1354: Nicolas Eymerich, il sinistro inquisitore, è in Sardegna con re Pietro IV d'Aragona per soffocare la rivolta di Mariano, giudice d'Arborea. Mariano ha un alleato potente e misterioso: lo chiamano Sardus Pater, una divinità sconosciuta.. 1942, New York: lo psicologo austriaco Wilhelm Reich si è rifugiato in America per sfuggire ai nazisti e ha fatto una scoperta rivoluzionaria. Tanto da costringere le autorità a rinchiuderlo in prigione, dove una serie di inspiegabili allucinazioni sembra metterlo in collegamento proprio con Eymerich. Quale filo lega due eventi così lontani? Il mostruoso segreto si nasconde nelle trame del tempo, e l'ultima parola, come sempre, toccherà a Nicolas Eymerich. Pubblicato per la prima volta nel 1996 nella storica collana «Urania», questo romanzo segna una delle tappe fondamentali nella saga dell'inquisitore Eymerich, protagonista di libri a metà tra la fantascienza e il noir.
Valerio Evangelisti è stato uno dei più importanti scrittori italiani di genere fantasy e horror. Si è laureato in scienze politiche, indirizzo storico-politico, e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990, alternata all'attività di funzionario del Ministero delle finanze. Dopo avere numerosi saggi, si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il Premio Urania. Sono seguiti seguiti altri numerosi romanzi, tradotti in più di dieci lingue.
Evangelisti earned his degree in Political Science in 1976 with a historical-political thesis. He was born in Bologna. Until 1990 his career was mainly academic. He also worked for the Italian Ministero delle Finanze (Treasury Department). His first written works were historical essays, including five books and some forty articles. In 1993 his novel Nicolas Eymerich, inquisitore won the Urania Award, which was established by Urania, Italy’s main science fiction magazine, with the aim of discovering new talent in the field. Urania published other novels of the series in the following years: Le catene di Eymerich ("Eymerich’s Chains", 1995), Il corpo e il sangue di Eymerich ("Eymerich’s Body and Blood", 1996), Il mistero dell'inquisitore Eymerich ("Eymerich’s Mystery", 1996), Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l'inferno ("Picatrix, the Stairway to Hell", 1998), Il castello di Eymerich ("Eymerich’s Castle", 2001), Mater terribilis (2002). Most of the last ones were however first published as hardcover. Nicolas Eymerich is a real historical character, member of the order of the Dominicans and inquisitor in the Spanish Inquisition. He was born in 1320 in Girona, Catalonia, and died in 1399. Evangelisti’s interpretation of his character is a cruel, ruthless, haughty, restless man, who acts mercilessly to protect the Catholic Church against perceived menaces of natural or supernatural origin. At the same time he shows an outstanding intelligence and a deep culture in his actions. In the novels of the series he investigates the mysterious phenomena of Medieval Europe, thus subtly influencing many of the historical events of that epoch; on many occasions the solution of the riddles comes up from stories which are narrated along with the main plot, normally set in the present and in the future. Evangelisti's atmospheres are normally dark, nightmarish, haunting. Another success of 1999, also translated in several languages, is the Magus trilogy, a romanticized biography of the famous Middle Ages prophecies writer Nostradamus. The three novels, Il presagio ("The Omen"), L’inganno ("The Deceit") and L'abisso ("The Abyss") sold 100,000 copies in Italy. Evangelisti's novels are greatly appreciated in France (where he won several literary awards), Spain, Germany and Portugal. He is currently the director of the Carmilla magazine. In the last years he has written some works which show his love for heavy metal music, namely the short stories collection Metallo urlante (referring to the French magazine Metal Hurlant) and the novels Black Flag and Antracite: they are set during the American Civil War and feature a new character, Pantera, a palero shaman. One of his latest novels, Noi saremo tutto ("We Shall Be All"), spans several decades of the last century, exploring the life of Eddie Florio, a gangster, against the background of the history of the trade unions and the workers' battles for civil rights. Mexico is the setting for his next two novels, Il collare di fuoco ("The Fire Collar"), which was published in November 2005 and Il collare spezzato ("The Broken Collar", October 2006). In 2007 La luce di Orione was released, the ninth title in the Eymerich series, followed in 2010 by Rex tremendae maiestatis. Tortuga, a novel about pirates of the Caribbean, was published in 2008.
