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Restare in piedi tra le onde: Manuale di gestione delle emozioni

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Quante volte, dovendo gestire un conflitto al lavoro o in una relazione affettiva, trovandoci ad affrontare un problema o semplicemente qualcosa che ci mette a disagio, ci sentiamo sopraffatti dalle emozioni? Le emozioni sono come onde di un mare mosso che non siamo in grado di contenere, ci sommergono e ci lasciano in balia della loro stessa potenza, naufraghi senza possibilità di reazione. Restare in piedi tra le onde è un salvagente che non solo ci aiuta a rimanere a galla, ma, soprattutto, ci insegna a gestire le emozioni per poi utilizzarle a nostro favore, sfruttando il loro immenso potenziale. Il nostro mondo emotivo, infatti, è il sistema di comunicazione più immediato che abbiamo a disposizione e, se usato al meglio, può metterci in contatto molto velocemente e molto profondamente con le persone che ci circondano. In sostanza le emozioni segnano le nostre relazioni. Questo ragionamento può apparire scontato, ma non lo è affatto. Infatti, non esiste ancora nessuna bacchetta magica per accordare il nostro mondo emotivo a quello dei nostri affetti più cari, o dei colleghi e dei conoscenti. Per farlo bisogna mettersi in gioco con tutto il proprio corpo e la propria mente. Senza sconti. Bisogna prima imparare a riconoscere le emozioni, poi dobbiamo accoglierle per poterle decostruire, e solo allora saremo in grado di esprimerle al meglio. "Restare in piedi tra le onde", attraverso teorie, storie vere ed esercizi, accompagna i lettori in un percorso di crescita intenso e potente, che insegna a modificare in meglio le relazioni affettive ed emotive che ci connettono con tutte le persone che ci circondano e che di fatto definiscono la nostra vita. Non sarà facile, ma alla fine ne varrà la pena.

313 pages, Kindle Edition

Published January 24, 2023

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About the author

Gennaro Romagnoli

15 books10 followers
Gennaro Romagnoli psicologo e psicoterapeuta è autore di "Psinel" il podcast di psicologia e crescita personale più ascoltato in Italia. Si occupa di divulgazione online dal 2007.

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Giulio Ciacchini.
414 reviews15 followers
April 21, 2026
Riconoscere, Accogliere, Distanziare, Esprimere
Non c'è niente di rivoluzionario in questo saggio, ma è un'ottima introduzione a metodi pratici per affrontare e capire le proprie emozioni.
Per chi già pratica meditazione o un cammino spirituale, i concetti che espone Romagnoli non sono nuovi.
L’idea centrale è efficace e ben comunicata: le emozioni non sono qualcosa da combattere, ma onde da attraversare, da "surfare". La metafora è l’aspetto più riuscito del libro: non respingere, non fuggire, ma imparare a stare in equilibrio.
Il messaggio viene ribadito più volte in modo molto chiaro: tutte le emozioni sono “giuste”.
Non vanno eliminate o giudicate, ma avvicinate, accolte, ascoltate, invece di evitarle o nasconderle. È un cambio di prospettiva semplice ma fondamentale, soprattutto per chi è abituato a reprimere o ignorare ciò che prova.
È "giusto" provare ansia, paura perfino terrore SE la situazione lo richiede.
Tutte le emozioni, anche e soprattutto quelle negative, sono difese messe in atto dal nostro cervello in millenni di evoluzione per proteggerci.
Tuttavia il segreto è imparare a non identificarsi completamente con l’emozione e a darle uno sbocco consapevole è un passaggio chiave. Anche strumenti come l’esposizione graduale alle paure o la consapevolezza emotiva sono spiegati in modo chiaro e applicabile.
Non c’è niente di particolarmente rivoluzionario: mindfulness, gestione delle emozioni, lavoro sugli automatismi, esposizione graduale ai traumi… sono tutti concetti già ampiamente trattati altrove. Il libro non innova, ma organizza bene e rende accessibili queste idee.
Il cuore pratico del libro è il metodo RADE: Riconoscere; Accettare; Distanziarsi; Esprimere

