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L'ubicazione del bene

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A venti chilometri in automobile dal lavoro e dal supermercato, come accade ai bordi di ogni metropoli, la città continua e diventa un altro luogo: Cortesforza. Come la contea di Yoknapatawpha in Faulkner e la Regalpetra di Sciasela, Cortesforza è un luogo tanto più vero quanto più è immaginario. Qui si vive un esodo eterno, e la giornata è ridotta a tragitti in tangenziale verso casa. Il lavoro non si vede più, è dappertutto, ha invaso i comportamenti quotidiani, affettivi. Per dare un senso alle proprie esistenze, gli abitanti di Cortesforza accendono un mutuo, traslocano in una zona nuova o "mettono in cantiere un figlio". Ogni volta, però, lo svelarsi improvviso di una seppur piccola possibilità provoca una sconfitta irreversibile. Una commedia umana raccontata con sguardo lucido, impietoso, privo di giudizi. Nessuna apocalisse: solo un'inevitabile, comune disfatta.

141 pages, Paperback

First published May 1, 2009

64 people want to read

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Giorgio Falco

27 books16 followers

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Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,441 followers
January 23, 2024
CORTESFORZA, TEXAS

description

Una serie di racconti tutti ambientati nello stesso posto, Cortesforza alla periferia di Milano, il classico non-luogo.
Il classico esempio di cementificazione geometrile che si vorrebbe a misura d'uomo, ma nasce già disumana e lo diventa sempre più.
Un'idea di partenza con potenzialità interessanti.

description

E poi: utilitarie, parcheggi di periferia, box auto, villette unifamiliari, mutui ventennali, camper, macchine incolonnate, semafori, capannoni, furgoni con l'insegna, spese al supermercato fatte al sabato mattina, grigio cemento che divora il verde, la morte dell'architettura genera il trionfo del geometra, il sole sembra un neon, l'erba cresce stenta, donne che vogliono solo diventare madri, carrozzine e passeggini comprati con largo anticipo sul parto, progetti matrimoniali che naufragano in poco tempo, ricerca della felicità sotto traccia, ambizione di realizzazione sotto zero, ricerca del benessere materiale piuttosto sentita, squallore di esistenze squallide...

description

E i personaggi non s’incrociano mai, i racconti rimangono entità separate, non c'è intreccio, non c'è somma, solo affastellamento.

La scrittura è piatta, livello marciapiede, il tono anche più basso.

Mi hanno fatto l'effetto di una cena da solo in una mensa aziendale.

description
Questa e le altre immagini sono tratte da “Nosedive” episodio della terza stagione della serie Black Mirror.
Profile Image for piperitapitta.
1,051 reviews470 followers
March 26, 2019
Zona desolazione

Desolazione, alienazione, solitudine, straniamento dai luoghi e un senso di estraneità alla propria vita, e a quella delle persone che ruotano intorno e dentro le storie, cui la scrittura impersonale, apparentemente distaccata di Giorgio Falco, contribuisce in un gioco di contrapposizione e mimesi ad amplificarne l’effetto. Perché è un’umanità media e dimessa quella che abita Cortesforza, talmente media da essere anonima, quasi mimetizzata a se stessa nelle sue villette a schiera e nelle sue abitudini, un’umanità che nei luoghi in cui credeva poter dare avvio a un’esistenza ricca di prospettive si è trovata, invece, di quella vita, a misurarne solo i limiti e gli scarti, i vorrei ma non posso: Cortesforza è dove sogni si infrangono, a volte ancora prima di essere stati sognati, è l’illusoria ricerca della felicità.



Su tutti, il mio preferito, l’unico forse che prepotentemente emerga per ferocia del vivere, Oscar, in cui un area manager e i suoi sottoposti, che ambiziosi sperano di scalare posizioni e farsi spazio in azienda, si incontrano nella di lui villetta, a Cortesforza, per far combattere fra loro i propri pesci tropicali. È una battaglia reale e simbolica, quella dei pesci siamesi combattenti, è un mors tua vita mea che fa rabbrividire: la posta in gioco è anch’essa intangibile, ma le ferite dei pesci, la loro morte, le sorti di ciascuno di loro, è lo specchio di quanto avviene nell’acquario della villetta, è la stessa che muove giorno e notte le loro ambizioni e frustrazioni e disegna con spietatezza i loro destini.