Ringrazio gli dèi della letteratura che mi hanno fatto conoscere Evangelisti tramite Black Flag (tutt'ora lo considero un piccolo gioiellino). Perché se la mia conoscenza con il BVZV (Buon Vecchio Zio Valerio) fosse cominciata con la saga di Eymerich direi che sarebbe durata poco e niente (quanto conta cominciare a conoscere un autore con il libro giusto!).
Evangelisti, in questo quarto capitolo, svacca come non mai, avvitandosi in una serie di scemenze assolute. Il problema è che la cosmogonia distopica da lui creata ha anche evidenti buchi logici. Se l'importanza dei temi è trattata con profondità da fumettone americano, i toni però non lo sono, ponendo questa serie in uno strano ibrido non riuscito. Certo, gli adoratori dei page-turner rimarranno soddisfatti. La trama è sempre ben congegnata, ci sono tanti misteri e colpi di scena sufficienti per tenere sempre alta l'attenzione del lettore. E' purtroppo nei significati sottesi che Evangelisti dimostra di essere immaturo.
E' che se non sapessi che il BVZV maturerà di là a qualche anno (come dimostrano i libri successivi) che continuo la lettura di questa serie, non per altro.
In tutta onestà, questo quarto (o almeno spero che lo sia, visto che ho fatto un po' di pasticci con le edizioni...) romanzo sull'ispettore Eymerich non aggiunge né toglie nulla ai precedenti capitoli della saga, visto che risulta un continuum - a dire il vero non molto necessario - di un'altra storia. Nonostante ciò, come tutti i libri di Valerio Evangelisti che ho letto finora, risulta una lettura godibile: i piani temporali differenti sono interessanti, il personaggio di Eymerich è originale (e basta con tutti questi inquisitori in preda a crisi di identità!), la voglia di sapere cosa si nasconde dietro ai vari misteri c'è. Non sono pregi da poco; peccato che, anche qui come in tutti gli altri romanzi, ci siano alcuni difetti, tra l'altro sempre gli stessi. Il più grave è sicuramente l'incapacità di Evangelisti di mostrare, una cosa basilare se si vuole fare un racconto horror. La paura non arriva se non la provi di persona, e nella narrativa la scelta dello è importantissima per far provare o meno una tal sensazione. Non sempre Evangelisti sceglie l'approccio giusto, almeno a mio parere. Inoltre, i dialoghi sono un po' artificiosi: niente di serio, almeno questo, ma nemmeno dei discorsi credibili e funzionanti. Senza contare poi la tendenza, manifestata appunto con i dialoghi, all'inforigurgito e al trucchetto del "Come ben sai... (segue spiegazione dettagliata; ma se la persona lo sa, perché ripeterglielo?)" Curiosamente, però, tutte queste pecche non inficiano, almeno a mio parere, la resa complessiva del romanzo, nonostante ci sarebbe bisogno di alcune migliorie. Ho intenzione di continuare a leggere la saga, ma per elevarla a capolavoro c'è proprio bisogno dell'eliminazione di questi difetti. Attendo fiduciosa, perché altrimenti sarebbe un vero peccato.
