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L'ultimo dio

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Mimì è un adolescente confuso e insicuro, cresciuto in una famiglia in cui la follia sembra avere fissa dimora. La morte del padre lo obbliga a una crescita improvvisa. Ma invece di assumersi la responsabilità della famiglia, Mimì decide di scappare lontano, cercando altrove un destino migliore. Iniziano gli spostamenti randagi e avventurosi senza un soldo in tasca, fino all'arrivo a Bologna. Qui, nella cucina di un ristorante dove lavora come aiuto cuoco, Mimì scopre un libro, regalatogli da un cliente, che gli parla come mai era successo prima e che gli mostra finalmente il modo per appropriarsi della propria vita e di se stesso. Un romanzo di formazione, autobiografico, che intreccia le vicende del protagonista con quelle del poeta Emanuel Carnevali.

188 pages, Paperback

First published January 1, 2004

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About the author

Emidio Clementi

14 books9 followers

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1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for chiara_librofilia.
427 reviews35 followers
September 11, 2021
Questo libro mi ha ricordato che, a volte, è necessario mettere delle distanze tra noi, i nostri affetti, le nostre passioni e le cose che ci appartengono perché, forse, solo così è possibile conoscersi meglio e imparare a vivere quell'unica vita che abbiamo e senza dover necessariamente ricorrere ad una nuova maniera di immaginare il mondo e illudendosi poi di crederci per davvero.
Il protagonista di questo libro - per buona parte autobiografico - è un trentacinquenne con alle spalle una famiglia complicata e piena di silenzi, che finisce per essere sommersa dai debiti e dalle incomprensioni, subito dopo la morte del capofamiglia. E lui, invece, di crescere e di accollarsi le proprie responsabilità familiari, abbandona tutto e tutti e si mette a viaggiare per mezza Europa, lasciandosi guidare solo dall'istinto e dalla passione per la musica e la scrittura e soprattutto cercando di afferare quella vita che gli è sempre sfuggita per la coda.
Una lettura bella intensa, poetica ma mai stucchevole che vuol essere un tributo ad Emanuel Carnevali e al suo "Il primo Dio" ma soprattutto capace di ricordaci che: a volte ci si rompe ma bisogna sempre avere poi il coraggio di ritrovare i pezzi e di provare ad incastrarli nuovamente.
Profile Image for MartiL.
138 reviews1 follower
June 23, 2017
La lettura de "L'ultimo dio" mi ha dato l'ennesima conferma che Clementi è tra i più affascinanti e migliori artisti italiani di sempre.
Profile Image for Paolo.
64 reviews11 followers
January 26, 2014
"Conosco alcuni fatti isolati ma niente che li tenga uniti".

Con "L''ultimo dio" Clementi fa ritorno al passato remoto. "Fatti così lontani nel tempo possono formare una lunga catena di anelli incastrati tra loro? Ma se così fosse, dove cominciano veramente gli anelli? E chi può dire quando la catena è completa?".

E' un libro asciutto, pieno di sostanza, quasi viscerale. Ma chi ha conosciuto Emidio Clementi prima come musicista e autore dei testi dei Massimo Volume, che come scrittore, rischia di rimanere con pizzico di amaro in bocca.

E' un paragone ingrato ma inevitabile. I testi dei Massimo Volume, gruppo scioltosi nel 2002 e riformatosi nel 2008, erano potenti. Quei testi, certamente rafforzati della musica ipnotica e dal cantato-non cantato, erano capaci di evocare immagini e sensazioni che turbavano, scavavano dentro fino a trasformarti. "L'ultimo Dio" non ha la stessa potenza narrativa, ma rappresenta certamente un'esperienza positiva dell'Emidio Clementi artista.
Profile Image for hayden_.
72 reviews
April 6, 2019
Non ho parole, sono sottosopra. Questo libro ”parla di uno come me”. La storia di Clementi è anche la mia. Mi ha ribaltato. In tutto. Lo rileggerò ancora, e ancora e ancora.
Fino a pagina 70 l’ho letto in ritagli di tempo. Da lì fino alla fine l’ho divorato in un viaggio in autobus. Scorre che è una meraviglia. Il suo stile mi piace tantissimo!
Profile Image for Isabella.
4 reviews1 follower
October 21, 2024
Odiavo quel lavoro. Odiavo trascorrere 10 ore dentro un supermercato, con le luci al neon e la musica da radio sempre uguale. Odiavo infastidire le persone per fargli spendere soldi per comprare prodotti inutili. Odiavo dover sempre sorridere e non dire mai quello che pensavo veramente. Odiavo la noia dei tempi morti. Odiavo che quel lavoro non avesse nulla a che fare con quello che amavo.

