Dany Contreras, esule cileno ed ex poliziotto, lascia il suo ufficio svizzero per andare a Milano ad indagare sulla morte di Vittorio Bruni, magnate delle omonime pelletterie. Si muoverà tra avidi soci d'affari e stregoni amazzonici, tra attraenti ereditiere e misteriosi cacciatori indios, riuscendo infine a svelare le ragioni che hanno portato a quella morte e i loschi traffici che si celano dietro lussuose valigette in pelle. George Washington Caucaman, cileno di sangue Mapuche e ispettore di polizia, viene trasferito per punizione a Santiago, e qui comincia a investigare su alcune telefonate che nascondono una sinistra vicenda, legata alla realtà politica del suo paese. Nel volume è presentato anche il racconto "Hot Line".
(Ovalle, Chile, 1949 – Oviedo, España, 2020) Luis Sepúlveda was a Chilean writer, film director, journalist and political activist. Exiled during the Pinochet regime, most of his work was written in Germany and Spain, where he lived until his death.
Author of more than thirty books, translated into more than fifty languages, highlighting An Old Man Who Read Love Stories (Tusquets Ed., 2019) and The Story of a Seagull and the Cat Who Taught Him to Fly (Tusquets Ed., 1996). Among his numerous awards are the Gabriela Mistral Poetry Award (Chile), the Primavera Novel Award (Spain) and the Chiara Award for Literary Career (Italy). Knight of the Order of Arts and Letters of France, and doctor honoris causa by the universities of Toulon (France) and Urbino (Italy).
In a direct, quick-to-read language, full of anecdotes, his books denounce the ecological disaster affecting the world and criticize selfish human behavior, but they also show and exalt the most wonderful manifestations of nature.
Questa volta ritroviamo Sepulveda in un’insolita e inattesa veste gialla, in due racconti brevi in cui riesce magistralmente come nei suoi generi soliti. Nel primo abbiamo una fabbrica di pellami italiana che ricorre al commercio illegale di una specie protetta sudamericana, il jacarè; commercio che viene alla luce durante le indagini della polizia e dell’impiegato della compagnia assicurativa per la misteriosa morte di uno dei due soci. Nel secondo invece abbiamo un ispettore che, per aver pestato i piedi (o dovrei dire il sedere😂) al figlio di un pezzo grosso dei militari cileni, dalla Patagonia viene trasferito in piena Santiago, nel reparto crimini sessuali, dove, come un pesce fuor d’acqua, si ritrova ad indagare su un improbabile crimine legato ad una hot line tenuta da due esiliati tornati al loro paese. Ma le indagini avranno risvolti e coincidenze imprevedibili. Mi ha ricordato Raymond Chandler per lo stile, insieme al Doyle di Sherlock Holmes per le parti esplicative dei crimini che richiamano, soprattutto nel primo, anche culture diverse e lontane e metodi particolari. Ritornano anche qui i temi tanto cari all’autore della denuncia di sfruttamento animalista e dell’annientamento di culture arcaiche che vivono in pace con la natura, e delle violenze militari durante il periodo della dittatura, che ha costretto tantissimi cileni ad andare in esilio per non ritrovarsi come i milioni di desaparecidos di quegli anni.
Aprile 2023 Ritrovato pure questo organizzando analiticamente la libreria (XD Ok è troppo pure per me!!!), incuriosita dal fatto che non ricordassi alcunché, sto rileggendolo... vedrò se mi lascerà qualcosa che varrà la pena annotare... per ora bo'... e ho dato pure 3 stelle al primo racconto e 4 al secondo, non so cosa dire, magari avevo letto, all'epoca, roba talmente brutta che questo mi sembrava discreto e persino bello (nel senso di confacentesi al mio gusto).
03052023 Ho finito di leggere Jacaré qualche giorno fa, confesso che è stata una buona esperienza, ho letto parte di Hot line, ora come ora penso di aggiustare la stellatura a 3 stelle e 1/2 per entrambi, non so perché non me li ricordassi, ma devo dire che, a parte qualche dubbio iniziale, sono contenta rileggere questo volumetto, l'unica cosa che non mi convince è che i due racconti sono veramente corti, insomma... ne potevano aggiungere un terzo!
