يشمل ديوان القدسي جميع قصائد جورج باطاي، التي نشرها في حياته أو تم العثور لاحقاً عليها، موزعة بين كتب ومسوّدات. قام برنار نويل بجمعها وكتابة تقديم لها (راجع بداية الديوان) ووضع أغلب هوامشها، باستثناء بعض منها مأخوذ من الأعمال الكاملة. هذه القصائد تنشر لأول مرة في ديوان واحد، وقد صدرت عن دار غاليمار، في 15 أبريل 2008، ضمن سلسلة "شعر" الشهيرة. يتألف الديوان من القدسي L’Archangélique ، الصادر سنة 1944 في حوالي أربعين صفحة ضمن منشورات ميساج. وقد كانت صدرت منه نسخ محدودة تقدر بحوالي 100 أو 120 نسخة. هذا هو العمل الأساسي. وكان برنار نويل أعاد نشره سنة 1967 عن دار ميركور دو فرانس، بعد أن أضاف إليه قصائد كانت موزعة، تشمل ما هو، هنا، منشور تحت عنوان "قصائد متنوعة". وأخيراً، أضاف برنار، في هذه الطبعة الجديدة، تلك القصائد التي عثر عليها متفرقة بين الأعمال الكاملة ومسوّدات، باستثناء القصيدتين الأخيرتين، ويحمل مجموعها في هذا الديوان عنوان "من الألم إلى الكتاب"، ثم "الكتاب". بذلك تظهر رغبة برنار نويل في جمع كل ما توفر لديه من القصائد، عبر سنوات طويلة من المصاحبة والقراءة والبحث والاستقصاء. إذ تعود علاقته بأعمال باطاي إلى نهاية الأربعينيات، حيث كان أول كتاب عثر عليه وقرأه، فور قدومه من الجنوب إلى باريس سنة 1949، هو كراهية الشعر. لكن برنار أراد أن يكون راصداً لدقائق وتفاصيل تعطي لعمله قيمة المرجع الموثق. هكذا قام بوضع هوامش اعتنى فيها بإخراج القصائد والمجموعات التي يتألف منها الديوان، مع ضبط معلومات عن قصائد أو مقاطع وأبيات. ومن أهم ما أتت به الهوامش إثبات التعديلات العديدة التي كان باطاي يدخلها على أجزاء من القصائد أو على القصائد برمتها، من خلال إعادة الكتابة التي لم يتوقف عن ممارستها. وهذه الملاحظات موجهة بالأساس إلى القارئ (الفرنسي وغير الفرنسي) المعني بدراسة الديوان. وقد اقتصرت، من جهتي، على ترجمة هامشين منها فقط لضرورة إضاءة عناصر محدودة. وفي السياق نفسه، وضع برنار تعريفاً مختصراً لحياة وأعمال باطاي، تضيء جوانب من شعره وكتابته، احتفظت بمكانه في آخر الديوان. يكشف لنا عنوان القدسي، ونحن على عتبة الديوان، ما يمكن أن تكون عليه القصائد وشعريتها. لا مجال للاستخفاف. إن باطاي أحدُ أهم كُتّاب القرن العشرين، كما كتب عنه ميشيل فوكو. وعندما نقرأ الشبقية أو الموت في كتابته (ومنها شعره) نبتعد عن كل نزعة سطحية أو فجة. نحن، هنا، أمام فكر يندغم بالقصيدة ويولّدها. كما أن حضور الثقافة المسيحية يمتد من عنوان الديوان إلى مجموعة من القصائد. كل ذلك فرض علي استعمال مقابلات تتوخى الدقة، في معجم الجسد أو معجم الكنيسة الكاثوليكية، ووضع هوامش في نهاية الديوان تيسيراً للتفاعل بما يتوافق مع كتابة باطاي. لكن الهوامش حاولت أن تنبه على معاني عدد من الكلمات أو العبارات، التي يصعب فهمها بطريقة مباشرة، كما يصعب التعامل معها كمجرد صور شعرية. وهو الأمر ذاته مع ملاحظات تخص طريقة باطاي في كتابة الأبيات الشعرية، أي جانباً من شعريته، التي من الأفضل الابتعاد عن النظر إليها كرفض عشوائي لقواعد شعرية وكتابية. ومن ثم لا بد من التعامل معها بكل جدية، حتى لا نفتقد الأساسي عند نقل قصائد من نوع خاص إلى العربية.
