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Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre

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Walter Tobagi è morto il 28 maggio 1980, gli hanno sparato alcuni membri di una semisconosciuta formazione terroristica di sinistra, la "Brigata XXVIII marzo". Tobagi era un giornalista del "Corriere della Sera", era uno storico e il presidente del sindacato dei giornalisti lombardi. Quando è morto aveva trentatré anni, il figlio Luca sette, Benedetta tre. Si può dire che Benedetta non ha conosciuto il padre, di lui conserva solo alcuni fotogrammi di ricordo e una grande incolmabile mancanza. Una volta cresciuta ha deciso di andare alla scoperta di questo padre immensamente amato, e ha provato a raccogliere ogni sua traccia. Ha scavato fra le carte pubbliche e professionali come fra quelle più intime e private, fra i libri letti e annotati, gli articoli, le pagine del diario, le lettere sentimentali. Ha ascoltato i ricordi di chi lo ha conosciuto: amici, familiari, politici, colleghi, la gente che lo ha incontrato solo di passaggio. Ha raccolto l'eredità, gli insegnamenti e le massime di vita del nonno Ulderico (che dalle povere campagne dell'Umbria si era spostato a Milano per garantire un futuro diverso all'unico figlio) sapendo leggere oltre le poche parole che lui era solito pronunciare. Le parole di un uomo forte e orgoglioso che ha seguito tutti gli appuntamenti di un lungo e a volte incomprensibile processo contro gli assassini del figlio. Benedetta ha letto e studiato tutti gli atti processuali, con rabbia, amarezza e tanta voglia di capire un periodo complesso come gli anni Settanta.

302 pages, Hardcover

First published November 3, 2009

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Benedetta Tobagi

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Profile Image for Orsodimondo.
2,469 reviews2,441 followers
August 8, 2024
ETTORE, CHIUSO NELL'ARMATURA, SI CHINA SUL FIGLIO ASTIANATTE, CHE NON LO RICONOSCE E SCOPPIA A PIANGERE: IL PADRE CAPISCE E SI TOGLIE L'ELMO

description
Il distacco di Ettore da Andromaca e Astianatte. Cratere apulo a colonnette (370-360). Museo archeologico nazionale Palazzo Jatta, Ruvo di Puglia.

La sorprendente finezza psicologica che Benedetta Tobagi attribuisce a Omero illumina tutte queste pagine, spargendo calda umanità oltre che luce.

Sì, il cuore mi è battuto forte per tutto il tempo richiesto dalla lettura, e oltre, dopo, mi batte forte anche ora: il cuore di Walter, e quello di Benedetta. E il mio.

description
Padre e figlia.

Benedetta racconta una storia indimenticabile, perfettamente calata nella cronaca nazionale, e contemporaneamente intrisa di mito, ritagliata nella tragedia classica.
Fa vivere la figura del padre che lei cerca di scoprire e conoscere, avvicinandolo al cuore del lettore.
Ci accompagna per quel lungo infinito e maledetto periodo chiamato "anni di piombo" e sa aggiungere pezzi di verità, tasselli di memoria preziosa.

description
Mercoledì 28 maggio 1980.

Benedetta è giovane, almeno come scrittrice (questo è un esordio), e mostra già notevole maturità.
Scrive per imparare a sfogliare la cipolla senza troppe lacrime.
Scrive in modo gentile, colto, limpido, ma non risparmia i personaggi ambigui o loschi che hanno attraversato quegli anni e la vita di suo padre (basta leggere cosa scrive, con parole particolarmente coraggiose in un paese che non ama la verità come il nostro, su Toni Negri, Franco Di Bella, Bettino Craxi).

description
Jacques-Louis David: Compianto di Andromaca sul corpo di Ettore, 1783. Museo del Louvre, Parigi.

In questo paese dalla memoria corta, Benedetta Tobagi sa ricordare, scavare, indagare, collegare, ricostruire in modo incisivo.
Ne viene fuori una ricerca storica, ma anche un romanzo, e un memoir, come pure un'autobiografia, o un saggio.
Ne viene fuori un gran bel libro tout court.

