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I miei ricordi: Scalate al limite del possibile

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Le più significative scalate compiute da Walter Bonatti negli anni Cinquanta e Sessanta. Un'antologia in cui, attraverso il racconto di imprese fisicamente estreme, emerge un intreccio di forti motivazioni ed emozioni che, rielaborate con il tempo, tracciano le tappe di una maturazione caratteriale e spirituale. Qui, più che in tutti gli altri suoi libri, il grande alpinista ci spiega l'impulso irrefrenabile all'azione che lo ha portato a concepire e ad affrontare quel genere di avventure che solo le menti più creative osano sognare.

403 pages, Hardcover

First published January 1, 2008

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About the author

Walter Bonatti

42 books33 followers
He was an Italian mountain climber, explorer and journalist. He was noted for his many climbing achievements, including a solo climb of a new route on the south-west pillar of the Aiguille du Dru in August 1955, the first ascent of Gasherbrum IV in 1958 and in 1965 the first solo climb in winter of the North face of the Matterhorn on the mountain's centenary year of its first ascent. Immediately after his extraordinary solo climb on the Matterhorn Bonatti announced his retirement from professional climbing at the age of 35 and after only 17 years of climbing activity. He authored many mountaineering books and spent the remainder of his career travelling off the beaten track as a reporter for the Italian magazine Epoca. He died on the 13 September 2011 of pancreatic cancer[1] in Rome aged 81,[2] and was survived by his life partner, the actress Rossana Podestà.

Famed for his climbing panache, he pioneered little known and technically difficult climbs in the Alps, Himalayas and Patagonia.

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1 (<1%)
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Daniele.
317 reviews69 followers
June 8, 2025
Probabilmente il miglior libro per conoscere il Bonatti alpinista e soprattutto il Bonati uomo!
Ci sono la maggior parte delle sue imprese, le controversie legate alla scalata del K2 e c'è tanto Walter, l'uomo integerrimo, sognatore, così profondo ed idealista da non essere in grado di accettare certe nefandezze dell'animo umano.
Se vedessi che società siamo diventati oggi Walter mio... te lo sei risparmiato per fortuna.
Profile Image for Alessandro.
Author 5 books4 followers
August 12, 2020
Tre stelle e mezzo. Un libro molto intenso e "sentito", specialmente nella prima parte, dove si concentrano le esperienze (e le pagine) più interessanti. La seconda parte tratta per lo più della storia del K2. Dati i fiumi di inchiostro già scorsi per l'impresa si ha un po' la sensazione che questa parte sia stata aggiunta per far arrivare il numero delle pagine il più in alto possibile.
In ogni caso si tratta di una raccolta di ricordi sempre molto vividi che permettono di capire molto anche sull'autore, una persona molto profonda ma anche, come spesso accade nelle persone della sua generazione, molto assolutista e accentratrice. Questo, naturalmente, senza nulla togliere alle sue imprese che avrebbero meritato più spazio.
Forse questa recensione si è concentrata di più sugli aspetti negativi, ma si tratta di un'opera non per tutti; avrei voluto leggere altre opere dello stesso autore, cosa che farò, prima di affrontare questa lettura per avere uno sguardo più ampio. Molto belle anche le foto, purtroppo nell'edizione digitale non si possono apprezzare molto per la mancanza di colori e lo spazio ridotto.
Come grande amante della montagna, leggerò altri libri di Walter Bonatti e consiglio a chi come me non ha mai letto altri titoli di questo autore di cercare opere precedenti.
Profile Image for Clara Mazzi.
777 reviews45 followers
August 2, 2015
Finalmente. Finalmente quello che ho sempre cercato negli scritti di un alpinista: spessore, profondità, ricerca, dubbi, domande, risposte. E finalmente ottengo LA risposta che cercavo da tempo: ma perchè nessuno scrive delle cose così? La risposta me la dà Bonatti stesso: perchè oggi nessun grande alpinista scala più per passione; oggi lo si fa per denaro (dicendo di farne una professione), ma se ne è perso lo spirito: per mettere insieme i soldi per le sue spedizioni, Bonatti andava a lavorare, riponeva tutte le sue energie in questo suo progetto, da solo, oggi invece si punta tutto su di un record per attirare uno sponsor, ma lo scopo diventano i soldi, non la passione. E così Bonatti, lungi dall'essere uno "pesante" come temevo, risulta un uomo appassionato, coerente e solido: decisamente una mosca rara (e non solo oggidì, pare lo fosse già negli anni '50), ma che lo rende grande, unico non solo nell'ambito dell'alpinismo, ma anche (e soprattutto) a livello umano. Grande Walter!
Profile Image for Simona Calò.
488 reviews14 followers
April 7, 2022
E' un'avventura piena di soddisfazioni quella di uscire dalla propria zona di confort, anche nelle letture: mi esalto per la biografia di un alpinista friulano precipitato ventenne nel vuoto e poi nella vita arriva un fidanzato matto di montagna che mi presta i libri e mi fa conoscere il più forte di sempre. E' stato un incontro affascinante, ma impegnativo. L''autore mi porta più di tutto alla scoperta dell''aspetto più ideale, profondo e meditativo dell'alpinismo, da cui si intuisce il ritratto di un uomo solido, coerente fino all'incomprensione e per nulla in imbarazzo all'idea di sdegnare quello che la società contemporanea celebra. Dalle imprese sulle cime emerge grande forza e preparazione fisica, ma soprattutto mentale e spirituale, senza la quale non sarebbe sopravvissuto a certe imprese disperate che costituiscono la suspense e il coinvolgimento emotivo più potente del libro. Non è, tuttavia, il racconto della conquista di vette imponenti che mi ha interessata davvero, piuttosto la dimensione riflessiva di Bonatti che ne fa un personaggio forte, in cui è facile rivedersi, oppure che suscita insofferenza: la fantasia, l'immaginazione, la dimensione umana e interiore, l'avventura, l'ignoto, il profondo rispetto per la natura e i suoi equilibri, ma anche il business, il consumismo, la tecnologia che nell'alpinismo vanifica la sfida con i propri limiti, il clamore della notorietà.. L'autore esplora ogni tema che lo interessi davvero, spendendosi in riflessioni sensibili e sincere e rivelandosi per un vero filosofo della montagna, spinto dalla profonda conoscenza e dall'amore che nutre per lei. Non sempre facile da capire e condividere, soprattutto se si è a secco delle sue imprese come me, eppure capace di rendersi magnetico. Nella seconda parte si riprende la sua lunga battaglia mediatica e giudiziaria per ottenere verità sulla scalata al K2 nel 1954, un episodio scandaloso di menzogne e disonestà, che però non meritava di ammorbarmi per centocinquanta pagine. E’ un racconto dove mancano completamente le donne, che all'epoca delle scalate di Bonatti ancora dovevano conquistarsi l'opportunità di tentare imprese simili, e dove si parla solo al maschile: uno sport pensato dagli uomini per gli uomini. Negli ultimi anni fortunatamente le cose sono cambiate anche in questo sport e chissà se Bonatti li apprezza, questi sforzi delle colleghe.
Profile Image for Isscandar.
104 reviews3 followers
August 31, 2013
"K2, una sigla magica, un sogno impossibile, e ancor più per i miei soli ventitrè anni di età.