French essayist, philosophical theorist, and novelist, often called the "metaphysician of evil." Bataille was interested in sex, death, degradation, and the power and potential of the obscene. He rejected traditional literature and considered that the ultimate aim of all intellectual, artistic, or religious activity should be the annihilation of the rational individual in a violent, transcendental act of communion. Roland Barthes, Julia Kristeva, and Philippe Sollers have all written enthusiastically about his work.
Abro en mí un teatro donde se representa un falso sueño un simulacro sin objeto una vergüenza que me hace sudar no hay esperanza la muerte la vela apagada de un soplo --
la belleza de un ser es el fondo de las cavernas un grito de la noche definitiva lo que ama en la luz el escalofrío que la hiela es el deseo de la noche miento y queda clavado el universo en mis mentiras dementes la inmensidad y yo --
El tiempo me oprime caigo y me deslizo de rodillas palpan la noche mis manos adiós arroyos de luz no me queda más que las sombras los posos la sangre espero la campanada por donde lanzando un grito me adentraré en las sombras --
Más allá de mi muerte un día la tierra gira en el cielo estoy muerto y las tinieblas sin cesar se alternan con el día cerrado está para mí el universo en él permanezco ciego semejante a la nada la nada no es sino yo mismo el universo no es sino mi tumba el sol no es sino la muerte mis ojos son el ciego rayo mi corazón es el cielo donde estalla la tormenta en mí mismo --
Te encuentro en la estrella te encuentro en la muerte eres el hielo de mi boca tienes el olor de una muerta tus senos se abren como la cerveza y me sonríen desde el más allá deliran tus dos largos muslos desnudo es tu vientre como un estertor eres bella como el miedo --
Negra muerte mi pan eres te como en el corazón es el espanto mi dicha la locura llevo en mi mano. Anudar la cuerda del ahorcado con los dientes de un caballo muerto --
Abro en mí un teatro donde se representa un falso sueño un simulacro sin objeto una vergüenza que me hace sudar no hay esperanza la muerte la vela apagada de un soplo --
Ante mi muerte los dientes de caballo de las estrellas relinchan de risa yo muerto muerte pelada tumba húmeda sol manco el enterrador de dientes de muerto me hace desaparecer el ángel de vuelo de cuervo grita gloria a ti Soy el vacío de los ataúdes y la ausencia del yo en el universo entero las trompas de la alegría suenan insensatamente y el blanco del cielo estalla el trueno de la muerte inunda el universo
Tutta l'opera di Bataille potrebbe essere considerata un immenso tentativo di denudare il pensiero, di spingere la combustione insita nel linguaggio sino all'ultimo fiocco di cenere, nel freddo terminale dell'universo. Nulla persiste se frustrato e frustato abbastanza da mostrare le ferite - perché nel momento in cui si sanguina, già si è abbandonata la compattezza, la separazione dell'identità. Giungere all'unio mystica non attraverso i gradini dell'ascesi, ma schiantandosi ancora più in basso in quel grande processo di tumefazione volontaria che è la materia; rifiutare Dio per lasciarsi penetrare dal suo cadavere. Inevitabilmente il contatto con la materia (come qualsiasi contatto supremo) sarà erotico, un disvelarsi mediante desquamazione, ustione, scorticamento, trapanatura delle ossa. Alla fine del piacere si spalancano le braccia della Morte: quello è il piacere oltre il piacere («Il coito è la parodia del delitto», si legge ne L'ano solare). La vagina è la ferita prima, il cui fetore febbrile si effonde per tutto l'universo; ed è, insieme, la colpevole Origine del tutto. Nasciamo come coaguli di sangue e sperma (dice Bataille: «Lo sperma nuota nel sangue»), viviamo sospesi tra queste due sostanze alchemiche. E lo sperma (foutre), o folgorazione (foudre) creativa, coincide con la manifestazione della sovranità divina, intesa nell'accezione di dépense, dispendio, dono della propria vita alle braci dell'altare. «Io desidero essere sgozzato mentre violo la fanciulla cui avrei potuto dire: tu sei la notte.» E se lui è il Sole, constatazione a cui segue «un'erezione integrale», l'atto sessuale si configura come una eclissi fatidica, primordiale (si ricordi il mito vedico dell'unione di Prajāpati, il Progenitore, e sua figlia Uṣas, l'Aurora Vergine), sussunta nell'immagine dell'ano solare, ruota purulenta le cui secrezioni di merda sono, a livello cosmico, la sostanza zero nella quale una mosca insolente, che alcuni chiamano Dio, depone le sue larve. L'esistenza si articola secondo i soffi delle narici di un toro morente, sfiancato sgozzato sopra la fanciulla non più vergine, stuprata sull'ara, distesa sulla roccia graffiata. Lei getta le braccia al collo dell'animale, stringendolo nel primo ed ultimo abbraccio - diventa madre, giovenca, dell'estraneo che accoglie tra le umide cosce. Nel deliquio orgasmico il toro scioglie la sua vita tra le mucose della vulva, si specchia in quel grande Nulla, quella Ferita originaria, Fonte di Vita, che la Vergine nasconde in sé. In una poesia postuma, alzando il tono ad un inusuale lirismo (ma qualche verso prima recita «Poserò il mio cazzo sulla tua guancia») Bataille scrisse: «Bevo dalla tua fessura / distendo le tue gambe nude / le apro come un libro / in cui leggo ciò che mi uccide.»