Particolarmente emozionante il racconto della famiglia del padre, i nonni paterni: la partenza da un paesino umbro e l'approdo a Milano.
E le foto sparse nel libro, che acquistano bellezza e tenerezza grazie al racconto di Benedetta.

description
Arthur Verona: Fete la Prut (data ignota)
Profile Image for piperitapitta.
1,052 reviews472 followers
June 15, 2018
Non è facile

Non è facile commentare questo libro, molto meno immediato di quello di Luigi Calabresi, molto più cerebrale per alcuni versi.
Benedetta Tobagi non si accontenta di rievocare la sua vicenda personale; non vuole provocare nei lettori sentimenti di facile pietismo; non vuole scrivere un libro intimo di memorie sulla figura privata e paterna, di uomo, di marito e di padre di Walter Tobagi.
Benedetta Tobagi vuole raccontarci del giornalista ucciso, del suo impegno civile, del suo lavoro e sui perché del suo assassinio.
Quella che svolge è una ricerca di grande spessore (a tratti quasi un vero a proprio saggio sugli anni del terrorismo) nel ricostruire la carriera del padre, partendo dagli studi liceali, attraversando la sua carriera universitaria, sino ad arrivare a quella di giornalista.
Il ritratto che ne emerge è quello di un uomo pulito ma anche determinato, fedele ai propri ideali ma non per questo arroccato sulle proprie posizioni.
Benedetta lo studia con passione, lo cerca con gli occhi nelle foto d'epoca, con le orecchie nelle registrazioni (poche) pubbliche e private e nelle parole di chi l'ha conosciuto e ha lavorato con lui.
Benedetta lo cerca e lo trova con il cuore, perché è al cuore che parla ogni parola di questo libro, perché è dal cuore che parte ogni parola di questo libro, da un cuore che batte.

22 dicembre 2009, anche il giorno in cui ho scoperto Wisława Szymborska: c'era un buco nella rete, e lei passata per entrare e non uscirne più.

Ogni caso

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
Profile Image for Aprile.
123 reviews93 followers
November 9, 2017
Parcheggio dove l’hanno ammazzato
…e non lo sapevo. Lì - proprio lì - in via Salaino una volta alla settimana da qualche anno cerco parcheggio e di solito lo trovo.
Lì il 28 maggio 1980 hanno ammazzato Walter Tobagi all’età di 33 anni e io non lo sapevo…
Una targa all’inizio della strada, all’angolo con via Solari, ricorda il suo assassinio in quel luogo e neppure quella aveva attirato la mia attenzione.
Se non avessi letto “Come mi batte forte il tuo cuore” non lo avrei mai saputo, probabilmente, e avrei continuato a parcheggiare inconsapevole sulla sua impronta.
L’altro giorno sono tornata in via Salaino e mi sembrava che l’atmosfera fosse diversa.
Gli assassini sono così pateticamente inadeguati all’enormità del male che hanno compiuto. (cit.)
Ho picchiato la testa contro il muro per anni finché non sono riuscita a far scendere dal cervello al cuore e alla pancia le parole insistenti della mia analista: la necessità di accettare che esistono persone prive della capacità di intendere davvero la sofferenza inflitta all’altro o di curarsene. (cit.)
Profile Image for Nood-Lesse.
431 reviews327 followers
November 21, 2014
Mi fa paura questo cuore buio del mondo, dove si riproduce eternamente la possibilità che la crudeltà, la violenza, l'omicidio, ritornino

