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L'ultima partita a carte

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Nel 1938 Rigoni Stern non aveva ancora diciassette anni. La sua richiesta di entrare in marina crollò miseramente alla domanda: "Sai nuotare?". Decise allora di arruolarsi fra gli alpini: il suo posto era decisamente quello, fra i muli e le vette, la neve, gli sci e il freddo. Fece il suo addestramento sulle montagne valdostane, in quota, a destreggiarsi fra gli scherzi dei "veci" e i crepacci verdeazzurri, leggendo i poeti del Trecento e incidendo nel ghiaccio il nome della morosa. Nel frattempo l'Italia di Mussolini entrava in guerra, e quei ragazzi con gli sci ai piedi si trovarono di colpo a combattere contro i francesi; poi, trasportati su un Adriatico imbufalito,contro i greci.

107 pages, Paperback

First published January 1, 2002

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About the author

Mario Rigoni Stern

66 books88 followers
Mario Rigoni Stern was an Italian author and World War II veteran.
His first novel Il sergente nella neve, published in 1953 (and the following year in English as The Sergeant in the Snow), draws on his own experience as a Sergeant Major in the Alpini corp during the disastrous retreat from Russia in the World War II. It is his only work to be translated into English and Spanish.
Other well-known works also include Le stagioni di Giacomo (Giacomo's Seasons), Storia di Tönle (The Story of Tönle), and the collection of short stories Sentieri sotto la neve (Paths Beneath the Snow).
He was awarded the Premio Campiello and the Premio Bagutta for Storia di Tönle, and the Italian PEN prize for Sentieri sotto la neve.

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1 star
3 (1%)
Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for  amapola.
282 reviews32 followers
August 23, 2018
Un grande libriccino per un immenso Rigoni Stern: breve, brevissimo e incisivo.
In una società che trabocca di ragazze di 40-50 anni e di eterni Peter Pan, fa una certa impressione ricordare che c'è stato un periodo della nostra storia in cui a 23 anni potevi essere un vecchio sergente.
Profile Image for 〽️onicae.
95 reviews6 followers
November 6, 2025
Com'e' diversa la battaglia vista da un generale da quella vissuta da un sergente

Si può piangere sulla storia? 

Non credo sia un esercizio utile, almeno non quanto quello di approfondire, comprendere, raffrontare. Eppure, sebbene la cifra dell’autore sia tutt’altro che emotiva, mi è capitato più volte di commuovermi leggendo questo breve racconto autobiografico, nato da una richiesta della Fondazione Giorgio Cini. 

Mario Rigoni Stern racconta del ragazzo che era a 17 anni, ancor prima di essere chiamato a combattere per la Patria. Fremeva all’idea di quanto lo aspettava e di come andava costruendosi il suo futuro: “quella sera la mia vita voltava pagina. Stetti sveglio per molte ore. Ero diventato alpino, avevo diciassette anni e un mese; dopo il 28 ottobre Anno XVI Era Fascista, non avevo più pensato di rinnovare la tessera di giovane fascista, e ora volevo solo diventare sciatore-rocciatore specializzato nel corpo degli Alpini”. 

Quell’emozione, quelle aspettative finiranno ben presto. Mario, come tutti i giovani e le giovani della sua generazione, inciamperà poco dopo nella Storia: “non sapevo - scrive - quello che si stava preparando nelle Cancellerie e negli Stati maggiori". 

Inizia quindi la guerra e il racconto si fa duro ma mai cupo. E’ lo sguardo di Rigoni Stern a impedire quella deriva.
E’ uno sguardo che non smette di incantarsi davanti alla natura, che ne è parte integrante, che consente all’autore di rompere il ritmo della cronaca diaristica, precisa, brutale, implacabile, per abbandonarsi alla bellezza di quanto ha intorno: “m’inoltrai nella steppa, camminai senza coscienza del tempo nel silenzio della guerra tra il canto delle quaglie e il brusio degli insetti, nel naso il profumo delle erbe aromatiche e dei fiori selvatici. Grandi nuvoloni salivano dall’orizzonte della notte. Mi sdraiai sulla terra e mi lasciai portare per l’universo, perdendomi”. 