Quarto romanzo del ciclo di Eymerich e, finora, quello che mi è sembrato il libro più strutturato e completo. Nel volume si svolgono 4 linee narrative separate (Eymerich nel XIV secolo, Reich nel secondo dopoguerra, Reich nel suo delirio onirico, il futuro delle federazioni) ma che alla fine del libro si ricongiungono per comporre un'unica storia coesa. In questo volume Eymerich è meno cattivo dei precedenti, ma diventa più calcolatore e riesce a sventare un piano ordito che voleva utilizzarlo come capro espiatorio. Ottima anche la storia di Reich e l'invenzione della teoria sull'energia orgonica. Infine anche il disegno del futuro distopico in cui operano i tre giovani protagonisti è ben pensato ed è degno di altri capolavori distopici. Anche in questo libro non mancano le frecciatine alla teologia troppo spinta che ha contraddistinto alcuni movimenti della cristianità nella storia, nonchè critiche poco velate all'attuale ordine mondiale. Evangelisti riesce sempre a portare i suoi messaggi utilizzando storie che sono un misto tra romanzo storico e fantascientifico, contraddistinte sempre da un'originalità unica nel panorama letterario attuale.
309 pagine La narrazione si svolge su due piani temporali diversi, uno accenna ad eventi del “futuro” in cui lo psichiatra Reich effettua studi che sono invisi alla società politica e anche scientifica contemporanea, fino a portarlo all’incarcerazione, durante la quale gli si presentano misteriose visioni, e dove diversi giovani vengono istruiti secondo principi educativi particolari e discutibili. La vicenda principale invece risale al presente, in Sardegna, dove Eymerich è stato condotto dal re Pietro IV con le sue truppe, dove si è recato per sgominare re Mariano con la sua corte, a causa del fatto che pratichi oscure guarigioni ispirato da Tanit, una divinità arcaica.
Questo secondo libro che leggo della serie, a parte il fatto che non sono convinta di aver seguito l’ordine di lettura corretto, mi lascia alquanto sconcertata perché rispetto al primo non ho notato alcuna continuità e perchè non ho onestamente compreso bene la finalità della narrazione di questi eventi nella storia di Eymerich. Il personaggio dell’inquisitore, già molto forte come tratti e caratterizzazione, e alquanto controverso ma nel precedente almeno inquadrabile in un contesto specifico, qui risulta quasi fastidioso e per me difficile da capire nelle motivazioni che sembrano stavolta molto più limitate e quasi ottuse. Lo salva in calcio d’angolo una frase detta alla fine che richiama l’uso della scienza al posto del culto di divinità malefiche. Non sono davvero riuscita a comprendere bene il collegamento tra le varie vicende...cioè ok che alla fine si comprende che Reich vedesse Eymerich a causa del farmaco che stava sperimentando, ma perché mai avrebbe dovuto vedere proprio lui? Per puro caso? E poi: per quale motivo o con quale morale, i giovani che finiscono sull’isola di Lazzaretto (Sardegna) devono fare quella fine? Diciamo che in realtà l’unica storia che risulta realmente ben strutturata e conclusa è quella centrale in cui Eymerich svela il complotto ordito alle spalle sue e della Chiesa, da parte del re e di Dezcoll, per eliminare degli avversari tra i suoi nobili, facendoli passare come colpevoli di eresia. No non ci siamo stavolta. Spero che il prossimo non mi deluderà.
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Stavolta i piani temporali su cui si muove la storia sono tre: l'epoca di Eymerich, un futuro distopico e il XX secolo. Come sempre, la scrittura asciutta permette di godersi appieno la ricchezza della trama e il meccanismo perfetto con cui le sottotrame si intrecciano. Più leggo i romanzi con protagonista Eymerich e più mi rendo conto dell'unicità e originalità della penna di Evangelisti.
Evangelisti è un genio della fanta-storia. Stavolta Eymerich è in trasferta in Sardegna, ad Alghero, dove incontrerà Tanit. Tramite le sue solite macchinazioni, menzogne e genialità riuscirà a fregare tutti.
non avevo letto mai nulla di evangelisti è il primo libro. Non so bene cosa scrivere, perché nel complesso il libro mi ha lasciato un po' così.Un misto tra storia e finzione..il libro è diviso in 3, una ambientata al tempo dei Giudicati sardi e la conquista aragonese,più o meno romanzata (e mi ha fatto piacere ritrovare la mia terra e questo particolare periodo storico,che amo) e le vicende legate a W.Reich e la sua teoria orgonica, anche in questa parte storia e fantasia si fondono e la parte distopica dei bambini del futuro..il libro non mi ha appassionato..Eymerich è odioso e ho pregato che qualcuno lo passasse a fil di lama..ora non saprei se leggere qualche altro libro della saga per cercare di capire di più il personaggio o dedicarmi a letture diverse.
