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Brian The Brain
The complete Brian the Brain - Un tecnomelodramma del XXI secolo
Brian the Brain, il bambino con la calotta cranica scoperchiata, e il cervello esposto agli agenti atmosferici, vi condurrà nel regno dell'incubo delle multinazionali farmaceutiche, dove l'unica forma di sussistenza sembra essere quella della cavia da laboratorio, e dove il futuro è una ricombinazione del dna.
183 pages, Paperback
First published June 25, 2005
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Community Reviews
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
October 20, 2020
E' molto difficile scegliere tra quattro e cinque stelle in questo caso. Diciamo cinque perché nonostante l'edizione sia molto bella purtroppo verso la fine ci sono diversi refusi e anche nella quarta di copertina ce ne sono alcuni che si potevano evitare benissimo con una minima revisione...
Detto questo...
Brian The Brain è la storia toccante di Brian Brane, ragazzo nato con un cervello ipersviluppato che vive emarginato da tutti, trova amici solo fra quelli "come lui".
In ogni capitolo parla della sua vita e di come gli interessi delle persone attorno a lui la influenzano. E' un discorso che offre spunti di riflessione interessanti su temi come disabilità, ricerca sperimentale, industria scientifica ed egoismo.
Le tavole hanno uno stile pulitissimo e ho apprezzato molto le fisionomie dei personaggi, molto espressive e caratteristiche dello stile del fumettista.
Ci sono capitoli migliori di altri, ma in tutta l'opera si percepisce un'organicità che fa sì che il lettore non stacchi mai gli occhi, fermandosi solo per gustarsi meglio il fumetto. In più occasioni infatti mi sono fermato pensando "Non voglio salutare Brian troppo presto".
Mi sarebbe piaciuto conoscere un po' di più la società in cui viene ambientato, perché tutti gli indizi che Martìn semina come reperti dimenticati fra la sabbia mi hanno incuriosito, ma forse era giusto così.
P.s. credo che la scena del bagno di Sinan sia estremamente interessante e degna di una riflessione allegorica più approfondita del resto.
Detto questo...
Brian The Brain è la storia toccante di Brian Brane, ragazzo nato con un cervello ipersviluppato che vive emarginato da tutti, trova amici solo fra quelli "come lui".
In ogni capitolo parla della sua vita e di come gli interessi delle persone attorno a lui la influenzano. E' un discorso che offre spunti di riflessione interessanti su temi come disabilità, ricerca sperimentale, industria scientifica ed egoismo.
Le tavole hanno uno stile pulitissimo e ho apprezzato molto le fisionomie dei personaggi, molto espressive e caratteristiche dello stile del fumettista.
Ci sono capitoli migliori di altri, ma in tutta l'opera si percepisce un'organicità che fa sì che il lettore non stacchi mai gli occhi, fermandosi solo per gustarsi meglio il fumetto. In più occasioni infatti mi sono fermato pensando "Non voglio salutare Brian troppo presto".
Mi sarebbe piaciuto conoscere un po' di più la società in cui viene ambientato, perché tutti gli indizi che Martìn semina come reperti dimenticati fra la sabbia mi hanno incuriosito, ma forse era giusto così.
P.s. credo che la scena del bagno di Sinan sia estremamente interessante e degna di una riflessione allegorica più approfondita del resto.
August 9, 2015
Brian è un ragazzino speciale, non solo per la sua deformità fisica (non ha la scatola cranica e il suo cervello è esposto) causata da degli esperimenti scientifici fatti sulla madre-cavia di laboratorio in gravidanza ma anche perché rimane una persona buona e "sana" in un modo fatto di bugie e manipolazioni. Il futuro pensato da Martìn è molto inquietante, la malattia è indotta, poi parzialmente curata e infine recidiva determinando in modo definitivo la vita della gente. Brian possiede poteri speciali (telepatia, telecinesi) che sono stati creati involontariamente e che finiscono con l'essere dannosi, spesso negati o manipolati. Questa sorta di futuro distopico in cui Brian è immerso è quindi scomodo e spesso doloroso. Marrtìn decide di mostrarci senza pietismo solo alcune delle conseguenze psicologiche di certi avvenimenti, scegliendo di caratterizzarne meglio altri, calcando talora la mano sulla strisciante "anaffettività" (sempre che tale parola esista) che questo mondo fatto di deformità e malattia ha indotto nelle persone che l'hanno subita e chi sta loro vicino.
Questa storia tuttavia non mi ha coinvolta completamente, anche se forse questo era l'effetto voluto dall'autore.
Questa storia tuttavia non mi ha coinvolta completamente, anche se forse questo era l'effetto voluto dall'autore.
Read
August 22, 2026Questo fumetto è un duro colpo per una persona come me che ha una visione realista-ottimista della vita. Non sono certo una Pollyanna, vedo e accetto la crudeltà insita negli esseri umani e nella vita, come esperienza in generale. Ma il desolante nichilismo che pervade quest'opera disegnata con tratto così "tenero" strappa davvero il cuore. Mi ha fatto ricordare perché spesso accentuo la mia marca "ottimista" anche solo per fare lo "yang" delle persone che sono "ying". Il mondo è uno ying/yang in continuo bilanciamento, però sono conscia che i tempi insicuri in cui viviamo rendano la maggior parte delle persone intelligenti/sensibili piuttosto ying. Voglio ancora credere che lo ying non sarà la costante presente nell'aere durante tutta la durata della (mia) vita. E se così non sarà, ci penserò io stessa, adoperandomi da me o con la mera immaginazione.
April 17, 2020
Una graphic novel abbastanza originale e di veloce lettura. Ci racconta una serie di brevi episodi della vita di un bambino, Brian the Brain, nato con una malformazione causata dagli esperimenti del grande centro di ricerca chiamato BioLab. Il laboratorio da anni paga la madre del protagonista per partecipare alle ricerche e fare da cavia. Ciò ovviamente comporta non pochi rischi, infatti Brian nasce con un cervello enorme e totalmente esposto alle intemperie perché privo di calotta cranica. Questo enorme cervello gli dona però anche degli strani poteri psichici, come la telepatia e la telecinesi. Parecchia attenzione viene rivolta ai disagi sociali causati dall'emarginazione, dalla diversità ostile, dalla malattia.
November 5, 2020
Sicuramente è un'opera da capire e figlia dei suoi tempi che purtroppo non ha incontrato il mio gusto.
Esteticamente non adoro lo stile di Martin, ma alcune tematiche non solo sono (giustamente) pesanti, ma ormai sono desuete e a volte non riesco proprio a capire il senso di un singolo insieme di vignette (la narrazione è organizzata per blocchi di vignette che al massimo occupano poche pagine, quindi è una suddivisione in capitoli brevissima, ognuno avente una sua morale).
Esteticamente non adoro lo stile di Martin, ma alcune tematiche non solo sono (giustamente) pesanti, ma ormai sono desuete e a volte non riesco proprio a capire il senso di un singolo insieme di vignette (la narrazione è organizzata per blocchi di vignette che al massimo occupano poche pagine, quindi è una suddivisione in capitoli brevissima, ognuno avente una sua morale).
October 24, 2015
ad essere onesti non ci ho visto poi tutta questo osannato capolavoro di critica sociale o profondità, anzi, l'ho trovato freddo e superficiale. la sola storia che mi ha toccato un po' piu nel profondo è stata quella sulla ragazza che poi parte per l'Oceania, ma un paio di pagine su 180 sono un po' poche
July 24, 2020
one of the best freak in comics !!!
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