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Il prigioniero

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Il libro di Anna Laura Braghetti e Paola Tavella è un documento unico che ricostruisce come mai è stato fatto la vita dell'ostaggio e dei sequestratori durante i 55 giorni del sequestro Moro, raccontando la quotidianità, i gesti, i rapporti umani, le conversazioni, gli scontri, le paure e le speranze delle persone che abitarono l'appartamento-prigione. La voce narrante è quella della Braghetti che comperò, arredò e preparò la casa di via Montalcini e che racconta, dall'interno e nei dettagli, una delle vicende più drammatiche e determinanti della storia d'Italia. Nel farlo, parla anche della sua vita, dell'incontro con la lotta armata, della sua doppia esistenza di impiegata e di militante clandestina, dell'omicidio di Vittorio Bachelet di cui è responsabile, fino all'arresto, nel 1980, alle carceri speciali, al cambiamento interiore. Ne esce il ritratto sofferto, a suo modo esemplare, di una vita travolta dalla fede rivoluzionaria e, insieme, di un'intera generazione politica.
"La mia scelta di entrare in una organizzazione armata è stata il frutto di un lungo, lento corteggiamento, un avvicinamento graduale, passo per passo. Come un meccanismo che, prima di mettersi in moto, faccia scattare tanti clic impercettibili, uno dopo l'altro, fino al momento finale quando ogni passaggio è compiuto e la macchina è avviata in tutta la sua potenza. Forse il periodo in cui sono stata una spettatrice in platea mi è servito a decidere se farmi o no definitivamente da parte. Era un tempo d'attesa, cercavo un modo per cambiare il mondo e tentavo di capire se le Brigate Rosse fossero o meno uno strumento per far diventare realtà il sogno rivoluzionario."

203 pages, Paperback

First published January 1, 1998

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,467 reviews2,441 followers
November 22, 2025
BUONGIORNO, NOTTE


Anna Laura Braghetti nella ‘gabbia’ durante il processo.

Il prigioniero del titolo è Aldo Moro. La prigionia è quella che dopo il sequestro di via Fani, con strage “collaterale” (i cinque militari di scorta), dura 55 giorni, fino al ritrovamento del corpo nel bagagliaio della R4 color rosso parcheggiata in via Caetani, luogo dove la sosta è più complicata e difficile di un terno al lotto, praticamente impowwibile.
I 55 giorni di prigionia si svolgono in via Montalcini, quella parte di Roma denominata Villa Bonelli, tra Magliana, Colli Portuensi e Monteverde.
È un punto di vista interessante, un racconto per certi versi inedito che è servito da ispirazione per il film di Marco Bellocchio Buongiorno notte in cui Maya Sansa interpreta il ruolo che fu della Braghetti.


Nel film di Bellocchio, Maya Sansa interpreta Chiara, personaggio ispirato a Anna Laura.

Anna Laura Braghetti era la proprietaria intestataria dell’appartamento di via Montalcini, un piano terra di 100 mq con giardino, garage e cantina, acquistato per 45 milioni di lire su precise istruzioni di Mario Moretti, che le spiegò tutti i requisiti necessari: per esempio, niente negozi e vetrine, nessuna fermata del bus in prossimità, ecc.
Le BR si prepararono all’azione con largo anticipo: il sequestro avvenne il 16 marzo del 1978, la casa fu acquistata a giugno dell’anno prima.
Aldo Moro viene rinchiuso ininterrottamente dal 16 marzo al 9 maggio 1978 in un cubicolo 2,80m per 1m separato dallo studio con una parete insonorizzata e accessibile da una libreria che ruota su un cardine. Alla fine del sequestro le BR smantelleranno la parete ma Braghetti continuerà a vivere lì per ancora un anno, quando – convinta di essere seguita dalla Polizia – scapperà lasciando alla zia l’incarico di vendere. La zia riesce a rivendere l’appartamento ancora per 45 milioni.


Nella casa covo della prigione-del-popolo i quattro brigatisti sequestratori seguono le notizie al telegiornale.

