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Annibale: un viaggio

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Quanto pesano le ceneri di Annibale? Si chiedevano i romani al termine della seconda guerra punica. Niente, era la risposta. Eppure lo spauracchio si trasformò in eroe, l'eroe in mito e il mito in leggenda. Ed è questa leggenda che invade il Mediterraneo fino a lambire le porte dell'Asia. Quella che ci viene incontro è la storia di un uomo, temuto e rispettato, e dei luoghi che lo hanno reso celebre. Con una scrittura che illumina e che rende i fatti storici più contemporanei della cronaca, Paolo Rumiz si imbarca in un viaggio che parte dalla Sardegna -"l'isola che profuma di Oriente" -, passa per il Rodano, il Trebbia, la leggenda delle Alpi e degli elefanti, l'inferno di Canne, e arriva fino in Turchia, sulla tomba del condottiero. Annibale non è solo un viaggio nella memoria, è anche attualità - le contaminazioni culturali Occidente-Oriente, la scellerata gestione urbanistica nelle grandi città, l'inutilità della guerra, la globalizzazione, Nord Italia e Sud Italia.

189 pages, Paperback

First published January 1, 2008

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About the author

Paolo Rumiz

61 books157 followers
Paolo Rumiz è un giornalista e scrittore italiano.
Inviato speciale del "Piccolo di Trieste" e in seguito editorialista di "la Repubblica", segue dal 1986 gli eventi dell'area balcanica e danubiana; durante la dissoluzione della Jugoslavia segue in prima linea il conflitto prima in Croazia e successivamente in Bosnia ed Erzegovina.
Nel novembre 2001 è stato inviato ad Islamabad e successivamente a Kabul, per documentare l'attacco statunitense all'Afghanistan.

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Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Sandra.
967 reviews344 followers
August 23, 2018
E’ piacevole viaggiare con Paolo Rumiz, lui riesce a far superare con l’immaginazione il limite del tempo trascorso e far rivivere un personaggio storico, avvicinandolo alla nostra sensibilità moderna. Così riesce a fare seguendo le orme di Annibale Barca e della sua impresa italiana, un’impresa che per l’epoca può paragonarsi ad un attacco dell’Isis agli Stati Uniti, come quello che è avvenuto l’11 settembre 2001. Roma la Dominatrice era gli Stati Uniti dell’epoca, Cartagine era il nemico da distruggere, era il “diverso”, era il pericolo del Mediterraneo. Così Rumiz presenta la sua avventura, fino al termine della vita di Annibale, morto suicida in Turchia, un viaggio che definisce “una ricerca dell’antico inconsapevole negli interstizi di una contemporaneità distratta”: nessuno ricorda Annibale, eppure le sue orme sono ovunque, basta saperle cercare, come fa Paolo Rumiz.
Profile Image for Malacorda.
605 reviews289 followers
August 24, 2018
Nella piazzetta del paesino abbarbicato sull'appennino tosco-emiliano, campeggia trionfante una fontana con un grosso testone di elefante (di rame o forse di bronzo), le orecchie sventolanti e l'acqua che esce dalla bocca. Tutti in paese affermano con certezza che Annibale è passato proprio di lì, ed è per questo che hanno fatto fare quella fontana. Con questo pensiero mi sono imbarcata nella lettura del libro di Rumiz, mi sono detta "vediamo se è proprio vero che è passato di qui".
Ed in effetti, di questo si tratta nel libro: Rumiz prova a ripercorrere lo stesso e famoso percorso di Annibale, alla ricerca di tracce del suo passaggio e della sua presenza, e nel tentativo di riannodare i fili tra il passato e il presente. E anche un po' per il puro gusto del viaggio.
Quel che ne esce è una gustosa lettura che è un po' diario di viaggio e un po' libro di storia, perfettamente a suo agio a cavallo tra la storia antica e la storia contemporanea, con l'aggiunta di un poco di toponomastica e un poco di poesia. Non si tratta certo di un testo approfondito, anzi in molti passaggi tutto il girovagare sia fisico che letterario crea un certo senso di "indeterminatezza", ma è di sicuro effetto suggestivo ed evocativo. All'inizio mi aspettavo forse qualcosina in più, mi è mancata come una scintilla, ma tutto sommato a termine lettura posso confermare che si trovano interessanti spunti per giungere alla soluzione della domanda iniziale "chissà se è passato proprio di qui?".
Rieccolo, il "perfido" nome che serpeggia nel Mediterraneo, nascosto in valli dimenticate o ostentato su manifesti pubblicitari. Continua a dire che questa ricerca dell'antico "inconsapevole", negli interstizi di una contemporaneità distratta, non è affatto insensata.
Profile Image for Giorgio Gabrieli.
158 reviews
February 12, 2025
"E come il Romano fu l'unico dei consoli a fregiarsi del nome di un popolo vinto, così Annibale spese più tempo in Italia che nella sua Cartagine. Se Scipione era l'Africano, Annibale era sicuramente l'Italiano".

