Ci sono cose che non fareste mai. Così dite: né ora né mai. Affollare uno studio televisivo con i fan di Baudo, per esempio. Sgomitare in autogrill durante l’esodo delle vacanze. Mettersi in coda per il giro della morte sulle montagne russe. Affrontare il pigia pigia per il film di Natale, ma anche per la Notte Bianca. E poi succede che vi ritrovate dentro le cose che non fareste mai. A tutti, prima o poi, succede. «È il momento in cui ci si chiede se ci si sente un po’ stupidi. E la risposta non è: no. La risposta è: sì. Ma questo sì è comprensivo e caloroso, suggerisce un diritto a essere un po’ stupidi qualche volta nella vita. E a lasciarsi andare».
Francesco Piccolo was born at Caserta, in 1964. His novels and short story collections include “Allegro occidentale”, “E se c'ero dormivo”, “Il tempo imperfetto”, “Storie di primogeniti e figli unici” (all published by Feltrinelli), “L’Italia spensierata” (Laterza) and “La separazione del maschio” (Einaudi). With “Storie di primogeniti e figli unici" he won two literary prizes: the Premio Giuseppe Berto and the Premio letterario Piero Chiara. His latest works are “Momenti di trascurabile felicità” and “Il desiderio di essere come tutti”, published by Einaudi.
In cinema, he has developed the screenplays “My Name Is Tanino, Paz!“ (based on cartoons by Andrea Pazienza), “Ovunque sei”, “Giorni e nuvole” and “Nemmeno in un sogno”, as well as “Il caimano” (for which he, Nanni Moretti and Federica Pontremoli were awarded the 2006 David di Donatello for Best Script), “Caos calmo” and “Habemus Papam” directed by Nanni Moretti.
He writes for varied newspapers and periodicals, including la Repubblica and Diario. Piccolo lives in Rome, where he runs the screenwriters’ laboratory for the DAMS course at Roma Tre.
Francesco Piccolo è nato a Caserta nel 1964. Si è laureato in Lettere con una tesi su "Le teorie comiche nel teatro del Settecento". Vive e lavora a Roma e collabora alle pagine culturali del “diario della settimana”. Nel 1993 è stato finalista del Premio Calvino con il romanzo inedito "Diario di uno scrittore senza talento". Con la casa editrice Minimum fax ha pubblicato nel 1994 "Scrivere è un tic. I metodi degli scrittori", tratto da alcune lezioni di creative writing sui metodi di scrittura.
Ha scritto romanzi e raccolte di racconti: “Allegro occidentale”, “E se c'ero dormivo”, “Il tempo imperfetto”, “Storie di primogeniti e figli unici” (tutti pubblicati da Feltrinelli), “L’Italia spensierata” (Laterza) e “La separazione del maschio” (Einaudi). Con “Storie di primogeniti e figli unici” ha vinto il Premio Giuseppe Berto e il Premio letterario Piero Chiara. Il suo penultimo libro, edito da Einaudi, si intitola “Momenti di trascurabile felicità”, una raccolta di aneddoti sulla felicità delle piccole cose quotidiane. Nel 2013, ha pubblicato “Il desiderio di essere come tutti”.
Ha lavorato anche per il cinema scrivendo sceneggiature, tra cui “My Name Is Tanino, Paz!” (tratto dai fumetti di Andrea Pazienza), “Ovunque sei”, “Giorni e nuvole” e “Nemmeno in un sogno”, oltre a “Il caimano”, “Caos calmo” e “Habemus Papam” con reggia di Nanni Moretti.
Collabora con riviste e quotidiani. Attualmente vive a Roma e cura il laboratorio di sceneggiatura al D.A.M.S. della terza Università di Roma.
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono...