È indubbio che Giorgio Falco abbia una fascinazione specifica per i non luoghi, lo testimoniano Condominio oltremare, le sue foto su Instagram, la quasi maniacalità da geometra e l’attenzione da magazziniere con le quali elenca e osserva materiali, strutture, luoghi industriali, unità abitative, cataloga cose e persone, comportamenti e aspirazioni; e devo rilevare, che mentre in questa raccolta di racconti c’è poco spazio per ogni tipo di empatia, e si rischia di rimanere schiacciati da tanta desolazione (ma non è forse così in ogni dove, che l’ubicazione del bene possa risultare assente, abitare altrove, ovunque se ne voglia dimostrare a tesi l’effettiva assenza?), in "Condominio Oltremare", anch’esso prolungamento della stessa rincorsa che da Milano parte verso Cortesforza e l’attraversa fino ad arrivare sulla costa, ai Lidi di Comacchio, c’è più spazio per dolersi, più umana consapevolezza.
Eppure era prima, cronologicamente, Cortesforza e i suoi abitanti sono arrivati solo dopo, ma la sensazione che si tratti di un circolo tutt’altro che virtuoso, l’illusione del raggiungimento di un “bene” che non sarà mai né materiale, inteso come benessere oggettivo - la casa, la villetta a schiera, status symbol per chi cerca la rappresentazione materiale del proprio modello sociale - né interiore, inteso come raggiungimento delle proprie aspirazioni e compimento dei propri desideri, impossibile da ottenere - è parte di un inganno che continua a perpetrarsi di generazione in generazione.
(Altrove. È la risposta alla domanda insita nel titolo, secondo Falco, ma forse nemmeno là)
Quattro meno meno, le stellette.

Le istruzioni di Giorgio Falco su "Come arrivare a Cortesforza".
Profile Image for Ubik 2.0.
1,076 reviews295 followers
March 14, 2019
Non-abitanti di un non-luogo

Sul piano sociologico si tratta di un libro certamente degno di nota . Mettere al centro dell’osservazione un “non luogo”, in questo caso un immaginario centro residenziale nel suburbio milanese, è un esercizio interessante, benché tanti vi si siano già cimentati con alterni risultati. Falco, di suo, inserisce in questo contesto l’esplorazione dei personaggi, degli abitanti, degli esseri rigorosamente saltuari che si aggirano nel non-luogo e ciò dovrebbe inserire un elemento esistenziale nel quadro, aumentandone lo spessore.

Il problema è che qui, fino a prova contraria, dovremmo trovarci nell’ambito della narrativa e da questo punto di vista “L’ubicazione del bene” ha avuto ben poco da offrirmi; è come se l’autore abbia cercato di riprodurre nello stile esangue ed incolore la medesima inconsistenza delle pallide esistenze che descrive.

Nel racconto più lungo e significativo che fornisce il titolo alla raccolta, Giorgio Falco (peraltro originario di queste zone) tramite il protagonista narrante scrive: “…Ho raccontato alcune storie attorno all’ubicazione del bene a Cortesforza, Milano. Io vivrò in questo posto ancora per poco, ma adesso sono qui, senza un colpo di scena, un addio al check-in dell’aeroporto, senza una scena di sesso, un letto d’ospedale, la sensazione di minaccia incombente, un momento felice durante l’antipasto, senza una donna nuda sulla bilancia, un personaggio leggendario che ha sempre la battuta intelligente, tre righe dall’inizio e subito un dialogo edificante.”

Pare dunque di desumerne che “L’ubicazione del bene” non sia un’opera poco riuscita (almeno ai miei occhi…), quanto piuttosto il frutto programmatico di una riflessione e di un’operazione che consapevolmente sacrificano l’empatia alla coerenza, un libro inafferrabile e instabile come i tanti personaggi che vendono o comprano casa (o servizi per la casa) in un pullulare di agenti immobiliari, slogan, insegne pubblicitarie luminose, congelati in un presente senz’anima in cui l’esistenza si sfarina senza passione.

In definitiva, comprendo il valore del testo e l’interesse suscitato, ma io (tanto per restare in ambito nazionale ed evitare paragoni blasfemi…) sono un adoratore dei racconti di Michele Mari, figuriamoci se posso restare affascinato da questo grigiore, nell’oggetto e nello stile.
Profile Image for Karenina.
135 reviews105 followers
August 16, 2017
Racconti desolati e desolanti di una varia umanità “all’alba di una nuova era”; la middle-classs padana con i suoi sogni mediocri di mulini bianchi destinati al fallimento, aspettative mancate di villette a schiera, gite domenicali con colonne di auto, pendolarismo della frustrazione, “insegne luminose che attirano gli allocchi” in un mondo dove si vende la felicità in formato prato inglese.