Mai avrei potuto immaginare di essere uno dei protagonisti della conquista della sua cima: la seconda più alta della terra.

Ma un bel giorno fui chiamato a sostenere i preliminari e selettivi esami psicofisici mirati a formare la squadra di undici uomini idonei a quell'impresa.
Eravamo così divenuti gli astronauti di trent'anni fa, perché in effetti, con quelle prove, risultammo le cavie dei veri e propri astronauti di oggi. Infatti il professor Rodolfo Margaria, eminente fisiologo italiano, fu il primo ad aver studiato, e sperimentato su di noi, le possibilità e i limiti del corpo umano a grandi altezze. Così ognuno di noi, a rotazione, era entrato più volte nella speciale camera di decompressione, e portato là dentro per tempi lunghi senza indossare bombole di ossigeno, a quote di tropopausa di oltre undicimila metri.

Successivamente il prof. Margaria porterà i suoi preziosi risultati scientifici in USA, dove stava nascendo il centro spaziale di Cape Canaveral. Da lì la preparazione dei primi veri astronauti della storia.

Noi undici italiani avevamo dunque collaborato a questo grande progetto compiendo quel primo lancio nello spazio che allora si chiamava K2."

24 luglio 1984

91 reviews3 followers
March 31, 2018
Un libro diviso in due: la prima parte dedicato ad un breve, quasi tecnico resoconto di tutte le scalate di Bonatti fino all’ultima salita in solitaria invernale, sulla parete Nord del Cervino. Non c’è tempo per altro che dettagli della scalata e degli imprevisti accaduti, inclusa la conquista del K2 del 1954.
La seconda parte invece ripropone viaggi in Patagonia, raccolte di articoli … niente di che.
Bonatti inoltre ribadisce più volte i suoi due punti “polemici”: le sue salite si rifacevano alle salite degli anni 30 e si differenziavano da tutti i tecnicismi e materiali innovativi usati nella montagna di oggi.
Il secondo punto riguarda la salita del K2 dove Compagnoni, arrivato in vetta grazie alle bombole portate dal campo 7 al campo 9 da Bonatti, accampa dichiarazioni impossibili (Bonatti ha consumato parte dell’ossigeno delle bombole, addirittura avrebbe tentato di salire sul K2 prima di loro…). Il tutto con l’appoggio di Ardito Desio, responsabile della spedizione italiana, e del CAI italiano. Insomma Bonatti replica per l’ennesima volta la sua verità finalmente riconosciuta anche dal CAI dopo il 2008. Sinceramente mi aspettavo un libro diverso.
Profile Image for Marco Delmastro.
30 reviews24 followers
January 6, 2022
Walter, Walter, le tue imprese mi fanno sognare come sempre. Ma come scrivi? Sembri un ragazzino dell'ottocento, con una prosa nella migliore delle ipotesi didascalica, spesso semplicemente farraginosa. Non potevi farti aiutare un po? Insomma, la tua parte l'hai abbondantemente fatta scalando quello che hai scalato, nessuno pretende che tu sappia anche raccontarlo perfettamente.
Profile Image for Massimo Carcano.
525 reviews6 followers
June 7, 2023
Detto che di Bonatti ho letto tantissimo e quindi conosco a menadito ogni sua avventura devo dire che ripassare le sue avventure è sempre molto emozionante. Qui però il racconto è veramente povero di emozioni, dettagliato in modo quasi stucchevole e scritto come i pensierini delle elementari. Questa volta è un no.
Profile Image for Roberto Rho.
381 reviews4 followers
April 3, 2024
Un bel libro di imprese dal dopoguerra in poi, scritto in un linguaggio semplice e di tutti i giorni, anche per i profani come me.
Profile Image for ⚔️Kelanth⚔️.
1,126 reviews166 followers
January 20, 2026