Non so perché ma c'è qualcosa nella scrittura e nelle tematiche di Mr Piccolo mi fa sentire come a casa, accanto ad un caminetto acceso, con quella sensazione di piacevole protezione che ti danno le mura domestiche. Certo c'è anche una certa mancanza di emozioni forti, non ci sono omicidi, indagini, rapimenti, sesso, furti, sangue, intrighi internazionali, tradimenti e tutto il repertorio tipico dei blockbuster americani e di molti dei romanzi in circolazione. Non ci sono neppure particolari tensioni psicologiche o dilemmi esistenziali, ma le riflessioni sul nostro modo di vivere, sul nostro sistema di valori e sull'evoluzione della società, che scaturiscono spontaneamente e senza fatica dalla lettura, sono tutt'altro che banali, pur se affrontate con leggerezza e spirito. L'autore ci strizza l'occhio un po' furbescamente perché né si cala completamente nella parte di chi critica e da giudizi morali su determinati italici comportamenti, per il fatto che si assume direttamente una parte di responsabilità, in qualità di cittadino, né però si lascia scappare la ghiotta l'occasione di ridicolizzare e sbeffeggiare tali comportamenti o situazioni.
Ma che piacevole sopresa, Francesco Piccolo! Libretto snello che tuttavia non si legge in poco tempo. Fa sorridere, ridere, anche pensare. Un flusso di coscienza su carta che racchiude cose che spesso ho pensato ma soprattutto provato, ed è bello ritrovarsele li' dette da qualcun altro, che ti evita la fatica del pensare e dello scrivere.
Piccolo ci vuole portare là dove nessuno si è spinto finora: tra il pubblico in studio di Domenica In, negli autogrill della Roma-Napoli, a vedere il cine-panettone il 26 Dicembre e a Mirabilandia. L'intento è giusto e nobile, bacchettare con forza chi si sente migliore degli altri e colpire lo snob che è in noi che non frequenteremo mai questi luoghi, ma il risultato è discontinuo.....c'è un pò troppo dell'antropologo in questi racconti, ma in ogni caso Piccolo è sincero ed efficace in molti passaggi (quando dice che tra gli ignoranti in TV e chi si fa beffe di loro in TV lui sta con i primi)....
Un vero gioiellino. Da recuperare per ragionare su pregi e difetti all'italiana, ma anche sul valore della cultura, sulla contrapposizione "alto" e "basso", sul rapporto genitori e figli, sulla sinistra... sempre nello stile perfetto e la potenza verbale di Francesco Piccolo.
Un libro simpatico, mica no. Gustoso ma anche intelligente. Spiritoso e arguto. Capace di descrivere situazioni e sentimenti comuni, in alcune situazioni comuni, di gente comune. L'Italia pensosa che guarda e descrive l'Italia spensierata poi, alla fine, non sono mondi così distanti. E forse - come in parte dice Piccolo (il libro è del 2007, ora ristampato da Einaudi), ed in parte dirà poi con Il desiderio di essere come Tutti - sarebbe ora che qualche italiano pensoso si rendesse conto del suo essere, spesso, spensierato. Che non vuol dire essere cretino, credetemi.
Ho letto altri libri di Francesco Piccolo e sicuramente questo non rientra nei miei preferiti. Troppo descrittivo è molto meno ironico rispetto agli altri scritti successivamente (benché la Einaudi abbia ripubblicato questa nuova versione tascabile "SUPER ET", il libro è stato pubblicato nel 2007). Nel complesso, simpatico e carino.
Una raccolta di reportage nei luoghi e nelle situazioni del divertimento degli italiani di metà anni '00: Piccolo tra il pubblico in studio di una puntata di Domenica In, Piccolo in autostrada (e in Autogrill) in una giornata di esodo vacanziero, Piccolo il 26 dicembre al cinema a vedere il cinepanettone di Boldi e De Sica, Piccolo con due settenni (la figlia e un'amichetta) a Mirabilandia e infine Piccolo alla Notte Bianca di Roma. Sempre con uno sguardo ironico ma preciso e lucidissimo, spesso impietoso verso quello che osserva ma anche verso sé stesso e le sue reazioni. E con uno stile di scrittura trascinante. L'ho adorato.
