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Il decamerone di Giovanni Boccaccio

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Pages are clean and binding is tight.

852 pages, Paperback

First published October 1, 2008

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About the author

Aldo Busi

67 books32 followers
Aldo Busi is an Italian writer. In his dense and material language, full of influences of various origins, Busi captures, almost through a sympathetic action, the various pulsations of reality. A sensitive, scathing intellectual, he reveals the nature of a moralist beneath the surface of his sophisticated amusement. After his famous debut with Seminar on Youth (1984), he published the novels Standard Life of a Temporary Pantyhose Seller (1985) and The Byzantine Dolphin (1985), followed by the controversial miscellaneous Sodomies in Elevenpoint (1988).

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1 star
8 (3%)
Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for PoveroNicola.
52 reviews30 followers
April 4, 2021
Le riscritture totali non esistono, non si può prendere un libro scritto nel 1300 e adattarlo totalmente alla nostra contemporaneità. E ciò per tutta una serie di evidenze che sarebbe noioso elencare. Insomma, nel riscrivere un classico bisogna scegliere un criterio di trasformazione ed essere sempre coerenti alla propria scelta. In questo senso Busi fa un ottimo lavoro. Ancor più se si considera che si tratta del Decameron, non proprio un libricino da strapazzo. È evidente che Aldo Busi abbia puntato tutto il suo genio sul tradurre non tanto il testo, quanto il rapporto tra il testo e il lettore. Con questo si possono spiegare gli anacronismi, i giochi di parole non presenti nell'originale e tutta una serie di immagini che, tradotte parola per parola, non sarebbero riuscite a restituire al lettore contemporaneo il senso che trasmettevano al lettore trecentesco. C'è invece in questa riscrittura una riproposizione del senso e del peso delle parole utilizzate da Boccaccio, che si può davvero capire solo immergendosi a fondo nella psicologia dello scrittore e del lettore trecenteschi. Per compiere questo lavoro, Busi si è dovuto costantemente chiedere, difronte ad ogni termine dell'originale, quale parola contemporanea sarebbe riuscita a significare per il lettore odierno quello che il termine originario significava per il lettore del passato. Lo stesso procedimento si è dovuto adattare per i giochi di parole e per le espressioni.
Leggendo le recensioni e le votazioni, spesso basse, date a quest'opera da altri account di Goodreads, posso solo dire che se non si considera quanto sopra evidenziato, allora non si può giudicare una riscrittura.
Leggeteve l'originale e nun cagate er cazzo.
Profile Image for La Tammina.
90 reviews20 followers
September 3, 2020
Nella "Nota del traduttore" Busi scrive: "Desidero sottolineare che ho tradotto il Decamerone di Giovanni Boccaccio, non ho scritto il mio: ho autocensurato dello scrittore che è in me trovate intimamente strepitose all'istante, ma che avrebbero marchiato la traduzione in modo irreversibile rendendola subito scandaloso e subito dopo vecchia. Perché questa traduzione non ha affatto la pretesa di essere una traslitterazione o una ricreazione o altra cosa dall'originale: è l'originale oggi".
Ora, innanzitutto manca la cornice, a parte l'inizio, e sono presenti solo i racconti, ma poi, a prescindere che piaccia o meno l'idea di "attualizzazione" del "traduttore" mi pare che l'obiettivo dell'"oggi" fallisca miseramente (ad esempio, non so quanto un giovane contemporaneo sappia cosa sia la lambada) per un eccesso di "oggi" che ormai è già "ieri". E sebbene il "traduttore" metta le mani avanti accusando di schizzinosità chi non condivide la sua operazione di "traduzione" beh, direi che l'ultimo dei problemi è l'idea della traduzione in sé, quello che fa orripilare (me) è la LA SUA traduzione.
Trascrivo l'inizio della quinta novella della terza giornata, giusto per dare un'idea (dello strazio, per quanto mi riguarda, poi de gustibus...):
Busi: "Nella città di Pistoia viveva Francesco dei Vergellesi, nobiluomo miliardarissimo e anche una testina, ma di una tirchieria senza limiti; quando lo elessero sindaco di Milano si procurò l'armamentario con tutti i must per fare un viaggio all'altezza della sua condizione, mancava solo un palafreno adatto alla grande entrée; non ne trovava uno che gli andasse bene e era preoccupatino. In questo periodo viveva a Pistoia anche un certo Ricciardo, giovanotto di modesta origine ma molto ricco, che andava sempre in giro così uptodate e azzimato da essersi meritato il soprannome di Gagà".
Boccaccio: "Fu in Pistoia nella famiglia dei Vergellesi un cavalier nominato messer Francesco, uomo molto ricco e savio e avveduto per altro, ma avarissimo senza modo; il quale, dovendo andar podestà di Melano, d'ogni cosa opportuna a dovere onorevolmente andare fornito s'era, se non d'un pallafreno solamente che bello fosse per lui; né trovandone alcuno che gli piacesse, ne stava in pensiero. Era allora un giovane in Pistoia, il cui nome era Ricciardo, di piccola nazione ma ricco molto, il quale sì ornato e sì pulito della persona andava, che generalmente da tutti era chiamato il Zima".
Profile Image for Sylvia Green.
270 reviews22 followers
August 4, 2019
Una bella introduzione al Decameron di Giovanni Boccaccio: il testo originale 'tradotto' in italiano più moderno, in modo da apprezzare prima di tutto le novelle raccontate, senza doversi preoccupare di adattarsi all'italiano del 1300. Così, non dovendo faticare per comprenderle, mi sono accorta anche del loro sessismo... “noi donne siamo poco intelligenti”, “siamo fatte per servire gli uomini”, "la donna è fatta per essere comandata dall'uomo", e tante altre robe, ovviamente dette da parte di donne ad altre donne, in un libro, ricordiamolo, dedicato alle donne. Ovviamente siamo nel 1300, la cosa è coerente, ma mi avevano detto che il Decameron era il libro meno sessista della produzione di Boccaccio... non oso immaginare cosa ci debba essere negli altri.
Per il resto, a parte qualche scivolone anacronistico un po’ fastidioso - tra un po' l'autore cita facebook... ho capito che volevi 'modernizzare' le novelle, ma stai buono, santo cielo -, le novelle sono scorrevoli e ben scritte, e alcune sono pure divertenti, come quella di Ser Ciappelletto, che è la mia preferita in assoluto e che vi consiglio di leggere anche se non avete intenzione di leggere il Decameron completo. Altre, invece, pure osannate dalla critica, possiamo pure lasciarle lì dove sono, come quella finale di Griselda... un personaggio torturato dal marito 'per metterla alla prova' e per mostrare quanto queste donne siano straordinarie e sopportino tutto in nome dell'amore. Letta oggi, è un'apologia della violenza domestica.
Profile Image for Nickname.
465 reviews7 followers
November 14, 2010
Un libro che non ha bisogno di presentazioni.
Cento novelle raccontate da 7 ragazze e 3 ragazzi in 10 giornate passate in campagna per sfuggire all'epidemia di Peste.

