“A Manchester si fanno le cose diversamente”, sosteneva Tony Wilson, in un motto che racchiude in sé l’anima della città. E non è un caso che a dirlo fosse proprio il fondatore della Factory Records, l’etichetta discografica che ha prodotto molte delle band del grande Nord-Ovest dell’Inghilterra. La città ha regalato al mondo alcuni dei gruppi più influenti, dai Durutti Column ai Joy Division, dai Buzzcocks agli Oasis. è con gli Smiths, però, che i mancuniani hanno stabilito il legame sentimentale più profondo, anche a quarant’anni dalla loro nascita, da quella sera del 4 ottobre 1982 in cui la band esordì al Ritz sulle note di Handsome Devil. In una Manchester, fatta di lamiera e mattoni, tra scioperi operai, installazioni a forma di gancio e statue di Engels, Giuseppina Borghese esplora la città del dissenso e – tra fotogrammi della memoria personale e biografie di spiriti non comuni e muse miserabili – ci invita a ripercorrere i luoghi iconici degli Smiths. Quegli Smiths che hanno cantato la solitudine e la violenza ma anche la realtà proletaria e industriale, vera linfa vitale e artistica della città. E che hanno dato vita a uno stile unico, rifuggendo da ogni stilema consolidato e diventando un luminoso oggetto fuori dal tempo.
Un libro per gli amanti degli Smiths e di Manchester, ma non solo. Mi sento di consigliarlo a chiunque piaccia la musica, la cultura e letteratura inglese in generale. Perché la storia degli Smiths si intreccia con la storia di altri gruppi come i Joy Division, gli Oasis e i Sex Pistols, ma anche con la storia delle lotte operaie e con la storia di artisti e poeti. È stata inoltre anche un occasione per conoscere tantissime band, attori, scrittori e pittori di cui non avevo mai sentito parlare. Un libro che porterò nel cuore non solo per l'amore infinito per gli Smiths. Mi mancherà passeggiare per le strade di Manchester facendomi guidare da questo libro e dalla sua bravissima autrice.
Avevo aspettative piuttosto alte nei confronti di A Manchester con gli Smiths di Giuseppina Borghese, e forse anche per questo la lettura mi ha lasciato sensazioni contrastanti. Il libro è senza dubbio interessante, ma non mi ha coinvolta quanto speravo. Il testo si presenta come un walkabout musicale che guida il lettore tra le strade di Manchester, seguendo le tracce degli Smiths e, più in generale, della scena musicale mancuniana. È evidente fin da subito la passione della scrittrice, una passione autentica, quasi “da nerd”, per la band e per una città complessa, contraddittoria e musicalmente fondamentale. Questo entusiasmo è uno degli aspetti più riusciti del libro. Da fan anch’io degli Smiths, ma soprattutto di alcuni dei numerosi gruppi nati a Manchester (su tutti Stone Roses, Joy Division e i successivi New Order), ho apprezzato le molte informazioni e i riferimenti disseminati lungo il percorso, alcuni dei quali mi erano del tutto nuovi. Tuttavia, durante la lettura ho avuto a tratti la sensazione che alcune parti fungessero più da “riempitivo” che da reale valore aggiunto, alcuni passaggi sembrano allungare il racconto senza approfondire davvero.
Mi è stato regalato praticamente a scatola chiusa vista la mia fascinazione per la scena di Manchester. Devo dire che pur avendo già letto e visto roba sulla città raccontata dai suoi protagonisti - fra cui alcune delle autobiografie citate nel libro - nel suo sguardo dichiaratamente “esterno” ho trovato un contributo fresco e altrettanto interessante. È scritto con competenza, brillante senso dello storytelling e gusto nell’inserire elementi autobiografici, ma sempre rimanendo al servizio dell’ambizioso excursus su testi e personaggi mancuniani. Chiusa l’ultima pagina viene voglia di riascoltare (ancora) gli Smiths, quindi che gli vuoi dire? Mi spiace solo aver prenotato un volo per Manchester nel luglio del 2020 e non avere più recuperato né quella gita, né i soldi.
un viaggio sentimentale a Manchester attraverso la musica degli Smiths. Un libro che riesce a raccontare benissimo quella città così fiera, indomita, ricca di storie e dove è tutto in divenire. Tra pochi giorni sarò io a passeggiarci dentro e mi farò guidare anche da qualche spunto trovato qui. Grazie
È un libro da leggere e da ascoltare (grazie, spotify). La mia cultura sugli Smiths si limita alle canzoni più famose e a una raccolta tripla comprata anni fa. Ma questo libro ti fa venir voglia di andare a Manchester a cantare per strada con il primo che passa. Poi però ti ricorda anche quanto è facile finire accoltellati per quelle stesse strade e allora magari accendi lo stereo a casa e stai bene così 😂