Come riesce Marcel, un capitano di un mercantile che approda sempre nei porti secondari, a colpire così precisamente il cuore delle persone?
Sì perché questo Marcel sbarca in Galizia, in Bretagna, in Irlanda e in Danimarca e incontra 4 persone, 2 uomini e 2 donne. E tutte queste persone sembrano avere in comune qualcosa. In un certo senso sono bloccati, inchiodati in una condizione di vita che non li soddisfa, o non li soddisfa più, e sono incapaci di quel “colpo di reni” necessario per tornare a vivere.
Per le ragioni più diverse si sono ritagliati un angolo nel mondo, e lì sembrano destinate a trascorrere i loro giorni, sino alla morte. Ma l’imprevisto, appunto il capitano Marcel, arriva nel porto della loro cittadina, e immette in ciascuno di loro una specie di nostalgia. Ma non per il passato, bensì per un futuro che richiede coraggio, determinazione.
A un certo punto queste 4 persone, all’insaputa l’uno dell’altra, decidono di andare nel porto di Kinsale, nella contea di Cork, in Irlanda. Lì il mercantile guidato da Marcel attraccherà, lì tutti e 4 lo attenderanno, cogliendolo di sorpresa.
Per questo decide di caricarli a bordo del mercantile e con uno stratagemma, una frottola, all’armatore, li condurrà tutti e 4 a Baltimore Harbour.
È lì che alla fine emergerà la verità sul capitano Marcel, un venditore ambulante di sogni che ha alle spalle un passato terribile, ma che tuttavia riesce a rimettere in moto nel cuore dei 4 la voglia di vivere, di osare un po’ di più. Certo, Marcel, che aspetta un figlio da Rosa Moreno, una delle 4 persone trafitte dal sorriso luminoso di Marcel, non può legarsi a niente e a nessuno.
Non è indifferenza o menefreghismo. È che la sua capacità di regalare sogni, o di rimettere in moto la macchina inceppata dei sogni, dei desideri delle persone, necessita di un requisito assoluto. La libertà.
È indispensabile per lui essere e restare libero a ogni costo e sopra ogni cosa, anche se questo ferisce gli altri.
E per questo, alla fine del romanzo, Marcel abbandonerà il mercantile per dirigersi, in barca, chissà dove. Probabilmente per rimettere ancora in moto, nei piccoli porti del Nord Atlantico, altri sogni inceppati dal conformismo, dalla paura.
Un bel romanzo di mare, anzi di oceano Atlantico, che si svolge però soprattutto nei piccoli porti fuori dalle grandi e importanti rotte commerciali. Soprattutto un romanzo che ricorda che sì, si possono suscitare sogni, speranze negli altri, ma che dopo è indispensabile caricarsene il peso e la responsabilità sulle spalle.
Purtroppo Marcel non è in grado di farlo, e lo scopre esattamente quando vede quelle 4 persone sul molo, ad attenderlo nel porto di Kinsale. Quella vista gli farà sbagliare per la prima volta la manovra di attracco.
La sua uscita di scena, con i 4 che torneranno alle loro vite, diversi, più consapevoli e coraggiosi, è inevitabile. Non si saprà mai che cosa ne sarà di Marcel, se ai 4, e all’equipaggio del mercantile, sarà mai concesso di incontrarlo di nuovo, chissà quando o dove.
Marcel è l’esempio di una libertà assoluta, che non si può chiudere o rinchiudere, e come il vento scivola via perché è nella sua natura non fermarsi mai in nessun luogo.