«Con il lavoro che ho scelto di fare, mi aspettavo che la mia vita sarebbe stata diversa. Mi immaginavo lunghe giornate a leggere manoscritti che avrebbero cambiato la storia della letteratura, conversazioni rivoluzionarie in fumose bettole del centro storico con scrittori leggendari, illuminanti riunioni di redazione che sarebbero proseguite con memorabili serate in trattoria. Avevo creduto di poter ripetere facilmente l'esperienza del "New Yorker" di William Shawn, della Shakespeare & Company di Sylvia Beach, della City Lights di Ferlinghetti, dell'Einaudi di Vittorini-Calvino-Pavese. Avevo dimenticato che l'editore non è solo un appassionato di libri, un animatore culturale, ma è fondamentalmente un imprenditore, con tanto di partita iva, obblighi fiscali e bilanci depositati».
"Un libro iniziato e non finito è sempre un libro iniziato e non ancora finito. È una porta aperta che resta aperta fino a che non arrivi all’ultima pagina."
Non ci sono terapie, non ci sono sintomi, non ci sono paure né tanto meno ci può essere alcuna certezza, se non questa: mi sto trasformando in un libro, e quel libro che sono io si sta trasformando a sua volta in un uomo.
Interessante questo libricino di Marco Cassini, fondatore e dirigente della minimum fax, casa editrice indipendente che, personalmente, regala spesso grandi romanzi. Una chiara descrizione del mestiere dell'editore oggi.
Tra le mie recenti letture, un posto peculiare è riservato a quella letteratura di stampo prettamente editoriale (consigli per gli scrittori, come il libro-manuale di Stephen King, o resoconti panoramici sulla storia della letteratura, come il saggio di James Wood). Questa volta, mi sono spostata in un ambiente più vicino al nostro, quello italiano, con la storia di Minimun Fax e del suo creatore, Marco Cassini.
«Io infatti, a causa di questo equivoco, mi immaginavo una vita fatta solo di lunghe giornate su un divano a leggere libri e manoscritti alla scoperta del talento che avrebbe cambiato la storia della letteratura; di conversazioni rivoluzionarie in fumose bettole del centro storico di una qualunque capitale mondiale con scrittori leggendari o ancora sconosciuti ma alla cui leggenda avrei contribuito con il mio apporto decisivo; di illuminanti riunioni di redazione con collaboratori, consulenti, amici, traduttori che sarebbero proseguite con memorabili serate in trattoria; di meravigliose sessioni di scrittura»
Minimun Fax è, ancora oggi, un'attivissima casa editrice, magari non famosa come Mondadori, ma molto attenta nella cura del loro catalogo e degli scrittori che ne entrano a far parte.
Il libro è una grande considerazione/testimonianza sul mondo dell'editoria, tra aspettativa e realtà, sul lavoro dell'editore, il rispetto delle scadenze, la burocrazia, i conti da far quadrare e i sogni da non cancellare. Un libello molto breve; interessante per chi è incuriosito e affascinato dal mondo editoriale italiano (anche per i suggerimenti di lettura finali).
Insomma, leggendo mi sono detta: è questo il modo in cui mi ero immaginata l'editore tipo. È lui quell'editore devoto, attaccato al lavoro, amante dei libri, cullatore di sogni, fata madrina di scrittori disorientati.
Certo, non sperare di trovarci il segreto per la pubblicazione o per avvicinare una casa editrice. Quello è un mistero più misterioso della leggendaria formula della Coca-Cola.
Il guaio è che, come sempre, tutti i sogni devono far i conti con la realtà.
Me gusta mucho su sentido del humor y la estructura del libro. Es aparte realmente lindo reconocer sueños, manías, miedos e ilusiones. Creo que es una buena brújula sobre el mundo de la edición literaria.
Questo saggio, davvero molto breve (tanto che lo si legge in qualche ora), è un’immersione calcolata in alcuni attimi significativi dell’anno editoriale della minimum fax, ma anche nei momenti chiave che hanno segnato la storia della casa editrice, dalle sue origini alle tappe straordinarie che hanno dato una svolta al lavoro. E il tutto raccontato in una narrazione fluida che rappresenta quasi una conversazione con il lettore, fatta di aneddoti, riflessioni, confessioni e analisi di come il percorso di vita, carriera e delle bolle da mezzanotte alle cinque sia un’espresse dell’attaccamento a quella figura autorevole e idealizzata che è un “editore”. […] Sicuramente Refusi: Diario di un editore inCorreggibile è una lettura di settore, ma che credo andrebbe fatta un po’ da tutti, quanto meno per ricordare che, comunque, anche l’editore, che legge, valuta, corregge e pubblica libri, è un essere umano, che ha i propri tempi, le proprie esigenze e i propri limiti. Il volume, che risale al 2007, offre un ottimo spunto per capire il mondo dell’editoria indipendente, lontana dai grandi numeri di quella di massa, più piccola ma altrettanto prolifica e molto più dinamica di quanto possa sembrare!
Che un editore parli del proprio progetto culturale – e annessa malattia psicosomatica (bolle su tutto il corpo. Diagnosi: stress) – con un marchio editoriale diverso dal proprio non fa che accrescere la mia stima nei suoi confronti. Sarebbe poco serio descrivere le prime pubblicazioni, e l’arrivo natalizio della conferma di acquisizione dei diritti di Raymond Carver pubblicando il testo con la stessa casa editrice di cui si parla.
Marco Cassini, fondatore della casa editrice minimum fax, non è simpatico in questo suo diario. Trasuda di quell’orgoglio saccente di chi il proprio lavoro – dipendente o a maggior ragione imprenditoriale – lo ha sempre vissuto con lo spirito del crociato, con fede (e quindi amore) prima che per dovere.
Manifesta la consapevolezza politicamente corretta di sapere che non sta salvando i bambini dalla fame nel mondo, ma ha pure una mente sufficientemente deviata da fare come se. E infastidisce a volte come ogni fanatico, che con l’illuso condivide una certa cecità, quella di pensare che il lettore medio in libreria scelga la casa editrice prima del libro. Ma chi condivide questa abnegazione malsana al limite dell’orticaria, questa passione professionale intrisa di patimento, non potrà che sentire come intimamente proprio l’outing onesto e romanzesco di un editore incorreggibile come Cassini. E perdonargli persino quei periodi ciceroniani con cui si bea della propria familiarità con la bella scrittura. Chi ci si riconosce, e magari abita pure lo stesso mondo, non può non dedicargli una serata. La serata giusta, però. In bocca lascia anche un gusto amaro, perché a volte c’è da aver paura che i propri sogni si realizzino.