la storia si sviluppa attorno ad Agatina, prima bambina, e poi adulta, e alla sua famiglia, prestando particolare attenzione alle donne di casa. Vengono raccontate le storie delle sue bisonne, delle nonne e della madre, fino a giungere alla sua vita.. ad un'Agata, adulta, che ricorda con affetto gli insegnamenti delle nonne ma che vive la sua vita, spesso, andando anche contro questi insegnamenti, perchè il cuore e la passione non badano a nulla, se non al soddisfacimento di se stessi.
Ma andiamo per ordine. Innanzitutto, ci troviamo in una magnifica Sicilia, la mia terra, e precisamente a Palermo, dove vive Agatina con la sua famiglia. Il nome, Agatina, lo prende dalla nonna paterna Agata, di origini Catanesi. Difatti, Sant'Agata è la Patrona della città di Catania e viene adorata dai Catanesi, ancora oggi, con feste e rituali da veri devoti, tra questi rituali, troviamo le famose Minne di Sant'Agata, le cassatelle a forma di seno, che richiamano il seno della Santa, che le fu strappato via dal Governatore Quirinziano, perchè ella si rifiutò di concedersi. Ogni anno nonna Agata, prepara questi dolci votivi, per compiacere la Santa e assicurarsi la cura del suo seno e lo stesso vuole che faccia anche Agatina, così le trasmette gli insegnamenti e i segreti di una ricetta perfetta da tramandare anche ai posteri. Agatina, cresce tra le cure e gli affetti delle sue nonne, prima nonna Agatina e poi nonna Margherita e nonno Alfonso, abbandonata dai genitori perchè questi dovevano occuparsi degli altri figli, Agatina passa la sua dolce infanzia con i nonni materni in uno sperduto paese di campagna. Ma lei, che inizialmente, sente con estremo dolore l'abbandono dei genitori, vivrà un'infanzia felice, accudita e protetta da nonno Alfonso, che ha una predilezione per lei. Ma purtroppo, ben presto tornerà a casa con i genitori e si troverà ad affrontare il gelo della sua famiglia, in particolare della madre che la ignora totalmente, e l'ambizione di un padre che considera la famiglia il suo ultimo pensiero. Agatina, non sarà più la bambina felice e spensierata che abbiamo finora conosciuto, ma andrà vicina a una specie di depressione che si placa, solo in quei giorni, in cui nonna Agata si reca a farle visita. Poi, Agata, cresce e decide, senza deciderlo veramente, che vuole fare il medico, quasi a fare un dispetto alla madre, che si scandalizza all'idea di una figlia che non mette al primo posto il matrimonio e il pensiero di avere figli, perchè nella Sicilia di quegli anni, le donne dovevano solo pensare alla casa, al marito, e ai figli, non si poteva ammettere il desiderio di pensare alla carriera. Ma Agata è caparbia e per non darla vinta alla madre, si trasferisce lontano da Palermo e diventa ginecologa, e con la madre cesserà ogni rapporto. Ma Agata si porta dietro il dolore e la sofferenza di questo abbandono da sempre e nonostante sia diventata una donna indipendente e forte, cade nella trappola più infida in cui una donna possa cadere.. l'amore!
Si, perchè Agata non riesce a stare lontana dalla sua terra e torna a Palermo, inizia a lavorare e incontra un uomo, un uomo sbagliato, un uomo sposato, un uomo dalla mentalità tipicamente siciliana, che sarà causa di privazioni, sofferenze, abbandono, malattie.. ma Agata, non riesce a dire di no. Perchè il buco che si porta dentro al cuore da quando è una bambina, non si margina facilmente e scambia la forza della passione e della possessione per amore, non riesce ad accettare un altro abbandono e preferisce la presenza di un amore malato, piuttosto che l'assenza.
Io ho amato tutto di questo libro, le protagoniste, tutte donne, tutte forti, le loro storie rievocate sono state ben collocate nei tempi e nei luoghi di una Sicilia meravigliosa, che vedremo cambiare con il corso delle generazioni, durante tutta la lettura. Da una Palermo definita la "Conca d'Oro", ci ritroveremo di fronte ad una Palermo capeggiata dai mafiosi e da coloro che ci vanno dietro. Leggeremo della mentalità ristretta degli uomini e delle donne, che l'hanno popolata, una mentalità estremamente maschilista, anche se le donne che conosceremo saranno tenere testa ai loro uomini, perchè portano dentro di sè, una forza potente, che appartiene a tutte le donne. Incontreremo, la malattia che può colpire le donne, proprio in ciò che le contraddistingue nella più profonda femminilità, il seno, il centro di questa storia, il centro di ogni donna, il centro dei desideri degli uomini. Il seno, in questo libro, viene venerato, adorato, maltrattato e nei casi peggiori, anche asportato.. Il dolore, la sofferenza, la malinconia, fanno da sfondo agli aspetti più tragici di una malattia, che a quei tempi, era ancora poco conosciuta, ma le donne della famiglia sono forti e sapranno trovare la forza per riemergere. Ho amato tantissimo, il rapporto nonna-nipote che viene descritto come una delle cose più dolci che possa esistere e la nostra protagonista ricorderà sempre con intensa tenerezza i momenti passati con le nonne, che sono delle seconde mamme, ma nel caso di Agata, le uniche mamme che abbia avuto.
Ho amato le descrizioni dei luoghi calpestati da Agata, la città di Palermo, con i venditori di pesce sempre fresco, l'odore di mare sempre sotto al naso, oppure le distese di aranceti e il profumo di mandorle e limone. Ho amato tutto questo, forse perchè è la mia terra, forse perchè l'autrice è stata davvero brava a descriverla e soprattutto ho amato i dialoghi, le battute e i termini tipicamente siciliani, hanno reso questa storia tipica di questa terra che viene tanto adorata. La penna dell'autrice mi è entrata dentro al cuore, il suo parlare di temi importanti come la mafia, la malattia, la violenza, l'abbandono, non risulta mai pesante, anzi tutto questo viene arricchito da espressioni colorite che strappano sempre un sorriso e io mi sono innamorata.. della storia, dello stile, delle protagoniste e di tutto il libro.....