Dianablu non è lo scontro semplice ed elementare, la crasi tra due parole, un nome e un colore, una in coda all'altra. dianablu è il nome di un colore nuovo, quello che riempirebbe ogni stanza fumosa e sicura se si aprissero all'improvviso le porte sulla notte, quello che misceleremmo sulla tavolozza se fosse possibile essere cupi con grazia, se le cose scure e il buio, se il nero avesse sfumature e non fosse così impenetrabile e frontale. dianablu è il nome di un filo molto poco invisibile che attraversa otto racconti + 1 e ne fa un romanzo corale, il disco struggente di chi non è stato capace di amare senza portarsi dietro una lunga scia di sangue. Angeli e assassini, dj e ragazze glam attraversano le pagine e raccontano l'ansia di vivere, l'ironia e la sensibilità degli inadatti, di chi è insicuro in ogni sua azione, radicale nelle reazioni. dianablu, tra l'amore che esce dalle ferite di un'arma da fuoco e i disturbi della personalità che diventano biglietti da visita, è l'opera prima di un talento inesauribile, di un musicista che scrive e di uno scrittore che disegna mondi e che fa cozzare esistenze. E ogni esistenza in collisione potrebbe essere quella di uno di noi. E per entrare in collisione è sufficiente essere così deboli o coraggiosi da perdere l'equilibrio...