Bellissimo il titolo polisemico, dove quell’ubicazione del bene che si riferisce nel racconto omonimo alla casa pignorata e messa all’asta, può essere a mio avviso interpretato come la perdita di una scala di valori, la focalizzazione sbagliata dell’obiettivo, resa manifesta dal racconto sul cannocchiale a gettone per guardare il panorama:



“Ma non riusciamo a vedere niente, il territorio assoggettato si contrae dentro lo sguardo, l’usura di noi stessi, di ogni istante che ricade più stravolto dentro di noi. Guardare attraverso la lente rende le cose più sfuggenti, pensavamo di vedere la linearità delle cose, la traccia di un senso celato, ingrandito, leggibile nel caos quotidiano. Diventiamo anche ansiosi, il tempo passa e non vediamo niente, tanto meno qualcosa di memorabile, un’esperienza.”

Profile Image for ferrigno.
554 reviews111 followers
April 21, 2019
Protagonista indiscussa di questa raccolta è la villetta indipendente. Comodamente vicina a una tangenziale o a un centro commerciale, teatro di drammi silenziosi, isola infelice. Sogno di una larga fetta di popolazione lombarda. La ottieni, vai a viverci e passi il tempo che ti resta a chiederti se è veramente questo il senso della vita.
Racconti scritti in un presente atemporale che toglie ogni speranza, ambientati in non luoghi senza prospettive.
Buona lettura.
Profile Image for Héctor Genta.
401 reviews88 followers
March 28, 2018
Con questo libro Falco dimostra di essere uno scrittore coraggioso. Non è semplice, soprattutto in Italia, confrontarsi con la misura del racconto: saper aprire e chiudere l'obiettivo della macchina fotografica, accennare i grossi temi ed approfondire particolari minimi, far intuire senza dire... E poi il tema: raccontare l'attualità comporta il rischio di scivolare nei luoghi comuni, nel dire cose scontate. Bene, per quel che mi riguarda, con “l'ubicazione del bene” Falco ha superato brillantemente la prova, costruendo una raccolta di racconti equilibrata, efficace e dolorosa. Sono storie di gente che prova a cambiare la propria vita ritagliandosi un'autonomia lavorativa, con il risultato di finire schiacciata dal peso della realtà, storie di solitudini, di calma apparente dietro la quale si consumano drammi domestici. Storie dove i rapporti umani nascono dal bisogno di frequentarsi per via dei figli, non dalla voglia di condividere, vite che si incontrano e si uniscono quasi per caso per poi dividersi senza un motivo. Gli uomini e le donne che abitano questi racconti sono contemporaneamente vittime e colpevoli per quello che succede, non è quasi mai possibile tracciare linee nette di divisione, sono uomini e donne sostanzialmente egoisti, che non vogliono o non riescono ad interessarsi all'altro perché nessuno si sforza veramente di capire, ma si limita a semplificare le situazioni per poter tornare a concentrarsi sui propri bisogni. Nessuna possibilità di conciliazione o di incontro perché le persone parlano lingue diverse. Le storie che Falco, novello Yeats, racconta fanno tanto più male perché sono vere, perché sono le storie che costruiscono la nostra quotidianità e nessuno può chiamarsi fuori. Esclusi i presenti, s'intende.
Profile Image for paper0r0ss0.
653 reviews57 followers
December 30, 2021
Nove racconti impietosi, come impietosa e' la vita quotidiana fatta di mutui, rate, fallimenti famigliari, occupazioni che frustrano, relazioni che opprimono. Come impietosa e' la vita trascorsa abitando nella cintura della grande citta', Milano in questo caso, che gia' nel termine rimanda un senso di costrizione e ineluttabilita'. Paesi tutti uguali e diversi, immersi in un limbo che fa da pentola a pressione per le tensioni, a dispetto del presunto ritorno alla dimensione umana dalla convivenza, ma altro non sono che il luogo di "una florida rovina". Scritto bene, se non benissimo, sconta talvolta l'eccesso di voglia dell'autore, di smania dell'effetto stilistico.
Profile Image for Elalma.
903 reviews103 followers
February 18, 2014
Sono dei racconti di un impatto narrativo straordinario, dato secondo me dal contrasto tra i non-luoghi - come "la tangenziale ovest" , i centri commerciali, i quartieri dormitorio o le aziende nelle tristi vie di periferia - e il paese di Costesforza, microcosmo fortemente delineato, se pur inesistente nella realtà. Cortesforza ha tutto, mentre altri paesini della zona non hanno niente, si dice spesso nel libro. Ed è qui, infatti, che si dipana la vita di molte persone, ubicazione del malessere piuttosto che del bene, o forse di una vana ricerca della serenità, Non siamo nella periferia di qualche città del New England, ma nella nostra periferia, e la forte connotazione locale è un grande pregio che lo rende unico e originale.
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
November 2, 2020
Falco è qui maestro, con la sua scrittura cruda e funzionale, fortemente ispirata dalla fotografia che ama (in esergo rigraziamenti a Guido Guidi e Sabrina Ragucci) nel descrivere la periferia geografica e culturale e le piccolezze del suo quotidiano, indugiando nello squallido e nel meschino, senza risparmiare alcuna critica né alla pseudo-etica lavorativa né all'istituzione della famiglia. Nove racconti brevi o brevissimi, uniti dall'immaginaria (ma realisticamente ubicata nell'hinterland milanese) cittadina di Cortesforza e da una serie di insetti e animali più o meno domestici, insieme costituiscono un unico potente affresco di abbrutimento urbano. Ma non siamo dalle parti di Carver, come qualcuno ha scritto; se là c'è una eroicità quasi metafisica in ogni squarcio di solitudine, qui c'è solo sub-quotidianità, sub-umanità. Tutto sembra provenire da un discount all'uscita della tangenziale ovest. La lettura è tutt'altro che piacevole. E tuttavia questi racconti sono davvero superbi. Alba, in particolare, è un piccolo capolavoro di descrizione delle più basse e prevedibili dinamiche di coppia. E il titolo della raccolta è bellissimo.
Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
848 reviews114 followers
April 29, 2019
Lasciate ogni speranza, voi che entrate a CorteSforza

