Le BR sono una piccola bottega, ma hanno una grande insegna
1978, Roma, via Montalcini n°8, piano 1 interno 1.
Proprietaria dell'appartamento: Anna Laura Braghetti.
Un'indicazione come tante, se non fosse che l'appartamento sopra menzionato è servito da prigione del popolo per i 55 giorni del sequestro Moro.
Diventa importante e necessario, quindi, per comprendere in parte quei 55 giorni, avere il punto di vista di una diretta interessata appartenente alla colonna romana delle BR, la cui quotidianità si divideva tra il normale lavoro di impiegata e quello eccezionale di brigatista.
In questo libro la Braghetti, oltre all'evento Moro condiviso con Prospero Gallinari (suo compagno e futuro marito), Mario Moretti e Germano Maccari, esplora le scelte della sua vita, la lotta armata, gli omicidi, il suo arresto nel 1980 e il successivo carcere. Nel farlo, lo sguardo che getta sulla narrazione è soggettivo più che oggettivo, non è una testimonianza politica, la sua, ma il tentativo di umanizzare il contesto in cui ci si muoveva in quegli anni se avevi in testa un'ideologia rivoluzionaria e ci credevi.
"Buongiorno, notte" di Bellocchio è il film liberamente tratto da questa esperienza.
"Quando il garage fu di nuovo deserto, comunicai a Germano e Mario che il pericolo era passato. Sentii una prima raffica, poi trascorse un istante e ne sentii una seconda, più breve. I colpi silenziati facevano un rumore strano, di tonfi soffocati. Ancora qualche minuto, poi Mario, dall’interno, mi chiese di sollevare la porta del box. L’auto si mosse lenta. Dissi freneticamente che dovevano cambiare macchina, perché la signora dell’ultimo piano ci aveva visti. Ma loro non ascoltarono. Erano pallidi e stravolti. Partirono.
Chiusi a chiave la porta del mio garage. Uscii sulla strada. In giro c’era solo un uomo che portava a spasso il cane”