Barbero, durante la Prima guerra mondiale i soldati che tornavano con uno "shock da guerra" venivano fucilati. Era vergognoso per l'esercito che qualcuno potesse ridursi in quel modo a causa di una bomba.