Forse solo gli appassionati di CSI sanno che l’identificazione di una foglia su un cadavere può farci conoscere la stagione in cui la vittima è stata uccisa, che la ricerca dei minuscoli plancton nelle ossa può aiutarci a comprendere se la persona è annegata o è stata ammazzata prima di cadere in acqua o che le caratteristiche geologiche di un bosco possono rivelare la sede di occultamento di un cadavere. In Crimini e farfalle le autrici, attraverso il racconto di casi reali, mostrano come l’applicazione delle scienze naturali sulla scena del crimine o nelle indagini di laboratorio possa essere decisiva per ricostruire la dinamica di un delitto, identificare un colpevole o incastrare un assassino.
Cristina Cattaneo, medico e antropologa, è professoressa ordinaria di Medicina Legale all’Università degli Studi di Milano e direttrice del Labanof, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense, presso la stessa Università.
Una lettura molto tecnica, rivolta a inquirenti, giornalisti, amanti del giallo e curiosi (io sono fra questi ultimi) su quali siano le tecniche fornite dalle scienze naturali che aiutano a chiarire le circostanze di morti misteriose, siano esse di natura violenta che per cause naturali.
Un viaggio affascinante e molto concreto, con immagini anche "forti", che delinea un quadro dello stato dell'arte sulle scienze forensi.