II. Vulva Christi
Certe miniature tardomedievali presentano la ferita sul costato di Cristo, inferta da Longino, in forma di una vagina. Da essa un fiotto cremisi si raccoglie nel calice della leggenda, il Graal, in grado di curare ogni malattia e offrire primizie in abbondanza. Cristo diventa androgino rovesciando la castrazione ieratica nell'aggiunta di una vulva vicino allo scrigno del cuore. Tuttavia, in Bataille viene meno la catena iperurania: dietro la Ferita non c'è Dio, non c'è nulla se non il Nulla, un vuoto più vuoto del vuoto, come quello di Nāgārjuna. Perciò tutto ciò che esiste appare ancora più miracoloso («Non come il mondo è, è il mistico, ma che esso sia» aveva sentenziato vent'anni prima Wittgenstein), e dunque fastidiosamente impunito - come ti permetti di esistere, se non v'è un Dio che l'ha voluto?, come osi ripetere in te la ferita da cui traesti respiro? Riconoscere il debito, ancor prima di espiarlo, si può solo nel dispendio ovvero nel sesso ovvero nella morte. Il Toro infrange la verginità della fanciulla per ribadire la colpa di cui è macchiato, e così annullarsi nella ripetizione del gesto prima di ogni gesto. Allo stesso tempo la purezza della vergine scompare sotto le lordure del mortal coito: ora anche lei, finalmente colpevole come ogni altro, è iniziata all'autodistruzione. Eppure ancora serba in sé la mandorla auratica della cura, il piacere squamoso e femmineo dell'immolazione. Tiāmat striscerà in lei, chiudendosi nella perfezione del cerchio. Perché, qualunque cosa ci sia in fondo al pensiero, e anche non ci fosse nulla, immagine di questa cosa e di questo nulla sempre sarà il Serpente con il suo dente avvelenato, il morso pronto a risalire le tacche della spina dorsale per stringersi sulle idiotiche cervella. L'estasi di Danae.
En parallèle de Bataille essayiste je découvre Bataille poète. Alors, oui, j’aime bien, oui, je comprends le lien avec les concepts qu’il exprime ailleurs, mais j’ai trouvé ce recueil assez inégal, et même si je remarque et confirme mon attrait pour l’idée derrière les poèmes, je suis moins impressionnée et touchée par le style. Il y a quand même quelques pépites 😏 Bataille, mon nouveau mec?