In questa calda estate ho (ri)scoperto Sepúlveda e, per la prima volta in vita mia, ho trovato un autore di cui i racconti mi lasciano davvero soddisfatta. Tra Jacaré e Hot Line, i due racconti contenuti in questo librino, ho una leggera predilezione per il secondo, dallo sfondo impegnato e dal protagonista "verace". Le indagini che seguiamo sono un po' sui generis e poco ortodosse. Nel complesso una lettura non faticosa, di quelle che lascia un bel sapore sazio in bocca.
Due raccontini un po’ fantastici e un po’ inverosimili, uno ambientato a Milano e l’altro a Santiago del Cile, uniti dalla verve picaresca di Sepulveda e dalla ironica umanità dei protagonisti. Il secondo con l’adorabile ispettore mapuche è più carino del primo.
Anche nelle opere che esulano dalla tematiche che gli sono più proprie, Sepulveda non trascura i due principali "cardini" (quasi delle ossessioni, nell'accezione positiva del termine) della sua narrazione: l'invito a rispettare la Natura e la traumatica transizione cilena dal regime dittatoriale di Pinochet alla ritrovata democrazia. Non fa eccezione questo volumetto, in cui l'editore ha inserito due racconti incasellabili nel genere "giallo".
Nel primo, che dà il titolo al libro, il protagonista è un ex poliziotto cileno, esule causa dittatura, che indaga per conto di un'assicurazione svizzera su alcune misteriose morti avvenute in una Milano "da bere", godereccia e cartonata. Pur gradevole nella seconda parte, in cui i misteri si dipanano ed emerge la morale ambientalista, l'ho trovato un po' arzigogolato.
Decisamente più convincente "Hot line", precedentemente pubblicato a puntate sul "Corriere della Sera", in cui l'autore parte dalla punizione (il trasferimento nella capitale cilena Santiago) inflitta a George Washington Caucamán, poliziotto di origini india, per raccontare come i fantasmi del passato di repressione militare siano impossibili da dimenticare. Anche perché non perdono occasione per riproporsi, persino attraverso una linea erotica...
Jacaré è un breve racconto poliziesco in cui tutto succede in fretta, seguendo i ritmi frenetici della vita moderna. L'indagine sulla morte di Vittore Bruni, il proprietario delle pelletterie che vantano come fiore all'occhiello i prodotti in pelle di jacaré, un grosso caimano in via di estinzione, serve a presentare il tema della natura minacciata dagli interessi degli uomini. Carino.
Hot line è un altro racconto noir. Anche questa volta il caso di cui si occupa il protagonista George Washington Caucamán serve a denunciare un'altra vergognosa vicenda Migliore rispetto al primo
I libri di Sepùlveda, per quanto brevi, hanno sempre la grande capacità e il grande pregio di affascinare con la loro semplicità. In questo libro oltre a Jacarè un altro racconto lungo, Hot-line, ed entrambi catapultano il lettore prima a Milano, poi a Santiago del Cile. Due storie investigative, due finali forse scontati, ma dalla trama lineare e per questo affascinante, tanto da affascinare anche con il finale, un colpo di scena se anche a posteriori appare scontato, sul momento è perfetto e tanto deve bastare. I libri di Sepùlveda, nonostante tutto, li rileggo tutto sempre con estremo piacere.
Il mio primo Sepùlveda non mi ha fatto impazzire. Forse ho scelto un libro non rappresentativo della sua opera? Non so. Sta di fatto che non mi ha travolto e non ho urlato al genio come fanno in molti, ma confido in una scelta sbagliata del libro. Jacaré è in realtà composto da due racconti lunghi: Jacaré ed Hot Line. Il primo è un poliziesco ambientato a Milano. Un agente assicurativo deve far luce su un caso misterioso di possibile omicidio. Il secondo è sempre un poliziesco ambientato a Santiago in cui un agente della polizia rurale, dalla Patagonia viene trasferito nella capitale e si imbatterà in un caso di "reati sessuali". A mio avviso il secondo racconto è stato molto più incisivo del primo, ma ci sono dei temi che li accomunano entrambi: i protagonisti sono entrambi indio con storie di sopraffazione alle spalle, la sopraffazione dell'uomo bianco sulla Natura e sulle popolazioni indigene, una sorta di sapienza ancestrale, la giustizia, la corruzione dilagante, l'immanenza e la consapevolezza che siamo una parte infinitesimale e non intoccabili. Sono temi davvero molto interessanti che so essere cari all'autore di cui di sicuro leggerò altro.