"Non voglio fare la vittima, ma prenda il mio caso. Dopo essere stato costretto a fuggire da un paese all'altro per sottrarmi ai nazisti, sa cosa mi è successo l'anno scorso? Sono stato arrestato dall'Fbi e internato per tre settimane quale sospetto nazista!"
Tre linee temporali: una nel medioevo, una a cavallo tra gli anni '30 e '50 e una in un vicino futuro distopico posteriore a una pandemia che ha devastato l'umanità (lol). Tutto si regge sulle spalle dell'inquisitore Eymerich, antieroe ai limiti dell'antagonismo, che indaga su un mistero legato ai riti precristiani praticati nella Sardegna del quattordicesimo secolo. Tra romanzo fanta-storico e fantascienza, come sempre il valore aggiunto nei romanzi di Valerio Evangelisti è l'esposizione di personaggi storici realmente esistiti di cui raramente si sente parlare. In questo caso Wilhelm Reich, psicologo tedesco naturalizzato statunitense, scampato al nazismo per poi morire nelle carceri americane a causa di una legge federale che ha messo al bando i suoi studi avveniristici. Un urlo alla libertà soppresso dalla burocrazia e dal pensiero unico. Una bella scoperta in quella parte della Storia che a volte fatica ad emergere.
Questo libro è diviso in tre racconti, all’apparenza scollegati tra loro, ma in realtà è tutto connesso. Tutti e tre le parti sono collegate tra loro, grazie alla fonte di energia che L’inquisitore scopre nel 1354. Il romanzo ha caratteristiche un po’ diverse dai romanzi attuali, ma mi ha catturato tantissimo. Una delle parti più interessanti è stata la spiegazione dell’energia orgonica, la grande scoperta di Reich. La storia principale invece a mio parere ci mette un po' ad ingranare, ma dopo qualche capitolo ti conquista. Ho dovuto assolutamente continuare la lettura perché dovevo assolutamente scoprire il grande mistero della gotta di Nettuno. Ha una scrittura coinvolgente, che anche se all’inizio non mi catturava dopo qualche capitolo ero già presa per questo libro. Non mi resta che dirvi vi consiglio di leggere questo libro, o almeno qualcosa di questo scrittore.
Cele douăzeci și șase de vâsle de la tribord se ridicară toate în același timp, dând naștere unei adevărate perdele de spumă și de picături de apă, în timp ce acelea de la babord se înfigeau cu plescăituri puternice în apă. Uriașa galeră se înclină pe o parte, începând manevra de schimbare a direcției. Vela triunghiulară de pe catargul cel mare, singura care fusese ridicată, scârțâi și pocni în vânt, apoi se răsuci în cealaltă direcție. Din pântecul navei se auzi până pe punte nechezatul speriat al sutelor de cai. Stând în picioare pe castelul de la pupa, la numai câțiva pași de vice-amiralul Uch de Cardona, Nicolas Eymerich privea încruntat marea, cu mâinile bine încleștate pe balustradă. Din când în când era împroșcat cu apa sărată adusă de vânt care făcea ca sutana albă și pelerina neagră să se lipească de trupul său uscățiv. Aerul dimineții era înfierbântat de razele soarelui și dușurile acelea surprinzătoare și repetate ar fi creat oricui o senzație plăcută. Dar Eymerich reacționa la ele cu mișcări scârbite pe care nu și le putea stăpâni
Questo libro è eccezionale. Un crescendo di eventi su più linee temporali: in quella del passato (la storia di Eymerich), una storia apparentemente lineare che si rivela invece essere un sottile intrigo politico; in quella del futuro, le storie di tre ragazzi che da scuole ad alte aspettative di disciplina si ritrovano in uno scenario apocalittico. Ovviamente legati tra loro a distanza di secoli, in perfetto stile Valerio Evangelisti. Nel mezzo, la spiegazione (pseudo-) scientifica che giustifica il fenomeno nel passato e nel futuro.