« Tu reconnaîtras le bonheur en l'apercevant mourir
ton sommeil et ton absence accompagnent dans la tombe »
prefiero su prosa, pero si te interesa que te hable del sol y de que está muerto pues eso que te llevas durante las pocas páginas que dura esto. sorprendentemente carente de guarradas
متلألئة كدمعة تصفرين هي الموتُ تملأ النجمة السماء مؤلمة كدمعة
أعلم أنك لا تُحبينني لكن النجمة التي تسطع حادة كالموت تُرهقُ القلب وتَعْصِرُهُ ________________ بارداً في القلب أرتجف من عُمق الألم أناديك بِصَرْخَةٍ لا إنسانية كما لو كنتُ أضع حملي
تَخْنِقِينَني كَالمَوْتِ ببوس أعرف ذلك لا أجدك إلا محتضراً : وأنتِ جميلة كالموت
كل الكلمات تخنقني _____________________ ألم
ألم
ألم
يا ألما يا ألما
يا دموعي التي من القطران
ذيلي الذي من الزعفران _______________________
صافياً من الرأس حتى القدمين هشاً كالفجر حطمت الريح قلبي ______________________
ومن غياب الأمل تولد نجمة الغمام. ________________
ليسَ العَدمُ سَوَى نفسي ليس الكون سوى قبري
والشمس ليست سوى الموت
عيناي الصاعقة العمياء
قلبي السماء فيه تنفجر العاصفة
في داخلي
في أعماق هاوية
كون شاسع هُوَ المَوت __________________ وأنفجر باكياً صَوتُ نَفِيرِ المَوْتِ يعج في أذني
م̷ـــِْن غير هلع، كما هو الهلع يصبح مرغوبا فِيَھ، هي لٱ شيء هذه الأنا التي هي أنا، وآلا قبول جبان لما يوجد أكرة حياة الآلة هذه، أبحث عن خبل، خبلي لأنكسر. أحب المطر، الصاعقة، الوحل، مدى شاسعا م̷ـــِْن الماء، قرار الأرض لَـگِنْ ليس أنا.
Fascinante surtout par rapport à la philosophie de Georges Bataille, mais cette poésie est très hermétique, ce qui n'est pas très surprenant de la part d'un poète influencé par le surréalisme. Une bonne préface par Bernard Noël.
Bataille'in "Le Tombeau" "L'Aurore" ve "La Vide" adlı üç şiirinin bir araya gelmiş hali L'Archangélique. Kısaca üçünde de düşüşe, dekompozisyona, bedenin parçalarının ayrılmasına, ve bölünmeye işaret eden metaforlar (tomber fiili, karanlık anlamına gelen l'immensité, gecenin, anlatıcının içine düşmesi gibi) sadece bir yıkımı getirmekle kalmaz, aynı şekilde bu yıkımdan, boşluktan, karanlıktan geriye kalanlarla da bir nevi tüketme/bitirme üzerine kurulmuş dünyalar oluşturulur. Yıkımın, bütünlüğün parçalanmasının altında yatan kozmik hiçlik ise artık şiirin dilinin de bozulmasıyla girdap gibi her şeyi içine alır. Fakat salt bir yok oluş arzusundan ziyade, varolanın yıkımıyla o hiçlikte sınırsız olasılıklardan daha iyi bir dünya doğacağına, çünkü her şeyin özünün bu olmayanda kök saldığına dikkat çekmek istenir.
¿Qué comunicar, qué o cómo acceder al lenguaje cuando cae aquel abismo brutal y oscuro de la nada, del cual, según Georges Bataille, sólo hay que dejarse llevar y desgarrar? Para Bataille, el lenguaje propio de la razón es el límite perecedero y arrogante, que se debe rebasar para rozar, por un instante, a la experiencia interior, al misticismo. “Lo arcangélico y otros poemas” es un posible ejemplo de cómo en la poesía y la infinita contradicción que puede emerger del sinsentido de las palabras, la experiencia pura de la existencia se eleva a su propia soberanía. Georges Bataille, en esta obra, no usa los signos y sus estructuras como fin último de la razón; él, en el umbral de la misma razón, intenta jugar con el límite de la poesía, y así, vislumbrar el infinito abismo de la existencia, de la experiencia mística, de la nada.
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حيث تتهتّك الكلمة ، تتعهر ، تتخلّع ، تنقضّ على الأكاذيب الممجدة التي تؤسس إنسانيتنا .. تنيم كاتبها وقارئها ؛ لتغتالُه .. ترميه في فوّهة الموت .. لتبقى حيئذ وحيدة ، تضحكُ ، إذ تتعفن هناك في فم الموت . هيدغر ، وهو قابع في كوخه هناك ، لا كـ النساك بالتأكيد .. ولا يستفزه أحد ، وحين أراد الإشادة بمفكري فرنسا ، والأعين ترمقه ، هو هيدغر في النهاية ! .. قال : هناك باطاي !!