CorteSforza è l'archetipo del sobborgo grigio e disperato della estesa periferia meneghina e, quindi, il preferito campo da gioco di Falco, virtuosista dell'agghiacciante narrazione dell'insensatezza da suicidio delle nostre esistenze.
Però, personalmente, trovo l'autore più interessante e originale nello spazio più ampio di un romanzo quale "Ipotesi di una sconfitta" (che trovo superiore a questo libro) - certo, la forma è efficacissima nel creare una atmosfera asfittica ed ineluttabile, nel disegnare con tratti spietati il disperato ed opprimente ordine sociale che schianta tutte queste coppiette ingenue, identificate come Lui&Lei, il cui destino è solo la noia, il soffocamento, la rottura, il dolore.
Ma, a mio parere, manca la capacità di aggiungere qualche filo di ironia comprensiva, qualche grammo di minimo sentimento umano da parte dell'autore che risulta, a volte, troppo soddisfatto del suo porsi su uno scranno da giudice cinico e navigato (o quasi da Savonarola profetizzante sventure esistenziali).
In particolare, Falco non è del tutto a suo agio nel descrivere famiglie e figli - l'avventura allo zoo safari non si distacca da un certo standard di macchietta di vita famigliare che dovrebbe portarci ad odiare bambini, mogli (o mariti), animali, domeniche, grida infantili.... un pò troppo facile e già scritto o visto (magari peggio, ma non è questo il punto).
In conclusione, ottima penna che sa disegnare quotidiani inferni con grande capacità - ma nel racconto forse non c'è abbastanza spazio per quella piccola pietà che alza il livello di uno scrittore.
Profile Image for La mia.
360 reviews33 followers
January 21, 2013
Un libro duro, durissimo. Difficile trovare un libro italiano così concreto, così aspro, così capace di trovare un punto di vista originale per leggere la realtà. Sono racconti che sembrano capitoli di un unico romanzo, disperati, ti penetrano dentro come una lama di coltello affilata, è veramente difficile non restare feriti da qualche episodio. Un libro che consiglio a chi non ha paura di misurarsi con lo squallore, l'angoscia, l'assenza di speranza.
Profile Image for Stefano Saini.
85 reviews14 followers
February 16, 2022
Trovato non so come proseguendo nella ricerca di raccolte di racconti di autori contemporanei italiani. Era scontato che il passaggio da Dostoevskij ad uno scrittore pressoché sconosciuto avrebbe causato qualche rimpianto e mi avrebbe fatto ripensare ad investire maggiormente il mio tempo sui grandi autori. Al di là di questo presupposto particolarmente svantaggioso per l'apprezzamento del libro, devo dire che la raccolta non mi è dispiaciuta.
Credo si tratti del primo caso in questa nicchia di produzioni in cui il contenuto non sia trash aggressivo ed al contempo non mi risulti artificiosamente romantico.
I racconti sono semplici, come la prosa, ritratti di quotidianità ingrigite che gravitano attorno ad una cittadina in provincia di Milano.
Giorgio, che mi permetto di chiamare amichevolmente per nome, pare avere una visione della vita priva di ipocrisia. L'impressione è quella di una voce onesta, di una persona con cui avrei piacere a chiacchierare perché non nascosta sotto strati di apparenza e falsità sociali.
È vero d'altronde che le storie sono piuttosto vaporose, senza finali netti e senza particolari idee trainanti a motivare le trame. Questo aspetto, che solitamente tende ad innervosirmi parecchio, si è rivelato sostenibile proprio grazie alla piacevole sensazione di ascoltare una persona sincera, anche se verso le ultime storie ero sufficientemente annoiato da essere felice di aver raggiunto la fine del libro.
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews148 followers
May 20, 2013
più lineare e meno sperimentale di "pausa caffè" questa raccolta di racconti ambientati a cortesforza, paese satellite di milano e accomunati dal senso di fallimento che permea tutti i personaggi che, ognuno a modo suo, non riescono a sollevarsi dalla mediocrità.
i migliori: onde a bassa frequenza, l'ubicazione del bene, essere sul punto, un altro ancora.
sommesso e commovente.
Profile Image for Cloudbuster.
301 reviews19 followers
December 31, 2019
L'ubicazione del Bene è un libro strano, che descrive in modo crudo e senza consolazione la depressione della vita nei sobborghi di una grande città. Una vita in un non-luogo in cui manca qualsiasi forma di reale socialità e condivisione, il cui simbolo è la villetta unifamiliare, che rappresenta per tanti italiani il sogno di libertà e indipendenza dagli altri. Una vita che è scandita dai quotidiani viaggi casa-lavoro su strade super trafficate e dove iil massimo evento sociale è un giro ai vari centri commericiali