La prima impressione positiva ha riguardato lo stile: diretto, senza alcun indugio. La ghigliottina di una taglierina che si abbatteva sulle pagine rifilandole perfettamente. La seconda ha riguardato la trattazione del dolore: discreta, umile, profonda, sincera. Poi è venuto il momento di apprezzare il montaggio del libro che alterna sapientemente la storia pubblica e quella privata di Walter Tobagi e della sua famiglia, quindi lo sfoggio di una documentazione dettagliatissima, la ricostruzione storica di quindici anni che hanno pesato come il piombo nella storia del nostro paese. Questo libro è la rielaborazione di un lutto intollerabile:
CORRIERE DELLA SERA – 29/05/80 - PAGINA 4: BENEDETTA TOBAGI HA TRE ANNI. PER MANO ALLA MAMMA È CORSA INSEGUENDO IL SUONO DELLE SIRENE. HA VISTO IL PADRE A TERRA, LA FACCIA CONTRO L'ASFALTO, LA NUCA INSANGUINATA. CHE COSA PUÒ CAPIRE UNA BAMBINA DI TRE ANNI? BENEDETTA HA PIANTO, HA CONTINUATO A PIANGERE MENTRE LA MAMMA, DA SOLA, LA RIPORTAVA A CASA. POI HA SMESSO, HA ASCIUGATO LE LACRIME E NESSUNO SA COSA LE È RIMASTO DENTRO ...
Lo scoprirete leggendo questo libro che cosa le è rimasto dentro e che cosa ha potuto l'amore per il genitore di cui ha ricreato il ricordo con un'ostinazione impareggiabile, non potendone conservare uno a causa della propria giovanissima età all'epoca dei fatti. A Walter Tobagi sono state intitolate strade, edifici, piazze. Niente può eguagliare un libro dedicato dalla propria figlia. Ricordo di essermi chiesto quando i miei figli avrebbero iniziato a conservare un ricordo di me. Benedetta con suo padre non ha fatto in tempo, e questo le ha segnato la vita. Se un libro riesce ad emozionarti più volte fino alla soglia delle lacrime, significa che ti ha toccato in molti punti sensibili. Se ciò avviene, io gli attribuisco le mie 5 personalissime stelle.

Le cinque stelle eran già decise a metà libro. La seconda metà, più della prima, è una galleria di personaggi che chiunque sia nato negli anni '70 o prima di allora, ricorderà. Invece che dei più noti, voglio fare una carrellata di quelli che il libro ha ripescato nei fondali della mia memoria: Rognoni, Alasia, Mambro, Negri, Peci, Rossa, Alessandrini, Donat-Cattin, Alunni... Benedetta vi porterà indietro nel tempo alla ricerca di una verità che è fatta di decine di verità diverse. A me è piaciuta particolarmente la rievocazione del Tobagi privato, ma lo sforzo dedicato al personaggio pubblico è, se possibile, più intenso. La lezione del padre sull'impegno civile è seguita dalla figlia, il ricordo che ha conquistato con tanta sofferenza, vuole che possa rappresentare un simbolo per tutti coloro che credono nella democrazia.
Ho fatto numerose sottolineature, ci sono passi in cui viene il magone, passi in cui viene rabbia. Scelgo di trasferirne uno che tenta di spiegare la follia dei volantini di rivendicazione delle BR e di tutte le formazioni che ruotavano in quell'orbita: La lettura di documenti simili produce un effetto di straniamento. Come in certi incubi, elementi noti o familiari e brani di discorso intelligibili sono assemblati in un insieme che, seppur dotato di una propria logica interna, risulta allucinante, perché scollato dalla realtà delle cose e del tutto privo del sentimento dell'essere umano.
Profile Image for Sandra.
964 reviews339 followers
April 18, 2015

“Papà, questo libro è la mia rosa per te”