"Liternum è lì in mezzo, dimenticata tra svincoli, canali, sfasciumi, canneti, prostitute e alberghi non finiti. È questa la patria che circonda le ceneri di Scipione. Il nome invocato negli stadi qui non se lo fila nessuno".

Viaggio che ripercorre le tappe della vita di Annibale dall'antichità ai giorni nostri. Rumiz viaggia di città in città, continente in continente alla ricerca delle orme del Cartaginese. Un viaggio che lo porterà in Tunisia, Spagna, Francia, Italia, Grecia, Armenia, Turchia. Si colloca a metà fra una interessante guida turistica e un romanzo di viaggi questo libretto, che alterna nella narrazione fonti greco-latine (Polibio, Tito Livio) alle lingue delle guide e testimonianze di oggi. Rumiz non s'accontenta di ricercare solo di Annibale, da buon viaggiatore egli cerca di godere in toto delle bellezze delle città che visita di volta in volta. Ma la narrazione non è sempre delle più rosee, le spettacolari bellezze che egli enuncia senza parsimonia sono anche accompagnate da una velata critica alla modernità.

Un libro a tratti controverso che testimonia certamente l'ospitalità mediterranea, una marea di volti amichevoli ed esperti lo accompagneranno nella sua ricerca, quanto la trascuratezza delle istituzioni verso la storia e la cultura: scavi archeologici senza fondi, monumenti abbandonati a se stessi, menefreghismo generale delle proprie origini.
Un racconto che non si fa scrupolo a denunciare o riportare le follie del progresso moderno, il cemento e lo stupro dei paesaggi, quanto ad invocare le ombre di un lontano ma leggendario passato. Così fra una malpensata autostrada Italiana e l'altra ci troviamo rapiti nella narrazione dei discendenti "ideali" del racconto latino: le bellezze di Capua sono ancora lì, così come i contadini e pastori Sanniti o gli spietati Bretii Calabresi.

Le orme del passaggio sulle alpi sono così tante che gli storici si azzuffano per certificarle, la guerra dei campanili, e l'eco delle gesta di Annibale tocca ogni dove. Passi, città, ponti e monumenti dedicati ancora oggi al condottiero che inginocchiò Roma. Campi di battagli che divennero necropoli, città e comuni, Italiani!, che eleggono l'elefante a loro simbolo e strani altari votivi delle ossa dei suoi pachidermi; toponimi ed eredi nonostante, o forse proprio a causa, della Damnatio memoriae inflittagli.

Roma non sarebbe mai diventata ciò che fu se non fosse stato per il Barca: un nemico del genere che gli insegnerà la propria vulnerabilità, lo stratagemma in battaglia e l'inganno. Quel sano Metus che rivive oggi nello spagnolo Miedo, la paura.

L'indagine di Rumiz è anche storiografica. Egli infatti ci restituisce fonti e testimonianze rispolverandole dalla falsa patina leggendaria che ci consegnò l'archeologia fascista: Canne, luogo del superbo capolavoro tattico del Guercio, per esempio andrebbe spostata di qualche Chilometro nel tavoliere.