Il mio primo audiolibro e devo dire, CHE audiolibro. Di Piccolo avevo letto diversi anni fa il classico Trascurabili momenti di felicità, che mi era piaciuto moltissimo, e che mi aveva fatto ripromettere di leggere qualche altra opera dell'autore in futuro; complici le recensioni positive di Tegamini e il mese di prova gratuita di Audible, ho cominciato L'Italia spensierata. Incredibile come Piccolo non solo sia un bravissimo scrittore, ma anche un narratore eccezionale: consiglio a tutti, soprattutto in questo clima che comincia già ad essere vacanziero, l'ascolto di questo libro. L'autore riesce ancora una volta a dimostrarsi incomparabile nel cogliere i dettagli e le sottigliezze che rivelano qualcosa di più grande, che mostrano come anche gli argomenti a prima vista più banali (un autogrill, un cinepanettone o una giornata a Mirabilandia) possano in realtà portare i segni di un intero sistema culturale e biologico. Chapeau!
Si fa leggere piacevolmente, questo agile libro di Piccolo, che racconta le sue esperienze di “bassifondismo culturale” (la sagace definizione è di Douglas Coupland in “Generazione x”), ovvero mescolarsi a persone, vicende e situazioni che, per estrazione culturale e sociale, non fanno parte del proprio abituale retroterra, anzi vengono in qualche modo percepite come qualcosa di più plebeo, a cui strutturalmente ci si sente superiori. Qui, nella fattispecie, Piccolo racconta della sua partecipazione al pubblico di “Domenica in”, di un pellegrinaggio negli autogrill autostradali nei giorni dell’esodo, della sua visione di un film del genere “cinepanettone”, Natale a Miami, il giorno di S. Stefano, quello in cui i cinema sono abitualmente affollati anche da gente che al cinema ci va un solo giorno all’anno, quello; e infine una visita con la figlia settenne e l’amica del cuore della figlia, di pari età, a Fantasilandia. Per concludere, l’ironia di trovarsi in una situazione di identica saturazione di massa, però in un evento invece “culturale”, che dovrebbe essere strutturalmente riservato alle persone intelligenti, una Notte Bianca Romana, riportando a casa il disagio di chi scopre che un evento culturale a cui partecipano milioni di persone, nonostante quello che si dice sulla diffusione della cultura, produce in qualche modo una svalutazionee di quella stessa cultura. Le osservazioni sono sempre pertinenti e acute; in qualche modo il discorso si ricollega direttamente a quello di “Il coraggio di essere come tutti”, e lo completa come una riflessione critica sul sentirsi parte di un’élite e lo sguardo verso coloro che di questa élite non fanno parte ma riescono a trarre piacere e soddisfazione da situazioni ed eventi che i primi schiferebbero altezzosamente. E’ bello leggere, per una volta, un libro in cui non si fa spazio la doverosa riflessione sul disagio economico e sociale della nostra epoca: qui non si parla di disoccupazione, solitudine, e tutto il resto… al contrario, i soggetti di indagine sono persone e situazioni che - almeno nel frangente di quello che viene descritto - sono beatamente spensierate e soddisfatte. Tuttavia, nonostante tutta l’intelligenza e l’acutezza delle sue riflessioni, mi capita di avvertire una certa irritazione nei confronti di Piccolo. Non riesco a capire se dovuta all’aver disvelato sentimenti di velato disprezzo - anche se critico, anche se teso al suo superamento - verso i sottosviluppati culturalmente che in qualche modo appartiene anche a me, o all’ipocrisia di un antropologo inglese dell’epoca colonialista che si china su usi e costumi di popoli diversi dal proprio con interesse sincero, ma senza mai perdere la consapevolezza di far parte di un popolo superiore. E mi chiedo per quanto ancora Piccolo ci dovrà far aspettare un romanzo bello, articolato e anche arrapante come era stato “la separazione del maschio”.