L’idea della “finestra di tolleranza” rende molto concreto qualcosa che spesso resta astratto: non esistono solo emozioni diverse, ma anche livelli di attivazione. Essere “troppo su” (iperattivazione: ansia, rabbia, panico) o “troppo giù” (ipoattivazione: apatia, blocco) diventa una mappa semplice per orientarsi.
Funziona anche la metafora del surf: non controlli il mare, ma puoi allenarti a riconoscere quando stai per perdere l’equilibrio. Ed è qui che il testo insiste su un punto chiave: prima ancora di dare un nome all’emozione, devi accorgerti di cosa sta succedendo nel corpo e nell’energia.
Interessante anche l’onestà metodologica: non esiste una tecnica universale, serve sperimentare. Questo evita il tono “ricetta magica” tipico di molto self-help.
Come vedremo, non si tratta di un processo lineare, ma di elementi importanti da tenere a mente quando le onde si alzano parecchio. Nel corso della descrizione troverai molte tecniche che possono realmente aiutarti, tuttavia sappi che non tutte funzionano su tutti: sperimentale e trova quelle che funzionano meglio per te. A livello psicologico, ciò che facciamo con questo metodo è espandere la nostra finestra di tolleranza. Alcune onde ci portano verso l'alto e altre onde ci portano verso il basso; a tratti possono catapultarci fuori dall'onda stessa (dalla finestra di tolleranza) o in alto o in basso. Come abili surfisti, possiamo avvalerci di manovre collaudate ma che richiedono un po' di pratica per essere eseguite a dovere. Quando usciamo dalla finestra di tolleranza verso l'alto, tendiamo a iperattivarci. Ora, al di là delle etichette emotive (i nomi delle emozioni), in quel momento ci sentiamo "su", non nel senso positivo; mi riferisco al grado di energia che proviamo. Sentiamo molta energia, e nel momento in cui sforiamo è come se quella carica eccessiva ci mandasse fuorigiri, come quando la paura ci blocca, la rabbia ci fa tremare ecc. Se invece usciamo dall'onda verso il basso, l'effetto è opposto: sentiamo una mancanza di energia, un blocco delle nostre risorse interiori, una diminuzione della forza e della motivazione. Da bravi surfisti possiamo imparare a individuare queste differenze prima ancora di conoscere i nomi delle emozioni, perché, come probabilmente avrai già intuito, la chiave di tutto sta nella consapevolezza, in quella prima lettera "R", che significa molte cose, ma ha soprattutto a che fare con il "Riconoscere".

Nel passaggio successivo il riferimento aSigmund Freud è interessante perché introduce una tensione reale: alcune esperienze, soprattutto traumatiche, non si limitano a passare, ritornano, insistono, si impongono.
Funziona bene anche l’immagine del trauma come “buco nero”: qualcosa che cattura attenzione ed energia, deformando il modo in cui si vive il presente. È una metafora semplice ma efficace per spiegare perché certe emozioni non si dissolvono con facilità.
In sostanza, il messaggio resta valido per la vita quotidiana: non tutto va “risolto”, molto può essere attraversato. Ma quando entra in gioco il trauma vero, il discorso richiederebbe una profondità che qui viene solo accennata.
Quando racconto in modo rapido il metodo che hai appreso in queste pagine (RADE), spesso la gente mi guarda e mi dice: «Scusa, ma devo davvero imparare semplicemente a riconoscere e lasciar andare l'emozione? Non mi farà male fare in questo modo? Non è che poi ritorna, se non l'ho risolta completamente?». Queste sono domande molto intelligenti di chi conosce in parte il funzionamento della nostra mente, la quale, quando subisce un'intensa ondata, spesso continua a ripeterla (Freud la chiamava "Coazione a ripetere"). Capita di frequente nei traumi. Per trauma intendiamo un evento, piccolo o grande, che metta a repentaglio la vita o l'incolumità dell'individuo. Trauma significa ferita, una sorta di macchia nella nostra esperienza, che si comporta come un "buco nero", cercando di gravitare ogni nostro pensiero ed energia. Se il trauma è molto intenso, può bloccare la persona per diverso tempo. Parlare di "traumi" è una cosa abbastanza recente nella nostra storia; basti solo pensare che, come riporta il noto storico Alessandro Barbero, durante la Prima guerra mondiale i soldati che tornavano con uno "shock da guerra" venivano fucilati. Era vergognoso per l'esercito che qualcuno potesse ridursi in quel modo a causa di una bomba.

