Di questi Esami, andati in scena nel dicembre 1973, scriveva all'epoca del debutto Franco Quadri: "... vorrebbero occupare un posto a parte nell'ultima produzione di Eduardo, sia perché riassumono un collage delle sue tematiche più tipiche, sia per il metaforico distendersi a coprire l'arco della vita di un uomo. Guglielmo Speranza, il protagonista, è il simbolo di un'umanità sognatrice e illusa, destinata a scontrarsi con gli inganni della vita e a soccombere. Questa sconfitta si esprimerà in un estremo rifiuto della parola e della comunicazione... Al funerale, vedremo Speranza apparire ancora vivo, in piedi tra i portatori della sua immaginaria bara, agitandosi come un triste giullare; perché non può morire il concetto che in lui si incarna".
Eduardo De Filippo was an Italian actor, playwright, screenwriter, author and poet, best known for his Neapolitan works Filumena Marturano and Napoli Milionaria.
De Filippo was born in Naples to playwright Eduardo Scarpetta and theatre seamstress and costumier Luisa De Filippo. He began acting at the age of five and in 1932 formed a theater company with his brother Peppino and sister Titina. Peppino left the troupe in 1944 and Titina departed by the early 1950s. De Filippo starred in De Sica's L'oro di Napoli with Totò and Sophia Loren in 1954. His translation of Shakespeare's The Tempest into Neapolitan was published in 1982.
In 1981, De Filippo was appointed life senator of the Italian Republic. He died four years later in Rome. His artistic legacy has been carried over by his son.
Questa è stata l'ultima commedia di Eduardo ed è anche una delle più amare. In effetti, pur avendo i suoi momenti comici, c'è un senso del tragico (che qui è ovviamente tragicomico) sin dal prologo. Il protagonista Guglielmo Speranza si rivolge al pubblico con tristezza, rassegnazione. La vita che per lui appena laureato sembra ora un cammino franco, libero si rivela essere un gioco di società con un'unica parte da interpretare per poter realizzare le proprie ambizioni. Ogni gesto è interpretato e giudicato da una falsa morale che comodamente appunta aggettivi, qualifiche, etichette che diventano l'esistenza stessa di quella persona. L'unico momento di verità è vissuto nella situazione che moralmente viene giudicata la peggiore della vita di Guglielmo. E così, esame dopo esame, la vita scorre fino all'ultimo ostinato esame finale, quello del prete ma soprattutto quello della gente che giudica il morto anche nella bara.
Franco Quadri, all’epoca del debutto della commedia (1973), scriveva: “... il protagonista è il simbolo di un’umanità sognatrice e illusa, destinata a scontrarsi con gli inganni della vita e a soccombere.” Commedia in tre atti, dove si rappresenta la vita di Guglielmo Speranza, professionista marito e padre di famiglia, dal giorno della laurea (1922-23) alla sua malattia (1972) e morte. «Guglielmo: ... mi sono scocciato di sottostare alla legge del vivere civile che t’assoggetta a pronunziare i “sì” senza convinzione, quando i “no” salgono alla gola come tante bolle d’aria, quei “sì” estorti con la complicità del galateo, il quale poi se ne lava le mani quando quel “sì”, per chi te lo ha estorto, diventa un impegno tassativo che devi mantenere a tutti i costi, se non vuoi passare alla storia come un fuorilegge.». Eduardo, un monumento.
<< È questione di ipersensibilismo apoplatico, onde il biscombulatismo pleninalitico pendulante devia dalla frenicologia uomologica e s’immette nell’opposto guazzabuglio farmacolitico rettilineare psichico cachettico lassativo tonico digestivo. Il collega curante ha praticato tutte quelle cure che la scienza moderna ci concede. Ora dipende da lui: è il malato che deve reagire e la natura può fare qualunque miracolo.>>
A parte un fumetto su “Natale in casa Cupiello”, questo è stato il mio primo approccio al teatro di Eduardo, e mi spiace ammettere che non è stato dei più entusiasmanti. Il tema degli “esami che non finiscono mai” che mi affascinava molto, viene presentato all’inizio in maniera troppo evidente e poco metaforica, e poi invece rimane molto più labile, “interpretato” dai commenti e gli inopportuni consigli della “gente”. Capisco il significato del personaggio di Guglielmo Speranza ecc ecc, però, che devo dire, non m’è piaciuto tanto! Probabilmente quest’opera va vista e non letta! Anche perché le annotazioni sulle espressioni e i toni di voce degli attori sono incredibilmente particolareggiate: dev’essere davvero difficile interpretare Eduardo come lo voleva lui!