Prosa pesante, argomenti oziosi, dizione tutt’altro che buona con in più una pesante inflessione regionale, volume della registrazione altalenante: questi i pregi del presente audiolibro. Sì, avete capito bene: queste caratteristiche, che potrebbero far bocciare quest'opera (e stavano per farmi arrivare a questa conclusione), in realtà sono i suoi punti di forza, che mi hanno indotta ad affibbiarle 5 stelle. Perché alla fine il livello di identificazione e di familiarità con l'autore è diventato tale (sebbene io non abbia assolutamente nulla in comune con lo stesso) da farmi desiderare che la narrazione non finisse mai e mi accompagnasse ancora nella mia quotidianità, quasi a sentire i miei stessi pensieri amplificati dai suoi racconti. L'autore impernia il libro su alcune che si potrebbero identificare come “esperienze pecorecce”: assistere dal vivo ad un programma televisivo nazional-popolare, andare a vedere un cinepanettone sotto Natale e passare una o più giornate in un famoso parco di divertimenti. Ed in queste esperienze si immerge completamente, descrivendole nei minimi dettagli. Ed è lì che alla fine arriva l'identificazione: egli enumera una serie di riflessioni che l'ascoltatore riconosce anche come proprie, soprattutto quella estrema. Ossia: cos’è veramente pecoreccio? Quale essere umano può definirsi “intellettuale”, “impegnato”? Il dubbio resta vivo quando si giunge all'epilogo del libro, per assistere al “deterioramento” di un genere di manifestazioni (la cosiddetta “Notte bianca”) che in realtà era nato con un'impronta “culturale” ed è finito poi per diventare lentamente un evento “pecoreccio” per le masse all'inseguimento di una moda. Ecco perché, secondo me, la versione in audiolibro è preferibile: proprio perché sentirle pronunciare da una voce che potrebbe essere quella di uno qualsiasi tra noi (e non il solito attore con voce impostata), rende ancora più nostre le elucubrazioni dell'autore, che sono un po' quelle di tutti i giorni.
“Se questa cosa piace a milioni di persone un motivo ci sarà”: quante volte ce lo siamo detto? Eppure moltissime persone non fanno mai nella vita la maggior parte delle cose che “fanno tutti” o “piacciono a tutti”. Piccolo va appositamente ad esplorare alcune situazioni da italiano medio: partecipare come pubblico in studio a domenica in, frequentare un autogrill durante una giornata da bollino nero autostradale, vedere il film di boldi e de sica il 26 dicembre, portare due bambine di 7 anni a mirabilandia... con l’atteggiamento neutro e bendisposto dell’antropologo e vivendole e commentandole proprio per chi non le ha mai vissute e forse mai le vivrà. Esplora le situazioni con una buona dose di ironia (e spesso di autoironia) ma senza preconcetti: vuole veramente divertirsi come tutti. I risultati non sempre sono quelli sperati, ovviamente, ma le riflessioni partorite sono tutt’altro che banali.
Capisco perfettamente le opinioni discordanti su questo libro. Non è per tutti, ma piuttosto per chi si trova a vivere lo stesso dilemma dell'autore: le persone che spesso si trovano a guardare dall'alto in basso i fenomeni nazionalpopolari come Domenica In o i cinepanettoni, ma che cercano disperatamente di non farlo (perché non amano i pregiudizi, oppure per non risultare snob a sé stessi o ancora per un'apertura che li porta a cercare di comprendere ciò che non capiscono), senza successo. Quelli che cercano di comprendere senza pregiudizi, ma spesso faticano.
Curioso trattatello in cui l'autore, che non conosco ma che ha evidentemente un profilo da intellettuale, si cimenta con luoghi ed eventi "popolari": è tra il pubblico di Domenica In, visita un autogrill durante un esodo estivo, vede un cinepanettone il 26 dicembre e va a Mirabilandia. Ne viene fuori una sorta collezione post di blog extra-large. Il tono è inevitabilmente ironico, ma ho apprezzato l'atteggiamento, sinceramente con volontà curiosa di capire e imparare, e senza la pretesa superiorità che potrebbe sfoggiare una persona con la sua cultura.
Snella, comica e interessante lettura ed analisi del popolo italiano. La struttura a flusso di coscienza lo rende estremamente facile da leggere nonostante non sia banale.