E’ la frase finale che chiude il libro.
Non c’è da commentare pagine che vanno solamente lette, per conoscere e provare a comprendere.
Tentare di comprendere come possa essere stata la vita di una persona cresciuta con il marchio indelebile di una bambina di tre anni che la mattina del 28 maggio 1980 vide, disteso a terra in un lago di sangue, suo padre. Certe cose, se non le si vive sulla propria pelle, sfuggono, restano lontane, si pensa ai figli dei magistrati, dei poliziotti, degli uomini dello Stato uccisi nell’immediatezza del fatto, nel momento in cui la notizia è ancora fresca, quando si svolgono i funerali, e poi si mette tutto nel dimenticatoio, ognuno di noi sommerso dalle notizie vuote che i giornali e i telegiornali ci propinano ed immersi nella frenesia di attività che riempiono confusamente le nostre giornate. Sentire la voce dei protagonisti di queste tragedie ineguagliabili, che sono colpiti in un’età così tenera e al contempo così fragile e delicata, l’età in cui i ricordi non sono più labili come lievi battiti di ciglia, ravvivati solo dalla vista di vecchie fotografie, ma in un’età in cui cominciano a sedimentarsi in un primo abbozzo di coscienza di sé, è sconvolgente e non lascia indifferenti.
Benedetta Tobagi, forse inconsciamente da quel momento, conscientemente da quando cominciò ad andare a scuola e ad essere subissata di riferimenti all’essere la figlia di, ha iniziato una lunga ricerca che l’ha portata –dice- a frugare in tutti gli angoli, per comprendere cosa e come fosse accaduto: questo libro può dirsi il condensato di questa sua ricerca. Non saprei definirlo biografia, o saggio, non saprei farlo rientrare in un genere letterario, ma so che è un libro che mi è stato utile: utile per conoscere il giornalista Walter Tobagi, l’uomo Walter Tobagi, il marito Walter Tobagi e il padre Walter Tobagi: il primo, grande amante del suo lavoro, onesto ed integro giornalista che dopo una gavetta è approdato al Corriere della Sera, dove avrebbe potuto fare una folgorante carriera per le sue innegabili doti; il secondo, che emerge dalle foto sparse nel libro, era un uomo “popularis” nato tra i contadini dell’Umbria, concreto e deciso nelle sue scelte ma anche flessibile e portato al compromesso e alla trattativa; marito innamorato e padre affettuoso. Utile per conoscere meglio lo sfondo in cui Tobagi ha vissuto, i famigerati anni ’70 che furono segnati da stragi poste in essere da una miriade di gruppi armati pseudo politicizzati, che nascevano come funghi dalla scissione di quelli maggiori, che continuarono anche negli anni ’80.
Utile per comprendere.
Profile Image for Barbaraw - su anobii aussi.
247 reviews34 followers
January 19, 2018
Un libro importante
Se questo libro non l’ho letto subito, alla sua uscita, è stato per pregiudizio: no, il libro scritto dalla figlia sul padre, no, ne abbiamo letti troppi, di persone che rivestono la loro mancanza di ispirazione con la storia di un genitore celebre. E questo mi ha fatto tardare di leggere un libro importante, un libro che rimarrà.
Onore dunque alla storica Benedetta Tobagi, affilata analista dei movimenti degli anni ’70, all'archivista pazientissima che deve avere usato diverse diottrie su documenti polverosi, alla scrittrice grande, dallo stile generoso, luminoso, potente e, certo, infine, alla donna che per crescere ha dovuto parlarci di suo padre, dell’ombra di una morte che delucida con una singolare, umana, passione.
Non disturbano mai i suoi momenti intimisti così calibrati da incastonarsi senza nessuna rottura di tono con la ricostruzione storica degli avvenimenti, anzi stupisce la giusta distanza che riesce a mantenere con il personaggio Tobagi, riscoprendo sotto gli strati di retorica, di leggende, di bugie, di giornalismo frettoloso suo padre, un uomo al quale ci affezioniamo per come ce lo descrive: appassionato ma non temerario, curioso, stanchissimo anche.
Tra queste pagine non vi è un libro solo, ma più libri: la storia giornalistica di Tobagi – la storia dell’Italia torbida di un periodo dall’ombra molto lunga – la storia di una bambina che crede di non aver saputo proteggere suo padre – la storia di un crimine e di un processo - in filigrana, la storia di una donna che ha avuto la forza di trasformare un lutto in un’opera.
Le opere di ricostruzione sono sempre partenze per la miniera: fa buio, tutto è fuligginoso, ci si sporca, non si sa se si uscirà indenni dalla terra, sono lavoro duro, amaro, e preziosissimo perché da tutta quello scavare esce alla luce, per noi, verità, riscoperta e disvelamento.
