Sono tre miliardi e mezzo. Sono più giovani di noi, lavorano più di noi, studiano più di noi. Hanno schiere di premi Nobel per la scienza. Guadagnano stipendi con uno zero in meno dei nostri. Hanno arsenali nucleari ed eserciti di poveri. È "Cindia": Cina e India, il dragone e l'elefante. Cindia non indica solo l'aggregato delle due nazioni più popolose del pianeta: è il nuovo centro del mondo, dove si decide il futuro dell'umanità. Tutto il meglio e tutto il peggio dipende da loro. Le speranze di progresso così come i rischi di catastrofi, il riscatto dalla miseria e la guerra all'inquinamento, la libertà o la repressione, la salvezza o l'orrore: la partita del XXI secolo si gioca qui. In totale, Cindia e i suoi paesi satelliti sono cinque volte la popolazione dell'intero continente europeo inclusa la Russia, otto volte l'Unione europea allargata a 25 membri, 13 volte gli abitanti degli Stati Uniti. Il dragone e l'elefante si apprestano a riconquistare il posto che appartenne loro per millenni: quello delle due civiltà più antiche, più ricche, più avanzate durante gran parte della storia dell'umanità. Riemergono infatti, dopo una parentesi di decadenza, due universi che hanno un passato di 5000 anni, una tradizione storica sconosciuta perfino agli europei. Due nazioni che hanno a lungo primeggiato nella scienza e nella tecnica, che hanno dato al mondo alcuni dei più sublimi tesori dell'arte, dove sono nate grandi religioni e importanti filosofie laiche. Federico Rampini si spinge oltre i confini della Cina per raccontare in una collezione di storie di vita quotidiana, di ritratti di grandi capitalisti di cui noi ignoriamo persino il nome, e di racconti di viaggio, questo enorme impero nascente. E per cercare di rispondere a una delle domande chiave del nostro futuro: Cina o India? Oppure Cindia? Vincerà la ricetta cinese, quella indiana, o un misto tra le due? E con quali conseguenze per il resto del mondo?
Federico Rampini è un giornalista italiano, scrittore, docente, storyteller e analista dello scenario politico economico nazionale. È stato vicedirettore de Il Sole 24 Ore e dal 1997 è corrispondente estero per La Repubblica. Dal 2000 risiede negli Stati Uniti ed ha acquisito la cittadinanza statunitense, senza rinunciare a quella italiana.
Federico Rampini is an Italian journalist, writer, and lecturer. Since 1997 he has been a foreign correspondent for La Repubblica. He resides in the United States and has acquired US citizenship, without giving up the Italian one.
Letto quasi 10 anni dopo la pubblicazione, un'analisi lucida e competente. Perché il mondo e la storia non sono quelli che abbiamo imparato, ma i baricentri sono multipli. Mentre l'Asia riprende il suo ruolo, la molle Europa non prova neanche a resistere, ma si consuma.
Dopo aver letto Se niente importa di Jonathan Safran Foer, pensavo che nessun libro sarebbe stato più in grado di sconvolgermi. Invece mi è risuccesso, a distanza di poco tempo, con L'impero di Cindia di Federico Rampini, reportage giornalistico intenso sull'avanzata politica, economica, culturale e sociale delle superpotenze asiatiche. Cindia è una crasi tra Cina e India, ma include semanticamente anche tutti i territori ad esse legati, i "dintorni". Rampini inizia il suo saggio con un affresco intrigante dell'India odierna, con i suoi casi di successo, le contraddizioni, il polo tecnologico ed intellettuale di Bangalore, le affascinanti anomalie che permettono la convivenza pacifica di religioni, caste, storie ed etnie profondamente diverse tra loro. Segue una articolata riflessione sulla Cina e sulla sua crescente importanza all'interno dello scacchiere internazionale: Rampini vive a Pechino da anni, e conosce ogni sfumatura della società e della politica locali, come emerge dalla sua penna, capace di raccontare in pochi paragrafi uno scenario complesso, infarcendolo di aneddoti, di esempi, di testimonianze. Il risultato è un libro scorrevole, entusiasmante, che svela il lato oscuro e il lato solare della Cina, attraverso la sua storia, la