Storielle divertenti e alcune semplicemente geniali che narrano la follia, l'amore, l'ingegno, la fortuna degli uomini.

Buona traduzione, decisamente più comprensibile dell'originale anche se perde qualcosa (certi anacronismi il traduttore se li poteva tranquillamente risparmiare).

Profile Image for Renzo.
39 reviews
November 28, 2017
I did not love this book but I recognize it as a masterpiece of the Italian language. Having read it in Italian I can not imagine how a meaningful translation into any other language is possible as the language of the narration is ancient Italian.
Profile Image for Azzolinimarc.
52 reviews
October 9, 2023
L’attualizzazione del celebre testo di Giovanni Boccaccio operata da Aldo Busi ha il grande valore di essere scorrevole e piacevole alla lettura andando a sciogliere i passi ostici dell’opera medievale. Per contraccolpo, il vero problema di questo riadattamento è Aldo Busi stesso. Il traduttore promette di aver scritto “l’originale oggi”, ma nel suo operare è contraddittorio. Talvolta si vanta di aver usato anacronismi e talvolta è lieto di non averne fatti. Questi per altro risultano estranei anche alla lingua odierna (chi direbbe mai:”fare un machiavello?” Intendendo una congiura o un tranello?), l’uso di inglesismi che certamente sono propri del linguaggio comune, ma facilmente evitabili (“Frate Cipolla mostrò a tutti il suo merchandising”), volgarità gratuite in punti in cui l’originale le evita:”e voi belle fighe statemi bene” e dulcis in fundo, una delle più celebri novelle (riadattata anche da Pasolini nel suo film) deturpata da continue metafore calcistiche… Ne fuoriesce una rilettura che suscita dispiacere per lo strumento didattico che sarebbe potuto essere (toccherà togliere il Busi dal Boccaccio).
Profile Image for Domenico Marseglia.
Author 6 books10 followers
November 14, 2018
Se l'intenzione di Busi era quella di concedere "un altro giro di giostra" al capolavoro di Giovanni Boccaccio, beh, secondo me ci è riuscito in pieno.
Profile Image for M.S..
2 reviews
April 17, 2021
Un fascino sempre per la scrittura pulita e lo stile impeccabile. Bravo Aldo!
Profile Image for Marta Giuss.
2 reviews
May 17, 2021
Piacevole rivoluzione di idee post moderne che mi hanno ricordato Hegel.
Profile Image for Lisa Susanna.
7 reviews
May 28, 2022
Stile di Busi sempre molto pulito e scorrevole, peccato che i contenuti siano poco originale e non hanno forza morale.
85 reviews5 followers
Read
July 29, 2011
Une belle anthologie. La dernière nouvelle du recueil est un chef d'oeuvre.
Profile Image for Paolo Rinco.
91 reviews4 followers
March 20, 2014
Audiolibro. Le radici della nostra lingua, meravigliosa! Novelle lette da attori professionisti e illustrate da docenti universitari. Un'esperienza unica!
Displaying 1 - 16 of 16 reviews

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