Ed è qui che trova il suo vero pubblico:
i principianti.
Per chi parte da zero, è un’ottima introduzione: pratica, concreta, utile.
Per chi ha già letto altro sul tema, rischia di sembrare una sintesi ben fatta ma poco incisiva.
In definitiva, Restare in piedi tra le onde è un libro onesto:
non cambia il paradigma, ma offre strumenti semplici per iniziare a capire e affrontare le proprie emozioni.
Profile Image for Elalma.
927 reviews110 followers
March 24, 2023
Questo libro mi ha dato una visione che non conoscevo sull’intelligenza emotiva e sulla gestione delle emozioni. Ma soprattutto sono contenta degli ottimi spunti di approfondimento che mi hanno fatto conoscere il podcast di psinel e tutto un mondo che mi era sconosciuto
Profile Image for Pietro Gambarotto.
29 reviews
January 11, 2024
Il contenuto del libro mi sembra di assoluta qualità. Credo però che una certa prolissità e la forma del linguaggio utilizzato ne smorzino un po' l'impatto.
Profile Image for Nicola Zita.
40 reviews1 follower
November 17, 2025
Un ottimo libro di psicologia per non addetti ai lavori. Un vero e proprio manuale per aiutarci a migliorare l'intelligenza emotiva. Consigliato a tutti
Profile Image for Antonio Lupo.
21 reviews2 followers
September 1, 2023
Gennaro lo conoscevo già, infatti le mie aspettative non erano per niente basse.
Un libro stupendo, che intrattiene e che informa con una semplicità pura e onesta. Gennaro Romagnoli riesce a combinare magistralmente informazioni teoriche con esercizi pratici e suggerimenti, trasformandolo in un vero e proprio manuale.
Penso che sia uno dei libri più belli e utili per approfondire l'intelligenza emotiva e, allo stesso tempo, ottenere consigli pratici per lavorare su di essa. Non ho ancora sperimentato tutti gli esercizi contenuti all'interno del libro, ma lo farò sicuramente.

Lascio sotto 3 punti chiave che ho tratto dalla lettura di questo libro.

1️⃣ Non esistono emozioni positive o negative, né emozioni da promuovere o da respingere. Ogni emozione è un messaggio che desidera comunicare qualcosa, un messaggio che dovremmo accogliere e portare alla nostra consapevolezza.

2️⃣ Le emozioni sono come onde quasi impossibili da controllare. Dobbiamo lasciarci trasportare da questa corrente in maniera consapevole, indagando i bisogni alla base e seguendo i nostri valori.

3️⃣ Il mondo emotivo è straordinariamente intricato e complesso. Dipende da una moltitudine di fattori che superano la nostra capacità intellettuale e di controllo. Rappresenta il canale di comunicazione più efficiente e potente che l'essere umano ha a disposizione. Reprimerlo è totalmente inutile oltre che dannoso. Al contrario, allenarsi costantemente per gestire al meglio le nostre risposte alle emozioni che proviamo ogni giorno può contribuire enormemente al nostro benessere fisico e mentale.


4,5 🌟 stelle. Da leggere.
Profile Image for Laura.
342 reviews13 followers
May 5, 2024
La prima parte è troppo lunga e tanti concetti non sono spiegati in modo interessante.
Profile Image for Bernardo Ercoli.
75 reviews
August 18, 2025
libro di approfondimento del podcast. Il podcast e' estremamente valido e molti concetti vengono ripresi da entrambi.
Displaying 1 - 9 of 9 reviews