Già avevo letto con grande ammirazione Gli scomparsi di Daniel Mendelshon, opera impressionante (più di 700 pagine) di un nipote lontano nel tempo e nei luoghi che cercherà per molti anni e moltissimi viaggi di ricomporre quello che era successo nel 1939 nel paesino di Bolechow ed attraverso interviste, letture, spostamenti giungerà alla verità. Ma nel caso di Tobagi sono forse ancora più ammirata, perché non vi è tra lei e il padre la distanza degli anni e dei luoghi, perché lei passa spesso per la strada dove è stato abbattuto, perché lei è lacerata dalla mancanza di padre, perché sta lavorando, direttamente, con un dolore vissuto, presente.
Profile Image for Tittirossa.
1,062 reviews341 followers
November 23, 2017
Più che un libro è una specie di rigurgito emotivo, di sentimenti, dolori e buone letture.
Tutto il libro avvalla quell’uso strumentale che nelle prime pagine l’Autrice critica in tutti quelli che hanno usato il nome del padre per proprio tornaconto, come a dire “l’hanno usato tutti e proprio io che ne ho più diritto, no?!”
Gli ingredienti di un buon libro sono sempre quelli: una storia e uno stile, puoi fare a meno di uno o dell’altro, ma non di tutti e due. E qui la storia c’era! Ma l’ha annegata con troppi intenti cercando di fare troppe cose tutte in una volta: ristabilire la giusta distanza tra il padre e Craxi, dare un contorno definitivo delle attività e delle abilità del padre(come giornalista, come docente, come rappresentante dei giornalisti), inquadrare il contesto storico, restituire la personalità di WT, trovare colpevoli morali (anche per omissione).
E ha scambiato per stile i vezzi, i capricci, lo sbattere dei piedi dell’adolescenza.
La scrittura imbronciata dopo i 16 anni è del tutto sgradevole (e anche prima se non si è Radiguet) e BT indulge veramente troppo nel rimirare la proprie letture, i propri pensieri, le proprie emozioni.
Il capitolo più interessante è quello dedicato a P2 e ai gruppuscoli terroristici milanesi, dove il metodo storico e il rigore della ricerca riescono a smorzare i toni accorati del resto del libro. Rispetto il desiderio di figlia i riprendersi un padre che non si è mai avuto, ma cade in pieno in quel vizio che dà origine al libro: dare di WT una versione propria che non appartiene a Tobagi, sfruttarlo senza capirlo, usarlo senza conoscerlo.
Dare in pasto ai lettori i suoi taccuini dei 16 anni (strozzerei le mie figlie se lo facessero), rivedere il suo impegno cristiano filtrato dalla propria visione di non credente, il tono acido nei confronti della madre.
E’ come se non riuscisse mai ad uscire dalla condizione di orfana treenne (condizione a cui ha tutto il diritto di fermarsi, ma come punto di vista è molto limitante) alla fine di questo guazzabuglio emerge solo il suo grido di dolore per quello che le è stato rubato in modo così inutile e atroce.
Profile Image for Terra.
1,235 reviews11 followers
January 11, 2025
questo libro mi mette a disagio. ero restia a prenderlo perché il titolo mi allontanava, mi avvertiva - e l'istinto, ho scoperto, non sbagliava. troppo sentimento privato si infiltra nelle vicende pubbliche e mi pare di guardare scene note da una stanza dove non dovrei essere. sicuramente colpa mia, e comunque vale la pena stringere i denti e leggere.
Profile Image for Come Musica.
2,070 reviews633 followers
February 7, 2015
Non è stata una lettura facile per me, per una serie di motivi.
Brava lei a mettersi così a nudo.
Profile Image for Frabe.
1,201 reviews56 followers
May 23, 2020
Benedetta Tobagi aveva tre anni quando, nel 1980, ammazzarono suo padre, Walter, giornalista del Corriere della Sera: uno troppo impegnato, un 'servitore' di quello Stato contro cui un manipolo di fanatici - con appoggi esterni, peraltro - combatteva la sua guerra, tra elucubrazioni deliranti e azioni vigliacche.
Ora la figlia ricompone la figura del padre, pubblica e privata, con grande partecipazione, ma anche con molta misura: il libro - intenso, emozionante, prezioso - ci racconta Walter Tobagi, e "l'epoca, il contesto, un modo di intendere il giornalismo anche come servizio alla società, il terrorismo che lo ha ucciso." Un libro che permette pure di conoscere una piccola bambina e la brava scrittrice nella quale si è trasformata trent'anni dopo.
Profile Image for Terra.
1,235 reviews11 followers
January 11, 2025