All'inizio, in verità, la storia è un po' lenta, e soprattutto la trama nel futuro suona un po' strana, perché i primi tre episodi sono completamente sconnessi, finché i tre ragazzi non si trovano insieme a Lazzaretto.
Sullo sfondo, come sempre, un'accuratissima analisi dello scenario storico in cui è ambientato il romanzo, che fa dell'autore un sapiente ricercatore oltre che un romanziere.
Semplicemente una delizia. Una narrazione che è dura autopsicanalisi, personaggi storici e di fantasia che non offrono nessuna consolazione nell'ibcarnare le due facce opposte dell'essere umano, futuri distopici che scaturiscono dall'amara osservazione del presente (la tripartizione degli USA è derivata dalle tendenze che all'epoca erano ancora in formazione e anticipa di decenni le ossessioni che adesso imperversano ferocemente), un perverso interesse per le pseudoscienze che diventano una metafora del perchè la parte mostruosa dell'essere umano finirà con l'avere il sopravvento, una scrittura secca e disincantata, una parabola della schizofrenia autodistruttiva dell'umanità e una grande chiarezza e lucidità nell'intuire il vero destino della società umana, che qui si può a malapena scorgere, ma sarà chiarito nei romanzi futuri.
Questa mia rilettura del ciclo di Eymerich, che avviene a circa 10-15 anni dalla prima, risulta essere sempre appassionante, sebbene non ricordassi quasi niente di questa terza (o quarta come dice Goodreads) avventura. Pur svolgendosi sempre nei soliti 3 livelli temporali, con Eymerich alle prese con la spedizione di Pietro IV verso Alghero ed un misterioso culto sottoraneo, nel passato prossimo - presente con la storia dello psicoanalista svizzero Reich, e la storia di 3 giovani "ribelli" in un lontano futuro dove l'America si è disgregata in 3 macrostati, il libro è particolarmente intenso e la teoria orgonica di Reich, che funge da fulcro del libro, è davvero arguta e degna di un grande scrittore come Evangelisti. Insomma, non voglio dire altro per non spoilerare, ma basta dire che ho divorato questo libro in soli 4 giorni.
TW: se vi fanno schifo vermi e cose viscide, evitate di leggerlo.
Ormai sono convinta che Evangelisti abbia avuto il gusto per il disgusto, e ogni volta continuo questa saga soltanto per scoprire quale cosa vomitevole tirerà fuori, mescolando la storia con la fantascienza e facendo diventare più odioso il nostro inquisitore Eymerich. Questa storia ambientata in Sardegna penso abbia raggiunto livelli di disgusto tali che penso che per qualche mese non leggerò più il mio caro inquisitore. Nonostante tutto, penso che questo volume sia il secondo che ho preferito, anche se tra le tre timeline, quella che ho preferito é quella ambientata nel futuro
Nečekal jsem nic světoborného, ale nakonec kniha potěšila. Základní tématika, kolem které se příběhy točí: sexualita, náboženství, všeobjímající vesmírná energie byla dobře uchopena a čtivě sepsána. Postavy byly nahozeny dost plytce a k žádné z nich jsem v průběhu čtení nedokázal vytvořit jakékoliv pouto. Přes dobrodružnou patinu není Tajemství inkvizitora Eymerika rozhodně jednoduchým ani prvoplánovým příběhem a rozhodně doporučuji znalost předchozích knih. Bez nich je to bohužel jen výsek z většího celku.
O carte destul de interesanta, ceva ce pana acum eu n-am mai citit... intre psihanaliza, roman negru si SF. Imi pare rau ca este distorsionata imaginea despre Sardinia... poate ca autorul ar fi putut alege o locatie fictiva, dar, intr-adevar s-ar fi pierdut o bucatica din adevarul istoric inclus in roman, si anume debarcarea regelui Pedro IV-lea in Sardinia. Pentru mine a fost o noua experienta.
