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Benedetto Santovito #5

Tango e gli altri: romanzo di una raffica, anzi tre

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Una raffica di mitra del plotone di esecuzione mette fine alla giovane vita del partigiano Bob, ma questa volta non sono nazifascisti quelli che sparano. Accusato di un atto di efferatezza, aver sterminato l’intera famiglia del Patriarca, Bob è stato giudicato in fretta e furia dal tribunale partigiano composto dai suoi commilitoni della brigata Garibaldi e da un commissario politico venuto da oltre la linea del fronte. Fascistissimo, il vecchio Bernardi — detto “il Patriarca” della grande casa situata in località “le Piane” — può aver suscitato il rancore di molti, ma un massacro di civili di tale entità non può essere giustificato in nessun modo, perché rischia di alienare ai partigiani il favore della popolazione. È per questo che la sentenza di morte è stata subito eseguita. Tuttavia, poiché molti sono i particolari che non tornano a proposito del massacro delle Piane, un’altra brigata ha affidato una parallela indagine a Benedetto Santovito, reduce dalla Russia e diventato anche lui partigiano di Giustizia e Libertà con nome di battaglia “Salerno” su quelle stesse montagne fra le quali aveva fatto il con la certezza che un carabiniere, come un prete, resta carabiniere nell’anima, qualunque abito indossi. L’escalation drammatica degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare a termine un’indagine appena iniziata, ma molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso. Solo che gli anni hanno cambiato, se non i luoghi, tutte le persone. E molto profondamente. Coloro che furono giovani partigiani pieni di speranza adesso, premiati o bastonati dalla vita, sconfitti oppure assisi in posti di potere, non sono più quelli di un tempo. O lo sono in una strana maniera deformata ed è con queste mutazioni, specchio dei cambiamenti di un intero Paese, che la difficile inchiesta di Santovito ha a che fare. E forse, per scandagliare alcuni dolorosi segreti che muovono le azioni umane, anche il maresciallo dovrà deporre le sue armi e affidarsi all’intuito di Raffaella, la dolce e risoluta insegnante del paese…Per ampiezza della concezione, numero dei personaggi e scansione dei piani temporali, Tango e gli altri è forse il romanzo più ambizioso dell’intera serie di gialli appenninici con il maresciallo Santovito protagonista. Guccini e Macchiavelli mettono in scena una vicenda complessa, inquietante, corale, e raccontano un periodo della nostra storia senza fare sconti a nessuno, ma rivendicando anche, e con fierezza, quegli ideali che l’incedere inclemente della storia e la memoria corta degli uomini cancellano con troppa leggerezza.

338 pages, Hardcover

First published January 1, 2007

54 people want to read

About the author

Francesco Guccini

66 books47 followers
Francesco Guccini is an Italian singer-songwriter, considered one of the most important Cantautori. During the five decades of his music career he has recorded 16 studio albums and collections, and 6 live albums. He is also a writer, having published autobiographic and noir novels, and a comics artist. Guccini also worked as actor, soundtrack composer, lexicographer and dialectologist.
Guccini moved to Pàvana during World War II, then returned to Modena where he spent his teenage years and established his musical career. His debut album, Folk beat n. 1, was released in 1967, but the first success was in 1972 with the album Radici. He was harshly criticised after releasing Stanze di vita quotidiana, and answered to his critics with the song "L'avvelenata". His studio albums production slowed down in the nineties and 2000s, but his live albums continued being successful.
His lyrics have been praised for their poetic and literary value and have been used in schools as an example of modern poetry. Guccini has gained the appreciation of critics and fans, who regard him as an iconic figure.[1] He has received several awards for his works; an asteroid, a cactus species and a butterfly subspecies have been named after him. The main instrument in most of his songs is the acoustic guitar.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for gufo_bufo.
380 reviews36 followers
September 26, 2017
I libri di Guccini e Macchiavelli si somigliano un po' tutti, finiscono per risultare sovrapponibili e per questo rassicuranti come le storie di Topolino. Godibili perché ci si affeziona ai personaggi e per l'attenta precisione nelle ricostruzioni d'ambiente. Io però continuo a trovare irritanti tanto certi dialoghi del tutto improbabili, quanto il piglio didascalico, da pannello informativo del museo della civiltà contadina, con cui mi vengono fornite - assolutamente a freddo, senza alcun collegamento con l'azione - molte più informazioni di quelle che avrei desiderato su attrezzi antichi e vecchie pratiche agricole. E trovo lievemente sleale che il nome del colpevole venga rivelato all'ultima riga dell'ultima pagina, senza nessun accenno alla strada che il cervello del nostro investigatore ha percorso per arrivare al disvelamento della verità.
Profile Image for Cristina Luciani.
168 reviews7 followers
December 31, 2023
4.5 ⭐️

Nella mia personale classifica dei romanzi di Santovito si piazza secondo, dopo «Un disco dei platters» che per atmosfera e intreccio rimane il mio preferito.

Di questo romanzo ho apprezzato la narrazione su due linee temporali (nel 1944 e nel 1960), il ritorno di vecchie conoscenze (su tutte Raffaella, che mi era mancata nel terzo volume) e tutto il discorso legato alla Resistenza, ricostruita alla perfezione nelle sue varie sfumature.
Anche la conclusione dell’indagine per me è stata ben costruita, ma meritava un approfondimento maggiore negli ultimi capitoli. E BlèBlè, il mio preferito tra i personaggi ricorrenti di questi romanzi, fa purtroppo solo una veloce apparizione.
Profile Image for Anna Feruglio Dal Dan.
17 reviews7 followers
June 28, 2019
Dopo avere letto “Non so che viso avesse”, che era arguto e spiritoso, mi aspettavo di meglio, ma la scrittura è funzionale e piana, i personaggi non granché delineati, e il vezzo di nascondere l’identità del colpevole fino all'ultimo rigo mi ha irritato moltissimo. Così come la totale mancanza di profondità del colpevole, un certo manicheismo che alla fine mi ha lasciato insoddisfatta perché sapere chi non è tutto, ci vuole anche un come, perché, una chiusura emotiva... Insomma, una delusione.
Profile Image for Natalia Pì.
233 reviews43 followers
January 1, 2011
Non male, un libro molto particolare per la struttura, che salta temporalmente dal 1944 al 1960.
Ben costruito, anche se mi è piaciuto meno delle altre due collaborazioni di Macchiavelli e Guccini che avevo già letto.
Fino a più o meno due terzi del libro, l'ho trovato un po' slegato, forse proprio a causa della sua struttura, e meno avvincente di quanto mi aspettavo. Poi, dopo pagina 250, la narrazione ha accelerato e fino alla fine è rimasta appassionante.
Bello per la caratterizzazione dei personaggi, per la ricostruzione storica di un periodo - sono stati intervistati dei partigiani per questo libro, e si vede - tuttavia manca di quel non so che che aveva reso gli altri libri di Santovito praticamente irresistibili.
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