Lo stile è secco e disadorno e la struttura a racconti non consente un reale approfondimento di temi e personaggi, come se l’autore abbia voluto adeguare la sua scrittura al mondo arido e superficiale che voleva descrivere. Il risultato è lodevole, ma assolutamente non confrontabile alle opere di Yates e di tanti altri scrittori americani che hanno affrontato gli stessi temi con ben diversa efficacia.
Profile Image for Omar Sabry.
Author 3 books12 followers
October 12, 2022
"Ma siete veramente felici?" è la domanda della raccolta di racconti di Giorgio Falco che narra la periferia di Milano, un luogo che nessuno sano di mente potrebbe amare, ma che finisce per assorbire l'anima di chi in una società ci è nato, ci è arrivato e non ha semplicemente le condizioni per poterne sfuggire. Giorgio Falco insegna che anche un luogo che fa schifo può essere raccontato senza la rabbia che potrebbe usare qualcuno come Balestrini, anzi con lo sguardo distante di un autore che molto mi ha ricordato di Carver, quindi con la sapienza di sapere spiegare e fare narrazione anche di ciò che resta dopo una fine.

Una recensione su amazon scrive: "è un libro che ho voluto leggere in fretta, per non soffrire troppo e dimenticarlo il prima possibile." - ho provato la stessa cosa, ma ve lo dico che è solamente un'illusione. L'ubicazione del bene resta dentro come le malattie che non guariscono.
Profile Image for Maria Arcuri.
14 reviews
October 14, 2024
Una serie di storie in un quartiere inventato di Milano che non ha senso. Non c'è divertimento. Non c'è nessuna storia interessante. Solo pezzi di vita di persone che non portano a nessun punto.
Profile Image for Mobile Library.
44 reviews11 followers
February 28, 2013
My opinion on this work is positive, it shows a cross section of contemporary society, a society of ill-being in which the characters are frustrated and deprived of their spirituality, they often use animals to which is assigned the task of regulating social relationships on their skin as a redeem of human lives.
The title, "The location of the (property) asset”, refers to the property as a single stable reference whose location is in the urban complex called Cortesforza, in Milan hinterland.
The narrative style is minimalist, the told stories are open, is a polysemic and stimulating reading that could be defined as a sage.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for GONZA.
7,445 reviews126 followers
March 22, 2014
Tristezza e desolazione di una serie di vite che potrebbero essere la nostra...oltre l'angoscia allo stato puro è possibile solo annichilirsi.
Displaying 1 - 18 of 18 reviews

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