Avevo poco più di vent'anni e le emozioni mi colpivano tutte come un treno sparato a centinaia di chilometri orari. Il mio odio verso quel lavoro mi riempiva totalmente mentre durante la pausa pranzo mangiavo un panino, dilaniata tra furore cieco e terrore sconfortato per quello che mi aspettava dopo l'interruzione.

Nei giorni peggiori, sopraffatta dai continui stimoli esterni, mi rifugiavo a mangiare in macchina. Una di quelle volte iniziai L'ultimo dio di Emidio Clementi. Mi piaceva così tanto che mi trovai a centellinarlo, per tenerlo con me più a lungo possibile.

Parlava di un ragazzo che mi sembrava di capire benissimo e che aveva tanto da insegnarmi. Anche a lui piaceva scrivere. Però pensava "che per avere qualcosa da dire mi occorrerebbe un'altra vita, una di quelle ricche e profonde in cui basta immergerci le mani per catturare le storie". Faccio una smorfia. Anch'io trovo implausibile che queste eterne giornate al supermercato possano ispirarmi qualcosa di interessante.

Poi, come in un gioco di scatole cinesi, leggo l'autore sperimentare un'epifania tramite la lettura di Emanuel Carnevali, ed io a mia volta, grazie a questo resoconto, ho una rivelazione che mi accompagnerà per sempre.

"Improvvisamente, allora, mi rendo conto che dentro quei lavori del cazzo a cui immolo la maggior parte del tempo, se solo riuscissi a scorgerla, c'è scritta anche la mia storia; che in quello che ho vissuto, c'è tutto quello che devo dire. Un'altra vita non mi servirebbe a niente, devo solo imparare a usare quella che ho."

Alzo gli occhi dalla pagine. Non devo riversare la mia vita nella scrittura, ma viceversa. Se osservo la realtà intorno a me con lo sguardo di un autore, potrò trovare una storia anche nei dettagli che adesso mi appaiono insignificanti. In questo modo potrò non solo scrivere, ma anche vedere il valore in tutto ciò che mi circonda, persino nel lavoro da promoter.

Comincio a segnarmi i personaggi del supermercato che trovo più interessanti, ci fantastico su. La risata strana di una donna, lo scambio di battute tra una madre stanca e il figlio assente. Di chi è innamorata quella ragazza dall'aria sognante? A che tipo di solitudine scappa il signore che è qui tutte le mattine e i pomeriggi? In una giornata più dura delle altre passa davanti a me una famiglia con una bambina sui 3 anni, che sembra fatta per diventare un fumetto. A casa la disegno con gli acquerelli, attacco quel quadratino di carta al mio armadio, insieme alle cose che mi piace vedere ogni giorno.

"È da questo momento che la mia prospettiva comincia a cambiare. Per la prima volta osservo. Quella porzione di mondo contro cui sbatto la testa tutti i giorni, si apre all'improvviso di fronte ai miei occhi. Comincio a vedere i fatti, i posti, le persone tornare a galla e ruotarmi intorno come astronauti dentro una navicella spaziale. A questo punto posso catturarli, infilarli nel mio mondo e manovrarli. E diventare un dio."

Instagram:libri_e_fattimiei
Profile Image for Luigi.
94 reviews16 followers
February 4, 2013
Un'autobiografia molto bella, coinvolgente e naturale, Clementi riesce a descrivere molto efficacemente i protagonisti della sua vita, mette a fuoco alcuni momenti della sua vita in modo magistrale, riesce a farci identificare con i suoi problemi e a seguirlo logicamente nelle sue azioni
Profile Image for Hex75.
987 reviews60 followers
August 17, 2017
emidio clementi racconta se stesso, il suo incontro con emanuel carnevali, il modo in cui l'opera del secondo cambierà la vita del primo. per fan?si, per fan. ma la forza del libro è tale che anche gli altri (per quanto mi dispiaccia per loro) non potranno restare indifferenti.
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