questo libro mi mette a disagio. ero restia a prenderlo perché il titolo mi allontanava, mi avvertiva - e l'istinto, ho scoperto, non sbagliava. troppo sentimento privato si infiltra nelle vicende pubbliche e mi pare di guardare scene note da una stanza dove non dovrei essere. sicuramente colpa mia, e comunque vale la pena stringere i denti e leggere.
Profile Image for Massimo Carcano.
522 reviews6 followers
September 21, 2018
Che dire? Sono laureato in Scienze Politiche e sono sempre stato appassionato di storia patria e di politica ma quando rileggo le cronache di queste pagine buie resto ancora e comunque sbalordito. Violenza ideologica, crisi sociale, apparati deviati: il quadro che Benedetta Tobagi dipinge spiega perfettamente di come si sia potuti arrivare all'uccisione di suo padre, un padre che lei non ha conosciuto “fisicamente” ma che ha poi conosciuto attraverso le tantissime testimonianze dirette e indirette. L’amore che ne traspare è davvero immenso e al di là dell’ovvia stima filiale non si può non dire “peccato che una così bella firma del giornalismo italiano ci abbia lasciato così presto!”.
2 reviews
August 21, 2024
Un'analisi della figura di Walter Tobagi condotta su due piani, quello intimistico e familiare e quello pubblico e lavorativo, che spesso si toccano e coincidono, vista la peculiarità della storia dell'autrice, che ha potuto conoscere il padre solo in forma mediata. Nonostante la forte vicinanza sentimentale tra chi scrive e l'oggetto della scrittura, non viene mai meno l'obiettività con cui si cerca di delineare la figura di Walter Tobagi, come persona e come giornalista, e gettare nuove luci sulla sua morte. Si possono trovare pagine commoventi accanto a lucide riflessioni sociologiche sull'Italia del presente e del passato.
Profile Image for Alessandro Giuliani.
Author 25 books6 followers
July 31, 2017
Un libro intenso, intelligente e struggente, duro e delicato, in cui la narrazione – la storia di come la narrazione ha preso forma – è parte integrante della vicenda narrata. Walter Tobagi, la Milano degli anni di piombo, e il vuoto lasciato in eredità alla figlia Benedetta, così difficile da colmare di senso.
Profile Image for Irene Gentili.
79 reviews2 followers
March 19, 2024
Ricostruzione della vita e della morte del padre Walter, Benedetta fa un vero e proprio viaggio alla scoperta di un genitore che le è stato portato via a soli 3 anni e ha conosciuto attraverso i suoi articoli, le sue lettere e le testimonianze altrui. Le pagine più belle sono ovviamente quelle più intime, ma anche il clima dell'epoca e le varie vicende sono ben descritte.
Profile Image for Laura Bedogni.
44 reviews
2021
May 27, 2025
La mattina del 28 maggio 1980 Walter Tobagi viene ucciso a pochi passi da casa da una formazione terroristica di estrema sinistra. Oggi Benedetta vuole capire, ricostruendo la figura pubblica e privata del padre in un racconto che intreccia racconti intimi ad analisi storiche.
53 reviews
January 17, 2026
Mi e' piaciuto il libro della Tobagi ma non mi ha fatto impazzire come invece pensavo. Scrive divinamente per una scrittrice alla "prima prova", ma si perde un pochino a momenti. Detto cio' la sua capacita' di descrivere le "sue emozioni/sensazioni" e' commuovente e superba.
Profile Image for Sara Rocutto.
510 reviews8 followers
Read
August 29, 2019
Eccolo, un libro da leggere. Perchè è storia, ricerca, educazione, di una storia misteriosa, nebbiosa, ma pure recente. E poi perchè è scritto bene, fa pensare e sentire
27 reviews
November 13, 2020
Ha un titolo fuorviante che fa pensare a genere intimo e personale, invece è un vero e proprio saggio storico sulle Brigate Rosse, accompagnato da una storia personale intensa.
Profile Image for someonecallsmeanna.
32 reviews5 followers
September 4, 2022
Nell’ultima parte ci sono riflessioni molto interessanti sul senso della giustizia e della banalità del male e in generale sul tentativo di accettazione della figlia per l’omicidio del padre.
60 reviews
July 23, 2024
Testimonianza vivida degli anni 80 e del dolore di figlia di una vittima del terrorismo.
Profile Image for Sara Fattori.
201 reviews2 followers
April 14, 2020
Benedetta indaga la morte del padre Walter, giornalista che vive nel periodo degli anni di piombo. Il libro è una ricerca delle cause e un’indagine sul terrorismo di fine anni ‘70. Interessante ma non il mio genere
Profile Image for Katiuscia.
552 reviews8 followers
March 25, 2015
La mia recensione completa la trovate qua
http://katiusciarigogliosi.blogspot.i...