Questo libro raccoglie stralci di opere scritte da Walter Bonatti nel corso della sua vita e li ricompone in una sorta di diario personale, che attraversa tutte le sue imprese più celebri. Bonatti non è solo un alpinista leggendario, ma anche un esploratore e un giornalista capace di raccontare l’avventura con una voce limpida, essenziale, mai spettacolare. Un uomo pluridecorato, soprannominato “il re delle Alpi”, che ha fatto della montagna non un palcoscenico, ma un luogo di verità.

La parte migliore del libro è senza dubbio la prima, quella dedicata all’alpinismo estremo degli anni Cinquanta e Sessanta. Qui Bonatti racconta le sue grandi scalate: le nord delle Tre Cime di Lavaredo, il Pilone Centrale del Freney, il Pilastro del Dru, la nord del Cervino, il K2, il Cerro Mariano Moreno. Sono pagine forti, asciutte, dove la montagna non viene mai mitizzata ma affrontata come una presenza assoluta, con cui l’uomo deve misurarsi senza alibi.

La seconda parte mi ha convinto decisamente meno. È quella dedicata alla lunga e amara vicenda del K2 del 1954 e alla disputa con la spedizione guidata da Ardito Desio, che porterà Compagnoni e Lacedelli in vetta. Una ferita che per Bonatti resterà aperta per decenni e che troverà un riconoscimento ufficiale solo nel 2008. Comprendo l’importanza storica e personale di questo passaggio, ma la parte legale e polemica appesantisce la lettura e spezza il ritmo costruito nella prima metà del libro.

Dopo il ritiro dall’alpinismo estremo, avvenuto a soli trentacinque anni, il libro segue Bonatti nelle sue esplorazioni in giro per il mondo come reporter per Epoca. Qui emerge ancora una volta la sua idea di avventura: nessuna tecnologia invasiva, nessun compromesso. Per Bonatti contava solo la fusione tra uomo e natura. Nei suoi viaggi, storia, paesaggio e vissuto personale diventano una cosa sola, perché l’esperienza autentica, per lui, non può essere separata dal rischio, dalla solitudine e dall’essenzialità.

È un libro che parla a chi ama la montagna non come sfida sportiva, ma come spazio interiore.
Consigliato solo a chi sente davvero questo richiamo. Per tutti gli altri, rischia di restare distante.
Profile Image for Finrod.
285 reviews
September 10, 2014
Libro assolutamente da leggere per tutti gli appassionati di montagna e di alpinismo, o per chi voglia saperne di più sui “fatti” del K2, e anche questa non è una cosa scontata: poche settimane fa mi è capitato di leggere su un giornale nazionale un articolo che sostanzialmente ripeteva molte delle calunnie che per decenni sono state lanciate contro questo grandissimo italiano, grande non solo per le sue imprese ma anche per come sapeva affrontare la montagna e la vita.
Sicuramente Bonatti non era un “vero” scrittore, e forse il suo stile non sarebbe quello ideale per un romanzo, ma imho una prosa “didascalica” o da “ragazzino dell'ottocento” (come scrive Marco Delmastro) è proprio quello che serve in un libro come questo.
Profile Image for Claudia.
324 reviews30 followers
April 1, 2015
Bonatti non è un uomo, è un androide i cui circuiti sono ottimizzati per temperature sotto i -30 gradi. Il libro è la raccolta di alcuni racconti dello scalatore riguardanti le sue arrampicate negli anni 50 e 60: le nord delle Cime di Lavaredo, il Cerro Mariano Moreno, il K2, il G4, il Pilier d'Angle, la nord del Cervino, il pilone Centrale del Freney, il Pilastro del Dru.
Chapeau.
Profile Image for Alberto Riva.
6 reviews
August 30, 2013
..."fintantoche' nell'alpinismo si manifesteranno fantasia, idealità e bisogno di conoscenza, quest'ultima rivolta soprattutto al proprio intimo, esso rimarrà vivo".
Displaying 1 - 13 of 13 reviews

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