Un libro-documento che ricostruisce la vita dell'ostaggio e dei sequestratori durante i 55 giorni del rapimento Moro, raccontando la quotidianità, i gesti, i rapporti umani, le conversazioni, gli scontri, le difficoltà, gli aneddoti delle persone che abitarono l'appartamento-prigione. E su questo aspetto mi pare che verta buona parte della sua originalità e unicità.
Anna Laura alterna capitoli dedicati alla vita nella casa durante la prigionia ad altri dove ricapitola la sua vita, le sue scelte, la famiglia, gli amici. Anche qui sa essere sincera – o almeno me ne ha dato l’impressione – e particolarmente umana ricostruendo il suo percorso e i suoi sbagli, che sul momento, a quell’epoca, le sembrarono la sola unica scelta giusta.
Parla della sua famiglia: ha perso i genitori, la madre quando aveva solo cinque anni, il padre più tardi, è una famiglia composita dove contano molto le zie, una famiglia solidale, che non giudica, che fa lunghi viaggi in treno per andarla a trovare in carcere. Ma mai, neppure di striscio, un accenno al cugino, in realtà fratellastro, Gianluca Peciola, che ha scritto un suo libro, La linea del silenzio, dove invece Anna Laura è protagonista.


Roberto Herlitzka è Aldo Moro.

Parte del progetto rivoluzionario, Anna Laura svolgeva senza protestare compiti tradizionalmente affidati alle donne. Per esempio, la cucina, la spesa alimentare, che doveva suddividere in due diversi momenti: al mattino presto prima di recarsi al lavoro (impiegata in zona EUR) e la sera al ritorno, per non essere vista con troppe buste. Fatto che avrebbe implicato una popolazione domestica superiore ai due residenti ufficiali, lei e Germano Maccari, che andava sotto lo pseudonimo di ingegnere Altobelli.
In realtà, in quella casa durante i 55 giorni, viveva ovviamente il prigioniero, Aldo Moro, e altri due carcerieri, Mario Moretti e Prospero Gallinari, il vero compagno di vita di Anna Laura.
Moretti si inventò un sistema di ascolto per coinvolgere anche la Braghetti e Maccari, che non avevano nessun contatto col prigioniero, del quale si occupavano esclusivamente Moretti, per la parte cosiddetta interrogatorio, e Gallinari per cibo, igiene e altre necessità


Il pasto serale in comune.

Anna Laura abbraccia senza se e senza ma la versione dei fatti per così dire ‘morettiana’: di Mario Moretti parla benissimo, lo descrive come vero leader delle BR, uomo di grande talento organizzativo. E quindi, come per Moretti, del rapimento Moro si sa tutto, niente è rimasto segreto, non ci sono misteri, non c’è “Grande Vecchio” (espressione coniata da Craxi), non c’è nessuno che si nasconde a capo e/o dietro le BR, niente servizi segreti, nessuna guida esterna.
Alberto Franceschini, fondatore delle BR con Curcio e Cagol, che invece credeva alla versione opposta, viene qui descritto come un paranoico.

PS
Dopo il sequestro, Anna Laura ha ucciso il giudice Bachelet e partecipato all’azione di piazza Nicosia a Roma dove due poliziotti rimasero uccisi.
PPSS
Il 6 novembre scorso Anna Laura Braghetti è morta. Aveva settantadue anni.


La celebre polaroid scattata dopo il falso comunicato 6 che dava Moro per morto e sepolto nel lago della Duchessa (che però era completamente ghiacciato).
Profile Image for Gibson.
690 reviews
February 10, 2023
Le BR sono una piccola bottega, ma hanno una grande insegna

1978, Roma, via Montalcini n°8, piano 1 interno 1.
Proprietaria dell'appartamento: Anna Laura Braghetti.
Un'indicazione come tante, se non fosse che l'appartamento sopra menzionato è servito da prigione del popolo per i 55 giorni del sequestro Moro.
Diventa importante e necessario, quindi, per comprendere in parte quei 55 giorni, avere il punto di vista di una diretta interessata appartenente alla colonna romana delle BR, la cui quotidianità si divideva tra il normale lavoro di impiegata e quello eccezionale di brigatista.

In questo libro la Braghetti, oltre all'evento Moro condiviso con Prospero Gallinari (suo compagno e futuro marito), Mario Moretti e Germano Maccari, esplora le scelte della sua vita, la lotta armata, gli omicidi, il suo arresto nel 1980 e il successivo carcere. Nel farlo, lo sguardo che getta sulla narrazione è soggettivo più che oggettivo, non è una testimonianza politica, la sua, ma il tentativo di umanizzare il contesto in cui ci si muoveva in quegli anni se avevi in testa un'ideologia rivoluzionaria e ci credevi.