Benedetta ha 3 anni quando, in quella calda mattinata di maggio del 1980, suo padre, il giornalista Walter Tobagi, viene freddato con alcuni colpi di pistola davanti al portone di casa.
Le Brigate Rosse, mandanti dell'omicidio, in quegli anni stavano facendo piazza pulita dei cosiddetti personaggi scomodi, coloro che osavano scrivere-dire-pensare qualcosa di diverso dal loro dictat.
Ripercorrendo la vita del padre conosciuta tramite ritagli di giornale, vecchie fotografie e racconti di terzi, Benedetta cerca di trovare un collegamento tra la sua vita attuale, il suo essere donna in anni in cui la parola terrorismo è tornata alla ribalta, e la sua vita da bambina, in cui l'assenza di un padre era talmente forte da rendere silenziosa un'intera città, Milano.

Come dico sempre io, questi sono libri che vanno presi con le pinze, e letti pian piano. Perchè lacerano dentro o, citando il mio amato J-Ax, libera meno dolore che farsi tagli nel cuore, nel sangue cercare le parole. Perchè è una storia di sangue questa, di morti innocenti, di morti sul selciato, in quegli anni di Piombo che hanno seminato panico per le vie della mia città.

Purtroppo non ricordo quasi nulla di quel periodo, essendo io quasi coetanea dell'autrice, ma conosco le storie, conosco i personaggi, conosco le vicende. E quel clima di terrore si coglie perfettamente nel libro, tra le pagine vige un senso di profonda ingiustizia dell'epoca che fa, in alcuni punti, accapponare la pelle.

Unico neo del tutto lo stile narrativo, un po' troppo tecnico in alcuni punti ed un po' troppo citativo in altri. La sufficienza la prende in pieno, forse anche qualcosa in più proprio per la storia narrata, ma non riesco ad arrivare ad assegnare una lode.

Leggetelo se amate i fatti di cronaca.
Non leggetelo se non sopportate le ingiustizie.