Le abitudini popolari possono rappresentare una nazione in maniera univoca? Attraverso delle esperienze proviamo a capire ciò che accomuna il popolo italiano. Lettura divertente e che fa riflettere molto arrivando addirittura a spaventarsi dei nostri comportamenti.
AUDIOLIBRO. Gli audiolibri di Francesco Piccolo sono una gioia. Quante risate mi fa fare grazie anche al modo in cui legge! La sua voce è valore aggiunto. Cinico, spiazzante, rassicurante.
Classico saggio di aneddoti simpatici e gradevoli, che si legge in un attimo, simile a migliaia di altri saggi simili, e che lascia a posteriori davvero poco.
La Coscienza di Meno C'� il destronzo che mangiando una bistecca pensa a chi non la pu� mangiare e cos� gli par pi� buona. Il sinistriste a sua volta, pensando a chi non la pu� mangiare si guasta met� del piacere della bistecca. Il centriolo ancora pondera. Il reazionario lo sa gi�. Francesco Piccolo, in questa sua visita ai luoghi comuni, non riuscendo a trasformarsi in vero reazionario, ad accettare cio� che Libert� toujours, Fraternit� avec les copains, Egalit� jamais, si sbatte in vari nonluoghi, o luoghi comuni o postacci, osservando il popolo gregario e ponderando le sue sorti e i suoi vezzi, lanciando sassi e nascondendo la mano, cardando moOolto, cerchiobottando, insomma, si trastulla, e noi, talvolta ma solo talvolta con lui. Vedasi l'indice [corsivi aggiunti]: Prologo [il senso di colpa del disimpegno] In carne e ossa [la televisione generalista nazional popolare] Tempo di percorrenza troppo lungo [autostrade e autogrill] Una tonnellata di equivoci [il cinepanettone] Un posto dove si pu� perdere tutto [Mirabilandia] Epilogo: L�Italia pensosa [notte bianca] Il migliore � l'ultimo, dove sta per capire, lo dice, ma la sua coscienza si rifiuta di ammetterlo e si ritrae terrorizzato di cosa sente. Tra dieci anni Francesco Piccolo, partito adoratore del popolo, sar� parte attiva di un movimento per l'abolizione del suffragio universale, la restaurazione del maggiorascato e della consulta araldica.
In questo breve libro Piccolo critica ed ironizza sulla società italiana attuale. Inizia descrivendo una sua giornata trascorsa negli studi di Domenica In come pubblico in studio, evidenziando quanto tutto sia finto, costruito e non reale. Continua raccontando l’esperienza degli italiani in vacanza, le classiche fermate all’Autogrill (su cui dedica un’ampia analisi) e le consuete interminabili code che puntualmente ogni estate gli italiani affrontano. Prosegue analizzando dettagliatamente un film di Natale, descrivendone accuratamente la trama e notando come questi film giocano spesso sugli equivoci. Infine racconta una gita al parco divertimenti di Mirabilandia con la figlia. Tutte le situazioni e le vicende descritte vengono analizzate in maniera acuta e brillante. In poche pagine è riuscito a riassumere l’Italia di oggi e, oltre a farmi spesso sorridere, mi ha lasciato molti spunti di riflessione. Un libro di cui sicuramente consiglio la lettura.
Un libro che ho letto perennemente con il sorriso grazie all'ironia con la quale Piccolo condisce i contenuti. La grande abilità dell'autore consiste nel saper trattare sapientemente contenuti più che noti al lettore perché legati alla vita quotidiana: eventi o situazioni a cui tutti hanno partecipato almeno una volta nella vita, arricchiti però da considerazioni che li rendono nuovi agli occhi del lettore divertito. Non mancano aspetti di denuncia sociale che inevitabilmente vengono a galla in questi contesti. Lo consiglio assolutamente per chi vuole una lettura spensierata e intelligente.
3.5 stars. Francesco Piccolo è uno scrittore brillante. Amo la sua ironia nell'analizzare i luoghi comuni e i comportamenti umani. Un libro semplice ma estremamente divertente, un libro che tra una risata e l'altra porta alla luce tante piccole verità e fa pensare.