Forse il miglior libro di Eymerich, finora. Bella storia e finale questa volta più attivo. Un po' troppo splatter per i miei gusti: sangue e torture vengono spesso accostati a cancrene, tumori, vermi, e infinite schifezze non sempre indispensabili.
Finalmente ho rimesso mano alla saga del l'Inquisitore E. Anche questo secondo libro( sto seguendo l'ordine di cronologia interno, quello degli avvenimenti) mi è piaciuto tantissimo tant'è che ora ogni due libri ne leggero uno della saga. Grande Evangelisti.
Ho ripreso dopo molti anni la lettura del ciclo di Eymerich. Continuo a pensare che Evangelisti sia lo scrittore di narrativa di genere italiano più sottovalutato di sempre. E a pochi mesi dalla sua scomparsa mi sento solamente di dire: grazie Magister!
Da leggere con attenzione, perchè la presenza di personaggi storici e immaginari, gli sbalzi temporali e le varie discussioni teologiche, scientifiche e psicologiche distraggono dal proseguo della vicenda principale. Linguaggio e struttura sono coinvolgenti e appassionano fin dalle prime pagine, Eymerich è assolutamente odioso nella sua durezza e integrità, ma salva il mondo e quindi gli si perdonano tante cose, dagli scatti di collera alla rabbia travolgente. Ottima e intrigante l’interpretazione di William Angiuli nella versione audiobook.
Il mistero dell'inquisitore Eymerich è un romanzo di Valerio Evangelisti del 1996. Fa parte della serie dedicata all'inquisitore Eymerich: questo è il quarto episodio della serie.
Nicolas Eymerich è un personaggio immaginario protagonista dal 1994 al 2010 il di una serie di romanzi e di racconti di successo con elementi fantastici, fantascientifici e gotici. Il personaggio è ispirato a Nicolas Eymerich, omonimo inquisitore catalano realmente vissuto. Appartenente all'ordine domenicano e inquisitore come il personaggio storico cui è ispirato, crudele, inflessibile, altero, tormentato, il Nicolas Eymerich dei romanzi di Evangelisti agisce con totale spietatezza al servizio di ciò che ritiene il bene che per lui si identifica totalmente con la fede cristiana difesa dalla Chiesa di Roma e con l'interpretazione che dello stesso cristianesimo dà la filosofia di San Tommaso d'Aquino contro le interpretazioni date da altri teologi, sebbene all'epoca di Eymerich il tomismo non fosse ancora la dottrina ufficiale della Chiesa Cattolica. È tuttavia dotato di straordinaria intelligenza e di profonda cultura, tanto che il lettore è portato a identificarsi con lui, pur venendo turbato dalla sua violenza praticamente priva di freni.
Eymerich indaga su fenomeni misteriosi nell'Europa medioevale, ma la soluzione del mistero sta in storie parallele a quella principale, che si proiettano nel nostro presente e nel nostro futuro. Alla base dell'intersecazione dei diversi piani narrativi e paranormali starebbe la teoria ideata da un fisico del XX secolo, Marcus Frullifer, secondo cui esiste un particolare tipo di particelle subatomiche, dette psitroni, che permetterebbero la trasmissione del pensiero sia di un individuo che di più persone nel tempo e nello spazio e talvolta a secoli di distanza.
Questo romanzo si articola su tre diversi piani temporali: nel 1354 dove Nicolas Eymerich è costretto, suo malgrado e senza ben capirne le ragioni, a seguire il re Pietro IV d'Aragona in Sardegna per soffocare la rivolta di Mariano, giudice d'Arborea; nel XX secolo dove lo psicologo austriaco Wilhelm Reich per sfuggire ai nazisti si rifugia prima in Norvegia e poi in America; in un prossimo futuro dove l'America è divisa in tre confederazioni: Nuova Federazione Americana (fondata sull'industria), Confederazione della Libera America (economia commerciale e rurale) e Unione degli Stati Americani (dominata dal capitale finanziario). In tutti e tre gli Stati regna il terrore di essere deportati a Lazzaretto, un luogo lontano e infernale, se si contrae una malattia o non si obbedisce alle regole.