Sepulveda non delude mai. Soltanto la brevità dei suoi racconti e il fatto che, per nostra sfortuna, non ce ne saranno altri in futuro, è un valido motivo per sentirsi tristi nel finire una sua opera. Per quanto fosse un "di più" ho apprezzato tantissimo il racconto hot line alla fine del testo principale e.. sinceramente, avrei voluto davvero tanto ci fosse un seguito.
Il libro racchiude brevi romanzi noir nei quali Luis Sepúlveda affronta temi legati alla passione civile e degli ideali, all’ ecologia e alla difesa dei diritti. Solo un grande scrittore può affrontare temi così forti in poche pagine utilizzando una vena d’ironia.
Personaggi che sembrano macchiette. Dialoghi stereotipati. Bell’idea collegare Milano con il Mato Grosso, ma la vicenda é incredibile e superficiale. Non trovo ragioni per consigliarlo.
Due racconti. Due scenari differenti. Due modi di fare giustizia. Nel primo dei due racconti lo sfondo è quello di una Milano grigia nella quale si succedono uno dopo l'altro, a breve distanza, due omicidi che a tutta prima sembrano morti naturali. Soprattutto la prima che inizialmente anche l'autopsia dichiara essere una "morte bianca". Le due vittime milanesi sono entrambe legate ad un'industria che opera nel campo delle creazioni in pelle ma che nasconde una storia di traffico di pelli di speci animali protette e non solo. Le due morti milanesi si uniscono ad altre due morti di persone anch'esse legate alla stessa industria. Ad occuparsi dell'indagine sono un Commissario magro come uno stecco ed un ispettore alquanto corpulento della Polizia italiana coadiuvati da un investigatore di una nota società di assicurazioni svizzera. Nel secondo racconto veniamo trasportati nel Cile tornato democratico, almeno all'apparenza, dopo il golpe militare che rovesciò il Presidente Allende. In questa seconda vicenda troviamo un ex ispettore della polizia rurale che viene spedito a Santiago del Cile dopo essere stato coinvolto in uno scontro a fuoco nella quale ad avere la peggio è il figlio di un generale. Nella capitale cilena l'ispettore viene assegnato alla sezione crimini sessuali e si trova impegnato in un'inchiesta denominata "Hot-line" che lo porterà ad affrontare colui che ne aveva provocato l'allontanamento dal precedente incarico: il generale Canteras. Con "Jacaré" Luis Sepulveda ci offre due storie noir nelle quali non manca un tocco di sottile ironia che rende i due racconti ancora più gradevoli e notevoli!
Libro veloce, le situazioni si ribaltano in modo veloce, e questo libro si legge in poche ore. Da rimanrci senza fiato. Ci sono due storie, ma il tema principale é lo stesso, ovvero come lo squallore, le ingiustizie, e la povertá convergono tutte a creare terreno fertile per corruzione e crimini abominevoli. In questo libro ci sono massacri e tortura che l'autore conosce molto bene in quanto li ha vissuti sulla sua pelle. Ci sono referimenti a villa Grimaldi, la villa delle torture di Pinochet e gli effetti che questo ha causato sui sopravvisuti. I personaggi per risolvere i misteri devono usare uno sguardo imparziale e tenere gli occhi ben aperti. Attraverso la loro ricerca per la veritá tutto lo squallore e la crudeltá umana emergono. Ma non soltanto questo. Luís da grande risalto alla resilienza e dignitá di alcuni personaggi.
Ovviamente come tutti i libri di Luís Sepulveda, l'ambientazione e lo sviluppo dei personaggi é maginstrale! Che sguardo nell'umanitá! La componente culturare, storia, e geografica di tutti i libri di Sepulveda sono impareggiabili. Parté perché ha lavorato come antropologo nell'Amazonia, parte perché é per un quarto Mapuche. Quindi ha toccato con mano queste due realtá. Le parole, la struttura delle frasi, la mentalitá, i desideri, le considerazioni sul piano morale e sociale sono ricostruite benissimo per ognuno dei personaggi.
Due deliziosi racconti lunghi del miglior Sepulveda, due storie di investigazione che mescolano la selvaggia giungla sudamericana con l'algida, ingiusta Europa, l'istinto dell'indio con la ferocia del bianco, e danno una parvenza di trionfo alla giustizia.