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Il guerriero, l'oplita, il legionario: gli eserciti nel mondo classico

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La figura del legionario romano, il fante cittadino che domina i campi dibattaglia dell'antichità è strettamente legata ad una serie di valori chenascono da un profondo senso del dovere nei confronti dello Stato. A partiredagli archetipi omerici del guerriero e dall'analisi delle battaglie e degliarmamenti oplitici, il libro segue l'evoluzione della figura del soldato,nel contesto degli ordinamenti militari greci, per poi concentrarsi sullostudio dell'esercito romano, cogliendo le trasformazioni di età monarchica,repubblicana e imperiale. Vengono descritte tattiche, armi ed equipaggiamentidei legionari, nonché il loro universo culturale, politico e sociale,attraverso l'evoluzione storica degli eserciti nel mondo classico.

206 pages, Paperback

First published January 1, 2002

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Giovanni Brizzi

36 books6 followers

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
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514 reviews93 followers
September 27, 2017
Avevo già letto, del prof. Brizzi, il saggio-romanzo Scipione e Annibale , che mi aveva già favorevolmente colpito - con qualche perplessità puramente narrativa e letteraria - trattando un periodo storico che mi ha sempre interessato. Fuori dubbio era già allora la competenza vastissima sull'età romana e sulle tattiche di guerra antiche di Brizzi, che sapeva tra l'altro illustrare molto chiaramente.

Sapeva, e sa. Con questo saggio, Brizzi si è superato: chiarezza encomiabile di scrittura, rigore scientifico assoluto ma (lo sottolineo) evitando sempre di cadere nella pedanteria e, peggio, nell'accademismo autoreferenziale.

Il saggista che vuole rivolgersi a un pubblico ampio (nei limiti del possibile, ovviamente - non è un libro adatto a chi non ha il minimo interesse storico) deve partire dal presupposto che quello che lui scrive, e che lui ovviamente conosce perfettamente, non deve invece essere dato per scontato nel lettore.

Questo non riguarda tutta la trattazione (serve ricordare chi è Silla, ad esempio? O come si passa dalla Repubblica all'Impero? No, ovviamente - sempre se questi non sono gli argomenti principali dell'argomentazione), ma solo certi punti più tecnici, come ad esempio - problema annoso che trovo fastidiosissimo - le citazioni in lingua originale non tradotte. Oppure la spiegazione di un concetto importante per l'epoca storica ma a noi distante e di difficile comprensione.
Siccome il mio latino è rimasto alla maturità e le mie competenze in lingue straniere sono quelle che sono, riportare paragrafi in lingua originale senza traduzione significa sostanzialmente relegare righe di trattazione a tanti punti interrogativi (che è la traduzione che le mie povere sinapsi ignoranti riescono a eseguire) in qualche angolo del mio cervello. Quando poi il saggista, alla fine dell'esibizione glottologica, riparte a spron battuto dando per scontato che tu abbia colto tutto, francamente ti senti preso in giro. Stesso discorso per altre scontatezze su concetti chiave non spiegati affatto.

Queste - a parer mio - brutte abitudini, che ad esempio gli anglosassoni non hanno, vengono qui superate con bravura nella maniera più semplice e funzionale possibile: si riporta la citazione, e immediatamente dopo la si parafrasa inserendola nel discorso. In tal modo non si perdono dettagli e si rafforza il concetto che si sta illustrando.

Oltre a questo, l'argomento della trattazione è svolto comunque in maniera brillante e interessante: dal guerriero ferale e furente delle popolazioni primordiali si passa al soldato-cittadino greco, inquadrato all'interno di un meccanismo di eguaglianza politica (che si riflette militarmente nella monolitica falange greco-macedone) per finire al soldato-cittadino romano, che nella legione trova in maniera analoga il contraltare militare alla sua condizione politica. Con la differenza che la legione, nei secoli, evolve continuamente verso modelli in grado di adattarsi a pressoché qualunque tipo di condizioni, nemico o territorio mentre la falange ammuffisce in un rigido conservatorismo alimentato dalla certezza della propria invulnerabilità. Certezze che verranno letteralmente spazzate via dalle agili legioni romani nei decenni successivi alla guerra di Annibale, caratterizzati dalla pace (leggasi, aggressione) preventiva e universale.

In fondo, un'interessante dissertazione sull'evoluzione della legione nel tardo impero e una condivisibile disamina circa i motivi della sua crisi (pur rimanendo a lungo il miglior corpo combattente sulla piazza, ancora nella fase di declino) e circa l'impatto fondamentale che ebbe, sia in campo militare che in generale in campo politico, sull'Impero l'apparizione dei Parti a Oriente.
Veramente bello e veramente ben costruito. Consigliato.
8 reviews
October 18, 2024
Il libro tratta di un periodo storico molto lungo, ci sono accenni al guerriero omerico e alla falange macedone per poi passare alla disamina minuziosa del legionario e della sua evoluzione tattica e armamentale fino all'età Antonina con una coda sull'ultima parte dell'impero. La lettura per me è stata altalenante: i testi riguardanti i macedoni o le guerre puniche sono molto avvincenti, altri come le guerre sannitiche o il focus sulla fides li ho trovati ostici forse troppo specialistici per un lettore non così addentro alle dinamiche descritte
Profile Image for Alex2000a.
7 reviews
December 26, 2025
Un must per comprendere l'evoluzione degli ordinamenti militari classici
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