L'amore o quasi
La protagonista della storia è di nuovo Rose, la donna che ne "La metà di niente", aveva saputo ricostruire la sua vita dopo l'abbandono del marito Ben. Superata la catastrofe matrimoniale, Rose ha saputo reinventare una nuova esistenza per sé e per i tre figli. Ma la vita la attende a un altro appuntamento: quando Ben si ripresenta, dopo diversi anni di separazione, Rose non sa come affrontarlo, non capisce cosa lui voglia e perché. E anche i suoi figli lo guardano con sentimenti molteplici e ambigui, seppure segnati inevitabilmente dall'ostilità. Ben rimette in discussione tutto il mondo che Rose aveva faticosamente e quotidianamente ricostruito...
Mi è piaciuto da morire!
Non per la trama (forse un pochino scontata) ma perché Rose ero io!
Eccetto la questione del divorzio, in tutto il resto mi sono riconosciuta in pieno.
Rose ha 50 anni, è un'età di cambiamenti, è un periodo della vita dove i bilanci sono pressoché giornalieri, dove si ha voglia di uscire dai panni troppo stretti di "mamma", dove si ha voglia di rimettersi in gioco e a volte ci si sente ragazzine anche quando ci si spalma con l'antirughe "extra-strong".
Mi sono riconosciuta nelle pagine dove Rose si smarrisce nella scelta dei sentieri giusti da percorrere con i figli adolescenti, delle notti dove ci si sente madri inadeguate e ci si chiede se quello che abbiamo imposto è giusto davvero.
Il peso che si porta quando siamo sempre e comunque i primi scogli su cui si infrangono le onde-ragazzi, perché i padri lavorano fino a tardi e quindi, che ci piaccia o no, le emergenze sono tutte nostre..
La fatica di capire un mondo che, nonostante tutto, ci sfugge, ma in cui vogliamo muoverci senza rimanerne escluse, la gioia di avere un lavoro che piace anche se è faticoso gestire tutto...
La Dunne è riuscita ha rendere ancora una volta la protagonista credibile, tratteggia una donna forte, che lotta, che non ha paura di mettersi in gioco e che è capace di trarre sempre il meglio dal peggio.