Le riflessioni di Rumiz sulla figura di Annibale sono degne di uno storico. Egli con intelligenza riesce a penetrare nella questione e a discernere spesso la realtà storica, da quella mitologica da quella propagandistica. Una indagine a tutto tondo insomma.

Un libro di non facile digestione, molta cultura classica e modernità mischiata insieme fra le pagine, ma il viaggio, in fondo, non lo è mai.
Una narrazione che si rifà al mito, che fa posto alla storia, che si esilia di fronte alla leggenda, che si alterna alla realtà moderna di oggi e che ci ricorda, che nell'era dell'informazione di massa e della tecnologia, non vi è nulla di più bello e radicale di tornare a tracciare da sé le proprie rotte.
Profile Image for Dvd (#).
517 reviews94 followers
November 2, 2017
Un gran bel viaggio. E un gran bel racconto di Rumiz, bravo come sempre nella narrazione.

Qui, secondo me e a differenza dell'altro suo bel libro La leggenda dei monti naviganti , non ci sono momenti di stanca, in cui il lettore fatica ad andare avanti (problema, questo, abbastanza comune nei libri di viaggi, che non hanno una trama attorno a cui far convogliare l'attenzione del lettore e che, essendo racconti di fatti fra loro slegati, possono risultare alla lunga farragginosi).

Il motivo della differenza, posto che la penna di Rumiz rimane sempre immaginifica e abile, è che qui la trama, per così dire, c'è ed è da sola così potente e perfetta da garantire il meccanismo narrativo. Perché la storia della vita di quel fulmine a ciel sereno che fu Annibale è da sé veramente straordinaria.

Molte cose le conoscevo già, altre ne ho imparate di nuove. C'è da dire che Rumiz mostra di aver colto l'essenza, il senso più profondo della storia di Annibale, che va oltre il suo essere stato il più grande genio tattico della storia, l'autore dell'impossibile e folle attraversata delle Alpi e della vittoria perfetta e irripetibile di Canne.

Annibale è, soprattutto, lo spartiacque determinante della storia di Roma e, di conseguenza, di tutto l'Occidente. Prima di lui, Roma è una potenza regionale, poco propensa all'espansionismo imperiale e più alla definizione di patti federali con le aristocrazie delle popolazioni limitrofe, guidata da un Senato fortemente conservatore e da una politica basata sul mos maiorum anche in ambito militare.

Dopo di lui, dell'invasione, delle sconfitte catastrofiche, Roma perde ogni freno inibitorio e diventa un mostro inarrestabile che in appena 200 anni divora tutto il Mediterraneo, portando ad esso le sue leggi, la sua teconologia, la sua visione del mondo. In parole povere, la sua civiltà.

Da cui noi deriviamo e sulle sue spalle siamo oggi seduti, nani insignificanti abbarbicati sopra un gigante fattosi nei secoli.

Tutto torna, alla fine, nel famoso sogno che Annibale fa in Spagna, quando è in procinto di partire per l'Italia per una spedizione che pare una follia; e Annibale comprende il suo ruolo cruciale nella grande Storia e il senso di quel sogno fatale solo un paio di anni dopo, mentre ancora il suo esercito festeggia il trionfo di Canne e i suoi generali gli propongono di marciare su Roma.

E proprio in questo momento, quando è all'apice della grandezza e della gloria, dopo aver stravinto la guerra, capisce di aver perduto. Perché Roma, incredibilmente, non si arrende.

Annibale ha liberato il mostro. E tutto finisce per tornare.