"Buongiorno, notte" di Bellocchio è il film liberamente tratto da questa esperienza.

"Quando il garage fu di nuovo deserto, comunicai a Germano e Mario che il pericolo era passato. Sentii una prima raffica, poi trascorse un istante e ne sentii una seconda, più breve. I colpi silenziati facevano un rumore strano, di tonfi soffocati. Ancora qualche minuto, poi Mario, dall’interno, mi chiese di sollevare la porta del box. L’auto si mosse lenta. Dissi freneticamente che dovevano cambiare macchina, perché la signora dell’ultimo piano ci aveva visti. Ma loro non ascoltarono. Erano pallidi e stravolti. Partirono.
Chiusi a chiave la porta del mio garage. Uscii sulla strada. In giro c’era solo un uomo che portava a spasso il cane”
Profile Image for Laura.
119 reviews8 followers
June 24, 2021
La storia del rapimento Moro e delle Brigate Rosse raccontata da una delle donne protagoniste del sequestro: Anna Laura Braghetti. In realtà, fu l'unica donna a vivere in via Montalcini durante i cinquantacinque giorni. In questo libro, che sembra quasi un romanzo, Braghetti racconta la sua storia come militante delle BR e le conseguenze che ciò ebbe sulla sua vita.
Leggendolo mi è sembrato di cogliere una punta di amarezza, che trovo perfettamente plausibile per una persona che scrive di ciò che le ha segnato la vita per sempre. Penso, inoltre, che sia un'importante testimonianza della presenza femminile all'interno delle Brigate Rosse, che era sicuramente maggiore rispetto a quella della politica negli stessi anni, il che fa molto riflettere.

Non riesco ad avere un pensiero chiaro sulla storia delle Brigate Rosse, soprattutto dopo aver letto questo libro, in cui il confine tra ciò che è giusto e sbagliato appare molto sottile se non invisibile. Infatti, leggendo le ultime pagine relative all'esecuzione vera e proprio di Moro, è inevitabile chiedersi quale ideologia possa valere più di una vita umana. Ma poi leggo di irruzioni della polizia all'interno di una "base" in cui sono stati uccisi mentre dormivano quattro brigatisti, il che mi porta a chiedermi se ci sia una parte giusta o sbagliata da cui schierarsi. Riesco solo a percepire la stessa violenza, che talvolta si nasconde dietro ideologie estreme, talvolta invece dietro la pretesa di difendere lo Stato.

Libro consigliatissimo. Leggere di questi avvenimenti da chi è stato/a protagonista è essenziale per comprenderli.
Profile Image for Sara Sinopoli.
15 reviews
February 28, 2021
La storia del rapimento Moro raccontata da una delle brigatiste, nonchè unica donna, ad essersene occupata.
Il libro da un lato permette quasi di umanizzare le Br e dall'altro aizza il sentimento di ripugnanza nei confronti di quella Dc ignava e subdola che è forse stata il peggior partito politico d'Italia.

Gaber diceva:
E se al mio Dio che ancora si accalora
Gli fa rabbia chi spara
Gli fa anche rabbia il fatto che un politico qualunque
Se gli ha sparato un brigatista
Diventa l'unico statista
Io se fossi Dio
Quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio
C'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
Che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia cristiana
è il responsabile maggiore
Di vent'anni di cancrena italiana.
Profile Image for Laura Costantini.
Author 48 books97 followers
February 16, 2016
Andrebbe consigliato a tutti coloro che vogliano fare uno sforzo di comprensione di un periodo storico per alcuni versi ancora troppo vicino per essere guardato con il necessario distacco.
Profile Image for Ava Siena.
101 reviews
May 13, 2024
The first thing to consider with this book is that this is not a fictionalised nor dramatised account of the story. Therefore there is not a lot of background detail, it assumes a lot of knowledge about the BR and Aldo Moro. This is not the book for you if you are trying to get inside the mind of a female killer as it is not a psychological thriller. What this book does is accurately account the kidnapping and murder of Moro from the point of view of someone involved. If that’s what you go in expecting, this book is worth the read
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