Una scatenata banda di giovani scrittrici italiane decise a raccontare di sesso. Come pare (e piace) a loro. Una antologia erotica tutta al femminile, un punto di vista spudorato e liberissimo su ciò che è davvero fondamentale nella vita. La propria, e quella degli uomini.
Vive a Budrio, in provincia di Bologna. Il suo esordio letterario risale al 1997, con il romanzo Dei bambini non si sa niente, edito da Einaudi nella collana Stile libero; il libro, vincitore nel 2000 del Premio Elsa Morante opera prima, fa ottenere alla scrittrice un grande successo di pubblico e di critica, suscitando anche scandalo e polemiche per il tema trattato. Il romanzo è stato tradotto in dodici paesi, tra i quali gli Stati Uniti. Nel 2009 è stata fra gli ospiti del festival letterario Mondello Giovani dedicato agli autori di nuova generazione.
L’ho ri letto a distanza di anni, preso in biblioteca perché la mia copia sarà andata persa in qualche trasloco. Teniamo conto del fatto che è uscito nel 2004 e molte di tutte le tematiche di cui si parla oggi, e che alcune delle scrittrici all’interno di questa raccolta trattano tutt’ora, non erano affatto affrontati con la stessa profondità ed energia e conoscenza. Ho voluto rileggerlo proprio per capire quanta acqua è passata sotto i ponti della scrittura femminile, dal 2000 ad oggi, ed è sorprendente. È soprattutto strano pensare che questo libro per l’epoca fosse “sui generis”. I racconti che sono invecchiati meglio di tutti sono quello della Vinci, Ciabatti e Maran.
Quattordici racconti sul sesso, tutti diversi, come tante sono le sfumature su questo argomento. Mio personale preferito, il racconto di Valentina Maran, sensualissimo!
Un perfetto esempio di libro-pacco che cerca di sfruttare il paradigma delle donne che scrivono di sesso e d'erotismo a cui si è opposto Gianni Biondillo nell'antologia "pene d'amore" (vedi mia recensione). Pacco perché di erotismo qua ce n'è quasi nulla: l'unico racconto veramente erotico e quello di Valentina Maran, che verrà poi ripubblicato in un altro suo libro, L'uomo che mi lava, anch'esso presente nella mia libreria e debitamente recensito. Tutti gli altri racconti sono chiacchiere più o meno ben scritte, ma di scarsissimo interesse per il cercatore di eccitazione. Senza parlare della pessima idea del curatore, di far passare come "erotica" una agghiacciante storia di pedofilia con omicidio finale.