Per chi non conoscesse la storia del famoso sogno, andate a leggervi questo o altri libri e gustatevela con pazienza, come ho fatto io. Se ve lo raccontassi così, brutalmente, adesso, vi rovinerei tutto...
Profile Image for La mia.
360 reviews33 followers
January 23, 2013
Annibale il pretesto per un viaggio? O veramente questo personaggio che è passato in Italia oltre 2200 anni fa ha così profondamente influito sulla nostra cultura, sulla cultura Europea, sul nostro modo di essere? Questo è un libro di suggestioni, non di tesi; apre la mente, ti porta a pensare come siamo, da dove arriviamo, perchè la nostra cultura, italiana ed europea, si è sviluppata in un senso e non in un altro. E' un libro che insegna a vedere, ad ascoltare. Lontano dalla fretta, lontano dalla lezione pronta da imparare. Questo libro, come molti libri di Rumiz, ti insegna che senza geografia non c'è la storia, e che senza la storia e la geografia non c'è la cultura, la capacità di leggersi dentro, di capire il mondo in cui viviamo, per viverci meglio. La geografia e la storia delle piccole cose, come i nomi dei posti, che hanno sempre un significato, come le strade e le direzioni, che hanno sempre un motivo. O almeno lo avevano, prima che questa società perdesse il senso delle cose, il senso del territorio, il senso di chi siamo e di cosa vogliamo.
Un libro che meriterebbe un viaggio, ma che in mancanza di possibilità, è un bellissimo surrogato.
Profile Image for Chiara Melli.
32 reviews
April 22, 2019
Sublime a dir poco! L'ho divorato, anzi, ho dovuto impormi di non mangiarlo in un boccone tanto era goloso. Libro di storia (antica e moderna), trattato di strategia militare, di geografia (e un tantino di gastronomia), di storia dell'arte, di attualità ... bello come un documentario tanto si imprimono le immagini nella mente. Aneddoti e spiegazioni colti, interessanti, incredibili (già di per sé il passaggio di 40 elefanti sui passi alpini e la mobilitazione di 90000 uomini e 12000 cavalli è quasi inconcepibile), borderline tra mito e realtà. La capacità di incuriosire e spingere il lettore ad andate oltre, a saperne di più, come solo Rumiz sa fare. Ed ho addirittura scoperto che un danno collaterale del fascismo è stato pure falsificare a proprio beneficio i fatti storici antichi... mentendo sapendo di mentire (a quanto pare non è mai esistita la battaglia di Canne... guarda un po' che bella mistificazione...). È sicuramente un libro che rileggerò... anzi, già mi manca!
"Vorrei dire ai turisti accanto a me: buttate via guide e tour operator, costruitevi da soli i vostri sentieri invisibili. Ritrovate la dimensione fantastica del viaggio"
Profile Image for Svalbard.
1,151 reviews68 followers
November 17, 2020
“Sono di fronte a un labirinto: non solo ricerche storiche, ma la produzione scaturita dalla febbre di centinaia di studiosi dilettanti che ad Annibale hanno dedicato la vita. Pensionati, medici, avvocati, notai, dirigenti d’azienda inghiottiti dal suo richiamo. Forse ho capito: non cercherò un itinerario preciso, ma il big bang di un evento planetario che ha segnato la carne del paese. (…) Annibale il crudele, il guercio, l’avido, lo sleale, l’uomo nero, impenetrabile cuore di tenebra, Hannibal the Cannibal, tarantola in fondo a una ragnatela. Annibale uomo senza donne, senza amici, senza figli, senza discendenza, senza emuli: esemplare unico e irripetibile. Annibale genio militare capace di leggere i pensieri dello stratega avversario e di condividere con le sue truppe i disagi più spaventosi; Annibale che accende le speranze dei popoli italici insofferenti al dominio romano, sveglia il mostro della devastazione e della guerra totale. Il babau nei racconti delle mamme ai bambini. Come Napoleone, anche lui ha dormito in mille letti, bevuto a mille sorgenti, rotto le briglie del cavallo in mille campi di grano. Ma, a differenza di Napoleone, non ha lasciato monumenti di sé. I Romani ne hanno cancellato ogni traccia. Forse per questo la sua ombra si è data alla macchia, rifugiandosi nelle periferie bastonate della storia, nella Val Susa umiliata dal cemento o nelle terre amare del