Probabilmente questo è, della serie, il romanzo più avvincente e ispirato tra i romanzi della saga di Eymerich. Ci sono tre filoni narrativi che si intrecciano in maniera incalzante e numerosi riferimenti ai volumi precedenti che data la serialità di questa saga non disturba certo il lettore che non comincerà a seguire l'inquisitore dal quarto episodio. C'è l'intrigo e il solito Eymerich cinico e fanatico come sempre, terribile e infallibile, che malgrado sia lontano anni luce da qualsiasi personaggio positivo riesce comunque a farci immedesimare in lui, facendoci desiderare essere lui.
Non ho letto tutta la saga, sebbene i romanzi che letto mi hanno entusiasmato, forse lo posso imputare ad un'esagerazione di "coincidenze" che fanno progredire i libri in maniera troppo innaturale, anche per dei libri di pseudo fantascienza come questi. Il personaggio di Eymerich mi affascina ma non mi convince del tutto. La consiglio a chi vuole leggere qualcosa di diverso e non si fa impressionare dalle descrizioni cruenti e dai personaggi borderline.
Il quarto episodio della saga di Eymerich torna ai livelli di qualità del primo, forse anche perché l’autore si prende più tempo per sviluppare la trama e i personaggi. Siamo ora nel 1354, cioè a due anni di distanza dall’inattesa nomina di Nicolas a inquisitore generale d’Aragona. Il Nostro è al seguito della spedizione militare condotta da re Pietro in persona in Sardegna, per sconfiggere il ribelle Mariano, giudice d’Arborea, asserragliato ad Alghero. Eymerich non capisce bene cosa c’entri lui in tutto questo, fino a che non viene a sapere che nella città sarda sembra che si pratichino, in alcune grotte sotterranee, strani riti orgiastici e legati alla fertilità, dal potere taumaturgico. Altre storie si intersecano a questa. Nella prima, lo psichiatra Wilhelm Reich teorizza, a partire dagli anni Trenta del XX secolo, l’esistenza e l’importanza dell’energia orgonica, vitale, generata al momento dell’orgasmo, e si scontra contro il mondo accademico, propugnando un più sano e libero abbandono alle proprie pulsioni fisiche e naturali. Costretto dall’invasione nazista a fuggire dall’Europa, anche in America viene osteggiato, e finisce la sua vita in carcere, non prima però di essere stato sottoposto a strani esperimenti con dei farmaci, che lo portano ad avere costanti allucinazioni in cui entra in contatto proprio con Eymerich, la sua antitesi. L’inquisitore e lo psichiatra, la repressione e la negazione degli istinti della carne e la sua esaltazione, cercano ognuno di psicanalizzare l’altro. In un prossimo futuro, invece, l’epidemia di anemia falciforme dovuta a un esperimento militare andato fuori controllo che si profilava alla fine del terzo romanzo ha ormai stroncato un quarto della popolazione degli Stati Uniti. Gli stessi Stati Uniti, anzi, non esistono più, esiste ora una nuova federazione di tre Stati, che si reggono ciascuno su filosofie diverse, ma tutte fondate sulla rigida separazione fra i sessi e la totale condanna e repressione degli istinti, vista la convinzione generale che la devastante epidemia sia stata causata dalla promiscuità e dalla frequentazione fra individui di razze ed etnie diverse. Tre ragazzini, tre abitanti dei diversi Stati, si ribellano alla soffocante e oppressiva autorità e vengono così confinati su un’isola misteriosa e desolata (quale sarà?), divenuta prigione per gli ammalati e i criminali. Affascinante l’incastro dei piani narrativi, terrificante il futuro che prospetta. Eymerich in grande forma, ancora giovane e spavaldo. Finalmente, al termine della storia, veniamo a sapere il motivo della sua partenza dall’Aragona: sbagliavo a non essere convinta della successione non cronologica dei romanzi, così è molto più intrigante.