Ho preferito citare queste righe anzichè quelle che descrivono assedi, dolore, perdite, fame, freddo, ingiustizia; credo che descrivano bene che cosa abbia significato per Mario Rigoni Stern essere un alpino.
Si trova in Grecia quando nasconde, in un cespuglio, la maschera antigas e la sostituisce, nello zaino, con la Divina Commedia. Anche questo gesto lo descrive bene: è un modo di ampliare il respiro, di aprire il diaframma quando intorno il panorama si restringe, quando inizi a comprendere di essere solo una pedina, quando sei destinato a diventare un numero nei registri di un Lager: I-B I 7943.

L’ultima partita a carte è un racconto sulla presa di consapevolezza di una generazione. Ed è una presa di consapevolezza dolorosa e graduale. A questo si riferisce il titolo. 

"Loro, quelli contro cui andavo a combattere, avevano il settebello, gli ori, gli assi; noi le scartine. Le nostre figure erano già state tutte giocate".

Lo stile è asciutto, preciso, didaliscalico, concentrato sui fatti e sui documenti.

Mi sembra di vederlo l’autore mentre scrive gli appunti che prenderanno la forma di questo racconto. Mi sono domandata come fosse la sua grafia. Mi piace pensare che fosse simile a quella dei miei nonni e di tanti di quella generazione: puntuta, regolare, elegante e soprattutto nitida.
Profile Image for arcobaleno.
653 reviews163 followers
June 26, 2016
Non solo un memoriale; quasi un saggio.
Rigoni Stern riporta soprattutto memorie della propria gioventù; dell’arruolamento (una mattina di fine novembre, a un’ora antelucana, lasciai la famiglia, la casa, gli amici e il paese, come un uccello che mette le prime penne e vola lontano; dei tempi della Scuola Alpina (quella sera la mia vita cambiava pagina. Stetti sveglio per molte ore. Ero diventato alpino, avevo diciassette anni e un mese); a questi aggiunge risultati di ricerche, attraverso documenti storici, relativi alla sua guerra. Così che i suoi ricordi personali sono avvalorati e supportati da notizie oggettive e verificate.
Ma ciò che trasporta sempre, in questo centinaio di pagine, è la semplicità della scrittura e la sincerità dei sentimenti, così da seminare continue emozioni. Con la solita pacatezza e con altrettanta lucidità, vi fa emergere il sofferto evolvere delle convinzioni, proprie e di tanti giovani, illusi e ingannati da una patria che li voleva eroi.
E di fronte ad una commedia che diventava dramma[…] incominciai a dubitare, ma anche mi sembrava di mancare al mio dovere di italiano e di alpino, e cacciavo questo pensiero. Fino a maturare un pensiero consapevole e chiaro (quanta retorica e [...] quante parole vacue per confondere le idee, per nascondere la verità, per illudere ancora chi non voleva aprire gli occhi alla realtà.