latifondo. (…) Hannibal. Chissà se saprò trovarti sui campi della morte di Canne o sotto le nevi dell’Ararat, dove fondasti la prima città degli Armeni. Ti incontrerò sulle sponde del Mar di Marmara, dove lanciasti l’ultimo anatema contro Roma? Ti vedrò passeggiare sui moli atlantici di Cadice, dove ti affacciasti sulle “Porte della sera” del gran tempio di Ercole? Dovrò penare per trovarti. Passare fiumi e valicare montagne, perdermi in false piste. Per scoprire, poi, solo ciò che gli storici detestano: aure, atmosfere, voci, leggende, sogni. Ma cosa se non il sogno spinge a viaggiare?” (Dalla Prefazione dell’Autore) Il capolavoro di Paolo Rumiz. Il racconto di un viaggio nello spazio, nel tempo, nella storia e nella leggenda sulle tracce del celebre condottiero cartaginese, che non ha niente da invidiare al miglior Chatwin, al Magris di Danubio, o al Ripellino di Praga magica. Chi ama la letteratura di viaggio e la storia antica non deve lasciarselo sfuggire. Caso ha voluto che lo abbia letto nel corso di un soggiorno in Calabria, nella piana di Sibari, uno dei luoghi sicuramente attraversati da Annibale (dico “sicuramente” in quanto, come si sa, in merito al mitico attraversamento delle Alpi non si ha alcuna certezza circa la toponomastica dei luoghi), e mi abbia aiutato a dare un senso a questi paraggi per me alquanto stranianti e così desueti rispetto ai paesaggi, fortemente antropizzati e anche assai gentrificati, che frequento abitualmente. Rumiz racconta i suoi pensieri, le sue fantasie, le sue esperienze di viaggio e i suoi incontri con altre persone ugualmente appassionate ed affascinate dal personaggio storico e leggendario. Tra queste, anche due mie conoscenze. Uno, Paolo Siccardi, che fu mio stimato compagno di scuola in quinta elementare e poi allievo di mia madre, oggi fotoreporter di una certa notorietà, che affianca Rumiz nelle prime esplorazioni alpine sulle tracce di Annibale. L’altra, la professoressa di storia romana Silvia Giorcelli, che ebbi il piacere di avere come vicina di poltrona a una conferenza di qualche mese fa, e della quale, oltre alla simpatia e all’eloquio, non potei fare a meno di apprezzare le splendide gambe e il gusto eccellente per le calzature. Per Rumiz si tratta di una “bionda e delicata creatura iperborea con un ipnotico anello basculante al dito”. E non siamo nemmeno i soli ad averla apprezzata, visto che su Facebook c’è addirittura una specie di fan club, rispettosamente goliardico, a lei dedicato dai suoi allievi... :-) e garantisco che è molto più bella e giovanile di come appare nella foto: http://www.facebook.com/group.php?gid... p.s. un altro mio conoscente, Paolo Guglielmetti, ha "scoperto" un elefante nella valle del Trebbia, e l'ha chiamato Surus, dal nome dell'unico elefante di Annibale sopravvissuto al passaggio delle Alpi. Nessun dubbio che, se la scoperta fosse stata anteriore alla pubblicazione del libro, Rumiz ne avrebbe parlato. Questo il sito: http://www.suruspoint.com/
57 reviews3 followers
March 4, 2018
Sur les traces d'Hannibal, récit très fouillée par le voyageur auteur Paolo Rumiz, amoureux de la nature et des gens. À lire pour marcher pourquoi pas sur les pas d'Hannibal...
Profile Image for basicallyvere.
12 reviews1 follower
November 17, 2023
Forse non era il libro giusto per me. Sono stata poco coinvolta e presa dal racconto. Sempre evocativo lo stile narrativo di Rumiz e interessanti le informazioni raccolte, ma la tematica non mi ha preso completamente e tenuta attaccata alle pagine come in altri libri dello stesso autore.
Profile Image for Moninviaggio.
79 reviews1 follower
December 29, 2021
Spettacolare viaggio nella storia di un mito e nei luoghi da lui attraversati.
Un grande narratore, tante persone incontrate nel suo viaggio fanno di questo libro, un viaggio unico nel suo genere.
Se vogliamo anche introspettivo, ma molto ben descritto.
Da leggere
Profile Image for Marco Cerbo.
288 reviews4 followers
June 2, 2013
Attraverso l'Europa seguendo le tracce del cartaginese. Poca storia, molta esperienza personale.
Displaying 1 - 13 of 13 reviews

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