Cosa sarebbe successo se Dante subito dopo aver scritto la Vita Nova si fosse fermato? Come avremmo guardato a «questo libro rivoluzionario, questo libro ineffabile, questo libro patologico, questo libro di fantasmi, questo libro di sangue, questo libro di luce» se non fosse stato schiacciato dal gigante della Commedia? È una delle domande che si pone Antonio Moresco, che per la prima volta decide di risolvere i suoi conti personali con il romanzo d’amore e morte di Dante, rileggendolo in un corpo a corpo intimo e letterario. La Vita Nova di Dante è un’opera unica, in due nella prima si alternano brani del testo dantesco e riflessioni di Moresco, il quale riporta il racconto nel presente di un ragazzoche, nel breve arco di un’adolescenza, incontra l’amore senza riuscire a coronarlo, ne soffre disperatamente e si trova addirittura a fronteggiare la scomparsa dell’amata, rinascendo infine a «nuova vita»; nella seconda invece è presentata la Vita Nova nella sua forma pura e originaria, così che il lettore possa apprezzarla e goderne senza intermediazioni e senza filtri. Un’operazione letteraria che espone la ferita ancora insanguinata del classico dantesco allo sguardo da eterno lettore di uno dei massimi autori contemporanei.
Antonio Moresco is an Italian writer. His first publications appeared late in his life, after he had been turned down by several publishers. In 1993, he published his first collection of short stories, Clandestinity, but his career-defining project is the monumental trilogy Games of Eternity, made up of Gli esordi (1998), Canti del caos (2009), and Gli increati (2015). He has published many other works, including short stories, children stories, and he has organized several collective marches throughout Italy and Europe, which have become the topics for some of his works.