Ero imbevuto di fantasie romantiche… «Ragazzo, tu parti perché sei un soldato. Ti auguro solo di ritornare». Queste ultime parole [dello zio Toni] scesero pesanti e riprendemmo l’ultima partita. Loro, quelli contro cui andavo a combattere, avevano il settebello, gli ori, gli assi; noi le scartine. Le nostre figure erano già state tutte giocate.
Profile Image for Francyy.
694 reviews73 followers
February 18, 2018
Si arruola a diciassette anni, credendo nel calore della Patria e nel dovere di difenderla e di rappresentarla nelle battaglie di conquista. Poi la Grecia, la Russia, l8 settembre e la prigionia aprono uno squarcio in questa certezza è di rende conto che suo zio, in quel l'ultima partita a carte giocata a Torino con altri operai aveva ragione. Flash minuziosi, apparentemente secondari degli anni dal 38 al 45, ma che ci immergono nella storia vista da chi l' ha vissuta
41 reviews1 follower
June 22, 2025
"Capii che gli uomini liberi non erano quelli che ci custodivano, tanto meno quelli che combattevano per la Germania di Hitler. Che noi lì rinchiusi eravamo uomini liberi."
65 reviews
September 21, 2025
Una breve parziale biografia dello scrittore relativa agli annl della prima giovinezza fra i 17 e i 23 anni circa.la lettura, anche se è un po’ didascalica, è piacevole.
Profile Image for Massimo Carcano.
529 reviews7 followers
December 16, 2020
È dai tempi del liceo che leggo affascinato Rigoni Stern e ogni volta che ho avuto modo di ascoltarlo ne sono rimasto colpito tantissimo. Quando è morto ho pensato che ci avesse lasciato una di quelle rare persone in grado di essere un valore aggiunto per il genere umano, con la sua capacità di trasmettere alle nuove generazioni l’importanza di vivere in pace con gli altri e con la natura. In queste poche paginette, scritte a ottant’anni su richiesta di Einaudi, ci racconta gli anni della sua gioventù, dall’arruolamento negli alpini ancora diciassettenne, alla campagna di Russia con le sue atrocità. Il tutto, sempre, con una leggerezza e una incisività incredibili. Da far leggere e rileggere nelle scuole di ogni ordine e grado!
Profile Image for Simón.
76 reviews29 followers
January 9, 2022
A captivating story of a young man during the WWII. An Italian solider, from the Alpine division, telling his experience growing-up from 1938-1943... And realizing it's true meaning at the end...
This entire review has been hidden because of spoilers.
136 reviews1 follower
November 1, 2024
Questo é un libro che va digerito lentamente. Bisogna capire tutto quello che viene raccontato senza tralasciare niente. Ogni evento, ogni paese nominato é importante solo per capire l'estensione geografica ed etnica dei patimenti che l'autore e i suoi commilitoni (e non solo) hanno subito durante la seconda Guerra Mondiale come componenti del Corpo Alpini.
E chiudo qui perché il libro si commenta da solo, cito solo una frase detta ad inizio volume dal curatore di questa nuova edizione Marco Balzano: "Cos'altro é stata la memoria per Mario Rigoni Stern se non un albero ferito che, grazie alla possibilità di raccontare, non smette ancora oggi di sbocciare?".
Profile Image for Chiara.
5 reviews4 followers
January 9, 2025
[Com'era triste il mio animo in quell'estate del 1943, che macigno pesava sul cuore. No, non avevo rimorsi per come mi ero comportato durante le battaglie; quando mi avevano ordinato di uccidere e non era necessario, avevo disubbidito. Ora, verso la fine della mia vita, posso dire che sono più quelli che ho salvato di quelli che ho ucciso.]

[Per noi rinchiusi dentro l'I-B venne un inverno grigio con pioggia, umido, freddo, neve, pidocchi e voli di corvi nel cielo. E sempre quella fame che ci rendeva ogni giorno più emaciati. In questo squallore avevo compiuto il mio ventiduesimo compleanno.]
Profile Image for Anna A.
32 reviews1 follower
November 16, 2020
Ho riletto questo appassionato diario-racconto che R. S. fa dedicandolo ai giovani ragazzi delle scuole. La storia di un ingenuo 17enne, appassionato della montagna e della propria patria, che lentamente ma con sempre più convinzione diventa consapevole della barbarie della guerra e dei crimini di Hitler e del suo tracotante alleato Benito Mussolini.
Profile Image for Roberto.
41 reviews2 followers
March 22, 2020
Brevissima autobiografia del Sergente Maggiore più famoso delle truppe Alpine. Lettura piacevolissima, il tempo di un viaggio in treno Torino - Pordenone.
Profile Image for Hairdryer.
70 reviews
July 24, 2021
It was full of deaths and ovrall not-so-nice-moods, but I have to say that I liked it because it brough be up to the past, some of the descriptions were very good. I also took a quick glimpse at how was war out there in the past. 3.5/5 stars.
This entire review has been hidden because of spoilers.
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