Siate dunque indipendenti e inchinatevi solo davanti alla libertà, ricordandovi che prima di essere un diritto la libertà è un dovere.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews148 followers
June 4, 2013
"al di là dei reati penalmente perseguibili, esistono responsabilità, morali e intellettuali: gravi, indubitabili. è la responsabilità per le mie parole e le mie azioni che fa di me una persona libera. c'è qualcosa di osceno nell'autogiustificazionismo, nella pervicace ostinazione a disconoscere questo fatto. si possono piantare semi buoni o cattivi. si può avere attenzione e rispetto per l'altro, o non averlo. si può cercare di disinnescare la spirale delle azioni violente, lavorando per il dialogo e la reciproca comprensione. oppure no: demonizzare l'avversario e "cavalcare la tigre", per usare un'espressione dell'epoca, fomentando le pulsioni più aggressive di una massa di ragazzi che non hanno avuto modo o tempo per dotarsi di strumenti di comprensione, dunque di azione, adeguati".
più che scrivere, di questo libro vorrei parlarne. mi hanno colpito la dolcezza che pervade ogni pagina, l'umiltà di cercare di capire quegli anni senza mai mettersi in cattedra, l'umanità come chiave di spiegazione. non è un libro politico ma su un uomo, su un padre, su una famiglia - sui tempi e sulla storia che hanno portato a una tragedia personale e pubblica, sulla follia di certe ideologie così complicate per chi non ha respirato e vissuto quei momenti.
21 reviews
December 21, 2022
Prima di iniziarlo mi aspettavo un racconto biografico dell’autrice e della sua relazione con la morte del padre, una volta iniziato ho però compreso che invece la narrazione era più incentrata sul racconto della carriera del padre, il cui intento era far comprendere chi effettivamente fosse Tobagi e per cosa si fosse battuto. E per questa ragione ho apprezzato il libro: un racconto didascalico che cerca di essere imparziale (non sempre ci riesce e purtroppo si percepisce: grande elogio e difesa delle forze di polizia a priori) nel racconto di vicende storiche. Dall’altro lato forse questo aspetto è stato anche una delle pecche del libro perché a volte la narrazione risulta poco scorrevole e appesantisce: assume molto più le tinte di un saggio storico e se non stai dietro a nomi e date la comprensione si complica.
Nel complesso però l’ho apprezzato, soprattutto le parti più emotive come la fine (la lettera veramente toccante)… ma probabilmente questa preferenza è legata anche a predisposizioni personali. Dunque per chi apprezza la saggistica storica, soprattuto relativa a questo periodo della storia italiana, è molto consigliato.
2 reviews
August 17, 2015
Mi è stato chiesto di leggere questo libro per un imminente "incontro con l'autore" organizzato dal mio liceo, ma devo ammettere che, prima di buttarmici completamente, ho dovuto incominciarlo più volte, perché inizialmente disinteressata alla storia narrata (si sa che le letture forzate non sono mai attraenti). La mia opinione è cambiata radicalmente nel corso della lettura, forse a causa dell'interesse per un tema mai affrontato in profondità, per la capacità dell'autrice di raccontare apertamente un'infanzia così piena di domande e di dolore o semplicemente per il desiderio di scoprire quella parte di storia vissuta, pur indirettamente, anche da un membro della mia famiglia. Ho amato questa biografia così ricca di frustrazione, nostalgia e desiderio di giustizia e ho amato il modo in cui l'autrice ha messo in evidenza l'importanza di essere cittadini attivi e informati "nel costante contatto con la realtà quotidiana".
Che dire dell'incontro? La ciliegina sulla torta! Estremamente emozionante e stimolante, con un'energica e disponibile Benedetta Tobagi.
Profile Image for Antonio Rosato.
892 reviews54 followers
October 18, 2023
Libro dall'alto valore storico ed affettivo (visto che la figlia ricorda il padre che non ha quasi conosciuto), ma… per me che amo leggere tutt'altro genere è stato di una pesantezza unica! Troppi nomi (tra protagonisti della scena politica e giornalistica italiana, tra buoni e cattivi e tra assassini e assassinati) e troppe date da ricordare. In più di un'occasione ho perso il filo del discorso e son dovuto tornare indietro di venti/trenta pagine.
[https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Profile Image for Maracujia.
85 reviews10 followers
January 12, 2011
Biografia, autobiografia e nello stesso tempo accurata indagine sulla vita (e la morte) di W. Tobagi e su quei terribili anni della storia italiana, scritta senza cadute nel sentimentalismo banale ma mantenendo uno sguardo lucido, consapevole che ricorda e ricostruisce, e ci permette di guardare il mondo di oggi e capire quanto sta avvenendo e verso dove siamo incamminati.
Profile Image for Marco.
118 reviews3 followers
July 21, 2014
Il libro è ben scritto e il soggetto, Walter Tobagi, è certamente interessante.
Anche il pulto di vista, l'angolazione adottata da Benedetta Tobagi è quanto meno personale.
Nonostante questo il libro non mi ha convinto e non mi ha conquistato.
Non riesco bene a capirne la ragione: forse perché non emergono fatti nuovi rispetto a quello che è già conosciuto sulla tragica vicenda.
Profile Image for Davide Andrea Ieluzzi.
40 reviews3 followers
August 10, 2014
Bellissimo ed emozionante, una bellissima storia d'amore verso il papà e verso l' uomo, prima che giornalista, che fu Walter Tobagi. Non avevo mai avuto occasione di approfondirne la storia o il pensiero ora posso dire che con lui sarebbe stata un Italia decisamente migliore perché era un uomo libero ed onesto. Brava Benedetta
Displaying 1 - 30 of 35 reviews

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