sua industria, la sua agricoltura, la sua tradizione, la sua architettura urbana, i suoi artisti, sportivi, attori, romanzieri. Senza tacere anche il marcio, la corruzione, il lavoro minorile ed altri abusi perpetrati sui più deboli per affermare il modello economico cinese in tutto il mondo. Questo libro contiene cento altri libri: se lo avesse scritto chiunque altro, lo avrebbe spezzettato in infinite edizioni, come una sorta di enciclopedia dell'Estremo Oriente. Rampini condensa tutto il suo sapere e la sua esperienza diretta in poco meno di quattrocento pagine, che sono un piacere da leggere tutte d'un fiato. Interessante anche l'intuizione di confrontare due mondi e due modelli di crescita antitetici tra loro: da una parte l'India, patria mondiale dei servizi d'eccellenza, la più grande democrazia mai esistita, culla di cervelli universalmente ricercati, esempio perfetto di multiculturalismo, federalismo e pluralità, in cui prevale il modello della socialdemocrazia; dall'altra, in un paragone stridente, la Cina, nazione autoritaria per antonomasia, ricca di manodopera a basso costo, radicata nel proprio sinocentrismo, regno dell'univocità e dell'accettazione passiva del volere dello Stato padrone, basata su un iperliberismo di stampo autarchico. Due modelli che collidono e danno vita ad un nuovo, imprevedibile approccio all'economia, alla politica e alla cultura: qualcosa di nuovo e antichissimo insieme, a cui non possiamo sottrarci, e a cui non dobbiamo voltare le spalle. L'impero di Cindia è stato pubblicato nel 2006, ma è tutt'ora attuale e spaventosamente ammaliante.
Sono tre miliardi e mezzo. Sono più giovani di noi, lavorano più di noi, studiano più di noi. Hanno schiere di premi Nobel. Guadagnano stipendi con uno zero in meno dei nostri. Hanno arsenali nucleari ed eserciti di poveri. È "Cindia": Cina e India, il dragone e l'elefante. Cindia non indica solo l'aggregato delle due nazioni più popolose del pianeta: è il nuovo centro del mondo, dove si decide il futuro dell'umanità. Più di metà della popolazione mondiale è concentrata in quest'area, ed è la metà che cresce. Cresce sia demograficamente che economicamente. Oggi vi è però fra Cina e India una differenza radicale che ne fa due modelli alternativi. L'india è la più vasta democrazia esistente al mondo, un esempio di pluralismo e di tolleranza unico per quelle dimensioni. La Cina è il più imponente modello di Stato autoritario, funzionale e modernizzatore. Federico Rampini racconta questo enorme impero nascente e cerca di rispondere a una delle domande chiave del nostro futuro: vincerà la ricetta cinese, quella indiana, o un misto fra le due? E con quali conseguenze per il resto del mondo? Ho trovato questo saggio di Rampini illuminante ed esauriente sull'attuale situazione economica e sociale presente in Cina e India. Un testo che mi ha fatto molto riflettere sul futuro che si verrà a delineare entro pochi decenni, dove a dominare economicamente saranno certamente questi due enormi ed importanti paesi orientali. Il testo è diviso in quattro parti: nella prima ci viene descritta l'India (dal punto di vista tecnologico e non solo), nella seconda la Cina (con le sue luci ed ombre), nella terza le periferie dell'impero celeste (soprattutto di cronache di repressione) ed infine una piccola parte sul Giappone, ancora ferito dalla tragedia di Hiroshima. Consigliato a tutti, sopratutto a chi ha una certa curiosità sulla situazione dei paesi orientali.
Anche se a distanza di anni dalla prima pubblicazione (pre Olimpiadi) questo libro è utilissimo per capire cosa succede in Oriente da un punto di vista sociale ed economico. Consigliato a tutti quelli che vogliono iniziare a capire.
Interessante, di attualità, proiettato nel futuro, molto ben scritto. Peccato la parte sulla Cina risulti un po' ripetitiva per chi ha già letto il suo precedente "Il secolo cinese".
Questo �� un buon libro perch�� raggiunge perfettamente il suo scopo di saggio: arricchisce la cultura di una persona senza indottrinare o essere fazioso.