Re Pietro IV d'Aragona si appresta con il suo esercito a sbarcare in Sardegna per punire la rivolta del signore di Alghero. Il sovrano richiede anche l'inquisitore Eymerich al suo fianco, poiché stanno giungendo voci che il Cristianesimo professato in quelle terre sia stato distorto e corrotto da antichi culti blasfemi. Subito durante l'approccio all'isola, l'iquisitore è testimone di fatti tanto straordinari quanto orribili: dei mostri simili a razze o mante, ma molto più grandi circondano la nave e dall'isola arrivano uomini moribondi infestati da vermi. Sull'isola poi si dice che ci sia un grotta segreta sotto Alghero dove la gente può guorire da qualsiasi malattia, ma al suo interno si trova anche un orribile demone temuto da tutti gli autoctoni.
In parallelo ci sono altre storie, che spiegano e motivano i fatti narrati nella timeline principale di Eymerich. La prima è ambientata nella prima metà del XX secolo dove seguiamo le vicende di uno scienziato, Whilhem Reich, con teorie eclettiche sulla forza vitale che permea l'universo e sulla creazione di microrganismi benefici e malefici che possono trasformarsi in amebe. La seconda invece è ambientata in un futuro dove l'anemia falciforme (malattia spiegata nei libri precedenti) ha devastato il pianeta e dove gli ammalati o i dissidenti vengono inviati in questa fantomatica isola detta Lazzaretto. Leggeremo qui le vicende di tre ragazzi che culmineranno ovviamente proprio sull'isola. C'è un'ulteriore linea temporale, che invece racconta dell'incontro/scontro spirituale tra Reich ed Eymerich, aiutandoci a psicoanalizzare il nostro inquisitore preferito.
Il libro è molto appassionante, scritto con lo stile a cui ormai ci ha abituato Evangelisti, destreggiandosi tra mostri orribili, strane teorie, complotti politici e semi-fantascienza.
Non riesco a dare meno di tre stelle perché, nonostante tutto, mi diverto nella (ri)lettura delle avventure del buon Eymerich. Siamo tornati a tre diversi livelli temporali che si intrecciano in più punti. Intreccio a volte un po' caotico, ma facilmente seguibile e riconoscibile nell'evocazione dei fatti narrati nei primi volumi della serie, consolidando il mondo fantastico creato per ospitare la figura centrale dell'inquisitore. A tratti la lettura viene rallentata dall'utilizzo di termini o di frasi che non sarebbero adatte a descrivere quello che viene inteso dall'autore... ma è un problema che si supera facilmente, per quanto possa risultare fastidioso. Non so quanto di vero ci sia nella parte storica e non intendo fare ricerche. Le storie di Eymerich non mi spingono a farlo e non mi resta la curiosità di distinguere il dettaglio vero da quello fantastico. La rilettura continuerà ma, come i precedenti, in calo come gradimento rispetto i ricordi di un tempo.
Sicuramente il migliore tra i tre libri della saga che ho letto fin'ora (insieme a Nicholas Eymerich Inquisitore e Metallo Urlante). Meno caotico del primo, con una buona storia sia per quanto riguarda la linea temporale dell'inquisitore che per quella futura. La linea intermedia rimane come al solito abbastanza slegata dal resto, anche se al solito è indispensabile per comprendere alcuni passaggi chiave. Inoltre devo dire che le bizzarre "sedute" del dottor Reich mi hanno suscitato parecchia curiosità. Sicuramente un libro che ha alimentato la mia voglia di proseguire con la saga dello spietato inquisitore catalano.
Molto bello l'utilizzo fatto da Evangelisti di Eymerich in questo libro Per la prima volta il nostro inquisitore si trova davanti un altro dotto della Chiesa pronto a controbattere con le sue stesse armi le sue accuse di eresia, e per la prima volta il ruolo dell'inquisitore è quasi marginale e us...